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Regione

Invaso del Brugneto, convenzioni scadute; criticita' per uso idroelettrico e rilasci eccedenze, Foti: 'Quali le soluzioni individuate dalla Regione?'

Numero: 3987
Soggetto: Assessore alla difesa del suolo e della costa, protezione civile e politiche ambientali e della montagna
Data Risposta: 21/03/2017

Per sapere, premesso che: - 

la concessione dell'invaso del Brugneto include l'impegno a rilasciare defluire in alveo 2,5 milioni di metri cubi di acqua nel periodo dal 16 maggio al 15 settembre di ogni anno. La detta concessione di derivazione ha scadenza nel 2024 per l'uso idropotabile mentre per quanto attiene l'uso idroelettrico secondario la scadenza era prevista per il 2014;

il disciplinare di concessione, e in particolare il disciplinare suppletivo, approvato con decreto interministeriale del 15 ottobre 1990, in ragione delle riconosciute ricadute della diga del Brugneto sull'andamento delle portate del fiume Trebbia, di cui il torrente Brugneto è affluente, impone infatti condizioni di esercizio della diga per la tutela dei diritti pregressi delle utenze irrigue piacentine; 

i cambiamenti climatici e i maggiori utilizzi hanno modificato negli anni - dal 1990 ad oggi - la disponibilità della risorsa del bacino del Trebbia causando criticità per l'irrigazione delle colture agricole della valle nel territorio piacentino; 

il 12 luglio 2013 veniva stipulata tra la Regione Emilia-Romagna, la Regione Liguria e la Società Mediterranea delle Acque Spa una convenzione che, relativamente al maggiore rilascio di acqua dall'invaso del Brugneto nel periodo estivo, prevedeva all'articolo 3 per un triennio (nel periodo 16 maggio-15 settembre) la possibilità di maggiorare il deflusso di acqua dall'invaso del Brugneto al fiume Trebbia (da aggiungersi alla quantità che deve normalmente essere già rilasciata ogni anno in base al citato Disciplinare, pari a 2,5 milioni di metri cubi) per un volume "sino" a metri cubi 1,5 milioni; 

in ragione della richiesta avanzata dalla Regione Emilia-Romagna, la società incaricata dal Comune di Genova ad attuare il rilascio (Società Mediterranea delle Acque S.p.A.), dopo aver verificato la consistenza delle scorte idropotabili, poteva - a sua insindacabile discrezione e salvaguardate, in via prioritaria, le scorte necessarie a garantire le esigenze idropotabili del territorio ligure - provvedere a lasciare defluire il volume d'acqua di volta in volta ritenuto compatibile con le reali eccedenze presenti nell'invaso. 

risulta essersi concluso il periodo di sperimentazione avviato con la detta convenzione 

- che si avvaleva di tre modelli sviluppati, rispettivamente, da Mediterranea delle Acque, Arpa Simc e Consorzio di bonifica di Piacenza - avente come finalità quella di definire congiuntamente le modalità di gestione sostenibile della risorsa idrica; 

nella seduta del 12 aprile 2016 l'Assemblea Legislativa dell'Emilia-Romagna ha approvato all'unanimità la risoluzione n. 1066, a firma dell'interrogante, come integrata da tre emendamenti al riguardo presentati; 

- se in attuazione di quanto richiesto dalla succitata risoluzione la Giunta Regionale abbia definito con la Regione Liguria i contenuti e le procedure per il rinnovo della concessione (ad oggi scaduta) riguardante l'uso idroelettrico che - ai sensi dell'articolo 89, comma 2, del decreto legislativo n. 112/98 - potrà essere effettuato attraverso uno specifico accordo interregionale; 

- se per la convenzione stipulata il 12 luglio 2013 (ed oggi anch'essa scaduta) siano in corso confronti con gli altri soggetti sottoscrittori volti ad un suo rinnovo, nel qual caso appare equo - così come indicato anche nel dispositivo della risoluzione approvata - che la decisione in ordine al deflusso supplementare di acqua sia preceduta da una valutazione congiunta da parte della Regione Emilia-Romagna, della Regione Liguria e del Comune di Genova; 

- se e quali tematiche riguardanti la questione che qui interessa siano state sviluppate e quali eventuali soluzioni siano state prospettate in occasione del processo di partecipazione relativo al "contratto di Fiume Trebbia".

