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Regione

Cadeo, privato avanza proposta di installazione di un impianto per riciclo di materiale plastico; Foti e Rancan: 'verificare prima di qualsiasi passo avanti se vi siano rischi per la salute'

Numero: 4371
Soggetto: Assemblea

Premesso che 

L'art. 1 decreto legislativo n. 229 del 19 giugno 1999 sancisce "la tutel.a della salute come diritto fondamentale dell'individuo ed interesse della collettività è garantita, nel rispetto della dignità e della libertà della persona, dal Servizio sanitario nazionale, quale complesso delle funzioni e delle attività assistenziali dei Servizi sanitari regionali". 

Il Servizio sanitario regionale è costituito dalle strutture, dalle funzioni e dalle attività assistenziali rivolte ad assicurare, nell' ambito del Servizio sanitario nazionale e nel rispetto dei suoi principi fondamentali, la tutela della salute come diritto fondamentale della persona ed interesse della collettività ai sensi dell' art. 32 della Costituzione (art.1, legge regionale n. 29 del 23 dicembre 2004)". 

La Regione ha adottato con delibera n. 1180 del 21/7/2014 la proposta di Piano Aria Integrato Regionale, comprendente anche il Quadro conoscitivo, le Norme Tecniche di Attuazione e il Rapporto Ambientale contenente la sintesi non tecnica e lo studio di incidenza. Il Piano contiene le misure per il risanamento della qualità dell'aria al fine di ridurre i livelli degli inquinanti sul territorio regionale e rientrare nei valori limite fissati dalla Direttiva 2008/50/CE e dal D.Lgs 155/2010. Obiettivo del piano è quello di rientrare negli standard di qualità dell'aria agendo su tutti i settori che contribuiscono all'inquinamento atmosferico oltre che al cambiamento climatico e sviluppare politiche e misure coordinate ai vari livelli di governo (locale, regionale, nazionale) e di bacino padano.

Considerato che 

È stata ricevuta presso il Comune di Cadeo (PC) una proposta, tramite uno studio di prefattibilità da parte di un soggetto di diritto privato, circa l'installazione presso l'attuale sede Rdb di un'industria di riciclo di materiale plastico, tramite il cosiddetto "cracking molecolare", e produzione di energia, associabile quindi a un inceneritore e termovalorizzatore. 

Tale impianto, come definito anche nello studio di prefattibilità, genererebbe anche un aumento del traffico veicolare, dovuto al passaggio di autoarticolati per il trasporto del materiale da combustione. Numerosi cittadini hanno già sollevato numerose critiche in merito all'eventuale installazione del suddetto impianto. Pare che tale contrarietà si esprimerà tramite la creazione di un comitato di cittadini e la raccolta di firme. 

Valutato che 

Il Trattato di Maastricht ha introdotto il principio di precauzione (pOi ripreso dalla Costituzione Europea art. III-233[5]) attualmente enunciato all'art. 191 del Trattato sul funzionamento dell'Unione europea[6], dove si sostiene che la politica dell'Unione in materia ambientale mira a un elevato livello di tutela ed «è fondata sui principi della precauzione e dell'azione preventiva, sul principio della correzione, in via prioritaria alla fonte, dei danni causati all'ambiente e sul principio "chi inquina paga"». 

La Dichiarazione di Rio del 1992 ha definito una serie di principi riguardanti le responsabilità ed i diritti degli Stati, per cercare di mettere insieme le esigenze dello sviluppo con quelle della salvaguardia ambientale. Il principio di precauzione venne definito dal principio 15 come segue: «AI fine di proteggere l'ambiente, un approccio cautelativo dovrebbe essere ampiamente utilizzato dagli Stati in funzione delle proprie capacità. In caso di rischio di danno grave o irreversibile, l'assenza di una piena certezza scientifica non deve costituire un motivo per differire l'adozione di misure adeguate ed effettive, anche in rapporto ai costi, dirette a prevenire il degrado ambientale». Secondo la Commissione europea, il principio di precauzione può essere invocato quando un fenomeno, un prodotto o un processo può avere effetti potenzialmente pericolosi, individuati tramite una valutazione scientifica e obiettiva o se questa valutazione non consente di determinare il rischio con sufficiente certezza (Comunicazione della Commissione sul ricorso al principio di precauzione [COM(2000) 1 def. del 2 febbraio 2000]).

Interroga la Giunta Regionale per conoscere: 

1. Se ritenga opportuno ricorrere al principio di precauzione procedendo a una puntuale e attenta disamina di tale progetto, considerando specialmente i potenziali danni ambientali e sanitari. 

2. Se intenda avviare una Valutazione di Impatto Ambientale e una Valutazione Ambientale Strategica per il suddetto progetto.

Interrogazione firmata dai Consiglieri Regionali Matteo Rancan e Tommaso Foti


28/03/2017

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Tommaso Foti TommasoFoti
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