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Regione (Archivio)

Universita' Cattolica, Facolta' di Agraria di Piacenza; lo sviluppo degli istituti cremonesi non deve penalizzare l'eccellenza piacentina

Data: 27/11/2017
Numero: 5693
Soggetto: Assemblea
Data Risposta: 28/11/2017

Per sapere, premesso che: - 

le origini della Facoltà d'Agraria di Piacenza risalgono al 1943 quando Amerigo De Bonis, allora Prefetto di Piacenza, sottoponeva a padre Agostino Gemelli, rettore della Università Cattolica, il progetto di realizzare una Facoltà di agraria modello in una terra, come quella piacentina, all'avanguardia nell'agricoltura - si pensi che qui venne fondata il 10 aprile 1892 la Federazione Italiana dei Consorzi Agrari - ove si succedevano, per le varie stagioni, diversi cicli e specie di coltivazioni) granoturco, frumento, pomodoro, tabacco, barbabietole da zucchero, uve pregiate), senza dimenticare il ricco patrimonio zootecnico; 

non disponendo però l'Ateneo dei mezzi finanziari necessari (la costituzione della Facoltà sarebbe costata non meno di trecento milioni delle vecchie lire), con atto pubblico del 17 marzo 1948, ai rogiti del Notaio dr. L.C., iscritto presso il Collegio notarile di Piacenza, veniva costituito in Piacenza l'Ente per l'istruzione superiore agraria (E.P.I.S.A), avente lo scopo: 

- di promuovere in detta città l'istruzione agraria superiore mediante l'istituzione di una Facoltà di agraria da erigersi a norma di legge, nel seno dell'Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano; 
- di fornire i mezzi necessari alla Facoltà stessa; 
- di incoraggiare ed aiutare i giovani piacentini che avessero desiderato seguire gli studi superiori di agraria; 
- di fare della predetta Facoltà di agraria un centro sperimentale scientifico per lo sviluppo della produzione agraria nella provincia di Piacenza e in quelle limitrofe, promuovendo ed assistendo le iniziative dirette a far progredire l'industrializzazione dell'agricoltura e la sua razionalizzazione; 

con istanza in data 29 maggio 1948, il Presidente del Comitato permanente del predetto Ente, all'uopo delegato dagli altri promotori nell'atto di costituzione su indicato, chiedeva l'erezione in ente morale dell'Ente medesimo; 

con decreto del Presidente della Repubblica 28 settembre 1948, n. 1252, l'Ente per l'istruzione superiore agraria in Piacenza (E.P.I.S.A.) risultava eretto in ente morale e contestualmente veniva approvato lo statuto, annesso al predetto decreto; 

il 30 ottobre 1949 veniva posata la prima pietra della facoltà di Agraria, alla presenza del presidente della Repubblica Luigi Einaudi; 

nel 1950 la prima Sezione del Consiglio superiore della Pubblica Istruzione approvava -con voto unanime - la fondazione della detta Facoltà e il 31 agosto del 1951 il Presidente della Repubblica firmava il decreto di erezione, che permetteva di portare avanti parallelamente l'edificazione materiale della sede e l'organizzazione scientifica e didattica della Facoltà di agraria di Piacenza. I corsi di laurea venivano attivati a Piacenza nell'anno accademico 1952-53; 

nel 1955, per espressa volontà di Padre Agostino Gemelli, fondatore dell'Università Cattolica del Sacro Cuore, veniva inaugurato il Collegio S. Isidoro, destinato all'alloggio degli iscritti alla Facoltà. Ubicato nelle immediate vicinanze dell'Università Cattolica, il Collegio era soggetto, negli anni, a numerose modifiche e ristrutturazioni, dovute anche all'aumento degli iscritti e alla costruzione dell'ala femminile (inaugurata nel 2001). Nel settembre del 2012 l'offerta abitativa veniva incrementata con l'apertura della Residenza Universitaria Aurelia Gasparini, (la Colombina) che, oltre alle stanze destinate agli studenti e alle studentesse, ospitava anche un piccolo centro congressi (il Fienile) e la foresteria del campus. Dal settembre 2013, con la chiusura della Strada dell'Anselma, che separava il detto Collegio dall'Università, e la contestuale creazione di aree verdi, la sede di Piacenza diventava a tutti gli effetti un campus universitario senza soluzione di continuità; 

