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Regione

Fallimento della cooperativa Di Vittorio, Foti: 'la Regione non sia inerte in una vicenda dalle tinte fosche e tuteli i propri crediti'

Numero: 3167
Soggetto: ASSESSORATO WELFARE E POLITICHE ABITATIVE
Data Risposta: 25/10/2016

Per sapere, premesso che:- 

il 29 dicembre 2014 il Tribunale di Parma dichiarava il fallimento della Cooperativa Di Vittorio, con sentenza depositata il 2 gennaio 2015, avendo riscontrato una situazione debitoria di 67 milioni di euro contro un attivo patrimoniale di 4 milioni 200 mila euro;

contestualmente, anche la società Polis Spa, controllata dalla cooperativa Di Vittorio, veniva dichiarata fallita; 

negli anni, nel consiglio di amministrazione della Di Vittorio, ha seduto il vertice fidentino del Partito Comunista Italiano e poi - saltellando tra querce, ulivi e margherite - quello approdato al Partito Democratico, compreso l'attuale sindaco di Fidenza che, assessore dal 2005 nel predetto comune, si dimise dal consiglio di amministrazione della cooperativa Di Vittorio nel 2006; 

complessivamente la Regione Emilia-Romagna ha erogato alla Cooperativa Di Vittorio finanziamenti pari a 11.659.122,64 euro, di cui una somma pari a 8.787.802,26 euro è stata concessa per contributi in conto capitale (di cui 1.802.324,33 euro a titolo di anticipazione che la cooperativa deve restituire alla Regione a partire dal trentesimo anno dall'ultimazione dell'intervento) e una somma per conto interessi pari a 2.871.320,38 euro, concessa per l'accensione di mutui agevolati; 

a ciò si aggiunga il fatto che moltissimi soci risultano creditori nei confronti della detta cooperativa per un somma complessiva di circa 12,5 milioni di euro di prestito sociale, costituito appunto dalle anticipazioni dei soci assegnatari della cooperativa che hanno permesso, unitamente al contributo regionale, di realizzare gli interventi, con conseguente riduzione degli oneri finanziari; 

da notizie di stampa (Gazzetta di Parma del 3 settembre 2016) si apprende che, a seguito di un'indagine condotta dalla locale Procura della Repubblica su Polis Spa, a quattro amministratori della predetta società - indagati per bancarotta fraudolenta - sarebbero stati complessivamente sequestrati (a titolo preventivo) 875.000 euro depositati sui conti correnti degli stessi o comunque nella loro disponibilità; 

nei confronti degli ex amministratori della cooperativa Di Vittorio è stata, invece, in più occasioni ipotizzato l'avvio dell'azione di responsabilità; 

se la Giunta Regionale sia a conoscenza dei fatti sopra evidenziati e quale ne sia il giudizio;

se e quali iniziative la Giunta Regionale abbia avviato fino ad oggi al riguardo e quali intenda intraprendere nel caso in cui dovesse essere alienato il patrimonio della Di Vittorio, senza più il vincolo originario di destinazione, a garanzia dell'esigibilità di tutti i contributi concessi in conto capitale alla cooperativa in questione.

Tommaso Foti


DIBATTITO IN ASSEMBLEA LEGISLATIVA

OGGETTO 3167

Interpellanza circa la situazione e le procedure in corso relativamente alla cooperativa Di Vittorio ed alla società Polis spa. A firma del Consigliere: Foti

(Svolgimento)

 

PRESIDENTE (Rainieri): Passiamo all'oggetto 3167: Interpellanza circa la situazione e le procedure in corso relativamente alla cooperativa Di Vittorio ed alla società Polis spa, a firma del consigliere Foti. Risponderà la vicepresidente Gualmini.

Prego, consigliere Foti.

 

FOTI: Signora vicepresidente, siamo alla seconda puntata su questi schermi, nel senso che già una volta abbiamo parlato della cooperativa Di Vittorio. Oggi parliamo della sua controllata e anche della cooperativa Di Vittorio. Io mi auguro solo, ma non ho dubbi conoscendo la sua correttezza, che abbia consigliato alla Giunta di attivarsi in ogni modo per costituirsi nell'ambito del procedimento in essere, perché mi pare che la Regione abbia dato qualcosa come 11 milioni di euro di contributi a questa cooperativa e la situazione oggi in cui versa merita una tutela del danaro a suo tempo elargito dalla Regione stessa.

 

PRESIDENTE (Rainieri): Grazie, consigliere Foti.

Vicepresidente Gualmini, prego.

 

GUALMINIvicepresidente della Giunta: Grazie mille, presidente. Siamo alla seconda puntata relativa ad un caso molto rilevante di fallimento di una cooperativa a proprietà indivisa e quindi già avevamo risposto ad una interpellanza del consigliere Foti all'inizio del nostro mandato in cui certamente presentavamo tutti i dati relativi al fallimento avvenuto nel dicembre 2014, alla situazione profondamente debitoria, pari a 67 milioni di euro e anche al contributo che la Regione ha dato a questo complesso immobiliare pari a circa 11 milioni tra investimenti in conto capitale e contributi dati per l'accensione dei mutui agevolati.

