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Regione

Difesa spondale del torrente Tidone (Pc), 6 anni per dare il via ai lavori che ora sono fermi; Foti: 'affrontare il problema in modo serio'

Numero: 5637
Soggetto: Assemblea

Per sapere, premesso che: - 

il Comitato Amministrativo del Consorzio di Bonifica di Piacenza, il 1° giugno 2011, con deliberazione n. 97, approvava il progetto esecutivo "REV.1" (con recepimento delle prescrizioni ex Registro Italiano Dighe), riguardante "Opere di difesa delle sponde del torrente Tidone a valle dello scarico di superficie della Diga di Molato", per un importo complessivo di spesa di € 3.440.000,00; 

il predetto Comitato Amministrativo, il 29 febbraio 2012, con deliberazione n. 26, prendeva atto della modifica del quadro economico del progetto proposto dal Consorzio in fase di istruttoria al Provveditorato Regionale per le Opere Pubbliche per un importo complessivo di spesa di 4.264.828,66 euro (corrispondente al totale delle somme riassegnabili al Consorzio); 

il Ministero dell'Economia e delle Finanze, con Decreto Ministeriale n. 80604 del 13 novembre 2013, concedeva al Consorzio di Bonifica di Piacenza un contributo pluriennale - fino alla concorrenza di euro 4.264.828,66 - mediante erogazione diretta ed annuale dei fondi, in relazione allo stato di avanzamento dei lavori, per la realizzazione del progetto in questione; 

con lettera d'invito in data 11 gennaio 2016, protocollo n. 208, venivano invitate a presentare l'offerta n. 10 imprese risultate prequalificate ed ammesse alla gara; 

con deliberazione n. 86 del 24 marzo 2016, il Comitato Amministrativo del Consorzio di Bonifica di Piacenza: 

a) approvava il verbale di gara redatto il 24 febbraio 2016; 
b) disponeva l'esclusione dalla gara delle offerte presentate da 5 delle 10 ditte concorrenti, in ragione della mancata indicazione dei costi interni di sicurezza aziendale; 
c) dava atto della graduatoria provvisoria, come indicata dal verbale di gara, che collocava al primo posto la "r.a.m. Costruzioni Qualità s.r.l. di Catanzaro", avendo la predetta proposto un ribasso d'asta del 37,08%; 

veniva in seguito acquisito agli atti del Consorzio il "verbale di verifica di congruità delle offerte", redatto il 20 giugno 2016, a chiusura del relativo subprocedimento;

con deliberazione n. 176 del 6 Luglio 2016, divenuta efficace il 19 luglio 2016, Comitato Amministrativo del Consorzio di bonifica di Piacenza, affidava in via definitiva i lavori di realizzazione delle "Opere di difesa delle sponde del torrente Tidone a valle dello scarico di superficie della diga del Molato" alla "r.am. Costruzioni Qualità s.r.l., con sede in Via Carlo V, 137, a Catanzaro, per l'importo netto a corpo complessivo pari a 1.441.243,77 euro (di cui: 1.345.093,77 per lavori e 96.150,00 euro quali oneri per la sicurezza); 

il 29 agosto 2016 venivano sottoscritti il contratto d'appalto (protocollo CBP/7972 rep. 432) ed il verbale di consegna dei lavori (protocollo CBP/7973) regolanti i rapporti tra il Consorzio Stazione Appaltante e l'Impresa Appaltatrice, giusto il regime normativo di cui al Decreto Legislativo n. 163/2006 e al Decreto Presidente della Repubblica n. 207/2010; 

nella riunione del 2 agosto 2017 il Comitato Amministrativo non esprimeva osservazioni sulla relazione del Responsabile del Procedimento che, in funzione delle riserve iscritte dall'Impresa negli atti contabili, proponeva l'attivazione del procedimento di accordo bonario (procedimento comunicato all'Impresa con nota n. 8426 del 10/8/2017); 

successivamente all'adozione di altre deliberazioni riguardanti l'approvazione dello stato d'avanzamento dei lavori, con deliberazione n. 228 del 30 agosto 2017 del Comitato Amministrativo veniva approvato lo stato di avanzamento dei lavori 5, per lavori a tutto l'1 agosto 2017, con relativo certificato di pagamento n. 6; 