il 19 novembre 1984, grazie all'impegno della Regione Lombardia e degli Enti locali, veniva inaugurata a Cremona, presso Palazzo Ghisalberti, la Smea, ora Alta Scuola di Management ed Economia Agro-alimentare. Oggi sono presenti le facoltà di Scienze agrarie, alimentari e ambientali e di Economia e Giurisprudenza, con i corsi di laurea triennali in Scienze e tecnologie alimentari e in Economia aziendale. La Smea cura il master di secondo livello in Management agro-alimentare e la laurea magistrale in Agricultural and food economics - Economia e gestione del sistema agro-alimentare. Entrambi questi corsi sono accreditati dall'Asfor - Associazione Italiana per la Formazione Manageriale. A Cremona sono presenti anche tre Centri di Ricerca: il Centro Ricerche Biotecnologiche (Crb), l'Osservatorio sul Mercato dei Prodotti Zootecnici e il Centro di Ricerca per lo Sviluppo Imprenditoriale (Cersi); 

con decreti del Presidente della Repubblica del 28 giugno 1986 veniva approvato il nuovo statuto dell'Ente di Piacenza e Cremona per l'istruzione superiore agraria in Piacenza e, con decreto del Presidente della Repubblica del 6 aprile 1990, venivano approvate alcune modifiche allo stesso. Con decreto del Ministero dell'Università e della Ricerca Scientifica e Tecnologica del 19 marzo 1992 veniva modificato lo statuto dell'Ente di Piacenza e Cremona per l'istruzione superiore, in Piacenza (E.P.I.S.). Al riguardo, si osserva che la carica di Amministratore Unico dell'E.P.I.S., cui spetta la rappresentanza legale dell'ente, è affidata al presidente pro tempore della Provincia di Piacenza, che presiede anche l'Assemblea dei membri, la cui vice presidenza è affidata al sindaco pro tempore di Piacenza; 

nel 1990 veniva avviato a Piacenza il corso di laurea in Economia e commercio e nel 1995 quello in Giurisprudenza ed istituita l'Alta Scuola di Economia e Relazioni Internazionali (ASERI). Nel 2012 le Facoltà di Economia e di Giurisprudenza della Sede di Piacenza venivano accorpate in un'unica Facoltà; 

nel corso del 2017, il Comune e la Provincia di Cremona, con il sostegno e la collaborazione della Fondazione Arvedi Buschini, dell'Università Cattolica del Sacro Cuore e della Fondazione Cariplo, individuavano la possibilità di realizzare un campus universitario a Cremona presso l'ex complesso monastico di Santa Monica a fronte di un innovativo progetto culturale e scientifico di formazione e ricerca; 

in tal senso veniva raccolta, giusta la nota del 5 luglio 2017, la concreta disponibilità da parte del Presidente della Fondazione "Giovanni Arvedi e Luciana Buschini" di sostenere i costi per la riqualificazione del complesso immobiliare suddetto, qualora la Provincia di Cremona e il Comune di Cremona avessero avuto in disponibilità il bene stesso; 

veniva inoltre manifestato l'interesse al riguardo dell'Università Cattolica del Sacro Cuore, come da note intercorse con il Comune di Cremona; 

il predetto progetto, oltre a recuperare, riqualificare e restituire alla città e al territorio lombardo un bene culturale di rilevante interesse pubblico, persegue la finalità di rinforzare e promuove l'offerta formativa e culturale di Cremona, con la prospettiva di valorizzare il polo universitario già avviato nel campo della ricerca, della sperimentazione e della cultura agroalimentare e della food economics; 

