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Polo agroalimentare dell'universita' Cattolica a Cremona, il sindaco: forte preoccupazione


Barbieri in aula: firma di un accordo per la nascita di un nuovo iter universitario, silenzio assordante della comunità piacentina

Nell'istante in cui ha appreso che tra due anni nascerà a Cremona un campus universitario dell'Università Cattolica tutto incentrato sull'agroalimentare ha detto di aver sentito «un brivido correre lungo la schiena». Non ha nascosto la sua «forte preoccupazione per quanto sta accadendo a trenta chilometri da qui» aggiungendo di «non aver gradito il silenzio assordante della comunità piacentina». Il sindaco Patrizia Barbieri ha voluto condividere con il Consiglio comunale, ieri in apertura di seduta, i sentimenti suscitati dalla notizia relativa alla firma di un accordo di programma, avvenuta nei giorni scorsi a Cremona, per la nascita tra due anni di un nuovo polo universitario della Cattolica dedicato all'agroalimentare, campus che sarà ricavato nell'ex monastero di Santa Monica nel frattempo ristrutturato. A firmare l'accordo cremonese una lunga serie di soggetti pubblici e privati promotori dell'Accordo di Programma: la Fondazione Arvedi (che contribuirebbe con 12 milioni di euro), la Regione Lombardia, il Comune e la Provincia di Cremona, la Diocesi, la Fondazione Cariplo e, appunto, l'Università Cattolica presente con il rettore Franco Anelli. L'obiettivo del nuovo polo è quello di implementare l'attuale offerta formativa e culturale con proposte didattiche innovative, esclusive e di eccellenza, valorizzando il polo universitario affinché diventi riferimento internazionale in ambito agroalimentare e della food economics, vocazione e linea di sviluppo della città e del territorio. "Food made in Italy", il nome del programma che prevede percorsi universitari con lauree magistrali e triennali incentrati sui settori della carne, del dolce e del lattiero-caseario. Evidente, nelle parole del sindaco Barbieri, il timore di un possibile "scippo" di una realtà, quella della Facoltà di Agraria piacentina con sede a San Lazzaro, considerata dalla stessa «un'eccellenza al pari del Politecnico». «Voglio pensarla in positivo, cioè che sia una occasione di crescita e che non sia un'operazione per impoverire Piacenza, come mi ha assicurato il sindaco di Cremona Galimberti che ho contattato e che si è dimostrato molto disponibile e gentile - ha detto in aula il primo cittadino - Galimberti mi ha assicurato che non è un'operazione per fare un assalto alla diligenza. Però devo ammettere che tranquilla non la sono per nulla: penso che questa situazione non vada sottovalutata e non mi piace vedere che la comunità sta facendo passare questo fatto sotto silenzio», ha aggiunto.

Le reazioni in aula 
Preoccupazione, quella del sindaco, condivisa anche dal gruppo Pd n Consiglio comunale, con il capogruppo Stefano Cugini che ha espresso solidarietà al sindaco mostrandole «vicinanza politica». Ha provato a rassicurare tutti Paolo Rizzi, capogruppo di Piacenza Più, che è anche docente della Cattolica: «Si tratta di un progetto di integrazione tra i due poli che prevede che Piacenza resti quello principale. Si pensa a specializzazioni diversificate, non a fare concorrenza», ha specificato.

Foti in Regione 
Una questione che ha attirato anche l'attenzione di Tommaso Foti (Fdi-An) che, nella sua qualità di consigliere regionale, ha presentato una lunga e corposa interrogazione a risposta immediata (con tanto di ricostruzione storica delle origini della Cattolica). Nell'interrogazione Foti chiede «se la Giunta Regionale, in collaborazione - in primo luogo - con gli enti locali del territorio piacentino, intenda assicurare fin d'ora il pieno sostegno, anche attraverso l'erogazione di adeguati contributi economici, a tutte le iniziative che Epis potrà prospettare per rendere sempre più prestigiosa e qualificata l'attività della Facoltà di agraria di Piacenza, vero e proprio fiore all'occhiello in Italia della formazione universitaria nel settore di specifica attività». Sempre in Consiglio comunale Foti ha suggerito all'amministrazione un tempestivo incontro con i vertici della Cattolica.

Libertà


28/11/2017

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