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Regione

Ervet spa, a settembre personale praticamente raddoppiato; quali i motivi, stante la permanenza di consulenze esterne, nonche' la necessita' di procedere con evidenza pubblica

Numero: 3902
Soggetto: ASSESSORATO AL COORDINAMENTO DELLE POLITICHE EUROPEE ALLO SVILUPPO, SCUOLA, FORMAZIONE PROFESSIONALE, UNIVERSITÀ, RICERCA E LAVORO
Data Risposta: 11/04/2017

Per sapere, premesso che:- 

Ervet spa è una società "in house providing" che produce analisi sull'economia territoriale per i documenti di programmazione o per rispondere ad altre richieste più estemporanee degli uffici regionali, offre assistenza nel campo della progettazione e della gestione dei bandi su fondi europei. In alcuni casi gestisce direttamente (più spesso come partner che come leader) progetti finanziati dall'UE, mentre svolge attività di assistenza tecnica, monitoraggio e rendicontazione per programmi operativi di cui è titolare la Regione (FESR, FSE, Pro-gramma di Sviluppo Rurale); 

da un analisi del sito web istituzionale di Ervet spa (sezione amministrazione trasparente), emerge che al 31 dicembre 2015, la situazione del personale a tempo indeterminato risultava la seguente: "n. 46 dipendenti, di cui 44 a tempo indeterminato e 2 a tempo determinato; 12 maschi e 34 femmine. 4 in comando presso la Regione Emilia-Romagna ed 1 in comando presso l'ARPA Emilia-Romagna (spesa totale quantificata in € 2.620.343,51 dal consuntivo 2015)"; 

tale dato, come evidenziato nello studio commissionato dalla Regione Emilia-Romagna al prof. Salvatore Vassallo "I quattro pilastri di una di una nuova governance regionale" (Versione 1.0 – 10 ottobre 2015) è già comprensivo del personale conferito a seguito della fusione per incorporazione di Nuova Quasco, in quanto viene specificato che già a fine 2015 Ervet spa "… dopo l'incorporazione di Quasco, ha 44 dipendenti (di cui 5 in comando presso RER, quindi 39 attivi) e dichiara 102 collaborazioni." (pag. 47); 

i dati sopracitati sono sostanzialmente in linea con quelli contenuti nella risposta dell'11 marzo 2016 all'oggetto n. 1865 presentato dallo scrivente, dove l'Assessore Bianchi quantifica nel numero di 46 i dipendenti a tempo indeterminato a tale data; 

sempre lo studio Vassallo evidenzia come in Ervet spa, quale retaggio dell'originaria funzione finanziaria della società, "…alla componente degli assunti a tempo indeterminato (venga impropriamente applicato il con-tratto del settore bancario)…" (pag. 48); 

al 30 settembre 2016, sempre stando ai dati riportati sul portale di Ervet spa la situazione è radicalmente mutata: "Totale: n. 80 dipendenti, di cui 63 a tempo indeterminato e 17 a tempo determinato; 21 maschi e 59 femmine. 4 in comando presso la Regione Emilia-Romagna ed 1 in comando presso l'ARPA Emilia-Romagna. (Si precisa che il costo complessivo sarà reso disponibile a consuntivo sulla base dell'approvazione del bilancio 2016.)."; 

escludendo per quanto scritto dal prof. Vassallo che il lievitare della pianta organica sia diretta conseguenza della fusione con Nuova Quasco, si deduce che sia frutto di nuove assunzioni; 

peraltro, nonostante nell'arco di pochi mesi il personale della società sia quasi raddoppiato, restano sostanzialmente immutate le collaborazioni e le consulenze che congiuntamente assommano a 197 nel 2016, rispetto alle 210 del 2014; il costo complessivo per le consulenze e le collaborazioni esterne attivate nel 2016 da Ervet spa ammonta complessivamente ad € 3.091.237,16; 

la selezione dei collaboratori avviene di norma attingendo all'Albo Prestatori d'opera costituito presso la società e regolato da apposita procedura della società; 

le consulenze ad elevata specializzazione vengono attribuite tramite individuazione diretta senza previa pubblicazione di un invito; 

