Navigando il sito tommasofoti.com, accetti il modo in cui utilizzamo i cookies per migliorare la tua esperienza.
OK

Regione

Borgo Val di Taro (Pr), esalazioni provenienti dallo stabilimento Laminam e disagio dei cittadini; Foti: 'disagio reale, intervenire con ogni mezzo a disposizione'

Numero: 4409
Soggetto: ASSESSORATO DIFESA DEL SUOLO E DELLA COSTA, PROTEZIONE CIVILE, POLITICHE AMBIENTALI E DELLA MONTAGNA
Data Risposta: 28/04/2017

Per sapere - premesso che: - 

alla ripresa della produzione di lastre di ceramiche nello stabilimento Laminam di Borgo Val di Taro (in provincia di Parma) hanno fatto da contraltare emissioni odorigine fastidiose - negativamente incidenti, in alcuni casi, sulla normale funzione dell'attività respiratoria - avvertite oramai periodicamente dalla popolazione locale, in particolare da docenti e discenti che frequentano le scuole in località San Rocco; 

le decisioni assunte il 17 marzo 2017 dalla «Conferenza dei Servizi», convocata da «Arpae Sac», non paiono allo stato avere raggiunto affatto l'obiettivo dell'eliminazione delle sopraddette emissioni. In un recente incontro tenutosi a Palazzo Tardiani, sede operativa dell'Unione dei Comuni delle Valli del Taro e del Ceno, molte e forti sono risultate infatti le preoccupazioni espresse dalla popolazione locale che ha definito, in più occasioni, la situazione insostenibile, contrariamente al giudizio del sindaco di Borgo Val di Taro e dai rappresentanti della «Arpae» e della Ausl di Parma presenti, secondo i quali la vicenda starebbe invece volgendo verso una definitiva soluzione; 

il 20 marzo 2017 ben 235 alunni delle scuole primarie e secondarie di primo grado di Borgo Val di Taro si sono astenuti dal partecipare alle lezioni in segno di protesta per i continui malori segnalati ed attribuiti (dagli stessi) alle esalazioni di fumi ed odori molesti provenienti dallo stabilimento Laminam; 

giova qui ricordare che per quanto riguarda le emissioni odorigene, ad oggi in Italia l'inquinamento olfattivo non è disciplinato in maniera specifica dal legislatore e mancano riferimenti normativi cogenti sui livelli di accettabilità degli odori e del disagio olfattivo (unica eccezione è contenuta nel DM 29/01/2007 che richiama le Migliori Tecniche Disponibili per i Biofiltri); 

tuttavia, la molestia olfattiva può essere considerata una forma di inquinamento che può causare pesanti disagi per la qualità della vita e per l'ambiente ed oramai è consolidato l'orientamento giurisprudenziale che riconduce tale tipo di molestie al reato previsto dalla parte seconda dell'articolo 674, codice penale ("getto pericoloso di cose") che punisce "chiunque getta o versa, in un luogo di pubblico transito o in un luogo privato ma di comune o di altrui uso, cose atte a offendere o imbrattare o molestare persone, ovvero, nei casi non consentiti dalla legge, provoca emissioni di gas, di vapori o di fumo, atti a cagionare tali effetti." 

in una recente sentenza la Corte di Cassazione (Cassazione Penale, sezione III°, numero 12019 del 10 febbraio 2015) afferma che il reato di cui all'articolo 674 del Codice penale è configurabile anche in presenza di "molestie olfattive" promananti da impianto munito di autorizzazione per le emissioni in atmosfera e rispettoso dei relativi limiti, non riferiti però agli odori (quindi sanziona le molestie olfattive a prescindere dalla sussistenza dell'inquinamento atmosferico); 

se la situazione sopra descritta sia nota alla Giunta Regionale e quali iniziative, in primo luogo a tutela della salute pubblica, abbia assunto; 

se e quali siano le attività svolte da Arpae al riguardo, quali siano i risultati degli eventuali accertamenti dalla stessa predisposti, quali siano - infine - le prescrizioni eventualmente dettate.

