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Regione

Ospedale di Piacenza, Unita' Operativa Anestesia e Rianimazione; distribuzione dei carichi di lavoro iniqua, anni di richieste cadute nel vuoto

Numero: 4022
Soggetto: ASSESSORATO POLITICHE PER LA SALUTE
Data Risposta: 07/02/2017

Per sapere, premesso che: - 

con sempre maggiore disappunto da parte di oltre due terzi dei dirigenti medici in servizio all'Unità Operativa Anestesia e Rianimazione dell'Ospedale Guglielmo da Saliceto di Piacenza, ogni loro lamentela viene del tutto ignorata non solo dal direttore della stessa, ma anche dalla direzione generale, dalla direzione sanitaria e dalla direzione del personale dell'azienda Usl di Piacenza, da tempo informate ufficialmente della situazione che ha superato il limite della tollerabilità che si è venuta a creare; 

dopo due anni di missive indirizzate ai vertici dell'Azienda Usl di Piacenza e del tutto ignorate - tra l'altro incomprensibilmente ignorando quanto disposto dall'articolo 2087 del codice civile che pone in capo all'Azienda l'onere di salvaguardare la salute e l'integrità fisica e psicologica dei propri dipendenti - ben 21 dirigenti medici si sono rivolti ad un legale per rappresentare nuovamente, in data 21 novembre 2016, quanto accade all'interno dell'Unità Operativa che qui interessa; 

in particolare, con riferimento agli aspetti organizzativi di pianificazione, i predetti dirigenti medici "lamentano una distribuzione dei carichi di lavoro (guardie notturne e festive, guardie presso il Presidio di Fiorenzuola d'Arda, attività di sala operatoria presso il Presidio di Castel san Giovanni) gravemente iniqua, oltre che inficiata da errori organizzativi, che non tiene conto della effettiva distribuzione dei carichi di lavoro, tanto che ci sono medici ai quali, a differenza dei colleghi, vengono sistematicamente assegnati turni di lavoro presso il Presidio di Fiorenzuola o che sono costretti a recarsi presso il Presidio di Castel San Giovanni." Detti dirigenti medici, altresì, "lamentano la mancata tempestiva comunicazione dei turni di lavoro settimanali e mensili che, di regola, vengono resi noti con un preavviso scarso e insufficiente (ad esempio, i turni settimanali vengono resi noti il giovedì sera o il venerdì della settimana precedente), tale da non consentire in alcun modo al dipendente di organizzare i propri impegni al di fuori dell'ambiente di lavoro." Non solo, ma "sovente accade che i turni siano oggetti di modifiche repentine che neppure vengono portate a conoscenza dell'interessato, il quale se ne avvede per puro caso. Altre volte il medico si presenta al lavoro per svolgere il turno assegnatogli nella mattina e si avvede che lo stesso turno è stato posticipato al pomeriggio della stessa giornata."; 

la predetta situazione, fonte di fondate lamentele e di evidente disservizio, si ripete in occasione della "approvazione della fruizione di periodi feriali, che viene comunicata tardivamente e talvolta omessa. Peraltro non si comprendono in alcun modo i criteri di approvazione o di diniego adottati dal responsabile, che più volte sollecitato sul pinto, ha rifiutato di esplicitarli.". A tacere del fatto che "l'organizzazione delle prestazioni aggiuntive (non soggette a timbratura oraria e tracciatura mediante utilizzo di codice differenziale) risente anche dal punto di vista del pagamento dei corrispettivi maturati da taluni dirigenti, costretti a vedersi corrispondere i compensi con grave e ingiustificato motivo."; 

quanto agli aspetti di clinical competence/rischio professionale, i dirigenti medici sottoscrittori delle varie note, rimaste come detto inevase, dopo aver lamentato "difficoltà di accesso all'aggiornamento professionale, sia in ambito aziendale che extra aziendale" denunciano "come non sia garantita la rotazione periodica negli ambiti di anestesia delle varie specialità chirurgiche e in terapia intensiva" pur ritenendo detta rotazione "indispensabile al raggiungimento e/o al mantenimento di adeguati livelli di clinical competence, anche ai fini di un maggiore controllo del rischio clinico.";