In verità non siamo rimasti con le mani in mano. Questo è un caso in cui possiamo dare riscontro e rendicontazione di ciò che è stato fatto sinora. Ovviamente, in generale, la premessa è che la preoccupazione per la crisi che ha investito il settore edilizio della nostra Regione, e quindi anche il settore dell'edilizia sociale residenziale o comunque di quella parte di edilizia che si presta ad andare incontro alle esigenze delle fasce di popolazione che da sole e non riescono a stare sul mercato, lo diamo per scontato. Tra l'altro, uno dei primi atti della Giunta è stato proprio il Piano coordinato sulle politiche abitative, che provava, da un lato, ad utilizzare strumenti di stimolo economico per il settore dell'edilizia e, dall'altro, a rivedere tutta la filiera degli interventi dell'edilizia sociale.

Per quanto riguarda le cooperative a proprietà indivisa, il tavolo di concertazione tra la Regione, gli Enti locali e le diverse associazioni sia datoriali, sia economiche, che sindacali che partecipano, tavolo previsto dalla legge regionale, ha subito messo all'ordine del giorno la creazione di un gruppo di lavoro sul problema specifico della trasformazione degli alloggi da proprietà indivisa a proprietà individuale, con il preciso scopo, ovviamente, di proteggere il diritto all'abitazione dei soci, tra l'altro socio assegnatari che, nel caso delle procedure fallimentari, sono anche creditori da parte delle cooperative di somme specifiche e significative.

Questo ragionamento ha portato ad una importante modifica normativa. La legge regionale che questa Assemblea ha approvato lo scorso 15 luglio 2016, la legge n. 11, prevede, all'articolo 58, una serie di modifiche della legge regionale sulle politiche abitative e in particolare sono state facilitate le modalità che consentono la cessione in proprietà del patrimonio edilizio in locazione permanente a favore di coloro che ne hanno ottenuto la locazione o il godimento permanente attraverso il pagamento di un prezzo di acquisto contenuto e la restituzione alla Regione di parte del contributo ricevuto.

L'innovazione più rilevante, come lei ben sa, attiene al fatto che la trasformazione da proprietà indivisa a proprietà individuale può avvenire anche solo in presenza del 50 per cento di accordo tra gli assegnatari, laddove prima noi prevedevamo il 100 per cento dell'accordo degli interessati. Inoltre, in caso di operatori soggetti a procedura concorsuale, la trasformazione può avvenire per una quota inferiore alla metà degli alloggi.

Evidenziamo anche che per gli operatori soggetti a procedura concorsuale, alla data di approvazione della nuova legge regionale, le semplificazioni procedurali previste e la soppressione del limite minimo di alloggi da trasformare permetteranno di armonizzare la disciplina regionale alla normativa fallimentare statale consentendo, quindi, ai vari commissari liquidatori e ai curatori fallimentari, nonché agli organi di vigilanza, di perseguire le finalità a cui la procedura concorsuale è preordinata con la salvaguardia, sperabilmente, delle esigenze abitative degli interessati.

Si sono, infatti, create le condizioni affinché anche nella specifica vicenda della Di Vittorio i curatori fallimentari possano considerare la trasformazione come una buona soluzione per recuperare liquidità finanziarie utilizzabili per ristorare i creditori e al tempo stesso anche per tutelare i soci assegnatari consentendo loro magari di acquistare la proprietà dell'alloggio occupato.

Abbiamo anche fatto in modo che la nuova legge regionale appena ricordata possa prendere in considerazione tutte le possibili procedure concorsuali in essere, disciplinando le modalità per attivare il processo di cessione degli alloggi agli assegnatari. Questo è stato possibile anche grazie ad un confronto approfondito e ripetuto con i soggetti coinvolti a vario titolo, ossia le famiglie e le altri parti in causa nelle situazioni di crisi più problematiche, tra cui anche quella di Fidenza e del territorio limitrofo.

Per quanto riguarda, invece, gli alloggi non interessati dalla trasformazione a proprietà individuale, si mantiene il vincolo di destinazione di interesse pubblico. Abbiamo ritenuto che queste possano essere alienate solo come complesso unitario ad un soggetto terzo che si impegni alla prosecuzione della locazione secondo quanto previsto dalla convenzione originaria oppure alla cessione degli immobili a titolo gratuito al Comune in caso di cessazione o cambiamento di attività.

Infine, la Giunta regionale proprio in questi giorni ha completato la disciplina attuativa delle disposizioni legislative dello scorso luglio, con la quale si specificano le procedure, le condizioni minute del rilascio dell'autorizzazione e le modalità di calcolo dei contributi da rimborsare.

Questo atto deliberativo, come sapete, non sarà della Giunta, ma sarà presto sottoposto all'esame dell'Assemblea legislativa.

Sul caso delle nomine e del passaggio tra cooperative e politiche penso che la Regione non possa in nessun modo scegliere chi debba candidarsi a sindaco nei vari territori e quindi ci sono delle norme sulla compatibilità che disciplinano tutto questo.

