Rassegna Stampa

Una maglia bianca per farsi sentire 'Noi, lasciati soli dal 25 febbraio'

Data: 03/05/2020

LA PROTESTA DI CHI LAVORA IN PALESTRE, PISCINE E CENTRI SPORTIVI

Un'iniziativa per attirare i riflettori sulla difficile situazione di chi lavora nelle palestre, nelle piscine e nei centri sportivi. L'idea è venuta ad Alessandra Foti, figlia dell'onorevole di Fratelli d'Italia Tommaso Foti, laureata in scienze motorie e istruttrice all'Accademia Il Palcoscenico di San Nicolò. Invece di alzare la voce, i dipendenti dei centri sportivi, molti dei quali autonomi e con contratti di collaborazione, hanno indossato una maglia bianca per fare sapere che il loro comparto è stato lasciato indietro dalle decisioni del governo. L'appuntamento, che pur trattando il tema politico della ripartenza del nostro Paese ha una connotazione apartitica, era fissato per le 16 di ieri pomeriggio, quando Alessandra ha deciso di chiamare a raccolta, virtualmente s'intende, chi condivide la sua professione. «L'iniziativa era però aperta a tutti - sottolinea la personal trainer - soprattutto alle partite Iva, in quanto anche loro lasciate sole». Una maglietta bianca da indossare se in casa, un selfie scattato con mascherina se all'aperto e poi fotografia con annesso messaggio da recapitare sui social con l'hashtag #unitimadistantimanifestando: queste le poche regole di chi ha partecipato alla protesta, rispettosa del distanziamento sociale e che non ha comportato, come nelle intenzioni di chi l'ha ideata, alcun tipo di assembramento. Riscontri ce ne sono stati. «Ho avuto un sostegno inaspettato» dice la Foti, che ricorda come «dal 25 febbraio le palestre sono chiuse, non abbiamo diritto alla cassa integrazione, ma ai 600 euro di bonus erogati dal Coni e non attraverso l'Inps. Alle nostre domande per sapere se ne avevamo diritto, però, è stato risposto per lettera che ci sarebbe stato detto entro 30 giorni. A tre mesi dalla chiusura. Ma noi siamo lavoratori come gli altri, che pagano le bollette come tutti». È ancora in stand-by il comparto dei centri sportivi. La palestre non hanno una data di riapertura ufficiale, trapela qualche idea che ne sposterebbe l'apertura oltre la metà di maggio, ma si resta nel campo delle ipotesi. E anche quando si conoscesse la data, occorrerebbe sapere con quali norme si riprenderebbe l'attività. «Occorrono protocolli condivisi per non lasciare alle singole palestre un'autonomia eccessiva. Quale distanza tra le persone? Quanti utenti in base alla metratura della struttura? Quante volte e con quale frequenza occorre disinfettare gli ambienti e gli attrezzi in una giornata? Ancora si brancola nel buio». 

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