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Regione

Invaso del Brugneto, convenzioni scadute; criticita' per uso idroelettrico e rilasci eccedenze, Foti: 'Quali le soluzioni individuate dalla Regione?'

Numero: 3987
Soggetto: Assessore alla difesa del suolo e della costa, protezione civile e politiche ambientali e della montagna
Data Risposta: 22/03/2017

Per sapere, premesso che: - 

la concessione dell'invaso del Brugneto include l'impegno a rilasciare defluire in alveo 2,5 milioni di metri cubi di acqua nel periodo dal 16 maggio al 15 settembre di ogni anno. La detta concessione di derivazione ha scadenza nel 2024 per l'uso idropotabile mentre per quanto attiene l'uso idroelettrico secondario la scadenza era prevista per il 2014;

il disciplinare di concessione, e in particolare il disciplinare suppletivo, approvato con decreto interministeriale del 15 ottobre 1990, in ragione delle riconosciute ricadute della diga del Brugneto sull'andamento delle portate del fiume Trebbia, di cui il torrente Brugneto è affluente, impone infatti condizioni di esercizio della diga per la tutela dei diritti pregressi delle utenze irrigue piacentine; 

i cambiamenti climatici e i maggiori utilizzi hanno modificato negli anni - dal 1990 ad oggi - la disponibilità della risorsa del bacino del Trebbia causando criticità per l'irrigazione delle colture agricole della valle nel territorio piacentino; 

il 12 luglio 2013 veniva stipulata tra la Regione Emilia-Romagna, la Regione Liguria e la Società Mediterranea delle Acque Spa una convenzione che, relativamente al maggiore rilascio di acqua dall'invaso del Brugneto nel periodo estivo, prevedeva all'articolo 3 per un triennio (nel periodo 16 maggio-15 settembre) la possibilità di maggiorare il deflusso di acqua dall'invaso del Brugneto al fiume Trebbia (da aggiungersi alla quantità che deve normalmente essere già rilasciata ogni anno in base al citato Disciplinare, pari a 2,5 milioni di metri cubi) per un volume "sino" a metri cubi 1,5 milioni; 

in ragione della richiesta avanzata dalla Regione Emilia-Romagna, la società incaricata dal Comune di Genova ad attuare il rilascio (Società Mediterranea delle Acque S.p.A.), dopo aver verificato la consistenza delle scorte idropotabili, poteva - a sua insindacabile discrezione e salvaguardate, in via prioritaria, le scorte necessarie a garantire le esigenze idropotabili del territorio ligure - provvedere a lasciare defluire il volume d'acqua di volta in volta ritenuto compatibile con le reali eccedenze presenti nell'invaso. 

risulta essersi concluso il periodo di sperimentazione avviato con la detta convenzione 

- che si avvaleva di tre modelli sviluppati, rispettivamente, da Mediterranea delle Acque, Arpa Simc e Consorzio di bonifica di Piacenza - avente come finalità quella di definire congiuntamente le modalità di gestione sostenibile della risorsa idrica; 

nella seduta del 12 aprile 2016 l'Assemblea Legislativa dell'Emilia-Romagna ha approvato all'unanimità la risoluzione n. 1066, a firma dell'interrogante, come integrata da tre emendamenti al riguardo presentati; 

- se in attuazione di quanto richiesto dalla succitata risoluzione la Giunta Regionale abbia definito con la Regione Liguria i contenuti e le procedure per il rinnovo della concessione (ad oggi scaduta) riguardante l'uso idroelettrico che - ai sensi dell'articolo 89, comma 2, del decreto legislativo n. 112/98 - potrà essere effettuato attraverso uno specifico accordo interregionale; 

- se per la convenzione stipulata il 12 luglio 2013 (ed oggi anch'essa scaduta) siano in corso confronti con gli altri soggetti sottoscrittori volti ad un suo rinnovo, nel qual caso appare equo - così come indicato anche nel dispositivo della risoluzione approvata - che la decisione in ordine al deflusso supplementare di acqua sia preceduta da una valutazione congiunta da parte della Regione Emilia-Romagna, della Regione Liguria e del Comune di Genova; 

- se e quali tematiche riguardanti la questione che qui interessa siano state sviluppate e quali eventuali soluzioni siano state prospettate in occasione del processo di partecipazione relativo al "contratto di Fiume Trebbia".

Tommaso Foti





31/01/2017

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