Tommaso Foti

DIBATTITO IN ASSEMBLEA LEGISLATIVA

OGGETTO 3987

Interpellanza circa i contenuti e le procedure riguardanti il rinnovo della concessione relativa all'uso idroelettrico dell'acqua proveniente dall'invaso del Brugneto. A firma del Consigliere: Foti

(Svolgimento)

 

PRESIDENTE (Saliera): Procediamo con l'oggetto 3987: interpellanza circa i contenuti e le procedure riguardanti il rinnovo della concessione relativa all'uso idroelettrico dell'acqua proveniente dall'invaso del Brugneto, a firma del consigliere Foti, che ha la parola, ma rinuncia all'illustrazione.

Risponde l'assessore Gazzolo, a cui do subito la parola. Prego.

 

GAZZOLOassessore: Grazie, presidente.

Riprendo quanto affermato in quest'Aula in risposta al consigliere Foti in occasione dell'ultima seduta dell'Assemblea legislativa.

Nel 2013 le Regioni Emilia-Romagna e Liguria con Mediterranea delle Acque spa hanno sottoscritto il protocollo per i rilasci aggiuntivi del Brugneto, con cui sono state definite le modalità di una sperimentazione triennale volta a soddisfare eventuali situazioni di criticità estive, causate dalla carenza di disponibilità di acqua per l'uso irriguo nel piacentino salvaguardando, comunque, la necessità idropotabili dei comuni costieri del territorio ligure. Questo ha consentito un rilascio aggiuntivo per tre anni di 1,5 milioni di metri cubi, oltre ai 2,5 milioni stabiliti nel disciplinare di concessione suppletivo del 21 febbraio 1987 avvenuto non a insindacabile discrezione – mi perdonerà il consigliere se lo riprendo, perché era stato già oggetto del precedente question time – del gestore genovese, ma su segnalazione dei Consorzi di bonifica e successiva richiesta della Regione Emilia-Romagna.

L'intesa del 2013 è stata sottoscritta dalla Regione Liguria a guida centrosinistra e confermata nel 2016, nel quarto anno, dal nuovo presidente Toti della Regione Liguria, tra l'altro con l'aggiunta, a 1,5 milioni di metri cubi, di altri 800.000 metri cubi, nelle more della stesura di un nuovo accordo dando conto della volontà di superare i confini interregionali e regionali e di un importante lavoro comune.

Il protocollo ha realizzato una sperimentazione triennale per la definizione congiunta delle modalità di gestione sostenibile della risorsa idrica. Per attuarla ci si è avvalsi di tre modelli, che hanno tenuto conto sia dei processi idrogeologici e idraulici sia dei fabbisogni idropotabili e irrigui. Lo scopo era quello di delineare strategie di tutela e valorizzazione dell'intera asta fluviale del Trebbia, ottimizzando gli usi della risorsa per la qualità dell'ecosistema fluviale, le attività agricole produttive e turistico-ricreative.

Il lavoro è stato condotto attraverso un tavolo tecnico, che ha visto coinvolti, oltre ai firmatari del protocollo, anche la Provincia di Genova e il Comune di Genova. Le analisi sono state approfondite ed hanno portato alla condivisione dei dati di disponibilità e di utilizzo della risorsa idrica, al fine di definire scenari di sfruttamento, tenuto conto in particolare delle esigenze ambientali, delle necessità idropotabili liguri, dei rilasci al comparto irriguo già previsti dal disciplinare concessorio e delle ulteriori esigenze irrigue del piacentino in condizioni di scarsità idrica, nonché dello sfruttamento idroelettrico in essere.

Il confronto tecnico ha evidenziato come la possibilità di disporre di ulteriori rilasci dipenda dalle condizioni meteo climatiche e dal volume invasato dal Brugneto ad inizio stagione irrigua. La gestione della risorsa idrica è stata anche uno dei tre temi posti al centro del processo partecipato del contratto di fiume del Trebbia avviato nella primavera del 2014, con l'obiettivo di trovare un compromesso tra usi concorrenti dell'acqua del fiume, in particolare uso irriguo, idropotabile ed elettrico, nel rispetto degli obiettivi di qualità. Se ne discuterà il prossimo 31 marzo in occasione della prima riunione del tavolo di negoziazione, prima riunione tecnica, in cui siederanno rappresentanti dei diversi portatori di interesse.