Per quanto riguarda i crediti che la Regione deve avere anche nei confronti della società controllata, certamente agiremo di conseguenza, passo dopo passo, dopo aver sistemato tutto l'impianto normativo che doveva essere, in tempi rapidi, messo a posto e riordinato.

 

PRESIDENTE (Rainieri): Grazie, vicepresidente della Giunta Gualmini.

Consigliere Foti, per la replica, ha sette minuti. Prego.

 

FOTI: Grazie, vicepresidente, per l'excursus che lei ha fatto e che mi è sufficientemente noto, nel senso che una parte almeno della normativa introdotta è frutto di un emendamento del collega Sabattini, anche da me sottoscritto, che mi era ben chiaro.

Il problema non attiene tanto in questo caso alla Di Vittorio, quanto alla sua controllata Polis, per la quale, come lei sa, oltre a non essere una cooperativa o società indivisa, è stato operato, sicuramente in via precauzionale, un sequestro pari a 875.000 euro ad alcuni dei suoi amministratori, segnatamente quattro, anche indagati per bancarotta fraudolenta.

A mio avviso, è questa la situazione che dovrebbe preoccupare, perché, come abbiamo già avuto modo di dire in più occasioni, quello della Di Vittorio pare un crack diretto e orchestrato anche da parte di soggetti che oggi ricoprono cariche istituzionali.

Probabilmente, vi sono state valutazioni errate che non attengono soltanto, assessore, alla vicenda della crisi edilizia. Qui è stato spazzolato via il prestito dei soci, sono state fatte operazioni e acquisite società decotte. Lei capisce che ve ne è di più e di peggio che ritenere soltanto che tutto sia colpa o figlio di quella crisi, che pure c'è stata e c'è. Nessuno la vuole negare.

Indubbiamente, condivido la parte della sua esposizione nella quale ha giustamente sostenuto che il tentativo – penso e mi auguro riuscito – fosse quello di mettere in salvaguardia, per quanto possibile, le abitazioni nei confronti di coloro i quali, essendo soci delle cooperative, rischiavano di dover pagare due volte la stessa abitazione. Sotto questo profilo, che ritengo sia anche etico, non può esserci altro che una condivisione, augurandomi che quelle maggioranze che noi abbiamo individuato si riescano a realizzare nel concreto per poter consentire, da una parte, di superare la soglia del 50 per cento, cui ella prima faceva riferimento, o, nei casi di una soglia più bassa del 50 per cento, per poter arrivare ad una conclusione in quel senso.

Mi auguro, assessore, che ella – non direttamente, perché, ovviamente, non si può far tutto, ma per il tramite dell'ufficio legale della Regione – segua attentamente la vicenda che si sta sviluppando sotto il profilo giudiziario. Indubbiamente, di chance la Regione ne ha date e ne ha date a tutti, anche a queste cooperative, che, tra l'altro, nel caso di specie, hanno una storia abbastanza radicata.

Il pericolo vero è che quei fondi – parliamoci chiaro – siano serviti ad altre finalità e non a quelle finalità che, meritoriamente, la Regione aveva in mente per realizzare edifici che, poi, servissero alla gente meno abbiente. Chi era abbiente non aveva bisogno di partecipare a queste operazioni, in alcuni casi. Non tutti, a dire la verità. Oggi, come voi sapete, si fanno anche cooperative e società a proprietà indivisa, magari soltanto per quattordici o sedici appartamenti, anche di una qualche qualificazione. I finanziamenti erano, qui, diretti esattamente ad una edilizia che non era sicuramente una edilizia per persone oltremodo ricche.

Io mi fermo qui. Sul prestito sociale, debbo dire, la Regione può fare poco. Si tratta di una dichiarazione di fiducia che lega direttamente, in un rapporto unico, cooperatore e società cooperativa. Quindi, diventa difficile intervenire. Ad ogni modo, mi permetto di dirle, assessore, che una riflessione sulla legislazione, per quanto di nostra competenza, ovviamente non possiamo eccedere la nostra competenza, una riflessione – dicevo – anche in senso più garantista per la Regione rispetto alla concessione dei contributi è necessaria. Diversamente, diamo l'idea – perdonate la parola e l'immagine non molto bella, ma non me ne viene in mente una migliore – di essere una mucca da mungere. Francamente, non possiamo dare quest'idea.

I fondi vengono erogati. I fondi sono finalizzati. I fondi erogati e finalizzati devono essere utilizzati per quelle finalità e non per altre. Diversamente, nel tentativo errato di volerne salvare una, finiamo per affondarne cento, il che non avrebbe alcun significato neanche per gli impegni, al di là della parte politica che diversamente rappresentiamo, che tutti noi assumiamo nei confronti degli elettori, cioè di rappresentarli correttamente.

 

PRESIDENTE (Rainieri): Grazie, consigliere Foti.

È così concluso lo svolgimento delle interpellanze.



05/09/2016

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