con ordine del Giorno n. 26361, approvato dal Consiglio Regionale il 1° agosto 2017, il Presidente e la Giunta di Regione Lombardia venivano invitati a rendersi parte attiva per promuovere un Accordo di Programma con gli Enti Pubblici del territorio ed eventuali soggetti privati interessati al progetto di valorizzazione della presenza dell'Università Cattolica del Sacro Cuore a Cremona; 

con nota del 21 settembre 2017 il Comune e la Provincia di Cremona, a seguito dell'incontro tenutosi il 13 settembre 2017 presso la sede di Regione Lombardia (presenti i rappresentanti dell'Università Cattolica del Sacro Cuore, della Fondazione Cariplo e della "Fondazione Arvedi Buschini"), confermavano gli impegni e il percorso procedurale per l'attuazione del progetto di recupero, riqualificazione e valorizzazione dell'immobile denominato ex Monastero di Santa Monica e Magazzino Carri sito in Cremona, via Bissolati, quale polo universitario dell'Università Cattolica del Sacro Cuore. 

con proprio atto n. X/7288 del 30 ottobre 2017 la Giunta Regionale della Lombardia deliberava di: 

a) promuovere l'Accordo di Programma per la valorizzazione del complesso architettonico denominato ex Monastero di Santa Monica e Magazzino Carri sito in Cremona, Via Bissolati, come nuova sede del polo universitario dell'Università Cattolica del Sacro Cuore; 
b) individuare, quali soggetti interessati al perfezionamento dell'Accordo di Programma, la stessa stessa Regione Lombardia, la Provincia ed il Comune di Cremona, con l'adesione dell'Università Cattolica del Sacro Cuore 3 selle Fondazioni Cariplo e Arvedi Buschini; 
c) stabilire che l'Accordo di Programma venisse definito entro il 31 dicembre 2017; 
d) valutare, nell'ambito della procedura per la definizione dell'Accordo di Programma, un sostegno economico finalizzato all'acquisizione del complesso architettonico denominato ex Monastero di Santa Monica e Magazzino Carri sito in Cremona, Via Bissolati per le finalità di cui all'Accordo medesimo, fino a un importo massimo di 1.700.000,00 Euro; 

con proprio atto dell'8 novembre 2017, n. 199, la Giunta Comunale di Cremona deliberava di: 

1) aderire al percorso avviato dalla Regione Lombardia con la sopra citata deliberazione del 30 ottobre 2017, n. 7288; 
2) demandare alla fase di definizione dell'Accordo di Programma, e quindi a successivo provvedimento, l'eventuale impegno di spesa conseguente; analoga atto approvava il Presidente della Provincia di Cremona con deliberazione n. 137 dell'8 novembre 2017; 

il 17 novembre 2017 veniva presentato a Cremona, alla presenza dei soggetti più sopra indicati, il citato accordo di programma; 

risultano evidenti ed inequivoci i legami storici e culturali tra il territorio piacentino e l'Università Cattolica, ma - all'evidenza ed in primo luogo - con la Facoltà d'agraria che, oggettivamente, rischia di essere marginalizzata per effetto della legittima, ma non per questo trascurabile, iniziativa assunta in territorio cremonese; 

gli enti locali piacentini, a partire dal Comune, gli istituti di credito e le organizzazioni di categoria locali, tanto si sono prodigati - negli anni - per implementare l'importanza ed il ruolo delle Facoltà universitarie oggi attive presso la locale sede dell'Università Cattolica; 

se, alla luce di quanto sopra esposto, la Giunta Regionale, in collaborazione - in primo luogo - con gli Enti Locali del territorio piacentino, intenda assicurare fin d'ora il pieno sostegno, anche attraverso l'erogazione di adeguati contributi economici, a tutte le iniziative che E.P.I.S. potrà prospettare per rendere sempre più prestigiosa e qualificata l'attività della Facoltà di agraria di Piacenza, vero e proprio fiore all'occhiello in Italia della formazione universitaria nel settore di specifica attività.

