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Regione

Nuovo ospedale di Piacenza; Foti: 'la Regione fornisca con trasparenza - se esistono - gli atti formali nei quali vengono stanziate le risorse per il nuovo ospedale'

Numero: 5347
Soggetto: Assemblea
Data Risposta: 03/10/2017

Per sapere, premesso che: - 

oramai da diverso tempo i responsabili dell'Ausl di Piacenza sostengono pubblicamente che la Regione avrebbe messo a disposizione 250 milioni di euro (che, a seconda dell'interlocutore, si riducono poi a 230 milioni di euro o 200 milioni di euro) per la costruzione di un nuovo ospedale a Piacenza, considerando datata e non più funzionale la struttura attualmente utilizzata; 

lasciando al direttore generale dell'Ausl di Piacenza (dr. Piersergio Serventi) che ebbe ad inaugurare la "vecchia" struttura di esprimere su Facebook riserve a commento della notizia ("Nel 1994 ho avuto l'onore di aprire il nuovo Ospedale, dopo circa 20 anni di problemi, e per questo ho ricevuto apprezzamenti che ancora ricordo con soddisfazione. Però 23 anni mi sembrano pochi per considerare ammortizzati e ben spesi i 124 miliardi di vecchie lire che alla fine era costato. Ora si pensa di spendere 250 milioni di euro per fare un altro nuovo Ospedale? Allora le risorse non mancano! Mi deve essere sfuggito qualcosa circa la crescita delle esigenze della sanità piacentina in termini edilizi degli ultimi 20 anni. Curiosità: dell'attuale ospedale, nuovo e vecchio ristrutturato in gran parte, che se ne farà?"), non si può che richiedere agli attori istituzionali competenti l'assunzione dei dovuti atti amministrativi e dei conseguenti stanziamenti finanziari, condizione indispensabile per potere procedere nei fatti, e non con le parole, alla realizzazione del nuovo ospedale di Piacenza;. Al riguardo, nelle premesse dell'ordine del giorno presentato il 16 dicembre 2016 ed approvato dal Consiglio Comunale di Piacenza si legge: "preso atto che la Regione Emilia-Romagna, valutata la sopra citata richiesta (ndi: quella di realizzare un nuovo ospedale a Piacenza) ha inserito l'ospedale di Piacenza tra i finanziamenti per le nuove grandi opere del settore sanitario regionale"; 

la Giunta Regione dell'Emilia-Romagna - esercitando la facoltà di cui articolo 10, comma 6 bis, del Decreto Legge 30/12/2015, n. 210, convertito con modificazioni in Legge dalla Legge 25/2/2016, n. 21 - con atto n. 2330 del 21 dicembre 2016 ha deliberato di: 

1. manifestare interesse all'acquisizione dei complessi immobiliari "ex Proiettificio Pertite" e "Caserma Lusignani", entrambi situati nel Comune di Piacenza; 
2. autorizzare il Dirigente responsabile del Servizio Approvvigionamenti, patrimonio e logistica a presentare all'Agenzia del Demanio le istanze per l'acquisizione al patrimonio regionale dei predetti complessi immobiliari; 
3. dare mandato alla Direzione Generale Cura della Persona, Salute, Welfare di istituire un gruppo di lavoro interassessorile avente lo scopo di individuare quale sia, tra l'"ex Proiettificio Pertite" e la "Caserma Lusignani", il complesso immobiliare avente le caratteristiche meglio rispondenti ai criteri necessari per l'edificazione del nuovo ospedale di Piacenza, nell'ambito del relativo studio di pre- fattibilità; 

nelle more dell'individuazione dell'area più idonea alla realizzazione della nuova struttura sanitaria, la Giunta comunale di Piacenza, con deliberazione n. 449 del 6 dicembre 2016, ha provveduto a manifestare l'interesse per i compendi militari denominati caserma "Lusignani" ed "ex Pertite" al fine della possibile acquisizione a titolo non oneroso ai sensi del cosiddetto "federalismo demaniale"; 

con atto del Dirigente (Determinazione n. 2761 del 27/02/2017), in attuazione della citata deliberazione della Giunta Regionale n. 2330/2016, è stato costituito il suddetto Gruppo di lavoro interassessorile avente lo scopo più sopra indicato e stabilito che lo stesso avrebbe svolto la propria attività sino al 30 giugno 2018; 

con delibere delle rispettive Giunte, la Regione Emilia-Romagna ed il Comune di Piacenza hanno approvato il protocollo d'intesa (ex articolo 15, Legge 7 agosto 1990, n. 241) fra Ministero della Difesa, Agenzia del Demanio, Comune di Piacenza, Regione Emilia-Romagna e Azienda Unità Sanitaria Locale per la razionalizzazione e valorizzazione di alcuni immobili militari presenti nel territorio comunale nonché per la realizzazione del nuovo ospedale di Piacenza; 

