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Regione

Frane Valnure: l'interruzione della Provinciale di Bettola solo l'ultimo di innumerevoli episodi. La Giunta prenda misure sistemiche.

Numero: 2434
Soggetto: Assessore alla difesa del suolo e della costa, protezione civile e politiche ambientali e della montagna
Data Risposta: 26/05/2016

Per sapere, premesso che:- 

a partire dal 2009 numerose frane - attive e/o riattivate - hanno segnato pesantemente il territorio del comune di Bettola, in provincia di Piacenza. In particolare, anche solo consultando la Carta inventario delle frane e l'archivio storico delle frane della Regione Emilia-Romagna, si ricava che da quella data si registra l'apertura di 36 fronti di frana, in varie parti del predetto territorio comunale, con 40 episodi di movimenti franosi registratisi; 

siffatti eventi hanno, nel corso degli anni, comportato notevoli danni ai luoghi nel loro insieme, alle abitazioni e alle infrastrutture, soprattutto stradali; 

nel corso del biennio 2009-2011, risulta che la Regione abbia finanziato, nel territorio che interessa il Comune di Bettola, 15 interventi - tra di somma urgenza ed urgenti - per una spesa complessiva di euro 725.000,00. Con delibera della Giunta Regionale n. 677/2012 risultano altresì finanziati 3 stralci funzionali, per un importo complessivo di euro 450.000,00, relativi ad interventi di manutenzione diffusa dei corsi d'acqua nel Comune di Bettola; 

nei fatti, i danni stimati nel 2009 dal Servizio Tecnico del Comune di Bettola, ammontavano a oltre 2 milioni di euro. Da detta stima erano esclusi gli interventi sulla strada comunale che collegava il Capoluogo con l'abitato di Murlo la cui quantificazione richiedeva competenze geologiche non in possesso dell'Ufficio Tecnico. Detta cifra è andata progressivamente aumentando a seguito di nuovi dissesti verificatisi nel 2010 ed i primi mesi del 2011 - in particolare due importanti movimenti franosi nelle località Agnelli e Casella hanno rischiato di lasciare isolato l'abitato di Groppoducale - fino ad arrivare ai giorni nostri; 

nella notte che ha preceduto la Santa Pasqua, si è verificata, sempre nel Comune di Bettola, una frana di enormi dimensioni che ha letteralmente spezzato in due la strada Provinciale nel tratto che conduce a Prato Barbieri. La strada è stata immediatamente chiusa al traffico e transennata, mentre la frana ha interessato anche alcune abitazioni ubicate nella zona. Attualmente la frana risulta in attività e fondati timori si manifestano ora anche per il torrente Nure : infatti, il movimento della frana è talmente sotterraneo da aver già provocato un rialzamento dell'alveo del torrente di circa un metro e mezzo; 

già in passato la strada Provinciale per Prato Barbieri è stata oggetto di interruzioni conseguenti a movimenti franosi; 

alla luce di quanto sopra, appare indispensabile l'adozione di un piano di prevenzione del rischio idrogeologico che riguardi tutta la Val Nure, della quale il territorio del Comune di Bettola è parte, non essendo possibile pensare di affrontare la situazione con interventi di urgenza e somma urgenza destinati certo a tamponare gli effetti dei movimenti franosi, ma non a risolvere - almeno per quanto possibile - i problemi alle origini degli stessi, molti dei quali sono determinati dall'accumulo spropositato di acqua che s'insacca nei terreni; 

quali misure sistemiche la Giunta Regionale intenda adottare per affrontare nel complesso la questione dei corpi di frana nell'intera Val Nure, sempre più ridotta ad un groviera e sempre più fragile, anche a fronte di eventi atmosferici non eccezionali.

Tommaso Foti

Il dibattito in Assemblea Legislativa non ha avuto luogo, avendo ritenuto il consigliere Foti, sufficiente la risposta scritta

RISPOSTA

Presidente, Consigliere e Consiglieri, l'ultimo evento franoso che ha colpito il territorio di Bettola (PC) si è verificato nella notte tra 26 e 27 marzo scorsi ed ha interessato l'abitato di La Pergalla e la SP 15 di Prato Barbieri. La frana ha raggiunto l'alveo del Torrente Nure e ha provocato la distruzione di 600 m di strada, di quattro case e di una struttura ad uso agricolo, nonché l'interruzione delle reti idrica, elettrica e telefonica. Il dissesto, di notevoli dimensioni (lungo 450 m, largo 350 m, profondo circa 40 m), si è attivato presumibilmente a seguito degli eventi alluvionali del settembre 2015 e febbraio-marzo 2016; infatti le frane di ampia consistenza e complessità, come questa, hanno tempi di riattivazione lunghi e non immediatamente prevedibili, legati alle condizioni strutturali e litologiche del versante. 