Tommaso Foti

DIBATTITO IN ASSEMBLEA LEGISLATIVA

OGGETTO 5693

Interrogazione di attualità a risposta immediata in Aula circa l'assicurazione di adeguati contributi – in collaborazione con gli enti locali del territorio piacentino – alle iniziative dell'Ente di Piacenza e Cremona per l'istruzione superiore (E.P.I.S.). A firma del Consigliere: Foti

(Svolgimento)

 

PRESIDENTE (Saliera): Procediamo con l'oggetto 5693: Interrogazione di attualità a risposta immediata in Aula circa l'assicurazione di adeguati contributi – in collaborazione con gli enti locali del territorio piacentino – alle iniziative dell'Ente di Piacenza e Cremona per l'istruzione superiore (E.P.I.S.), a firma del consigliere Foti, a cui do subito la parola.

Risponderà l'assessore Bianchi.

Prego, consigliere Foti.

 

FOTI: Signora presidente, mi pare che oggi sia il Piacenza day, perché è la terza interrogazione che riguarda il territorio piacentino. Quindi, non possiamo sicuramente dire che non è al centro della nostra attenzione questo territorio.

Assessore, mi permetto di sottolineare come l'iniziativa che è stata assunta legittimamente dalla Regione Lombardia, dagli enti locali della provincia di Cremona e dalle Fondazioni (una Cariplo e l'altra di natura privata, che pure ha sede a Cremona) per ristrutturare un comparto immobiliare molto prestigioso l'ex convento di Santa Monica, laddove verranno collocati una serie di studi universitari indubbiamente importanti, non può far dimenticare la storia della facoltà di agraria dell'Università Sacro Cuore che ha sede a Piacenza, che ha una storia che risale ormai a settant'anni fa. I settant'anni ricorreranno nel 2018, quando festeggeremo il settantesimo anniversario della istituzione dell'EPIS, che fu lo strumento attraverso il quale venne edificata la facoltà di agraria a Piacenza. Stiamo parlando di una facoltà che ha iniziato a fornire laureati all'Italia nell'anno accademico '52-'53.

Non voglio fare competizioni con altri territori, ma devo ricordare che a Cremona il campus universitario si aprì la prima volta nel 1984. Mi paiono due cose abbastanza differenti. In ragione di ciò, però, e vado subito alla conclusione, vi è un problema abbastanza evidente che va affrontato. La sede della facoltà è a Milano, Regione Lombardia, e i campus sono uno in Regione Lombardia, a Cremona, e uno in Regione Emilia-Romagna, a Piacenza.

La Regione Lombardia, ovviamente, ha contribuito, anche in questo caso per 1.700.000 euro, ma è solo una prima tranche, per quanto riguarda il campus di Cremona. Io penso che una collaborazione positiva della Regione con EPIS, con gli enti locali piacentini, per vedere la possibilità di allargare anche a Piacenza, che è punto di eccellenza, la gamma dell'offerta universitaria possibile, sia un impegno a cui la Regione, indipendentemente dai confini, non possa sottrarsi. Diversamente, è una facoltà che devono mantenere solo i piacentini e basta, perché per la Regione Emilia-Romagna è fuori regione la facoltà, per la Regione Lombardia è fuori regione il campus e alla fine noi possiamo dichiararci Provincia autonoma.

 

PRESIDENTE (Saliera): Grazie, consigliere Foti.

Assessore Bianchi, prego. Ha tre minuti.

 

BIANCHIassessore: Grazie, consigliere Foti, di aver ricordato a tutti la lunga, lunghissima storia del polo piacentino, costituito sia dalla Cattolica sia dal Politecnico. Come lei sa, anche in virtù di un intervento importante di questa Assemblea, le due sedi fanno parte strutturata e strutturante del sistema delle università dell'Emilia-Romagna, tant'è vero che i due rettori fanno parte della Conferenza Regione-università.

