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Regione (Archivio)

Canali di scorrimento, fare chiarezza; la Valdarda non subisca il destino della Valtrebbia con la perdita di un patrimonio storico

Data: 02/08/2017
Numero: 5080
Soggetto: Assessore alla difesa del suolo e della costa, protezione civile e politiche ambientali e della montagna
Data Risposta: 24/11/2017

Per sapere, premesso che: - 

negli ultimi anni il Consorzio di Bonifica di Piacenza ha rifatto la storica rete dei canali della bassa Val Trebbia sostituendoli con manufatti di cemento e cancellando, così, uno degli elementi più antichi e caratteristici del paesaggio piacentino; 

non è dato di sapere a tutt'oggi quante fossero le ingenti perdite d'acqua che hanno motivato l'incredibile distruzione di questo patrimonio storico, architettonico e ambientale, atteso che il Consorzio in questione non ha mai fornito risposta alcuna alle pubbliche richieste allo stesso rivolte, e ciò sia per quanto riguarda - si ripete - la dispersione idrica, sia in ragione degli approfondimenti storici e archeologici che avrebbero dovuto essere effettuati prima di distruggere gli antichi canali in mattoni; 

pare evidente che un intervento di siffatto tipo, che ha cancellato una rete di canali medievale e rinascimentale e con tratti di probabili origini romane, andasse quanto meno attentamente valutato e ampiamente giustificato, non certo genericamente evocando ipotetiche dispersioni d'acqua (non di certo dimostrate, né quantificate) alla base dell'intervento che qui interessa e che - per contro - andavano indicate con precisione, tanto più che il Consorzio di Bonifica incassa e vive del contributo consortile e dei contributi che riceve dagli enti pubblici per fare le opere, intervenendo su un patrimonio che è di tutti, e non di sua proprietà; 

allo stato, il detto Consorzio, sta per rivolgere le sue attenzioni alla Val d'Arda, con un intervento detto "Schema irriguo Arda - Miglioramento del sistema di adduzione e distribuzione per il risparmio idrico e per l'efficientamento dell'uso della risorsa a fini agricoli": risparmio idrico ed efficientamento che costerà la modica (???) cifra di 12 milioni 450 mila euro (oltre 24 miliardi di vecchie lire); 

alla luce del predetto intervento in Val Trebbia, è lecito dubitare che l'intervento prospettato dal Consorzio di Bonifica sia utile a migliorare una rete storica, che può certo avere bisogno di qualche intervento puntuale o consolidamento in qualche tratto, ma sicuramente non di un rifacimento integrale come quelli che piacciono al Consorzio. E tantomeno ha bisogno di intubamenti - che pare sarà l'intervento principale - con la cancellazione dei canali in terra battuta; 

- se la Giunta Regionale intenda accertare quante fossero le perdite d'acqua che abbiano , da parte del Consorzio di Bonifica, la pressoché totale cancellazione degli antichi canali di scorrimento in Val Trebbia e se - al riguardo - risulti che sia stato richiesto ed ottenuto il parere della competente Soprintendenza, di cui si chiede copia; 

- se la Giunta Regionale intenda, altresì, accertare quante siano le perdite d'acqua che il Consorzio ritiene si possano arrestare solo intubando dei canali che, in Val d'Arda, ne caratterizzano la campagna da secoli, e con la spesa di quasi dodici milioni e mezzo di euro; 

- atteso che l'intervento in Val d'Arda prevede la verifica preventiva di interesse archeologico, se alla Giunta Regionale siano noti i risultati degli studi commissionati all'archeologa e, in ogni caso, se non ritenga che gli stessi debbano essere resi noti prima dell'effettuazione intervento (trattandosi, appunto, di una verifica preventiva).

Tommaso Foti

RISPOSTA

Il Consorzio di Bonifica Piacenza, sulla base di finanziamenti del MIPAAF e del MEF e anche con risorse proprie, ha provveduto negli ultimi anni alla modernizzazione degli schemi irri­ gui Tidone e Trebbia e ha al momento in corso la ristrutturazione del sistema di automazione e telecontrollo dello schema irriguo del Basso Piacentino (BP). 

Nell'area irrigua del Trebbia il Consorzio ha realizzato il progetto " Intervento di ristruttura­ zione e miglioramento funzionale della canalizzazione secondaria ad uso promiscuo in sinistra e destra Trebbia" (Fondi finanziaria 2004 - Ministero delle Politiche Agricole e Forestali). La rete irrigua precedente in terra causava rilevanti perdite idriche per cui si è pensato ad una loro im­ permeabilizzazione per un uso più sostenibile della risorsa idrica. L'impermeabilizzazione è stata fatta in alcuni punti in muratura in cotto per migliorare l'inserimento paesaggistico, in altri tratti è stato ritenuto di poter intervenire con solette e muretti in calcestruzzo o mediante la posa di guaine impermeabili e reti anti nutrie con successivo ricoprimento in terra. Nel caso in cui si è dovuto procedere ai tagli delle alberature il Consorzio procederà, compatibilmente con le esigenze di sicurezza idraulica e della viabilità, al reimpianto di specie arboree più adatte. 

