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Regione

Ex medici condotti, a distanza di anni ancora disparita' di trattamento economico; rispettare le sentenze ed applicare gli interventi perequativi dovuti

Numero: 5552
Soggetto: Assemblea

Per sapere, premesso che: - 

oramai da anni si trascina avanti, inspiegabilmente, la vicenda riguardante i medici ex condotti che, in punto di diritto, è stata decisa dal Consiglio di Stato, IV sezione - con sentenza n. 2537 del 2004!!!; 

con la citata sentenza, infatti, il Consiglio di Stato - nel confermare la decisione espressa in 1° grado del Tribunale Amministrativo Regionale del Lazio, I° sezione bis, n. 640 del 1994 - ha ritenuto illegittimo l'articolo 133 del decreto del Presidente della Repubblica n. 384 del 28 novembre 1990, recante "Regolamento per il recepimento delle norme risultanti dalla disciplina prevista dall'accordo del 6 aprile 1990 concernente il personale del comparto del Servizio sanitario nazionale, di cui all'art. 6, DPR 5 marzo 1986, n. 68", nella parte in cui era previsto il congelamento del trattamento economico della categoria e la esclusione dal percepimento delle indennità previste per il restante personale medico; ciò in violazione del principio della perequazione retributiva, di cui all'articolo 30 del decreto del Presidente della Repubblica n. 761 del 1979; 

la questione qui rappresentata investe, a quanto consta all'interrogante, circa 1.000 medici su tutto il territorio nazionale (dei quali 27 in Emilia-Romagna) che rivendicano interventi perequativi di natura economica, sia mediante un incremento delle retribuzioni tabellari, omogeneo a quello previsto dal D.P.R. n. 384/90 per il restante personale medico, sia mediante il pieno riconoscimento del diritto al percepimento della cosiddetta "Ria" (Retribuzione individuale di anzianità), sia di altre indennità (quali: Indennità di specificità medica - "ISM" - e Retribuzione di posizione minima - "RPM" -); 

nel corso dell'iter della legge di stabilità per il 2016 (legge n. 208 del 2015), la V° Commissione permanente (Programmazione economica e bilancio) del Senato della Repubblica, ha approvato un ordine del giorno che reca l'impegno del Governo: 

- "ad assumere iniziative in ordine al pagamento delle somme dalle sentenze definitive stabilite in favore degli aventi diritto"; 
- "a valutare la definizione di ogni pendenza anche attraverso una soluzione transattiva di quanto sopra esposto, consentendo in tal modo un notevole risparmio di spesa per la pubblica amministrazione, che diversamente sarà giudiziariamente costretta a soggiacere ad oneri ulteriori molto pesanti in termini di interessi, rivalutazione monetaria e risarcimento dei danni sofferti dagli appartenenti alla categoria"; 
- "ad assumere iniziative volte alla rideterminazione con effetto retroattivo della intera disciplina contrattuale che ha disciplinato a far tempo dalla entrata in vigore del decreto del Presidente della Repubblica n. 384 del 1990 l'inquadramento economico del personale medico ex condotto, in ottemperanza delle sentenze del Tribunale amministrativo regionale del Lazio, Sezione I bis, n. 640 del 1994 e del Consiglio di Stato, Sezione IV, n. 2537 del 2004 ed in conformità al principio della perequazione retributiva in esse sancito, con ogni conseguenziale determinazione ed adempimento anche in ordine al pagamento delle maggiori somme derivanti dalla esecuzione delle predette sentenze definitive a favore degli aventi diritto"; 

con nota del 16 giugno 2017, protocollo n. 33324, il Ministero della Salute ha ribadito la necessità di superare - su tutto il territorio nazionale - le eventuali disparità di trattamento del personale interessato dalla suddetta sentenza; 

nei fatti, in molte Regioni (l'Emilia-Romagna, tra di queste) le decisioni del giudice amministrativo non sono state ottemperate per il periodo contrattuale previsto, per cui le retribuzioni della categoria non sono mai state rideterminate in misura adeguata, con notevole pregiudizio economico per gli interessati, il cui credito complessivo in essere è oltremodo rilevante e, maturato di interessi e rivalutazioni dal 1988 ad oggi, continuerà a costituire un obbligo di pagamento in loro favore da parte dei soggetti allo stato inadempienti; 

della vicenda che qui interessa risultano essere stati investiti sia il Presidente della Regione Emilia-Romagna (in data 20/07/2017, con ricevuta di ritorno del 25/07/2017, avviso ricevimento n.150829162111), sia l'assessore alle Politiche per la Salute (in data 22/072017 con ricevuta di ritorno del 26/07/2017, avviso di ricevimento n. 150829153201), ma nessuna nota - neppure di cortese riscontro - è stata inviata al mittente; 

quali orientamenti la Giunta Regionale intenda esprimere, in riferimento a quanto in premessa esposto, e, conseguentemente, quali iniziative intenda intraprendere, nell'ambito delle proprie competenze, per porre rimedio all'annosa questione dei medici ex condotti qui rappresentata; 

se la Giunta Regionale non ritenga di dovere, con l'urgenza che il caso conclama, ottemperare a quanto disposto dal giudice amministrativo con le sentenze sopra richiamate.

Tommaso Foti


07/11/2017

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