In questa sede abbiamo un dialogo continuo con il rettore della Cattolica. Il rettore della Cattolica non solo ci ha garantito la volontà di continuare a permanere a Piacenza e anche di sviluppare le sue attività, ma è un rettore con il quale abbiamo ragionato e stiamo ragionando da tempo su diverse cose insieme con gli enti locali.

Mi faccia fare tre considerazioni. Il polo piacentino, sia il Politecnico, ma soprattutto agraria, hanno partecipato in maniera massiccia a tutti i nostri bandi sia del FESR che dell'FSE proprio per lo sviluppo della ricerca nel settore agrario presente sul territorio. Noi da tempo interveniamo, e interveniamo in maniera massiccia sostenendo le attività di ricerca della facoltà di agraria. Lo stiamo facendo convinti, perché questo contributo che la facoltà di agraria sta dando alla ricerca nel settore agricolo e nel settore food è assolutamente di primissima qualità.

La presenza del Tecnopolo, sponsorizzato proprio dalla collega Palma Costi attraverso i fondi FESR di intervento sulle altre competenze che stiamo facendo sull'FSE, vede assolutamente presente non solo agraria, ma tutto il polo di Piacenza.

Per quanto riguarda il polo di Piacenza ricordo anche che vi è un tema di diritto allo studio. Sul diritto allo studio vi è il problema delicato che ovviamente questo fa riferimento alle sedi che sono in Regione Lombardia, ma noi siamo intervenuti da tempo per sostenere il diritto allo studio proprio degli studenti che vogliono venire a Piacenza e che vengono a Piacenza.

Lo abbiamo fatto fino a un certo punto intervenendo a favore delle due fondazioni che sostengono Cattolica e Politecnico. Negli ultimi anni, dovendo affrontare il problema che questi, essendo soggetti privati, avrebbero dovuto partecipare a dei bandi, abbiamo ritenuto di dare direttamente al Comune di Piacenza le risorse per il diritto allo studio.

Tra l'altro, io ho parlato a lungo, dall'estate in poi, sia con il sindaco che con il vicesindaco, che ha la delega per l'università, e abbiamo convenuto, insieme, di consolidare gli interventi. Ad esempio, cito l'intervento che insieme stiamo facendo sul Collegio Morigi, ma anche sul nuovo collegio che sta per essere apprestato dal Comune, proprio per dare maggiore possibilità a tutti gli studenti che vogliono venire a Piacenza di sviluppare una propria presenza, una propria vita.

Ricordo, inoltre, che con la Regione Lombardia stiamo sviluppando, anche a seguito di questa convergenza sul 116, una fortissima attenzione. Proprio con il collega Del Gobbo, che si occupa in Regione Lombardia di università, abbiamo ricordato quanto è fondamentale, sia per noi che per loro, la presenza di Piacenza che, come lei ha ricordato, sono sedi di università strutturate su Milano, ma sono per noi parte strutturante delle nostre attività. Quindi, anche la Regione Lombardia ha ben chiara la funzione fondamentale che ha Piacenza, di cerniera fra i due sistemi universitari.

Non soltanto le confermo, quindi, che c'è un nostro interesse, ma le confermo che, parlando con Del Gobbo, apprezziamo che l'Università Cattolica apra altre attività a Cremona. Però, le ricordo che la costituzione, la costruzione di una nuova facoltà va ben oltre le disponibilità che ci sono state sia a Cremona sia da Regione Lombardia per quelle attività.

Una struttura che è in piedi da settant'anni vuol dire che ha un'attività di ricerca, di didattica, di infrastrutture, di organizzazione che sicuramente non si risolve nel fatto che in termini di territorio la Regione Lombardia, il Comune e una fondazione privata hanno deciso di investire qualche milione nell'attivare e nel riattivare funzioni che, tutto sommato, sono presenti a Cremona.

