Rassegna Stampa

La Regione vende la quota (1 per cento) in Piacenza Expo, e' polemica

Data: 04/08/2018

Decisa due anni fa la dismissione era rimasta sin qui lettera morta I Liberali: «Bonaccini nega ogni coinvolgimento nella nostra Fiera»

La Regione Emilia Romagna ha messo all'asta la sua quota di partecipazione in Piacenza Expo, pari all'1,09%. Una vendita annunciata e deliberata dalla Regione fin dalla primavera del 2016, ma poi rimasta lettera morta. Ora viene dato seguito a una scelta politica presa a seguito della normativa che impone alle amministrazioni pubbliche di dismettere le partecipazioni azionarie non strategiche, e destinata a riaccendere la polemica sul futuro dell'ente fieristico piacentino nell'ambito del sistema espositivo regionale. Ne dà anticipazione l'associazione dei Liberali Piacentini che, in una nota in cui si fa riferimento anche alle elezioni regionali della primavera prossima, punta il dito contro «il presenzialismo a Piacenza del presidente della Regione Bonaccini, che da tempo assicura questo e quello ma poi, come visto, nega ogni coinvolgimento nella Fiera di Piacenza». L'idea maturata a Bologna tra il 2015 e il 2016 era di creare un'unica società con a capo tutte le fiere dell'Emilia Romagna raggruppate in tre poli: quello del capoluogo regionale, quello di Parma e quello di Rimini. Piacenza Expo sarebbe stata destinata all'accorpamento a Parma o a Bologna. A darne pubblica comunicazione era stata il 6 aprile 2016 l'assessore regionale alle attività produttive, Palma Costi, presentando il piano di riorganizzazione delle partecipate e informando che per le nozze con Piacenza Expo era già arrivato l'interesse di Fiere di Parma, mentre quello di Bologna avrebbe potuto aggiungersi a breve. L'annuncio della dismissione della partecipazione in Piacenza Expo veniva interpretato come il segno della Regione per un'accelerazione nel percorso di razionalizzazione del sistema fieristico emiliano-romagnolo: il primo passaggio verso la creazione di una unica società di gestione sarebbe stato proprio l'aggregazione del quartiere fieristico piacentino a Parma o a Bologna. Anche per dare maggiore solidità economica a Piacenza Expo in vista di questi negoziati, l'amministrazione guidata dal sindaco Dosi aveva promosso e deliberato nel giugno 2015 un aumento di capitale da 1,5 milioni di euro, 800mila dei quali a carico del Comune dell'ente fieristico con sede a Le Mose è il primo azionista con il 53% delle quote. Nel corso del 2016 le tre fiere più grandi - Rimini, Bologna e Parma - hanno firmato una lettera di intenti nell'ottica del progetto di un'unica holding regionale, chiedendo anche a Piacenza di aderire. Nel darne notizia in consiglio comunale, l'allora assessore allo sviluppo economico, Francesco Timpano, aveva manifestato interesse a partecipare al tavolo, sottolineando peraltro che, se la Regione può dare un impulso politico al processo di riordino, è però con le volontà degli azionisti delle singole spa che c'è da fare i conti. In quella seduta consiliare del 17 ottobre 2016 era stata approvata all'unanimità una mozione di Tommaso Foti (Fdi) con la richiesta di far desistere la Regione, ma anche la Provincia che in Piacenza Expo ha il 5,42%, dai loro propositi di dismettere le rispettive quote nella Fiera. L'unanimità era arrivata dopo la condivisione di un emendamento del Pd che faceva riferimento sia alla valutazione in corso da parte della Provincia sulla possibilità di conservare il suo 5,42% in ragione di un mutamento di normativa che non obbliga a cedere le partecipazioni ritenute non strategiche sia al fatto che la Regione, nonostante gli annunci di vendita, ancora annoverava, nei suoi documenti contabili, la quota in Piacenza Expo. Che ora, però, viene effettivamente ceduta.

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