Rassegna Stampa

M5s, Lega e Fdi il fronte del Si', Dem attendisti

Data: 17/08/2020

Le posizioni a un mese dal voto. Il Pd: «Prima nuova legge elettorale proporzionale»

C'è chi voterà Sì al taglio dei parlamentari senza indugio, M5s, Lega e Fdi. Chi pensa di lasciare libertà di coscienza, Forza Italia. Chi subordina la riforma costituzionale al varo di una nuova legge elettorale in senso proporzionale, il Partito Democratico. E chi una posizione ancora non ce l'ha, Italia Viva. Questo il panorama delle posizioni dei partiti, anche a livello locale. «Voteremo compatti Sì al taglio dei parlamentari, è una battaglia storica del Movimento 5 Stelle - dice Andrea Pugni, capogruppo dei 5 stelle in Comune -. La rappresentatività popolare non ci sembra minacciata vista l'incidenza di parlamentari per abitante rispetto ai paesi più evoluti. Ci sarà inoltre un consistente risparmio di costi. Nulla è immutabile e senza fare demagogia crediamo si possa governare benissimo con 600 rappresentanti eletti dal popolo che ricordiamo sono la massima espressione politica del Paese, devono mostrare rettitudine ed essere un esempio virtuoso per i cittadini e purtroppo non sempre avviene). Semmai i dubbi vengono sulla scelta calata dall'alto di candidati che spesso si mostrano inadeguato al ruolo». Fratelli d'Italia ha votato sempre a favore, in questa legislatura, alla riduzione del numero dei parlamentari. «Un voto coerente con quello espresso dalla Destra anche nel passato - spiega il deputato Tommaso Foti -: si deve votare SI al referendum non per moda, o per i modesti risparmi che comporterà, ma per dare maggiore funzionalità al Parlamento e, conseguentemente, evitare che il Governo lo espropri dei propri poteri attraverso il sistematico ricorso al voto di fiducia. Inoltre, i partiti si vedranno costretti ad una più attenta selezione dei propri dirigenti da proporre all'elettorato, valutandone i meriti degli stessi e non il servilismo. E' un'occasione irripetibile, infine, per avviare altre riforme - costituzionali, e non - volte ad avvicinare la politica ai cittadini, anziché servirsene». Forza Italia non ha per ora preso una posizione ufficiale sul referendum. «Lo spirito liberale del nostro Partito potrebbe arrivare a lasciare libertà di coscienza agli eletti e ai simpatizzanti - osserva il commissario Gabriele Girometta -. So che molti senatori e deputati voteranno no, scelta che anche io condivido. La nostra è una democrazia rappresentativa,non è il caso in questo momento di andarla a distruggere a colpi di antipolitica». La Lega invita a votare Sì al referendum: «Siamo sempre stati a favore della riduzione del numero dei parlamentari - fa notare il segretario Luigi Merli -. La vittoria dei Sì determinerà l'ulteriore delegittimazione del Parlamento attuale con un chiaro invito da parte degli italiani ad andare subito al voto per ristabilire la democrazia in questo Paese». «Il sostegno del Pd al referendum costituzionale sul taglio dei parlamentari di Camera e Senato rimane legato al varo di una nuova legge elettorale in senso proporzionale, anche per garantire ai territori meno popolosi come il nostro, un'adeguata rappresentanza parlamentare - spiega il segretario del Pd Silvio Bisotti -. Posizione chiara, posta alla base del patto di governo varato lo scorso anno con il Movimento 5 stelle e gli altri alleati. Il segretario Zingaretti ha infatti ribadito la richiesta di far rispettare tale accordo da parte della maggioranza di governo cercando di far calendariare, entro il 20 settembre, il pronunciamento sulla legge elettorale di almeno un ramo del Parlamento. In mancanza si presenterebbero evidenti rischi di "tenuta" dei principi costituzionali. Si approverebbe insomma una riforma parziale senza prevederne le conseguenze sulla rappresentanza, sugli equilibri tra i poteri ma principalmente appunto sul sistema elettorale. Pericoli insomma superiori ai benefici». Una posizione ufficiale Italia Viva non ce l'ha. «Rispondiamo ironicamente come ha fatto inquesti giorni Ettore Rosato: "Non vogliamo personalizzare…", (chiaro riferimento al referendum del 2016)» dice Claudia Fratti.

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