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Rassegna Stampa

Assenteisti, 'l'Ibc va riformato' - Bufera assenteismo, in tv e in Regione


La bufera 
In regione opposizioni all'attacco sui furbetti del cartellino. 
Assenteisti, «L'Ibc va riformato» Bonaccini annuncia una svolta. E sui vertici dell'Istituto dice: «Nulla è escluso» 
«E' tempo di pensare a una riforma dell'Ibc». 

Dopo i fatti denunciati da Striscia con il suo servizio sui «furbetti del cartellino», il presidente della Regione Stefano Bonaccini, incalzato dalle opposizioni in Assemblea legislativa, non ha lasciato spazio a dubbi: Viale Aldo Moro sta già pensando a come riorganizzare l'ente per contenerne i costi e aumentarne l'efficienza. Ma il presidente non esclude nemmeno di agire sui vertici della struttura, ovvero il direttore Alessandro Zucchini e il presidente Angelo Varni, il cui mandato scadrà a giugno. «Non escludo nulla rispetto a ciò che potrà accadere ai vertici», ha detto Bonaccini. Intanto i due responsabili dell'Ibc saranno sentiti il 19 aprile in Regione nella seduta congiunta della commissione Bilancio e Affari generali e della commissione Cultura

Regione Bonaccini: è tempo di pensare a una riforma dell'Ibc. E sui vertici nulla è escluso. 
Le opposizioni: eliminiamo l'ente 
«È tempo di pensare a una riforma dell'Ibc». 

Dopo i fatti denunciati da Striscia la notizia con il suo servizio sui «furbetti del cartellino» dell'ente di via Galliera, il presidente della Regione Stefano Bonaccini, durante il suo intervento ieri in Assemblea legislativa, non ha lasciato spazio ai dubbi: viale Aldo Moro sta già pensando a come mettere mano alla riorganizzazione dell'ente, il cui presidente scadrà fra due mesi e il cui consiglio direttivo decadrà invece ad aprile 2018. Bonaccini, dopo i fatti denunciati da Striscia che hanno portato la Regione a fare un esposto alla Guardia di Finanza e a sospendere, per ora, un solo dipendente, non esclude nemmeno la possibilità di agire in qualche modo sui vertici della struttura, così come in aula gli è stato chiesto a gran voce dai consiglieri dell'opposizione che hanno reclamato le dimissioni del direttore dell'Istituto Alessandro Zucchini e del presidente Angelo Varni il cui mandato scadrà a giugno. «Non escludo nulla rispetto a ciò che potrà accadere ai vertici — ha detto ieri Bonaccini —. Molto correttamente Angelo Varni si è già dichiarato disposto a lasciare. Vediamo cosa succede». «Ma perché il direttore Zucchini non ha deciso di auto sospendersi?», ha rincarato la dose ieri Alan Fabbri della Lega Nord. In ogni caso Varni e Zucchini, che nei giorni scorsi sono stati convocati da Bonaccini, mercoledì 19 aprile saranno ascoltati con un rappresentante della giunta — probabilmente l'assessore alla Cultura Mezzetti — in una seduta congiunta delle commissioni Bilancio e Affari generali e istituzionali presieduta da Massimiliano Pompignoli e della commissione Cultura presieduta da Giuseppe Paruolo. Sempre che Bonaccini non prenda delle decisioni prima di quella data e dopo la seconda puntata della trasmissione tv sui dipendenti dell'Ibc. Intanto però il numero uno di viale Aldo Moro sta studiando come riformare l'Ibc, operazione tentata in passato diverse volte, ma senza successo. In aula ieri c'era chi, come Galeazzo Bignami di Forza Italia, gli chiedeva di eliminare l'ente o chi, come Tommaso Foti di Fratelli d'Italia, di rivedere il numero dei dipendenti. Ma non è questa, pare, l'intenzione della Regione. «Non voglio che si butti il bambino con l'acqua sporca — ha detto ieri Bonaccini —  ma è arrivato il tempo per immaginare una riforma dell'Ibc. Ma prima di ogni cosa procederemo con l'accertamento dei fatti: siamo garantisti fino in fondo, ma se qualcuno ha sbagliato saremo inflessibili con chi non ha rispettato le regole». Sicuramente viale Aldo Moro andrà a scandagliare in profondità i costi dell'Ibc, per trovare poi una strada che porti a maggiore efficienza del personale e più efficacia dell'ente, magari dandogli nuovi ruoli da svolgere, così come è stato in un passato recente per Arpae e per la Protezione civile. E si starebbe pensando anche a uno snellimento delle cariche, visto che l'Ibc ha ancora una struttura «pesante» rispetto ad altri enti. Le prossime settimane saranno decisive per capire il futuro dell'Ibc, anche alla luce dl quanto emergerà dalle indagini del collegio ispettivo il cui compito è anche quello di analizzare a fondo la situazione contabile e amministrativa dell'ente. Di sicuro quanto sta accadendo in questi giorni all'Ibc sta dando l'occasione alla Regione di dare un segnale forte ai suoi dipendenti. «Sarebbe stato meglio — ha detto ieri il numero uno di viale Aldo Moro — non ci fosse stato bisogno di un servizio tv, ma potrebbe anche essere l'occasione per dare 

L'inchiesta 
• Giovedì scorso gli inviati di Striscia la Notizia arrivano all'Ibc e in Regione per scoprire alcuni casi di assenteismo 
• II giorno dopo la Regione presenta subito un esposto, la Finanza indaga, Bonaccini promette inflessibilità. Ma alla fine ritira il Tapiro di Staffelli 
• Lunedì negli uffici dell'Ibc è arrivata la Finanza che ha fatto visita agli uffici e acquisito dati riguardo i dipendenti, le attività di ciascuno, gli orari di lavoro e timbratura dei cartellini. Anche la Procura fara le sue indagini 
• Lunedì sera è andato in onda il primo servizio di Striscia che segue i dipendenti dell'Ibc dopo aver timbrato. Ieri sera è stato trasmesso il secondo servizio con le interviste ai dipendenti un segnale ad altri che abbiano intenzioni similari». 

Da quanto raccontato da Bonaccini, quelli dell'Ibc non sono gli unici «furbetti» della Regione a finire nei guai: «Le ispezioni le facciamo, in due anni sono stati fatti più di 60 procedimenti disciplinari (30 dei quali sull'orario di lavoro), molti dei quali conclusi con multe e sospensioni. In passato c'è stato anche un licenziamento». E dopo la seconda puntata di Striscia la notizia andata in onda ieri sera, molto probabilmente la Regione procederà con provvedimenti a carico di altri lavoratori.

Corriere di Bologna


13/04/2017

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Tommaso Foti TommasoFoti
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