dalla risposta sopracitata all'oggetto 1865, è stato quantificato in 26 il numero delle collaborazioni che con rinnovo annuale si sono protratte in maniera continuativa per un periodo superiore ai 3 anni; 

se in Ervet spa venga ancora applicato il contratto del settore bancario per i dipendenti a tempo indeterminato ed in caso affermativo se la Giunta ne ritenga corretto l'utilizzo; 

quali siano le ragioni alla base della decisione assunta da Ervet spa di arrivare quasi a raddoppiare la propria pianta organica, fra l'altro alla vigilia del processo di fusione con Aster, e che giudizio intenda esprimere in merito la Giunta regionale; 

se, anche parzialmente, tale decisione sia dovuta alla volontà di dare stabilizzazione a collaborazioni temporanee ed in caso affermativo se ciò non possa prefigurare un meccanismo elusivo della procedura di selezione ad evidenza pubblica che la Regione dovrebbe seguire se avesse dovuto provvedere direttamente all'assunzione di detto personale.

Tommaso Foti

OGGETTO 3902

Interpellanza circa la pianta organica, le procedure di assunzione del personale e la normativa contrattuale riguardanti la società Ervet SpA. A firma del Consigliere: Foti

(Svolgimento)

 

PRESIDENTE (Rainieri): Passiamo all'oggetto 3902: Interpellanza circa la pianta organica, le procedure di assunzione del personale e la normativa contrattuale riguardanti la società Ervet SpA, a firma del consigliere Foti. Risponderà l'assessore Bianchi.

Consigliere Foti, prego.

 

FOTI: Rinuncio all'illustrazione.

 

PRESIDENTE (Rainieri): Grazie, consigliere Foti.

Prego, assessore Bianchi.

 

BIANCHIassessore: Avevo mandato a suo tempo una nota dettagliata, anche a seguito dell'illustrazione che avevamo condotto in sede di Commissione. Rispetto al testo che avevo mandato voglio comunque aggiornarla, consigliere.

Come Giunta, abbiamo avviato i lavori per la riorganizzazione dell'intero comparto delle partecipate, abbiamo chiamato un advisor, abbiamo fatto fare le verifiche puntuali anche per quanto riguarda i dipendenti, sia gli interni che quelli a contratto esterno, e stiamo producendo un dibattito interno sugli esiti, che poi il presidente riferirà a suo tempo, che porteranno ad alcuni accorpamenti significativi nelle partecipate, per raggiungere quell'obiettivo che ci eravamo dati di dimezzare il numero delle partecipate, cosa che intendiamo condurre in porto entro l'anno. Quella è la sede in cui andiamo a riequilibrare il numero dei dipendenti e a ridefinire la missione della nuova agenzia, le sue organizzazioni interne, quindi le attività tanto di linea che di staff, e quindi anche il bisogno effettivo di personale che queste attività svolgono.

Aggiungo, inoltre, che la nostra attenzione è, ovviamente, focalizzata anche sull'esame degli impianti normativi su cui si reggono le nostre agenzie e, quindi, anche sulle dotazioni di capitale da apportare per renderle solide e funzionanti nel tempo.

Quindi, non soltanto colgo gli aspetti da lei segnalati, su cui le ho già risposto a suo tempo, ma aggiungo anche che stiamo lavorando proprio in termini di riordino e di accorpamento delle nostre agenzie nel senso che abbiamo indicato, cioè quello di una specificità di funzioni nei confronti di missioni che vengono assegnate alle agenzie dal suo principale, ovvero la Giunta regionale. Grazie.

 

PRESIDENTE (Rainieri): Grazie, assessore Bianchi.

Consigliere Foti, prego.

