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Ospedale di Fiorenzuola, otto posti letto nell'area di osservazione intensiva

Data: 13/04/2018

L'Ausl: area di monitoraggio che consente di ricoverare in sicurezza pazienti con patologie complesse per stabilizzarli

«Cresce la capacità di cura dell'ospedale di Fiorenzuola. La nuova area di monitoraggio consente infatti di ricoverare in sicurezza pazienti con patologie complesse, per stabilizzarne le condizioni cliniche, e avviare i percorsi di cura più efficaci». Così si annuncia da parte di Ausl, l'attivazione del reparto di Medicina sub-intensiva dell'ospedale della Valdarda, già operativa nel blocco A, quello rimasto in piedi e che ospita il reparto di Medicina e Lungo-degenza. Gli otto posti letto di area di osservazione intensiva, con il monitoraggio costante dei parametri del paziente, saranno poi in futuro a supporto non solo dell'area internistica (blocco A) ma anche dell'unità spinale e di quanto sarà ospitato nel costruendo blocco B. I posti letto di osservazione intensiva saranno presentati martedì 17 aprile alle ore 11 e saranno tre medici primari del presidio della Valdarda ad illustrarne le funzioni: il primario di Medicina e lungo-degenza Sergio Orlando; il primario del Pronto Soccorso (in servizio da febbraio) Bernardo Palladini ed il primario del reparto di Radiologia Egidio Carella. Ci saranno naturalmente anche il sindaco di Fiorenzuola Romeo Gandolfi ed il direttore generale dell'Ausl ingegner Luca Baldino. «Stiamo riorganizzando l'area sub-intensiva – ci aveva spiegato alcuni mesi fa il primario di Medicina Orlando – sia attraverso l'adeguamento tecnologico (monitor, ventilatori, ecografi, pompe infusionali ecc.), sia attraverso l'acquisizione da parte del personale di particolari competenze, rafforzate da corsi di formazione e stage formativi presso l'ospedale di Piacenza; l'aggiornamento è continuo e mirato a rendere la terapia sub-intensiva, che opera su un malato complesso, in grado di gestire in loco il massimo della complessità clinica possibile, agendo in rete con l'ospedale centrale e garantendo al paziente del Distretto una risposta professionalmente elevata a tutti i bisogni di salute. Questa fase è attualmente già in ampio divenire e rappresenterà un essenziale supporto alle attività che verranno svolte nel nuovo padiglione, che ospiterà anche pazienti tracheotomizzati, ventilati e potenzialmente instabili». Si tratta quindi di pazienti spesso gestiti attraverso l'utilizzo di ventilatori, portatori di tracheostomie, alimentati per sonda enterale o per via venosa, portatori di necessità assistenziali estremamente importanti (pazienti GRACER, SLA, lesioni midollari recenti, esiti acuti di patologie neurologiche, ma anche fasi di riabilitazione precoce in pazienti affetti da patologie respiratorie e cardiache). Professionalità e tecnologie che serviranno anche una volta attivato il blocco B, che avrà 14 posti letto di riabilitazione ortopedica, 9 di riabilitazione cardio-respiratoria, 22 neuromotoria, 20 di unità spinale e 12 di Gracer (gravi cerebrolesi). L'ospedale nel suo complesso passerà dagli attuali 64 posti letto a 146. Nel blocco A resteranno 39 posti letto di medicina e 22 di lungodegenza. Lo stesso Orlando aveva fatto notare: «Quello di Levante è l'unico Distretto che non ha l'hospice: a Borgonovo c'è l'hospice (distretto di Ponente), a Piacenza la Casa di Iris. Esistono però anche sul territorio della Valdarda malati con una dipendenza assoluta da assistenze mediche oltre che da cure palliative, cui non possiamo non dare una risposta». La medicina sub-intensiva è stata più volte sollecitata, perché contenuta nei programmi di Futuro in Salute, approvati dalla Conferenza socio sanitaria provinciale ormai due anni fa. Sullo stato dell'arte della subintensiva, aveva posto alcune interrogazioni in Regione l'attuale onorevole Tommaso Foti (Fratelli d'Italia).

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