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Rassegna Stampa

Ervet non taglia e raddoppia i dipendenti


LA REGIONE Ervet non taglia e raddoppia i dipendenti 
Centrodestra all'attacco: "Elusa la riforma Madia". 
Ma l'assessore Bianchi rilancia: "Siamo pronti a ridurre le società partecipate"  

IN VISTA dei tagli si scalda di colpo il fronte delle partecipate in Regione. Il centrodestra ieri in aula ha denunciato il caso della società pubblica Ervet dove da un anno all'altro i dipendenti sono passati «da 46 a 80». Da qui lo scontro in consiglio regionale, con il consigliere Tommaso Foti (Fdi-An ) che si scaglia contro gli aumenti degli organici: «Ervet ha speso oltre tre milioni di euro per il personale, adottando forme di assunzione elusive delle procedure selettive previste dalla legge». Secondo l'esponente del centrodestra «alcune forme di collaborazione appaiono in contrasto con le disposizioni della recente legge Madia sul personale della pubblica amministrazione». Il suo riferimento è alla recente riforma che ha portato a una stretta nelle aziende controllate dagli enti locali ( oltre il 98% del capitale sociale di Ervet è in mano alla Regione Emilia Romagna). Se gli assunti sono quasi raddoppiati, anche collaborazioni e consulenze, almeno in numero assoluto, sembrano lievitare: stando ai dati ufficiali presenti sul sito aziendale, nel 2015 Ervet avrebbe sottoscritto 211 contratti temporanei, che lo scorso anno sono saliti a 245. I numeri dei collaboratori sono "ballerini" visto che Foti parla invece di «197 contratti nel 2016». Le sue accuse arrivano mentre la giunta Bonaccini è alle prese con un delicato lavoro di accorpamento, e in alcuni casi di cancellazione, delle società pubbliche ( obiettivo già lanciato in campagna elettorale ). Il progetto è iniziato lo scorso anno e coinvolge la stessa Ervet. «L'obiettivo che si è dato l'esecutivo regionale — ribatte l' assessore Patrizio Bianchi — è di dimezzare le partecipate. In vista del passaggio finale, sarà fondamentale rivedere le piante organiche e in quell'occasione si farà il punto anche su Ervet». In realtà, il suo destino è già noto: l'azienda, che si occupa della progettazione territoriale legata ai fondi europei, salvo sorprese dovrebbe unirsi in matrimonio con le due aziende pubbliche Aster ( ricerca industriale ) e la Finanziaria Bologna metropolitana ( progettazione di infrastrutture ). Dalla fusione a tre, che si realizzerà entro la fine dell'anno, nascerà una Spa pubblica da oltre 200 dipendenti. A difendere l'operato di viale Aldo Moro c'è anche la Cgil, con il segretario della Fisac, Mario Gnessi, che ha seguito tutte la vicenda Ervet: «Nel corso degli ultimi anni sono stati stabilizzati quasi tutti i collaboratori a progetto, visto che il Jobs Act ha abolito questa forma contrattuale. E questo grazie a un accordo su Ervet firmato da tutte le sigle sindacali con la Regione». Nessun mistero, spiega la Cgil, anche sul fatto che il numero di collaboratori e consulenti, almeno in apparenza, non sia calato dopo le stabilizzazioni: «Quelli rimasti sono collaboratori spot che lavorano ogni tanto con Ervet. I precari storici in quegli elenchi non ci sono più perché sono stati stabilizzati».

Repubblica Bologna


12/04/2017

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