Rassegna Stampa

Le scuole e i giardini di Pecorara intitolati agli eroi del quotidiano

Data: 19/07/2020

Lo storico parroco don Angelo Villa e gli alpini Carlo Valorosi e Gino Quadrelli rievocati alla festa del patrono di Alta Val Tidone

I festeggiamenti dedicati ieri al patrono del comune di Alta Val Tidone, san Colombano, hanno unito il ricordo di chi in passato si è speso per la comunità, all'omaggio di chi oggi, camminando nel solco di quegli esempi, si impegna perché nessuno sia lasciato indietro, con gli occhi puntati alla figura del santo il cui carisma ha plasmato l'identità di un intero territorio. A Pecorara, dove ha fatto tappa la seconda edizione della festa patronale del giovane comune nato dalla fusione tra Pecorara, Caminata e Nibbiano, il passato ha il volto dell'indimenticato parroco don Angelo Villa, a cui è stata intitolata la scuola del paese, e di due storiche penne nere, Carlo Valorosi e Gino Quadrelli, ai quali sono stati intitolati i giardini accanto alla scuola. Una statua, dono degli alunni della scuola primaria, testimonia la volontà di onorare i valori su cui i due alpini improntarono la loro vita. A don Villa è stata invece intitolata la scuola. «È stato un cittadino, sacerdote, operaio della vigna del Signore arrivato il 3 settembre del 1978 a Pecorara per costruire una famiglia» ha ricordato monsignor Mario Dacrema. In 40 anni filati di servizio come prete di montagna, don Villa si fece promotore di decine di iniziative: dal coro ai restauri dei luoghi sacri, dalle feste della mamma alle bambine chierichetto, dalla sala giochi alla compagnia teatrale. «Nel suo abbraccio aperto alla gente, dai piccoli ai giovani, dagli adulti agli anziani – ha ricordato il sindaco, Franco Albertini – don Angelo ha unito la comunità locale in una dimensione di gioia contagiosa». Lo spazio verde accanto alla scuola ricorda l'operosità dei due storici alpini, che il 12 febbraio del 1946 diedero impulso alla nascita del locale gruppo delle penne nere. Quadrelli sino alla sua morte, nel 2005, ne fu anche a capo del gruppo. «Ricordarli in questo modo, intitolando loro questo spazio – ha sottolineato il presidente provinciale Roberto Lupi – ha il senso di trasmettere i nostri valori ai più giovani, sperando che un domani possano seguire le orme dei nostri vecchi». «Uno spazio verde che speriamo venga utilizzato nel migliore dei modi, come si conviene a tutti i beni pubblici» ha auspicato l'onorevole piacentino Tommaso Foti, tra gli ospiti dei festeggiamenti dedicati a San Colombano. L'omaggio a quegli eroi del quotidiano, che silenziosamente hanno operato per costruire un senso di identità comune all'interno della propria comunità, si è unito all'omaggio alla figura del santo patrono. «Gli chiediamo di guidare i nostri passi – ha detto il cancelliere vescovile e parroco di San Colombano in Bobbio, don Mario Poggi – perché possiamo lavorare assiduamente e con continuità per testimoniare il vangelo non con altisonanti parole ma con uno stile di vita evangelico». Da Bobbio, sede del monastero fondato dal santo abate venuto dall'Irlanda, l'assessora Giorgia Ragaglia ha portato il saluto «perché - ha detto – siamo tutti membri della stessa comunità fondata da San Colombano». «La nascita di Alta Val Tidone – ha ricordato il sindaco Albertini – ci invita a scoprire i tesori nati sulla civiltà colombaniana, che deve camminare nel presente».

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