Per acquisire i pareri necessari il Consorzio ha indetto una conferenza dei servizi ai sensi dell'art. 7 della L 241/1990 e s.m.i.. che si è positivamente conclusa in data 10 maggio 2004. Alla conferenza hanno partecipato, come risulta dai verbali (allegati alla presente), la Soprintendenza per i Beni Ambientali e Architettonici e la Soprintendenza ai Beni Archeologici.

Successivamente Il Consorzio di Bonifica di Piacenza ha avanzato una proposta di finan­ziamento a valere sul bando del MIPAAF connesso agli investimenti in infrastrutture irrigue 1. Il bando stabilisce che gli interventi ammissibili debbano essere finalizzati all'adeguamento, all'am­modernamento, al miglioramento ed al recupero dell'efficienza delle infrastrutture esistenti (reti e invasi), o alla realizzazione di nuovi bacini di accumulo, nonché al riutilizzo dei reflui a scopo irriguo.

Sulla base dell'analisi dello stato di fatto dei quattro distretti irrigui gestiti (Tidone, Trebbia, Arda e Basso Piacentino), Il Consorzio di Bonifica, ha quindi redatto una proposta per l'efficien­tamento dell'uso della risorsa irrigua nel distretto Arda, finalizzata al risparmio idrico a fini agricoli, in modo coerente agli obiettivi europei di sostenibilità.

Il progetto di fattibilità tecnica ed economica "Schema irriguo Ara nel contesto del distretto idrografico del Fiume Po: miglioramento del sistema di adduzione e distribuzione per il risparmi idrico e per l'efficientamento dell'uso della risorsa a fini agricoli" è stato redatto in conformità all'art. 23 del D.Lgs. n. 50/2016 che individua i tre livelli della progettazione in materia di lavori pubblici. 

Il progetto comprende interventi per il miglioramento dei sistemi di adduzione (realizzazione di condotte); installazione di misuratori; investimenti in sistemi di telecontrollo e per l'uso irriguo delle acque reflue depurate e, infine, azioni di miglioramento della conoscenza del sistema irriguo. 

Gli interventi previsti in progetto per la riduzione delle perdite della risorsa dovute al tra­sporto e vettoriamento della stessa nella rete dei canali in terra o in tubazioni non più efficienti, consistono sostanzialmente nella fornitura e posa in opera di nuove tubazioni. Nella " Relazione Tecnica sul Risparmio Idrico potenziale" viene stimato una percentuale di risparmio idrico atteni­bile con la realizzazione del progetto pari al 30,90 % (corrispondenti ad un volume di acqua di circa 600.000 mc per stagione irrigua). 

Nei casi principali di canali con funzioni promiscue (irrigue e di scolo) il progetto prevede l'affiancamento della tubazione al tracciato del canale, in modo da non alterare il sistema. Lo storico Canale della Sforzesca, ad esempio, sarà principalmente adibito a scolo delle acque ma permarrà anche una percentuale di irriguo, in modo tale da mantenere in esercizio tutta quella serie di manufatti irrigui storici che insistono sul canale medesimo. La separazione delle funzioni di scolo e irrigue costituisce indubbiamente un miglioramento sia dal punto di vista del rischio idraulico, sia da quello ambientale. 

L'altro intervento importante prevede l'inserimento di un tratto di condotta, con funziona­mento in pressione, che con direzione prevalente 0-E correrà invece in fregio alla Ferrovia (tratto Desmontata- Stazione Alseno). 

Gli interventi minori consisteranno principalmente nella sostituzione di canalizzazioni a cielo aperto con tratti di tubazioni, in modo tale da ottenere un risparmio della risorsa idrica riducen­ done l'evaporazione, ed inserimento di nuove tubazioni a sostituzione di quelle attualmente in esercizio, il tutto nel pieno rispetto dei tracciati esistenti.

Nota 1
Il Ministero delle Politiche agricole alimentari e forestali con decreto n. 31990 del 30 dicembre 2016 ha approvato il bando "REG. (UE) 1305/2013 PROGRAMMA NAZIONALE DI SVILUPPO RURALE 2014-2020 MISURA 4 - Investimenti in immobilizzazioni materiali SOTTOMISURA 4.3 - Investimenti in infrastrutture per lo sviluppo l'ammodernamento e l'adeguamento dell'agricoltura e della si/vico/tura, compresi l'accesso ai terreni agricoli e forestali, la ricomposizione e il miglioramento fondiario, l'approvvigionamento e il risparmio di energia e risorse idriche TIPOLOGIA DI OPERAZIONE 4.3.1 -Investimenti in infrastrutture irrigue" in linea con gli obiettivi della Focus area 5A "Rendere più efficiente l'uso dell'acqua nell'agricoltura".

