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Rivergaro-Cernusca, 'Ma quali analisi! Ci prendono in giro'

Data: 06/10/2018

SECONDO IL VICEMINISTRO RIXI SERVE ALTRO TEMPO. «CE LO DICONO DAL 1962»

Avete mai letto la poesia (uscì postuma, nel '91) di Giorgio Caproni "Statale 45"? I critici nazionali ci hanno visto, anche a ragione per carità, un rovesciamento dell'anima. Ma forse non avevano mai percorso quella strada che da Piacenza porta al mare. E che concretamente parlando, più che far rovesciare l'anima, fa rovesciare le budella, trascinandosi in una progettazione senza fine: "È una strada tortuosa. Erta. Tipica di queste nostre zone montane", scriveva lucidamente il grande Caproni, decenni fa. "Dovunque, segnali d'allerta. Fondo dissestato. Frane. Caduta massi. Il motore s'inceppa. La ruota slitta sull'erba che vena l'asfalto. La mente è tesa. Non basta la guida più accorta". Ieri, siamo ancora qui: a fotografare, ascoltare la gente, chiedere, cercare di capire. Dove sono finiti i progetti? Arrivano gli asfalti. Sì, ok ma "cadono" poi sotto al peso delle frane. Là: un cedimento. Lì: una frattura della strada. La svolta, insomma, non è mai arrivata. E i titoli degli annunci, negli anni, di tutti i governi e di tutti i colori (si parlò di ammodernamento già negli anni Sessanta), sono oggi una specie di album delle foto di famiglia, ma quelle con il parente antipatico: li guardi con la stessa nostalgia, e la sensazione sotto-sotto di essere stati presi un po' in giro. Questo dicono gli abitanti; la nota del viceministro Edoardo Rixi, in risposta all'interrogazione del parlamentare Tommaso Foti di Fd'I, ha detto chiaramente che, per la Rivergaro-Cernusca, serve altro tempo. Servono indagini geologiche. Quelle del 2017 non bastano più. Sorride amaramente Cisiano, l'abitato che si affaccia su una curva in piena Statale 45 (da qualche tempo, in zona, sulla strada salta continuamente pure la linea del telefonino). Alle spalle c'è la Trebbia; davanti la strada. Parlare con i residenti è facile - sono tutti gentilissimi - ma non è semplice perché il rombo incessante di camion, pullman, moto, auto non sosta. Neppure ieri che era un banale venerdì d'autunno.

Traffico in aumento 
«Oh anni fa per poco non ci lascio la pelle...», ricorda Giuseppina Gardella, classe '34 e occhi ancora azzurrissimi. «Un'auto finì contro la mia casa. Un brutto colpo di sonno. Il traffico non è mai calato, anzi, è aumentato. Vogliono aspettare ancora a darci una strada decente, vero? Ci servirebbe un aiuto, un alleggerimento... Nessuno di noi ha mai chiesto un'autostrada. Ma questa benedetta statale dovrà pur essere sistemata». Il marito di Giuseppina, Lorenzo Frassineti, originario della Romagna e piacentino per amore, faceva un mestiere scomparso: il guardafili. Precisamente, il telegrafista. Spiega che, in 60 anni, non ha mai visto la Trebbia tanto bassa. «Qui è cambiato tutto, tranne la strada. Quella non cambia, al massimo peggiora...», sottolinea. 

I doppi vetri non bastano 
Erminia Moia la pensa allo stesso modo: «Pensi, sono rientrata dall'Inghilterra, dove ho abitato alcuni anni, nel 1962. La nuova Statale 45? La davano già per fatta», ricorda. «Per questo abbiamo costruito questa casa, faccia a faccia con la Statale. Perché credeva mo che sarebbe stata questione di pochi anni e, poi, la cosiddetta "super strada" sarebbe passata a valle, più vicina al fiume. Qui, negli anni Sessanta, non si parlava d'altro». Com'è vivere così vicina alla Statale 45, dove ogni fine settimana transitano migliaia di mezzi? «Abbiamo i doppi vetri ma non bastano», continua Erminia. «Si sente "patapum patapum" ogni volta che passa un camion. Del resto, ci sono le buche... Un baccano da matti».

Chi ci capisce qualcosa? 
La nuova variante tra Rivergaro e Cernusca, di fatto, nessuno l'ha capita: «Ci è stato detto durante un sopralluogo dai tecnici che le nostre case non saranno toccate, ma nessuno di noi ha ben compreso dove passerà il tracciato», sottolinea Erminia. «Io so solo che così la strada è una vergogna. Ormai, poi, arrivati a Cisiano, trattano la Statale come una pista da accelerazione». 

«Ma non tagliateci fuori» 
A Travo: «La Statale 45 è una battaglia persa», il pensiero raccolto da più residenti, che chiedono di restare anonimi. «Alla fine da quel che abbiamo capito la nuova variante di collegamento tra Rivergaro e Cernusca vedrà semplicemente qualche curva raddrizzata e poco più. Noi vorremmo che Travo non venisse tagliata fuori dal percorso, ma valorizzata. Perino è stata invece decentrata, dopo l'inaugurazione della PerinoCernusca. Per il resto la sensazione è che nemmeno Anas sappia con precisione quale sia il tracciato migliore. Qui non ci crede più nessuno. Analisi? Ancora? In un territorio che cambia forma ogni mese? Ci prendono in giro?». 

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