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Regione

Violenza nelle strutture per bambini, anziani e disabili; fenomeno grave e di portata nazionale, Foti: 'miei appelli ad interventi legislativi caduti nel vuoto, si prenda atto della necessita' delle telecamere'

Numero: 5629
Soggetto: Assemblea

Per sapere, premesso che: - 

la violenza, fisica e verbale, è praticata, con sempre maggiore frequenza ed accanimento, nei confronti di quei soggetti deboli che maggiormente necessitano di cure ed attenzioni; 

il ripetersi di violenze e maltrattamenti nei confronti di minori, anziani e disabili, all'interno delle strutture ove gli stessi vengono ospitati, costituisce una vera e propria "questione nazionale": troppi sono, infatti, i casi che si ripetono, da Nord a Sud. Fatti davvero sconcertanti si verificano – infatti - negli asili nido, nelle scuole dell'infanzia, nei centri diurni di sanità mentale, nelle case di cura e di riposo per anziani, nei centri di riabilitazione a breve e lunga degenza per persone diversamente abili, sia fisiche che psichiatriche; 

episodi raccapriccianti e riprovevoli emergono, dunque, dalla cronaca (nera) di tutti i giorni, anche in Emilia-Romagna. L'ultimo, in ordine di tempo, quello che ha portato all'arresto in flagranza di reato di due insegnanti della scuola elementare Vittorino da Feltre di Piacenza; 

solo con l'installazione, autorizzata dall'Autorità Giudiziaria, di telecamere e microfoni, talvolta preceduta dalle segnalazioni del personale in servizio nelle strutture in cui i fatti di cui sopra si verificano, è possibile accertare il ripetersi di episodi di violenza verbale nei confronti dei soggetti assistiti, quando non di violenza fisica;

anziani, minori e disabili, sono l'anello debole della società. Per detta ragione appare fondamentale monitorare le condizioni in cui vengono ospitati nelle strutture pubbliche e private, in modo tale che chi commette violenza contro di loro sia adeguatamente punito e impedito dallo svolgere ogni attività al riguardo;

all'accertamento dei fatti di cui sopra, segue – puntuale - la richiesta, anche attraverso il ricorso a petizioni on line, di installare telecamere negli asili e nelle scuole materne (ma ciò vale anche per gli istituti in cui risultino ricoverati anziani o persone diversamente abili) così da prevenire fatti che, oltre alle conseguenze fisiche della violenza in sé, arrecano gravissimi danni all'equilibro psicologico di chi li subisce; 

per effetto del voto della maggioranza dei consiglieri, l'Assemblea Regionale dell'Emilia-Romagna, nella seduta del 21 giugno 2016, ha espresso parere contrario al progetto di legge n. 2214 a firma dell'interrogante, recante disposizioni normative volte a prevedere l'installazione di un efficace sistema di videosorveglianza contro gli abusi nelle strutture pubbliche; 

con buona pace del giudizio politico espresso sul predetto progetto di legge, e del conseguente voto contrario, appare evidente che la tematica sottoposta all'Assemblea Legislativa è - e resta - di piena attualità anche per la Giunta Regionale, se non altro per il reiterarsi di episodi identici a quelli evocati; 

se la Giunta Regionale intenda assumere ogni utile provvedimento, anche di carattere legislativo, volto ad evitare il ripetersi di episodi di violenza - analoghi a quelli in premessa richiamati - nei confronti dei bambini e degli altri soggetti indifesi; 

se la Giunta Regionale convenga sull'utilità dell'installazione di telecamere di videosorveglianza nelle strutture che ospitano i soggetti deboli più sopra individuati e, conseguentemente, intenda richiedere al Parlamento, per quelle strutture non sottoposte alla competenza regionale, l'emanazione di specifiche norme che, nell'ambito della prevenzione e del contrasto alle pratiche di abuso fisico e psichico nei confronti di soggetti deboli, consentano l'installazione di sistemi di videosorveglianza all'interno delle strutture, pubbliche e private, che li ospitano.

Tommaso Foti


17/11/2017

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