Successivamente Il Consorzio di Bonifica di Piacenza ha avanzato una proposta di finan­ ziamento a valere sul bando del MIPAAF connesso agli investimenti in infrastrutture irrigue 1 Il bando stabilisce che gli interventi ammissibili debbano essere finalizzati all'adeguamento, all'am­ modernamento, al miglioramento ed al recupero dell'efficienza delle infrastrutture esistenti (reti e invasi), o alla realizzazione di nuovi bacini di accumulo, nonché al riutilizzo dei reflui a scopo irriguo. 

Sulla base dell'analisi dello stato di fatto dei quattro distretti irrigui gestiti (Tidone, Trebbia, Arda e Basso Piacentino), Il Consorzio di Bonifica, ha quindi redatto una proposta per l'efficien­tamento dell'uso della risorsa irrigua nel distretto Arda, finalizzata al risparmio idrico a fini agricoli, in modo coerente agli obiettivi europei di sostenibilità. 

Il progetto di fattibilità tecnica ed economica " Schema irriguo Arda nel contesto del distretto idrografico del Fiume Po: miglioramento del sistema di adduzione e distribuzione per il risparmi idrico e per l'efficientamento dell'uso della risorsa a fini agricoli' è stato redatto in conformità all'art. 23 del D.Lgs. n. 50/2016 che individua i tre livelli della progettazione in materia di lavori pubblici. 

Il progetto comprende interventi per il miglioramento dei sistemi di adduzione (realizzazione di condotte); installazione di misuratori; investimenti in sistemi di telecontrollo e per l'uso irriguo delle acque reflue depurate e, infine, azioni di miglioramento della conoscenza del sistema irriguo. 

Gli interventi previsti in progetto per la riduzione delle perdite della risorsa dovute al trasporto e vettoriamento della stessa nella rete dei canali in terra o in tubazioni non più efficienti, consistono sostanzialmente nella fornitura e posa in opera di nuove tubazioni. Nella " Relazione Tecnica sul Risparmio Idrico potenziale" viene stimato una percentuale di risparmio idrico atteni­bile con la realizzazione del progetto pari al 30,90% (corrispondenti ad un volume di acqua di circa 600.000 mc per stagione irrigua). 

Nei casi principali di canali con funzioni promiscue (irrigue e di scolo) il progetto prevede l'affiancamento della tubazione al tracciato del canale, in modo da non alterare il sistema. Lo storico Canale della Sforzesca, ad esempio, sarà principalmente adibito a scolo delle acque ma permarrà anche una percentuale di irriguo, in modo tale da mantenere in esercizio tutta quella serie di manufatti irrigui storici che insistono sul canale medesimo. La separazione delle funzioni di scolo e irrigue costituisce indubbiamente un miglioramento sia dal punto di vista del rischio idraulico, sia da quello ambientale. 

L'altro intervento importante prevede l'inserimento di un tratto di condotta, con funziona­mento in pressione, che con direzione prevalente 0-E correrà invece in fregio alla Ferrovia (tratto Desmontata- Stazione Alseno). 

Gli interventi minori consisteranno principalmente nella sostituzione di canalizzazioni a cielo aperto con tratti di tubazioni, in modo tale da ottenere un risparmio della risorsa idrica riducen­done l'evaporazione, ed inserimento di nuove tubazioni a sostituzione di quelle attualmente in esercizio, il tutto nel pieno rispetto dei tracciati esistenti.

Il sistema irriguo Arda è di tipo a gravità e il progetto non ne modifica la natura. 

Il progetto è corredato oltre che da uno "Studio di prefattibilità ambientale" anche da un " Indagine archeologica preliminare" redatta ai sensi dell'art. 25 del D.Lgs. n. 50/2016. La Soprin­ tendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per la città metropolitana di Bologna e le province di Modena, Reggio Emilia e Ferrara (SABAP-BO) si è espressa su tale indagine richiedendo un ulteriore approfondimento costituito da una serie di sondaggi a seguito del quale la stessa So­printendenza ha autorizzato il progetto prescrivendo la sorveglianza archeologica durante l'ese­cuzione dei lavori. 

La documentazione completa sul progetto è consultabile sul sito istituzionale del Consorzio di Bonifica di Piacenza:

http://www.cbpiacenza. iUindex.php?option=com content&view=article&id=1101: programma-svi­ luppo-rurale-nazionale-2014-2021&catid=90:box-home&lang=it&ltemi d=206 

Nel mese di giugno 2017 il Comitato Tecnico Amministrativo- Sede Coordinata di Bologna del Provveditorato OOPP Lombardia - Emilia Romagna ha espresso parere favorevole sul progetto che successivamente è stato trasmesso al Ministero come previsto dal bando. Al momento non si è ancora conclusa, da parte del Ministero, la valutazione dei progetti per redigere la graduatoria che individuerà quelli ammessi a finanziamento. 

E' indubbio che l'eventuale finanziamento del progetto rappresenterebbe un importante sostegno alla competitività delle aziende agricole e un significativo miglioramento della sostenibilità ambientale dell'irrigazione nel territorio piacentino.

Paola Gazzolo

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