anche di recente, il direttore generale dell'Ausl di Piacenza, Ing. Luca Baldino, ha dichiarato alla stampa locale (Libertà del 24 settembre 2017, pagina 4), con riferimento allo studio di fattibilità sulla sede più adatta per il nuovo ospedale tra la caserma Lusignani e la ex Pertite, «si chiuderà nel giro di un mesetto, anche prima visto che entro fine anno la Regione attende una decisione». E, sull'ipotesi che dal Comune di Piacenza potessero arrivare indicazioni alternative, ha aggiunto: «Se per motivi o politici o tecnici vengono scartate le due aree inserite nel protocollo, mi sembra inevitabile che ci voglia un bando di ricerca e sarebbe immaginabile farlo con il coinvolgimento del Comune, non è la Regione che decide da sola». Infine, secondo il direttore dell'Ausl, «il rischio di vedere svanire il finanziamento regionale di 230 milioni di euro c'è, Natale è molto vicino, è tempo che la città decida, e velocemente, ma non voglio pensare che si perda una simile opportunità»; 

con quale atto della Regione risulti stanziato il finanziamento regionale di 230 (o 250 o 200, dipende dai giorni!!!) milioni di euro finalizzato alla costruzione del nuovo ospedale di Piacenza, con quale provvedimento della Regione l'erogazione del detto finanziamento e nella predetta entità risulti condizionata all'individuazione - entro il 2017 - dell'area sulla quale costruire il nuovo Ospedale (atteso che: il gruppo di lavoro istituito ha tempo per concludere i lavori allo stesso affidati sino al 30 giugno 2018 e che il protocollo d'intesa in premessa evocato ha durata di 1 anno dalla sottoscrizione e, dunque, analoga scadenza quale sia lo stanziamento economico che la Regione intende realmente assegnare per la realizzazione della struttura oggetto del presente atto di sindacato ispettivo.

Tommaso Foti

GLI INTERVENTI DEL CONSIGLIERE FOTI IN ASSEMBLEA LEGISLATIVA

OGGETTO 5347

Interrogazione di attualità a risposta immediata in Aula circa questioni e procedure riguardanti la realizzazione del nuovo ospedale di Piacenza. A firma del Consigliere: Foti

(Svolgimento)

 

FOTI: Trenta secondi soltanto per dire all'assessore che mi sono visto costretto a dover mettere nero su bianco alla luce delle reiterate dichiarazioni del direttore generale dell'ASL, che in una sua ultima dichiarazione alla stampa è arrivato ad affermare che, se entro dicembre non si decide quale sia l'area su cui costruire il nuovo ospedale di Piacenza, si perderà il finanziamento regionale.

Per il poco che valgo come consigliere regionale, io non ho visto ancora stanziato, nei documenti appositi, alcun finanziamento. Quindi, volevo sapere se c'era il finanziamento, se c'è il termine effettivo del 31 dicembre entro il quale si perde e soprattutto, aspetto che mi interessa maggiormente e che rappresenta l'argomento di fondo, che cosa intende fare la Regione come stanziamento rispetto all'ipotesi della costruzione del nuovo ospedale, per il quale ovviamente il parere è favorevole.

 

FOTI: Io ringrazio l'assessore Venturi non solo per la risposta, ma anche per il contenuto della stessa, soprattutto quella che ha posto a margine e, quindi, ha espresso a braccio della risposta predisposta dall'ASL.

Innanzitutto, però, assessore, mi consenta di dire che non è pensabile che il direttore generale dell'ASL continui a sostenere tutto e il contrario di tutto. Le ha scritto un rapporto nel quale ha riportato sostanzialmente che non c'è una lira, non c'è uno studio, non c'è niente allo Stato, e in compenso continua a ripetere sul giornale locale che, se entro dicembre 2017 non si definisce l'area su cui realizzare il nuovo ospedale di Piacenza, si perdono i finanziamenti.

Le dirò di più. Un comunicato stampa predisposto dal Gruppo consiliare del Partito Democratico al Comune di Piacenza già definisce qual è stata l'area scelta, vale a dire quella della caserma Lusignani, e già va nello specifico scrivendo che il progetto tiene adeguatamente conto sia della rete del trasporto pubblico sia di quella dei parcheggi.

