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Regione

Canali di scorrimento, fare chiarezza; la Valdarda non subisca il destino della Valtrebbia con la perdita di un patrimonio storico

Numero: 5080
Soggetto: Assemblea

Per sapere, premesso che: - 

negli ultimi anni il Consorzio di Bonifica di Piacenza ha rifatto la storica rete dei canali della bassa Val Trebbia sostituendoli con manufatti di cemento e cancellando, così, uno degli elementi più antichi e caratteristici del paesaggio piacentino; 

non è dato di sapere a tutt'oggi quante fossero le ingenti perdite d'acqua che hanno motivato l'incredibile distruzione di questo patrimonio storico, architettonico e ambientale, atteso che il Consorzio in questione non ha mai fornito risposta alcuna alle pubbliche richieste allo stesso rivolte, e ciò sia per quanto riguarda - si ripete - la dispersione idrica, sia in ragione degli approfondimenti storici e archeologici che avrebbero dovuto essere effettuati prima di distruggere gli antichi canali in mattoni; 

pare evidente che un intervento di siffatto tipo, che ha cancellato una rete di canali medievale e rinascimentale e con tratti di probabili origini romane, andasse quanto meno attentamente valutato e ampiamente giustificato, non certo genericamente evocando ipotetiche dispersioni d'acqua (non di certo dimostrate, né quantificate) alla base dell'intervento che qui interessa e che - per contro - andavano indicate con precisione, tanto più che il Consorzio di Bonifica incassa e vive del contributo consortile e dei contributi che riceve dagli enti pubblici per fare le opere, intervenendo su un patrimonio che è di tutti, e non di sua proprietà; 

allo stato, il detto Consorzio, sta per rivolgere le sue attenzioni alla Val d'Arda, con un intervento detto "Schema irriguo Arda - Miglioramento del sistema di adduzione e distribuzione per il risparmio idrico e per l'efficientamento dell'uso della risorsa a fini agricoli": risparmio idrico ed efficientamento che costerà la modica (???) cifra di 12 milioni 450 mila euro (oltre 24 miliardi di vecchie lire); 

alla luce del predetto intervento in Val Trebbia, è lecito dubitare che l'intervento prospettato dal Consorzio di Bonifica sia utile a migliorare una rete storica, che può certo avere bisogno di qualche intervento puntuale o consolidamento in qualche tratto, ma sicuramente non di un rifacimento integrale come quelli che piacciono al Consorzio. E tantomeno ha bisogno di intubamenti - che pare sarà l'intervento principale - con la cancellazione dei canali in terra battuta; 

- se la Giunta Regionale intenda accertare quante fossero le perdite d'acqua che abbiano , da parte del Consorzio di Bonifica, la pressoché totale cancellazione degli antichi canali di scorrimento in Val Trebbia e se - al riguardo - risulti che sia stato richiesto ed ottenuto il parere della competente Soprintendenza, di cui si chiede copia; 

- se la Giunta Regionale intenda, altresì, accertare quante siano le perdite d'acqua che il Consorzio ritiene si possano arrestare solo intubando dei canali che, in Val d'Arda, ne caratterizzano la campagna da secoli, e con la spesa di quasi dodici milioni e mezzo di euro; 

- atteso che l'intervento in Val d'Arda prevede la verifica preventiva di interesse archeologico, se alla Giunta Regionale siano noti i risultati degli studi commissionati all'archeologa e, in ogni caso, se non ritenga che gli stessi debbano essere resi noti prima dell'effettuazione intervento (trattandosi, appunto, di una verifica preventiva).

Tommaso Foti


02/08/2017

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Tommaso Foti TommasoFoti
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