Rassegna Stampa

Prodi: 'Si' della Regione alla Diga di Vetto, ma ha escluso gli ambientalisti'

Data: 12/07/2018

VETTO LOTTA ALLA SICCITA IN VAL D'ENZA, CAMBIO DI ROTTA DI BOLOGNA, SILVIA PRODI (ART.UNO-MDP) PRESENTA UN'INTERROGAZIONE «Sì della Regione alla Diga, ma ha escluso gli ambientalisti» 

LA CONTESTAZIONE «Ascoltati soltanto i portatori di interesse economico, altre pratiche virtuose ignorate» 

VAL D'ENZA - CAMBIO DI ROTTA della Regione sulla "diga di Vetto", l'invaso nell'alta Val d'Enza che nelle intenzioni dei promotori potrebbe contribuire a risolvere il problema della siccità in agricoltura, che l'anno scorso si è rivelato particolarmente acuto. Se nel 2015, rispondendo a un'interrogazione del consigliere Tommaso Foti (Fdi), l'assessore Paola Gazzolo aveva definito "irreale" e "del tutto abbandonata" l'ipotesi di realizzare la diga (anche in attuazione delle direttive europee che designano l'area come "sito di importanza comunitaria", ndr), lo scorso 5 giugno il tavolo tecnico Enza della Regione ha approvato un documento di segno totalmente opposto. 

L'ATTO impegna alla creazione di un invaso nell'alta Val d'Enza per uso "irriguo, potabile, industriale e ambientale", che dovrebbe garantire il "risparmio" di circa 50 milioni di metri cubi d'acqua ogni anno per l'agricoltura. 

TUTTO risolto dunque? No perchè, come denuncia la consigliera regionale Silvia Prodi (Art.Uno - Mdp) "le associazioni ambientaliste sono state escluse dal dibattito sulla diga di Vetto". 

IN UN'INTERROGAZIONE a risposta immediata presentata l'altro giorno in Assemblea legislativa. Silvia Prodi annota che "le azioni proposte si limitano esclusivamente a quelle formulate dai portatori di interesse economico. Nel documento, per esempio, non vengono individuate, tra le azioni proposte dai consorzi, interventi per migliorare l'efficienza delle reti idriche". 

A PREOCCUPARE la consigliera è anche il fatto che non si faccia alcuna menzione alle questioni ambientali per un progetto definito di "rilevante impatto ambientale, territoriale ed economico". Infine la replica di ieri della giunta, riguardante uno studio di fattibilità tecnico-ambientale affidato all'Autorità distrettuale di bacino del fiume Po, non ha convinto del tutto Prodi. 

"SI TRATTA di un documento che fotografa la realtà così com'è e passa direttamente alle conclusioni, ascoltando solo i portatori di interesse economico e senza valutare altre pratiche virtuose che si potrebbero mettere in atto". Per questo, conclude la consigliera, "chiederò di portare i risultati in commissione".

Resto del Carlino Reggio Emilia

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