Ebbene, o vi è un'Amministrazione parallela, ovvero il direttore generale si rapporta soltanto con il direttore dell'Agenzia del demanio e con il Gruppo consiliare del PD a Piacenza, oppure c'è qualcosa che non torna. Del resto, lei stesso, prima, ha letto una risposta dove è scritto che non c'è assolutamente nulla e che, anzi, si spera che entro la fine dell'anno questa ipotesi di progetto di prefattibilità sia assegnata.

Aggiungo un'ultima considerazione, che a me pare fondamentale e sulla quale penso di non aver capito male, ma molto bene da lei: lo schema dell'ospedale che la Regione avrebbe in testa è un ospedale di dimensioni analoghe e – penso – anche di costi a città similari a quelle di Piacenza e provincia, anche come numero di abitanti. Non voglio essere un suo interprete del pensiero, ma ritengo di non andare molto lontano se dico che uno dei modelli potrebbe essere quello dell'ospedale di Pordenone. Possibili, poi bisogna andare a vedere tecnicamente tutto. Però, un'idea potrebbe essere quella. Tuttavia, se quelle sono le idee, meglio sarebbe se, anziché continuare a lanciare proclami, il direttore dell'ASL si preoccupasse, invece, di perseguire questa strada, indipendentemente dal fatto che possa verificarsi su un'area ex demaniale o demaniale. Sull'ex proiettificio Pertite, mi permetto soltanto di precisare che già il protocollo d'intesa escludeva quell'area, dal momento che era chiaramente riportato che il Comune di Piacenza era più d'accordo sulla caserma Lusignani. Comunque, poi sulle aree bisogna farceli stare anche gli ospedali, perché il direttore dell'ASL ha ribadito che i nuovi ospedali devono essere tutti a un piano, ma se facciamo tutto a un piano andiamo a mettere un ospedale che è ancora più incastrato, anche se in periferia, di quello cui oggi faceva riferimento l'assessore, dal momento che in tal caso il nuovo ospedale avrebbe alla sua sinistra la tangenziale, alla sua destra la via Emilia Pavese e ai due lati una costruzione e la concessionaria storica della Mercedes Lodigiani, della quale dubito che si possa procedere con l'esproprio. Questo tanto per dare un inquadramento urbanistico della zona.

Io penso che la cosa migliore sia quella, al di là del protocollo di intesa, di mettere in chiaro tre punti. In primo luogo, occorre decidere il tipo di ospedale che si vuole. In secondo luogo, bisogna capire se vale la pena compiere operazioni di bonifica di aree ex militari o se non conviene più comprare un'area ugualmente vantaggiosa. D'altronde, qui il tema era di averla vicino all'autostrada, ma limitrofa all'autostrada nel caso di specie sulla tangenziale di Piacenza è tutto limitrofo all'autostrada: basta scegliere il posto. Dato che se ne è parlato, voglio essere anche chiaro che l'area dell'Opera Pia Alberoni potrebbe essere un'area ugualmente idonea. I costi sono quelli del terreno agricolo, quindi più o meno costi di mercato che tutti noi conosciamo. In tal caso, si potrebbe indire un bando da parte dell'ASL per vedere se ci sono soggetti disponibili a fare questo.

Sulla base di queste considerazioni ci tenevo solo a dire una volta per tutte che di finanziamenti allo stato non ce ne sono, di finanziamenti allo stato non ne sono stati previsti, c'è l'ipotesi e il discorso politico cui faceva riferimento, invece, l'assessore Venturi secondo cui, una volta che verrà confezionato un progetto di massima, sapremo quanti soldi servono, le risorse economiche che può erogare la Regione, se la scelta è ottimale e se va modificato qualcosa.

In conclusione, quindi, penso che questa partita, non per essere centralista, ma anche per essere centralista, sia molto meglio che la si gestisca a Bologna piuttosto che lasciare continuamente spazio a vox clamantis in deserto, che in realtà sono un deserto di parole, perché mi pare che, al di là delle tante parole del direttore generale, l'interrogazione che ho presentato rappresenti esattamente la smentita di tutte le sue dichiarazioni, che oggi deve rimangiarsi, per mettere nero su bianco.

Sono, comunque, soddisfatto della risposta, perché confesso che sul piano politico l'assessore Venturi ha chiarito adeguatamente non solo il percorso, ma anche le idee, tra cui quella della costruzione di un nuovo ospedale di Piacenza, che io personalmente condivido, con un'unica subordinata, vale a dire che l'ASL deve pensare a cosa vuol fare dell'area vecchia, in quanto si tratta di 180.000 metri in centro storico che non si possono lasciare andare in malora né pensare di non utilizzare più in alcun modo perché sarebbe un problema. 



29/09/2017

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Tommaso Foti TommasoFoti
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