atteso che i contenuti della nota in esame che si ripete risulta essere l'ultima di una lunga serie prive di risposta alcuna, si commentano da soli. Non vi è chi non veda come, anche solo a livello di pura verifica delle lamentazioni rappresentate, il confronto con i sottoscrittori della nota sarebbe stato non solo auspicabile, ma dovuto. Ma tant'è: le mura fortilizie entro cui opera la dirigenza dell'Ausl di Piacenza risultano quotidianamente presidiate da fedeli alla stessa ed impediscono che chiunque possa accedervi, soprattutto se con giustificato e valido motivo; 

se la Giunta Regionale alla luce dei fatti esposti e in considerazione anche della gravità della situazione che progressivamente, negli ultimi sette anni, ha via via reso sempre più difficile l'attività all'interno dell'Unità Operativa in esame, intenda sollecitare l'Ausl di Piacenza - nelle persone dei destinatari della missiva in premessa richiamata - a quantomeno rispondere alle osservazioni e alle denunce nella stessa contenute, anche al fine di evitare che - perdurando una situazione di omissione che non può di certo ricondursi alla sola arroganza - altra autorità debba occuparsi della situazione qui rappresentata.

Tommaso Foti

DIBATTITO IN ASSEMBLEA LEGISLATIVA

OGGETTO 4022

Interrogazione di attualità a risposta immediata in Aula circa questioni riguardanti l'Unità Operativa Anestesia e Rianimazione dell'Ospedale Guglielmo da Saliceto di Piacenza e la relativa AUSL. A firma del Consigliere: Foti

(Svolgimento)

 

PRESIDENTE (Saliera): Procediamo con l'oggetto 4022: Interrogazione di attualità a risposta immediata in Aula circa questioni riguardanti l'Unità operativa anestesia e rianimazione dell'ospedale Guglielmo da Saliceto di Piacenza e la relativa AUSL, a firma del consigliere Foti. 

Risponde l'assessore Venturi.

Prego, consigliere Foti.

 

FOTI: Signora presidente, mentre mi associo alle affermazioni rese prima dai consiglieri Sassi e Torri, al riguardo mi permetto di farle presente che sarebbe opportuno che non appena vengono date le risposte ai question-time fossero altrettanto celermente date risposte alle interpellanze e alle interrogazioni a risposta scritta sullo stesso argomento, perché diversamente si creano percorsi anomali rispetto al Regolamento che non fissa un termine minimo di risposta, ma fissa un termine massimo entro cui le risposte devono essere rese.

Ciò detto, mi permetto di far riferimento all'assessore Venturi per questo caso. Il reparto di anestesia dell'ospedale Guglielmo da Saliceto di Piacenza è sicuramente un reparto molto importante, come lei può convenire. Quando ventuno dirigenti medici ormai da due anni tentano di farsi ricevere dalla Direzione generale non per rivendicare questioni di tipo sindacale, ma soltanto per avere un colloquio in ordine alla organizzazione di unità operativa, che nei fatti oggi denuncia carenze censurabili sotto più profili, io penso che indipendentemente da questioni di tipo sindacale una Direzione generale responsabile debba sicuramente accogliere questa richiesta. A tutt'oggi ciò non accade.

Però, presidente, se la vicepresidente disturba anche l'assessore siamo al massimo! Penso sia una questione anche di correttezza.

 

PRESIDENTE (Saliera): L'assessore Venturi è attento.

 

FOTI: Ho capito, ma non è che io parli al vento. Occorrerebbe avere un po' di educazione. Non troppa, il minimo indispensabile, come dice il galateo.

Dicevo, assessore, io credo che una riflessione al riguardo ella la debba fare, anche perché è abbastanza noioso, penso reciprocamente, che periodicamente rivolgiamo la nostra attenzione sulla materia riguardante l'AUSL di Piacenza. Forse un dubbio in ordine alla nomina del direttore generale io a questo punto me lo porrei.

 

PRESIDENTE (Saliera): Grazie, consigliere Foti.

La parola all'assessore Venturi.

 

VENTURIassessore: Cercheremo di fare il possibile per rispondere nei tempi anche alle interpellanze. Poi, magari, al consigliere Foti farò vedere quante interpellanze e quante interrogazioni riceve l'assessorato alle politiche per la salute. Comunque, capisco benissimo le sue ragioni. Io della storia che ha raccontato conosco il dato che il 21 novembre 2016, tramite una lettera sottoscritta da ventuno dirigenti medici in servizio presso l'Unità operativa di anestesia e rianimazione, comparto operatorio di Piacenza, e da un legale, veniva lamentata un'iniqua distribuzione dei carichi di lavoro, turni, guardie, attività di sala operatoria, una comunicazione poco tempestiva dei turni di lavoro e dei periodi feriali, una difficoltà all'accesso all'aggiornamento e alla mancata rotazione periodica degli ambiti professionali.

