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Cerasa: 'L'incompetenza e' frutto del sentimento anti-casta'


La seconda edizione del Festival della Cultura della libertà a Palazzo Galli (organizzato da Banca di Piacenza, Confedilizia, Il Foglio e l'associazione dei Liberali Piacentini Luigi Einaudi) ha preso il via. Il tema di quest'anno è "Nuove frontiere, nuove sfide" e vede, dalla mattina del 27 gennaio fino al pomeriggio del 28 gennaio, un susseguirsi di conferenze e dibattiti nel prestigioso palazzo della banca di via Mazzini. L'avvocato Corrado Sforza Fogliani, patron del festival, ha ringraziato i volontari della kermesse. «Ci permettete di rimanere indipendenti come piace a noi, liberi dai condizionamenti del pensiero unico internazionale e dal politicamente corretto. Combatteremo sempre per la dignità nostra e contro la servitù volontaria». Il sindaco di Piacenza Patrizia Barbieri (era presente in platea anche il primo cittadino di Castelsangiovanni Lucia Fontana, oltre al consigliere regionale Tommaso Foti e il direttore dell'Agenzia del Demanio Roberto Reggi) ha ringraziato Sforza Fogliani e la Banca di Piacenza per l'impegno a favore della cultura. «Organizzando questo Festival e altre iniziative, dimostrano l'amore per la città di Piacenza. Come amministratore bisogna dare sempre uno sguardo alla dottrina liberale, per i suoi valori che devono guidare una azione amministrativa nell'interesse delle persone e non dei centri di poteri, per una politica libera. Come sindaco devo amministrare nell'interesse di tutti. Questo festival sarà il secondo di una lunga serie e lo ritengo un momento di arricchimento per tutti noi». Ospite dell'apertura del Festival il direttore de Il Foglio Claudio Cerasa. «Il Foglio è "complice" di questo evento, Sforza Fogliani è quasi "uno stalker" quando organizza queste iniziative. Abbiamo deciso di collaborare all'evento perché in questa fase storica ci sono delle questioni di buon senso su cui convergiamo in tanti, anche se arriviamo da percorsi e storie diverse. È un modo per ribellarsi dai pensieri unici che tengono in ostaggio l'opinione pubblica. Il primo pensiero unico da cui dobbiamo prendere le distanze è il pessimismo: siamo ossessionati da questo, eppure viviamo in un momento di benessere; Sarà sempre meglio in futuro, ma ci concentriamo solo sui piccoli dettagli, tendiamo a trasformare i piccoli problemi in allarme. Non dobbiamo essere catastrofici. Poi riteniamo che siamo in corso una battaglia tra due visioni diverse: c'è chi sostiene che il mondo deve essere più aperto e chi lo vorrebbe più chiuso. Restringere i confini del mondo non significa di certo risolvere le disuguaglianze, perciò invitiamo le forze politiche a governare e a non scappare di fronte ai temi». «Altra battaglia – ha concluso il direttore Cerasa - è quella contro l'incompetenza, frutto del sentimento anti-casta e anti-establishment. C'è un ribellismo delle élite: i vertici sono considerati un problema da eliminare così, viene promossa a tutti i livelli l'inesperienza e l'inefficacia. Questo atteggiamento non sta valendo solo in Italia, ma nel mondo: si tende a premiare chi va contro qualcuno. Il Movimento 5 Stelle ha incanalato il dissenso contro la casta: per noi questo atteggiamento non significa nulla, perché stiamo vivendo proprio in questo momento storico una fase importante, perché la crescita in Europa c'è».

Ilpiacenza.it


27/01/2018

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Tommaso Foti TommasoFoti
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