nelle successive riunioni del Comitato Amministrativo del 13 settembre 2017, del 27 settembre 2017 e del 4 ottobre 2017 - come si legge in atti del Consorzio di Bonifica di Piacenza (segnatamente, nelle premesse della deliberazione n. 283 del 18 ottobre 2017 del Comitato Amministrativo) - si era comunicato del mancato riavvio delle lavorazioni dopo la pausa estiva e della conseguente nota di sollecito del 23 agosto 2017 da parte della Direzione Lavori (prot. cons. 8770-28/8/2017); della diffida del 25 agosto 2017 inviata dal legale dell'Impresa Appaltatrice (prot. cons. 8759-28/8/2017) alla quale il Consorzio rispondeva con nota n.9037 del 4/9/2017; dell'intimazione della ripresa dei lavori dell'08/9/2017 da parte della Direzione Lavori (prot. cons. 9315-8/9/2017) cui faceva seguito, sempre da parte della Direzione Lavori, la trasmissione del verbale (prot. cons. 9645-18/9/2017) con cui il predetto Direttore dei Lavori, alla presenza di due testimoni, aveva accertato l'assenza di qualunque attività lavorativa in cantiere; 

con deliberazione n. 283 del 18 Ottobre 2017 il Comitato Amministrativo, valutate negativamente le controdeduzioni formulate dall'Impresa in riscontro alla contestazioni formulate dal Direttore dei Lavori ex articolo 136, comma 2, del Decreto Legislativo n. 136/2006, decideva di risolvere, pertanto, per grave inadempimento dell'Impresa Appaltatrice, ai sensi del precitato articolo 136, il contratto stipulato il 29 Agosto 2016 con l'impresa "r.a.m. Costruzione Qualità s.r.l., protocollato al n. 7972 e repertoriato al n. 432 in pari data; 

con deliberazione n. 306 del 03 novembre 2017, il Comitato Amministrativo del Consorzio di Bonifica stabiliva di prendere in consegna quanto elencato nel verbale ex articolo 138, comma 1, del Decreto Legislativo n. 163/2006, redatto in data 30 ottobre 2017, e di contestualmente assumere, anche in via d'urgenza, tutti i provvedimenti necessari per tutelare l'Ente da eventi quali danneggiamenti e/o furti di mezzi; 

se i fatti, così come sopra evidenziati, siano noti alla Giunta Regionale e quale ne sia il giudizio; 

se non appaia anche alla Giunta Regionale veramente enorme il lasso di tempo da cui la vicenda in questione si trascina, solo che si pensi che dopo oltre 6 anni dall'approvazione del progetto esecutivo i lavori che qui interessano, per altro di modesto importo di spesa, non sono stati ancora conclusi, né è dato di sapere se e quando lo saranno, e - tanto meno - quando gli stessi verranno ripresi; 

se sia noto alla Giunta Regionale l'importo delle riserve iscritte dall'impresa cui l'appalto venne aggiudicato, le ragioni delle stesse e le motivazioni per le quali il Comitato Amministrativo del Consorzio di bonifica di Piacenza non si sia opposto, nella seduta del 2 agosto 2017, alla proposta (all'evidenza - in seguito - naufragata!!!) di addivenire ad un accordo bonario; 

se la Giunta Regionale intenda appurare se i lavori in questione rivestissero carattere d'urgenza (i tempi impiegati - in verità - lo escluderebbero) e, in ogni caso, se la gara prevedesse l'aggiudicazione dei lavori in ragione del massimo ribasso sull'importo a base d'asta, nel qual caso si chiede altresì di sapere se la Giunta Regionale intenda appurare le ragioni di una scelta che, spesso e volentieri, registra l'abbandono del cantiere, dopo l'esecuzione dei lavori con più ampio margine di redditività, da parte della ditta vincitrice dell'appalto; 

se risulti alla Giunta Regionale che, per l'esecuzione dei lavori in questione, il Consorzio di bonifica di Piacenza abbia richiesto al vincitore dell'appalto, idonea fideiussione, di quale importo, da quale istituto (assicurativo o bancario) rilasciata.

Tommaso Foti


20/11/2017

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Tommaso Foti TommasoFoti
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