Tommaso Foti

RISPOSTA

A riscontro dell'interrogazione in oggetto, sulla base delle informazioni fornite dagli enti competenti, si comunica quanto segue. 

La produzione di ceramiche in Emilia-Romagna è un settore trainante dell'economia regionale e nel corso dell'ultimo decennio è stato oggetto di Accordi specifici fra aziende e enti pubblici per il contenimento e la riduzione degli impatti ambientali, fra i quali anche quelli relativi alle emissioni in atmosfera. 

Negli ultimi anni il ricorso alla tecnologia della stampa digitale, per esigenze di produzione, di mercato e di innovazione tecnologica, ha comportato l'introduzione di inchiostri contenenti sostanze organiche di diverse composizioni e di altri additivi usati per la decorazione delle piastrelle, che, nonostante riducano la pericolosità in termini di impatto e rischio per i lavoratori, sono soggetti ad una degradazione nella fase di cottura che determina la formazione di sostanze odorigene in emissione. 

Per risolvere la problematica è già attivo un tavolo che coinvolge l'Amministrazione di Rubiera, Comune nel quale si è verificato un caso analogo, la Provincia di Reggio Emilia, AUSL, ARPAE ed i Rappresentanti delle Associazioni di produttori di piastrelle ceramiche e degli inchiostri, il quale può risultare utile per la valutazione di altre casistiche. 

Pur non avendo un impatto diretto sulla salute, gli odori hanno importanti ricadute indirette che non vanno sottovalutate. A tal fine la Regione Emilia-Romagna, attraverso ARPAE, sta lavorando alla predisposizione di linee guida per le emissioni di sostanze odorigene in collaborazione con le altre Agenzie.

Venendo al caso specifico oggetto dell'interrogazione, si evidenzia che la ditta Lami-nam spa, con sede nel Comune di Borgo Val di Taro, ricopre grande importanza per il rilancio occupazionale in area montana. Essa produce ceramiche decorate con tecniche produttive di ultima generazione e risponde ai requisiti previsti dalla normativa vigente. L'attività è stata regolarmente autorizzata tramite procedura di Autorizzazione Integrata Ambientale (AIA) ed è iniziata nel pieno rispetto delle indicazioni in essa previste. 

Solamente ad attività produttiva iniziata, sono emersi gli inconvenienti segnalati re-lativi a esalazioni maleodoranti e disturbi irritativi delle mucose e prime vie aeree e, a seguito dei controlli effettuati, si è evidenziata la presenza di sostanze acide che possono provocare disturbi alle persone. Fin dalle prime segnalazioni, e con l'intensificarsi delle stesse, avvenute nella seconda metà di gennaio, ARPAE ed AUSL si sono coordinate con il Comune per affrontare nel minor tempo possibile le criticità evidenziate. 

ARPAE sezione provinciale di Parma ha proceduto nei giorni 2 e 8 febbraio u.s ad ef-fettuare prelievi alle emissioni del forno di cottura E13, rilevando il superamento di un va-lore limite nel campione del 2 febbraio e conseguentemente ha emanato il provvedimento di diffida, ingiungendo alla ditta di fornire i dati e gli approfondimenti ritenuti necessari. È pertanto stato avviato un percorso che ha coinvolto la Ditta, il Comune, l'AUSL e ARPAE per monitorare e valutare gli interventi proposti dalla Laminam S.p.A. per la solu-zione delle problematiche evidenziate. 

Nelle Conferenze di Servizi che si sono succedute da febbraio, si è preso atto della volontà aziendale di risolvere le problematiche legate alle emissioni oltre che della riduzione volontaria della produzione da 230 a 120 tonnellate/giorno ed in particolare sono state pre-viste le seguenti prescrizioni: 

• per le sostanze acide sono state autorizzate le prove di abbattimento aggiuntivo con l'introduzione del bicarbonato unitamente alla calce già utilizzata, al fine di ridurre ulteriormente il livello di emissione delle sostanze acide. Tale azione è attualmente in atto; 

• per le sostanze odorigene è stata accettata la proposta della Laminam S.p.A. di ese-guire prove di abbattimento pilota con i carboni attivi. I primi risultati trasmessi evi-denziano una buona resa di abbattimento delle sostanze organiche volatili che noto-riamente ricomprendono anche una buona parte delle sostanze odorigene. 

