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Regione

Contributo di bonifica a Piacenza, già nel 1987 i canali cittadini venivano classificati come fognatura; Foti: 'a trent'anni di distanza, la Regione modifichi i perimetri di bonifica'

Numero: 4532
Soggetto: Assemblea

Per sapere, premesso che:- 

con delibera n. 3703 del 1° dicembre 1987, esecutiva ed efficace, la Giunta comunale di Piacenza deliberava di dichiarare che, per quanto di competenza, le opere consortili site nel comune di Piacenza - ovvero il collettore rifiuto (corrente nella zona sud-est della città, nel quale vengono recapitate le acque pertinenti il bacino meridionale, nonché quelle afferenti al bacino centrale) e il collettore settentrionale (che si sviluppa a nord di Piacenza, parallelamente al fiume Po, lungo la via XXI Aprile, per sfociare all'impianto idrovoro della Finarda e da qui, mediante un ulteriore condotto di collegamento, terminare agli impianti di depurazione e sollevamento in località Borgoforte) - avevano perso i connotati della bonifica, e che esse, pertanto, facevano parte delle opere comunali di fognatura; 

l'avvenuta consegna di dette opere al Consorzio di bonifica di Piacenza, era - e tutt'ora è - motivo, per quest'ultimo, per imporre ai condomini e proprietari di casa della città di Piacenza una contribuzione obbligatoria per circa 2 miliardi e mezzo di vecchie lire, a fronte di un costo di manutenzione delle stesse opere stimato dai competenti uffici del Comune di Piacenza, in lire 50-100 milioni di vecchie lire; 

se il Comune di Piacenza, a trent'anni di distanza dalla summenzionata e operativa deliberazione della Giunta Comunale senza che ne sia stato dato seguito alcuno in spregio alla volontà degli amministratori, abbia - o meno - richiesto alla Giunta Regionale di escludere dal perimetro di bonifica i beni Statali di cui sopra, modificando, di conseguenza, i perimetri di bonifica di cui alla deliberazione della Giunta Regionale n.158 del 20 ottobre 1987 e delle sue successive reiterazioni.

Tommaso Foti


24/04/2017

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Tommaso Foti TommasoFoti
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