Rassegna Stampa

La politica dovrebbe avere un sussulto di coscienza sulla situazione della sanita' locale

Data: 11/01/2018

Silvia Brega, presidente del comitato "Castlan i disan NO" e vice portavoce del Coordinamento Comitati, interviene nuovamente dopo le richieste che i consiglieri regionali Tommaso Foti e Matteo Rancan hanno depositato in Regione Emilia-Romagna sulla sanità piacentina. «I Comitati apprendono con soddisfazione l'interesse da parte dei Consiglieri Foti, ed a ruota Rancan, in merito alla Casa della salute di Podenzano, ma vorrebbero proporre qualche opportuno ed approfondito chiarimento in più. Siamo sicuri che le cosiddette "case della salute" non servano a mascherare il depotenziamento in corso dei nostri ospedali e della sanità pubblica piacentina in generale? Chiedere di ripristinarne il loro funzionamento non è forse legittimarne il bizzarro progetto destabilizzatore? Ed inoltre, quanto avviene all'interno di quella casa della salute è conforme alle aspettative di cura e della salute dei cittadini? Ad esempio, è risaputo che l'ascensore all'interno della casa della salute di Podenzano non è adeguato per il trasporto di disabili e barelle. Quindi l'accesso al piano superiore, dove sono presenti gli specialisti, deve avvenire con il paziente trasbordato su una sedia e trasportato a braccio! Pare possibile una tale situazione per una Casa della salute definita "gioiello"? "Gioiello" solo di costi per i contribuenti e non di valore funzionale visto e considerato che una delibera del 2017 ha stanziato fondi per alcune centinaia di migliaia di euro per il consolidamento delle fondamenta. Ma per l'adattamento dell'edificio per renderlo idoneo ai servizi ed accessibile a tutti, cosa è stato previsto o realizzato? Se i medici di famiglia e i pediatri convenzionati hanno pensato di rientrare nei propri studi significa che la situazione organizzativa imposta da ASL non è accettabile per svolgere al meglio il proprio lavoro. La domanda che i cittadini vi pongono è: come mai oltre a fare interpellanze in Regione che vengono puntualmente snobbate, i politici locali non prendono iniziative concrete sul territorio? Ad esempio chiedere ai sindaci dei propri schieramenti, ora in maggioranza in provincia ed in Ctss, di rivedere il piano sanitario approvato per un solo punto dalla vecchia guardia? Piano che a nostro avviso sta portando la sanità pubblica Piacentina al collasso perché i sindaci non vengono sollecitati dai capi di partito delle coalizioni che li hanno eletti ad agire concretamente? Il sistema democratico consente di bocciare i piani sanitari che la direzione generale ASL impone (persino l'l'Assessore Venturi ha più volte sottolineato che i cambiamenti vengono concordati con le comunità locali interessate) e allora perché i nostri politici e rappresentanti Istituzionali non agiscono? Sono forse complici? In questo ultimo periodo i Comitati hanno assistito alla totale incoerenza di sindaci che di fronte all'opinione pubblica dicono una cosa e poi nelle segrete stanze dell'Ufficio di Presidenza e in CTSS si sono comportati all'esatto opposto; risultato? Fiorenzuola senza ospedale e con un depotenziamento in atto del poco che vi è rimasto…Villanova in balia di un destino oramai segnato in questo piano sanitario, Castelsangiovanni in totale depotenziamento dall'ortopedia alla chirurgia che da unità operative complesse diventeranno unità operative semplici, con la radiologia ridotta all'osso e quindi anche il pronto soccorso, Case della salute fallite ancora prima di nascere. È possibile che la politica non abbia un sussulto di coscienza? Consiglieri Foti e Rancan, se davvero voi i voleste agire concretamente, sapreste benissimo come fare. Le vostre segnalazioni ed interpellanze in Regione non verranno ascoltate fintanto che i sindaci uniti bocceranno i piani sanitari ed i bilanci che vengono loro presentati. Solo questo sarebbe agire concretamente! Il resto è abbaiare alla luna in cerca di visibilità in campagna elettorale».

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