Il fine è quello di rielaborare, dal punto di vista tecnico, le proposte emerse negli incontri già svolti sul territorio per produrre un programma di azioni concrete da mettere in campo. Fondamentali saranno anche gli esiti del dialogo in corso con la Regione Liguria. Le nostre richieste sono sul tavolo da tempo e sono chiare. Riguardano sia il rilascio aggiuntivo per l'irriguo che necessariamente la revisione delle concessioni per l'idroelettrico. La Regione c'è, come c'è stata in passato, e stiamo facendo con convinzione la nostra parte.

Piacenza è una realtà importante ed essenziale della comunità regionale e per questo mi fa piacere, con questa ulteriore interrogazione, che l'obiettivo da raggiungere sia condiviso dalla Giunta e dai consiglieri, anche richiamato nella stessa risoluzione votata in quest'Aula.

Per questo è mia intenzione convocare a breve a Piacenza un tavolo a cui inviterò tutti i consiglieri regionali del territorio insieme ai parlamentari, al Consorzio di bonifica e alle associazioni di categoria agricole con i Comuni senza distinzione di bandiera, per un obiettivo che è fondamentale per le nostre comunità. Al momento il dialogo con la Regione Liguria è aperto.

Ritengo, però, che una piena azione condivisa aiuti a rappresentare con convinzione e fermezza l'esigenza di Piacenza e della valle; un'azione attenta nell'ascolto delle richieste portate dalla Liguria per raggiungere un'intesa capace di soddisfare entrambe le parti; un'intesa che porti alla stesura di un accordo interregionale preliminare al rinnovo della concessione riguardante l'uso elettrico, nonché di un accordo permanente integrato sull'utilizzo dell'invaso del Brugneto.

 

PRESIDENTE (Saliera): Grazie, assessore Gazzolo.

La parola al consigliere Foti, che ha otto minuti.

 

FOTI: Presidente, a me dispiace di aver costretto l'assessore Gazzolo a ridare una risposta che, in parte, mi aveva già dato, ma è solo un problema tecnico. Avendo fatto un question time non mi sono ricordato di ritirare l'interpellanza, che poi è stata iscritta all'ordine del giorno.

Colgo l'occasione della cortese e dettagliata risposta per dire che, soprattutto la parte finale della stessa, perché le prime parti le avevamo già esaminate, mi sembra particolarmente positiva. Se l'assessore Gazzolo convoca un po' tutte le rappresentanze istituzionali della provincia di Piacenza, anche perché ognuno si assuma poi le proprie responsabilità, non certo per fare una guerra a Genova, perché qui il problema non è fare le guerre, il problema possibilmente è trovare, io penso, delle modalità di azione che contemperino tutti gli interessi in campo.

Mi permetto di dire, assessore Gazzolo, che lei ha ricevuto – anche noi l'abbiamo ricevuta – una nota recentemente dal Consorzio di bonifica che metteva un altro tema sul piatto, ovvero quello di modificare il sistema di calcolo del deflusso minimo vitale.

Io non penso che questa sia argomentazione da poter portare a un incontro istituzionale, anche perché, mi pare sufficientemente complesso l'argomento e debbo dire che nonostante l'invito a nozze del Consorzio di bonifica a volermi rimandare sui banchi del liceo non ci sono tornato, perché francamente ormai ho perso memoria di alcune cose, anche sotto il profilo della risoluzione delle equazioni proposte. Tuttavia, se accanto a questo, lei ritiene che vi possa essere spazio – questo è tema regionale – anche per una diversa o più favorevole (se è diversa, ma non serve a niente, tanto vale lasciare quello che si ha) interpretazione o modalità di calcolo del deflusso minimo vitale, sappia già in partenza che io sono pienamente d'accordo perché la cosa che interessa tutti è che possibilmente la valle possa avere l'acqua che le spetta e al tempo stesso che anche gli agricoltori possano trarre dalle varie prese che ci sono lungo il corso del fiume quel minimo necessario e indispensabile per poter adeguatamente curare il settore agricolo soprattutto potendo dare quell'acqua che, spesso e volentieri, lei meglio di me sa che manca.

 

PRESIDENTE (Saliera): Grazie, consigliere Foti.






31/01/2017

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