Di recente nella seduta della Conferenza dei Servizi dell'11/04/2017 l'azienda ha co-municato l'intenzione di voler sospendere volontariamente fino al 25 aprile la parte della produzione (fase di cottura) oggetto delle maggiori problematiche. Prima della ripresa della produzione, avvenuta il 26 aprile con riferimento al solo gres porcellanato senza inchiostri digitali, è previsto che la ditta presenti nuovi approfondimenti tecnici sul processo produt-tivo, che sono stati ulteriormente valutati nella seduta della Conferenza dei Servizi del giorno 21/04/2017. In tale sede, la Ditta dichiara di aver previsto al riavvio della produzione del gres porcellanato un autocontrollo con screening completo delle emissioni sia a livello chi-mico sia a livello odorigeno. Nei giorni successivi saranno eseguiti inoltre n. 2 autocontrolli con produzione a pieno regime. 

La ditta evidenzia di avere la necessità una volta riavviata l'attività con gres porcella-nato, di effettuare alcuni test su materie prime diverse (inchiostri a base acqua), al fine di calibrare e mettere punto i parametri tecnici dell'impianto a carboni attivi e di individuare le modalità migliori e meno impattanti per garantire la continuazione dell'attività produttiva.

La ditta, inoltre, sta predisponendo una modellistica, come da linee guida della Re-gione Lombardia, delle ricadute sul territorio dell'emissione E13 relativamente alla percezione odorigena, necessità evidenziata anche da AUSL. 

La Ditta si impegna ad inviare entro il giorno 28 aprile riscontro scritto alle richieste formulate nonché l'integrazione volontaria alla modifica non sostanziale relativa alle prove sui nuovi colori. La Conferenza dei Servizi rimane pertanto in attesa di recepire quanto richiesto e conviene di riconvocarsi il giorno 5 maggio 2017. 

Per approfondire i dati relativi alla qualità dell'aria, inoltre, è stata installata una stazione mobile di rilevazione di ARPAE, che è entrata in funzione il 13 marzo u.s., in prossimità delle scuole medie. I primi risultati sono stati comunicati nel corso dell'assemblea pubblica del 24 marzo u.s. e non mostrano variazioni sostanziali rispetto al monitoraggio delle stazioni fisse della rete di monitoraggio di qualità dell'aria. 

Ad oggi l'Azienda USL di Parma ha comunicato che non sussiste pericolo per la salute pubblica, pur confermando la situazione di forte disagio per la popolazione e la necessità di un intervento risolutivo per la riduzione massima di sostanze che possono provocare disturbo alle persone, anche al di sotto dei limiti emissivi autorizzati. Tale giudizio si basa sulle evidenze raccolte sino ad oggi riguardanti i dati ambientali e le conoscenze del ciclo produttivo sia nella realtà locale che in realtà produttive analoghe del comparto ceramico ed è finalizzato alla tutela della salute di tutta la popolazione, tenendo conto della presenza di componenti più suscettibili quali bambini, anziani e soggetti affetti da particolari patologie. 

Resta comunque inteso che, nel momento in cui gli Enti preposti rilevassero un peri-colo per la salute o per l'ambiente, il Comune deve procedere immediatamente all'emissione di un'ordinanza di sospensione delle attività della fabbrica in questione, a tutela di tutti i cittadini, compresi in primo luogo gli alunni frequentanti le scuole cittadine.

Paola Gazzolo


04/04/2017

facebbok

Rassegna Stampa

Tommaso Foti TommasoFoti
powered by Blacklemon Srl