La rilevanza delle questioni poste e il fatto che la nota fosse stata sottoscritta da ventuno dirigenti su un totale di trentanove in servizio ha indotto il direttore dell'Unità operativa del Dipartimento, con il diretto coinvolgimento della Direzione aziendale, ad effettuare le opportune valutazioni e a predisporre sostanziali aggiustamenti di carattere organizzativo in grado di risolvere i problemi prospettati dal punto di vista sia della definizione delle competenze professionali sia dell'organizzazione del lavoro.

Il direttore sanitario, inoltre, ha partecipato a un comitato di Dipartimento con all'ordine del giorno questi aspetti. In data 9 e 13 gennaio 2017 si sono svolte due ulteriori riunioni alle quali è stato invitato tutto il personale operatorio di Piacenza, con la presenza del direttore sanitario aziendale o del direttore di presidio unico, nelle quali sono state presentate le innovazioni di carattere organizzativo che l'azienda ha predisposto per superare le problematiche evidenziate dal personale. Tali riunioni, alle quali ha partecipato la quasi totalità dei medici, si sono svolte (si dice) in un clima sereno e collaborativo, con un apprezzamento delle proposte da parte dei dirigenti medici presenti. Attualmente l'azienda è nella fase di attuazione delle suddette innovazioni organizzative che andranno a regime nei prossimi mesi.

Consigliere, so che lei vigilerà ampiamente sul fatto che queste misure, come viene affermato, saranno prese.

 

PRESIDENTE (Saliera): Grazie, assessore Venturi.

La parola per la replica al consigliere Foti, che ha tre minuti. Prego.

 

FOTI: Assessore, innanzitutto mi corre l'obbligo di farle rilevare una questione. Lei, giustamente, ha citato la lettera a tutt'oggi rimasta inevasa da parte della Direzione, perché non ha reso alcuna risposta, del 21 novembre 2016 presentata mediante lo studio legale Giorgi di Bologna.

Nell'ultimo capoverso di questa nota, che ovviamente lei ed io abbiamo entrambi, si scrive testualmente: "nel richiamare il contenuto delle precedenti comunicazioni già pervenute all'azienda, lettere del 22 aprile, 5 maggio, 23 luglio, rimaste senza risposta".

Non solo, ma le riunioni a cui lei ha fatto riferimento, io la prego di volerlo verificare, allo stato non hanno dato alcun risultato.

Le posso preannunciare che il legale incaricato aveva intenzione e ha intenzione di procedere al di fuori di quella che è la dialettica di tipo sindacale. Tanto per essere chiari, vi è anche l'idea di un eventuale esposto. Proprio per evitare che vada in un altro ambito la questione qui rappresentata, io sicuramente, assessore, vigilerò su quanto lei ha detto. Allo stesso tempo, però, invito anche lei a vigilare su quanto l'azienda sta facendo, perché – lo dico in termini di rapporti molto ampi – le pare ovvio che a fronte della lettera di ventuno dirigenti medici non si abbia la sensibilità di fare una riunione, si fanno aspettare sei mesi, si deve andare da un legale e dopo quattro mesi non si renda ancora la risposta?

Io non penso che sia solo un problema di ordinaria burocrazia, assessore Venturi. Questo è un problema di rapporti anche all'interno dell'azienda. Non possiamo "sindacalizzare" tutto.

Se fosse una persona sola che si lamenta, sarei io il primo a dirle che una rondine non fa primavera, ma vi sono due terzi del personale in servizio – tra l'altro, le posso dire, un personale in servizio di prim'ordine – che addirittura nella nota si lamentano (cosa che non le hanno scritto) soprattutto per il servizio che viene reso presso il presidio ospedaliero di Fiorenzuola, giudicato dai dirigenti medici, per come viene attuato, di grave pericolo anche per i pazienti.

Io mi auguro che questa interrogazione non dico risolva la questione, ma la riporti nei canali in cui deve essere portata. Però, mi consenta di dirle una cosa, assessore Venturi. Un direttore generale lascia passare un anno prima di intervenire: se questi sono i manager delle aziende, io preferisco gli uscieri delle aziende.

 

PRESIDENTE (Saliera): Grazie, consigliere Foti.



06/02/2017

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