Rassegna Stampa

Regione o Senato? Aimi deve scegliere dove stare

Data: 03/04/2018

Eletto in Parlamento, è incompatibile con il consiglio. 
Bologna in forte pressing: «Decidi o procediamo d'ufficio». 
Galli pronto ad entrare: «Subito il tema Pavullo» 

Scatta l'ultimatum della Regione per Enrico Aimi, consigliere a Bologna eletto senatore per Forza Italia. Aimi - come il collega di partito Galeazzo Bignami e per Tommaso Foti di Fratelli d'Italia - si trova infatti in mezzo al guado: non ha ancora deciso. Ieri sono scaduti i dieci giorni previsti dalla Regione Emilia-Romagna (li ha fissati con un atto il presidente dell'Assemblea Simonetta Saliera) per decidere se rinunciare alla poltrona in Assemblea Regionale in favore di Palazzo Madama oppure se restare a Bologna e rinunciare al posto in Senato. Aimi non ha deciso. Scattano perciò, come da regolamento, i trenta giorni che permettono alla Regione di prendere un provvedimento autonomo sulla sua presenza in Regione. E in ogni caso intorno ai primi di maggio, salvo novità, Aimi sarà quasi certamente costretto a lasciare la Regione. Ma perché si è arrivati a questa situazione? Perché Aimi e gli altri due consiglieri di centrodestra non dichiarano i loro intenti? In realtà, più volte in pubblico Aimi aveva detto di voler lasciare la carica in Regione per andare a Roma; cosa lo trattiene? Risponde l'interessato: «Ci sono tempi tecnici per approfondire la legge e anche il regolamento regionale, che è diverso da quello di altre Regioni. Poi ci sono due motivazioni personali - spiega Aimi - la prima è che aspetto la verifica dei ricorsi per i voti al Senato. Io sono stato eletto con 108mila voti e non vorrei che qualcuno chiedesse il riconteggio». Per questo Aimi ritiene che sia meglio attendere, a scanso di brutte sorprese, nel caso in cui scegliesse il Senato. Il secondo motivo è invece politico: «Bisogna tenere conto del momento politico nazionale e del rebus del futuro Governo. C'è incertezza e bisogna capire se in primavera si tornerà al voto. In ogni caso mi atterrò a ciò che stabilisce la legislazione». Insomma. Aimi è in fase attendista: bisogna capire cosa accadrà a Roma prima di rinunciare alla poltrona a Bologna. Al suo posto è pronto a subentrare Andrea Galli, ora consigliere comunale di Forza Italia. In questo caso, Galli si troverà però davanti a una drammatica situazione numerica in Assemblea. Il gruppo Forza Italia è infatti composto da Aimi e Bignami. Ma Bignami, anche lui esitante a rinunciare a Bologna, verrebbe sostituito da Michele Facci, aderente a un gruppo sovranista. Guardando ai numeri, perciò risulta che inizialmente i leghisti erano otto. A loro si è aggiunto Alan Fabbri subentrato a un "azzurro" che ha rinunciato. E sono diventati nove. Con l'ingresso e il passaggio di Facci alla Lega, dato per certo, Galli resterebbe solo. «La prima cosa che farò a Bologna - dice con entusiasmo - è di occuparmi subito del Punto Nascite all'ospedale di Pavullo».

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