Il valore di Piacenza è chiarissimo. Il valore delle attività di Piacenza lo abbiamo riconosciuto e lo riconosciamo in continuità con la partecipazione loro a pari titolo con le altre sedi presenti nel nostro territorio a tutte le nostre attività di sostegno della ricerca e della didattica. È chiaro che abbiamo dovuto trovare una soluzione particolare, specifica per quanto riguarda il diritto allo studio. Siamo in collegamento continuo sia con il Comune che con il Rettorato. Se vi sono delle iniziative che anche la fondazione, l'ente, che sicuramente ha avuto un valore storico e ha un valore attualmente fondamentale, che riconosco, ci vogliono proporre siamo pronti a parlarne, ma come stiamo facendo, con continuità, nell'ambito della Conferenza Regione-università.

 

PRESIDENTE (Saliera): Grazie, assessore Bianchi.

La parola al consigliere Foti, che ha due minuti a disposizione.

 

FOTI: Assessore, io non metto in dubbio l'attività che è stata svolta. Se non sbaglio lei il 6 dicembre avrà un incontro anche con il vicesindaco di Piacenza, che avrà come probabilmente fondato motivo di proporle qualcosa in ordine a Politecnico e Università Cattolica. Qui, però, mi permetto di dire che io ho citato, non ho potuto farlo in questa sede, ma in questa lunga interrogazione sì, molte delle premesse degli atti assunti dalla Regione Lombardia, dalla Provincia di Cremona, dal Comune di Cremona nei quali atti lei potrà chiaramente intendere come non vi sia soltanto un problema di restyling del campus universitario, ma di un voler legittimamente puntare su settori di ricerca che sono carne, dolce e lattiero caseario, che, se me lo consente, sono tre settori che abbracciano poi la gran parte delle materie della facoltà di agraria.

Aggiungo che avendo già a suo tempo una serie di specializzazioni per le quali era nato il campus di Cremona, oggi, mi spiace doverlo dire, non è il caso. Si dice che non c'è competizione tra le facoltà. No, non ci sarà magari competizione perché non c'è sovrapposizione di corsi, ma a lungo andare vi sarà una competizione rispetto a quello che è un campus con delle sue specificità e un campus con altre specificità, ma con una tradizione molto, ma molto inferiore.

Io non sono mai stato campanilista, ma conoscendo i miei polli ho vaga l'idea di cosa si rischi, tant'è vero che, e non è facile, sarebbe di gran lunga auspicabile una collaborazione Politecnico-facoltà di agraria tenendo presente che, ad esempio, in materia di meccanica agraria vi potrebbe essere un interessante corso di laurea da prospettare e che coinvolga le due facoltà.

Io la ringrazio, assessore, perché lei ha assicurato l'impegno della Regione. Mi auguro che questo impegno si possa concretizzare, oltre che nei rapporti quotidiani che lei ha, anche con la eventuale proposizione da parte di EPIS, ma forse anche una collaborazione a un'idea da parte della Regione per far sì che la facoltà di agraria di Piacenza possa continuare ad avere quel ruolo centrale e fondamentale per il quale venne realizzata.

Qui stiamo parlando di una facoltà che venne pensata in tempo di guerra. Fu nel 1943 che il Prefetto di allora con Padre Gemelli, sotto i bombardamenti delle città italiane, pensarono alla necessità di realizzare una facoltà di agraria. Fu nel 1948, quando l'Italia era ancora sotto gli effetti dei bombardamenti, che si raggiunse un accordo per costituire un ente, poi riconosciuto come ente morale, che potesse dare il via alla costruzione dell'Università Cattolica a Piacenza. Fu nel 1949 che il presidente della Repubblica Einaudi pose la prima pietra e nel 1952 partì il primo corso universitario. Mi pare che in termini di concretezza sul punto il territorio piacentino sia da prendere ad esempio da parte di tutti i territori limitrofi.

 

PRESIDENTE (Saliera): Grazie, consigliere Foti.

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