Il Servizio tecnico di Bacino Affluenti del Po è intervenuto con tempestività, su richiesta del Sindaco, già nella giornata di Domenica 27 (S. Pasqua), in cui sono stati eseguiti i primi sopralluoghi e sono stati impostati i primi sistemi di misurazione degli spostamenti. 

La Regione ha nel frattempo messo a disposizione la somma di 150.000 euro per l'esecuzione di lavori di somma urgenza, così ripartiti: 

 60.000 euro per lavori ed opere nel T. Nure, al fine di evitare il rischio di restringimento dell'alveo ed il potenziale coinvolgimento dell'abitato di Bussini (sulla sponda di fronte); 
 40.000 euro per lavori ed opere sul corpo di frana, per ripristinare il reticolo idrografico superficiale di scolo ed evitare la formazione di ristagni e l'infiltrazione di acque; 
 50.000 euro per l'esecuzione di indagini geognostiche e l'installazione di strumentazione per monitorare i movimenti della frana e la sua falda acquifera, in collaborazione con l'Università degli Studi di Modena. 

I suddetti lavori, progettati e diretti a cura del Servizio Tecnico di Bacino, sono stati consegnati nella prima decade di aprile. Attualmente le indagini sono completate ed è in corso l'elaborazione dei dati raccolti. 

Il monitoraggio è tuttora attivo e lo resterà per alcuni mesi, anche al fine di fornire alla Provincia gli elementi di conoscenza utili per gli interventi di competenza sulla viabilità. I lavori sul corpo di frana e nell'alveo del T. Nure sono in avanzato stato di esecuzione e saranno completati alla luce delle risultanze delle indagini. 

Il Consiglio dei ministri – accogliendo la richiesta del Presidente Bonaccini – nella seduta del 10 maggio scorso, ha dichiarato lo stato di emergenza nazionale per il maltempo che ha colpito l'Emilia-Romagna tra il 27 febbraio e il 27 marzo. Il provvedimento, giunto dopo i necessari sopralluoghi svolti dai tecnici del Dipartimento nazionale di Protezione civile, è il passo che precede l'assegnazione di risorse nazionali, indispensabili per proseguire gli interventi urgenti già avviati con i fondi regionali anche sulla frana di Bettola. 

Questo episodio di dissesto è stato l'ultimo di 40 eventi che si sono verificati nel Comune di Bettola dal 2009 ad oggi. Nel triennio 2009-2011, in questo territorio, sono stati realizzati 15 interventi per complessivi 750.000 euro di finanziamenti regionali e statali, mentre dal 2012 ad oggi gli interventi su frane o per cedimenti di strade, a causa di erosione fluviale, sono stati 36, per un importo totale di 1.890.000 euro; sono stati inoltre erogati 5 finanziamenti per interventi su strade e versanti, diffusi nel territorio di sei comuni delle valli Nure e Trebbia, tra cui Bettola, per complessivi 945.000 euro. 

La Val Nure, in cui si trova Bettola, è fortemente interessata dal dissesto idrogeologico, ed ha una conformazione geologica e geomorfologica, con caratteristiche analoghe al resto dell'Appennino emiliano, che ha un indice di franosità elevato. Va infatti evidenziato che, se sono stati censiti 40 eventi di frana nel comune di Bettola dal 2009 ad oggi, nello stesso periodo in tutto il territorio regionale se ne sono verificati oltre 2600. È evidente quindi che misure di prevenzione del dissesto devono essere pianificate e programmate per l'intero territorio regionale. 

La Giunta sta, a questo proposito, mettendo in atto un piano strutturato di prevenzione che copre un orizzonte pluriennale, il cui quadro di partenza è costituito dalla pianificazione di bacino e dalle criticità emerse nel corso delle ricognizioni dei danni effettuate a seguito dei gravi eventi meteorologici che hanno interessato il territorio regionale negli ultimi anni. In particolare dalla fine del 2012 ad oggi si sono susseguiti ben 7 eventi meteorologici avversi, di rilevanza nazionale, che hanno investito la nostra regione, con un notevole incremento della loro frequenza rispetto agli anni precedenti.

In raccordo con gli enti territoriali sono stati individuati gli interventi destinati a manutenzione, prevenzione e opere strutturali, con la finalità di intervenire sul territorio nel modo più sinergico ed efficace possibile. 

Gli strumenti tramite cui la Giunta sta operando per attuare questo piano di prevenzione del dissesto idraulico ed idrogeologico sono diversi. 