 

FOTI: Signor presidente, io ringrazio l'assessore per la risposta. Debbo dire che quella che mi ha fornito a suo tempo per iscritto rimane una risposta che, a mio avviso, unitamente adesso alla precisazione che ha voluto introdurre, è abbastanza dettagliata, ma insoddisfacente sotto il profilo degli obiettivi. Insomma, è inutile stare a discutere, in quanto qui mi pare che si faccia entrare dalla finestra ciò che non si è riusciti a far entrare dalla porta, vale a dire vengono utilizzate le cosiddette partecipate per superare anche dei limiti sia rispetto al ricorso a incarichi professionali esterni comunque detto, sia rispetto alle assunzioni, che ovviamente in alcuni casi hanno una loro ragion d'essere, ma in altri, come nel caso di specie, a me appaiono un po' elefantiaci.

Del resto, parlano i dati. Al di là della fusione con la Nuova Quasco, noi dobbiamo pensare che il personale della società Ervet SpA sia praticamente raddoppiato, senza peraltro che le consulenze e le collaborazioni abbiano avuto un qualsiasi tipo di significativa riduzione, perché erano 210 nel 2004 e sono 197 nel 2016. Aggiungo inoltre, a proposito del costo complessivo sia delle consulenze che delle collaborazioni esterne, che nel 2016 si sono spesi oltre 3 milioni di euro, che sono un dato imponente se lo consideriamo sotto il profilo delle collaborazioni.

Debbo dire anche che vi sono alcuni tipi di collaborazioni che, anche in relazione alla legge Madia, devono farci riflettere oggi, perché è pur vero che sono collaborazioni particolarmente datate ma, nel momento in cui con i tre anni di cosiddetto precariato si può procedere all'assunzione in ruolo diretta, non dobbiamo dimenticare che molto spesso queste collaborazioni e questi incarichi hanno come fondamento giuridico quello dell'intuitu personae, non della procedura di evidenza pubblica.

Assessore, prendo atto che sia imminente o auspicabile una ristrutturazione di tutto il sistema delle partecipate, con un dimezzamento delle stesse, ma la mia unica preoccupazione è che non si dimezzino le partecipate e si raddoppino i dipendenti delle partecipate stesse, perché non vorrei che la moltiplicazione qui non fosse dei pani e dei pesci, bensì dei posti e delle teste. Proprio per questa ragione, conoscendo anche il suo scrupolo, dico che, a mio avviso, sulle partecipate ben venga l'azione che sta portando avanti la Giunta, però sarebbe largamente auspicabile che, prima della fase esecutiva, vi fosse la possibilità, almeno in questa sede o in Commissione, di avere un confronto abbastanza aperto e con dati oggettivi, quindi non ricostruiti magari sugli ultimi cinque anni, per capire fino in fondo anche alcune posizioni, dal momento che un conto sono le posizioni apicali, altra cosa sono le posizioni dirigenziali, che a mio avviso meritano in sé uno sgrassamento, da una parte, e magari una riqualificazione, dall'altra.

Voglio dire, senza fuori misura, che non è che il numero dei dirigenti faccia la forza di un'azienda o di una partecipata, ma la fa la qualità dei dirigenti. Penso che molto spesso servano più quadri intermedi di buon collegamento e di capace lavoro esecutivo rispetto, invece, a una pletora dirigenziale, che molto spesso viene promossa più per segno di riconoscenza - a tacer d'altro - che non di merito. Del resto, la riforma della dirigenza in Italia non si è mai fatta, e forse questo è il motivo per cui tutti sono dirigenti, ma nessuno poi dirige. Penso, invece, che si debba andare verso una responsabilizzazione, anche con una logica premiale significativa, ma di chi ha degli obiettivi e li raggiunge. Diversamente, troviamo delle scappatoie per non assumere in Regione come Ente ciò che assumiamo di fatto per la Regione sotto altre non mentite spoglie.

Queste sono le osservazioni che mi permetto di rassegnarle, lasciandoci poi all'appuntamento di quando vi sarà il cosiddetto piano di ristrutturazione del sistema delle partecipate (chiamiamolo così), che non solo è auspicabile in termini di risparmio economico, ma ci è anche periodicamente sollecitato dalla Corte dei conti in sede di valutazione dei nostri bilanci.

 

PRESIDENTE (Rainieri): Grazie, consigliere Foti.

È così conclusa la fase dello svolgimento delle interpellanze.



18/01/2017

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