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Rassegna Stampa

L'aeroporto 'vola via': 'Aperti a tutte le proposte del territorio'


L'aeroporto "vola pia": «Aperti a tutte le proposte del territorio» 
Dal 30 giugno, la base diventerà "distaccamento" 

Pressing sul ministro Delrio per sbloccare la tangenziale e attrarre nuovi investimenti  

PIACENZA • Le ragioni sono quelle di «dare compimento alla politica di razionalizzazione ed efficientamento dello strumento militare». Così si legge nella lettera inviata dal sottosegretario Gioacchino Mano al presidente della Provincia, Francesco Rolleri: qui si conferma quanto anticipato ieri da Libertà. Le indiscrezioni sono diventate fatti, messi nero su bianco. «E previsto che al 30 giugno l'aeroporto di Piacenza assuma la configurazione di "distaccamento aeronautico; con la conseguente dismissione dei servizi e la cessazione delle attività di volo, se non per attività sporadiche o emergenziali». La Difesa ha anche confermato la disponibilità ad avviare con le autorità locali l'esplorazione delle aree di intervento per l'implementazione delle attività duali di comune interesse. Quali? E con che fondi? Questa è la palla che passa alle istituzioni. Ieri, il presidente della Provincia, Rolleri, il sindaco di San Giorgio e presidente dell'Unione Valnure Valchero, Giancarlo Tagliaferri, i consiglieri regionali Katia Trasconi (Pd), Matteo Rancan (Lega Nord) e Tommaso Foti (Fd'I), hanno ribadito un impegno congiunto, unitario, sulla questione. Si attende il sopralluogo previsto entro la fine del mese di Fabrizio Curcio, capo di Protezione civile nazionale. Secondo obiettivo, portato avanti in forma bipartisan, è quello di fare pressing perché si sblocchi la tangenziale "fantasma" di San Polo, mai realizzata e ferma al 33 per cento dei lavori. Dopodiché spazio alle proposte: area per la protezione civile, un Museo dell'Aereonautica, aeroporto civile, polo aeroportuale logistico, per far volare cosi anche le merci. «Ormai dobbiamo prendere atto del fatto che la base di San Damiano sia destinata a diventare un ex aeroporto militare», è stato concordato dai presenti ieri nella sala giunta di corso Garibaldi. «La tangenziale di San Polo, ridotta a quelle condizioni, ci farà perdere occasioni. Gli imprenditori, oggi, per poter investire, hanno bisogno di tempi certi, di collegamenti efficienti, non di rassicurazioni fumose e di tempi biblici. Non possiamo permetterci di far scappare più nessuno». La lettera di Mano è un contenitore, ad oggi però senza contenuto. L'unico contenuto al momento certo è la disponibilità al dialogo con le autorità locali. Insieme alla data di fine vita: dal primo luglio, il personale sarà dimezzato e la struttura sarà depotenziata a distaccamento. « La nostra collaborazione sarà totale, completa», hanno concluso le autorità locali ieri. «Ora però bisogna subito andare dal ministro Graziano Delrio, a Roma Far capire che tutte le promesse fatte fino ad oggi non hanno trovato compimento. C'è un silenzio inquietante sulla tangenziale. E non vogliamo che quel silenzio contagi anche l'aeroporto».

Libertà


11/05/2017

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Tommaso Foti TommasoFoti
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