Accordo di programma 2010 

Proprio in questi giorni la Regione Emilia-Romagna ha ottenuto l'assenso del Ministero dell'Ambiente e del Dipartimento della Protezione civile a procedere con una rimodulazione degli interventi previsti dall'Accordo di Programma del 2010. Questa rimodulazione, proposta con deliberazione di Giunta regionale n. 875/2015 e aggiornata con deliberazione n. 241/2016, ha raccolto i pareri favorevoli delle Autorità di bacino territorialmente interessate e consentirà di rimettere in circolo un totale di 13.114.726 euro (di cui 11.120.000 euro di risorse da rimodulare e 1.994.726 euro di economie realizzate), con i quali verranno realizzati 19 nuovi interventi prioritari a livello regionale, valutati sulla base delle segnalazioni dei soggetti attuatori e inseriti nella banca dati nazionale "Repertorio Nazionale degli interventi per la Difesa del Suolo (ReNDiS)". 

Piano Nazionale contro il Dissesto Idrogeologico 2014-2020 

Il Piano costituisce il presupposto per la programmazione e il finanziamento degli interventi strategici per la mitigazione del rischio idraulico ed idrogeologico a livello nazionale, viene definito di concerto tra la Struttura di Missione Italia Sicura, il Ministero dell'Ambiente e le Regioni e si attua attraverso specifici finanziamenti degli interventi inseriti in ReNDiS. Come prima tranche di finanziamento nel 2015, il Governo ha reso disponibili 600 milioni di euro per interventi di contrasto al rischio alluvioni nelle Aree Metropolitane, di cui sono stati destinati alla Regione Emilia-Romagna 27,3 milioni per 6 interventi. 

Questo primo finanziamento si inquadra nella proposta di Piano per il territorio emiliano-romagnolo che la Regione nel 2015 ha avanzato al Ministero e a Italia Sicura: si tratta di 324 interventi relativi alle criticità più rilevanti a livello regionale, per oltre 950 milioni di euro (DGR n. 478/2015), di cui 770 milioni per interventi sul reticolo idrografico naturale e di bonifica, 140 milioni per interventi su versanti in dissesto e 40 milioni per interventi di protezione della costa. 

Tale proposta, che è attualmente in corso di aggiornamento, prevede per la Val Nure 14 interventi per 12,3 milioni di euro. 

Bilancio regionale 2015 – 2016 per interventi e attività di difesa del suolo 

La Regione ha reso disponibili con il proprio Bilancio circa 20 milioni di euro nel 2015 e circa 19 milioni nel 2016 per la prevenzione e la mitigazione del rischio idraulico ed idrogeologico, destinati alle seguenti attività:

- manutenzione dei fiumi, dei versanti e della costa, 10 milioni di euro nel 2015 e 11 milioni nel 2016; 
- interventi per la rete di bonifica, 1,8 milioni nel 2015 e 3,2 milioni nel 2016; 
- Servizio di piena, indagini e rilievi, sviluppo e manutenzione della strumentazione di monitoraggio e della Rete Integrata Regionale Idropluviometrica, 2,4 milioni nel 2015 e 1,3 milioni nel 2016; 
- interventi di emergenza nei settori di competenza regionale, 4.773.000 euro nel 2015 e 3,5 milioni nel 2016. 

Vanno inoltre aggiunti 19.770.000 euro per 376 interventi di emergenza, eseguiti nel 2015 dai soggetti componenti il sistema regionale di protezione civile, e 1.440.000 euro per 30 interventi nel 2016. Il consistente finanziamento del 2015 è stato per lo più utilizzato per integrare i fondi delle Ordinanze di Protezione civile n. 232/2015 e n. 292/2015, conseguenti alle eccezionali avversità atmosferiche verificatesi il 4-7 febbraio 2015, nell'intero territorio regionale, e il 13-14 settembre, nelle province di Parma e Piacenza. 

Infine voglio evidenziare il fatto che la Giunta regionale ha fortemente voluto il riassetto dei settori della difesa del suolo regionale e provinciali con l'istituzione della nuova Agenzia Regionale per la Sicurezza del Territorio e la Protezione Civile, operativa dal primo di maggio, con la missione di gestire il rischio idraulico ed idrogeologico in una logica unitaria. La medesima struttura opererà, infatti, non solo per gestire le emergenze ma anche per effettuare il monitoraggio del territorio, attraverso rilievi, indagini e installazione di strumentazione, e per progettare ed attuare interventi di difesa del suolo, pianificati e programmati per la prevenzione e la messa in sicurezza del territorio, al fine di far crescere la protezione dei cittadini e la resilienza della società emiliano romagnola.

Paola Gazzolo

NB. Oltre all'allegato presente, esiste altra documentazione in archivio sulla materia, non altrimenti collocabile su questo portale 


29/03/2016

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