Regione (Archivio)

Nuova legge su crisi d'impresa ed insolvenza; pretendere che si mantenga la competenza territoriale anche per i tribunali non aventi apposite sezioni

Data: 08/01/2018
Numero: 5919
Soggetto: Assessorato al Bilancio, Riordino Istituzionale, Risorse Umane e Pari opportunita'
Data Risposta: 15/02/2018

Per sapere, premesso che: - 

risulta pubblicata nella Gazzetta Ufficiale (Serie Generale n. 254 del 30 ottobre 2017) la Legge 19 ottobre 2017, n. 155, recante "Delega al Governo per la riforma delle discipline della crisi di impresa e dell'insolvenza". In ragione di quanto disposto dalla predetta Legge, il Governo avrà 12 mesi di tempo per adottare uno o più decreti legislativi che andranno a riscrivere integralmente la legge fallimentare e non solo: la delega, infatti, ha ad oggetto la riforma delle procedure concorsuali, la disciplina della composizione delle crisi da sovraindebitamento (Legge n. 3 del 2012) e il sistema dei privilegi e delle garanzie; 

detta Legge (articolo 2, comma 1, lettera n) prevede, tra le altre novità, che i Tribunali non aventi sezioni specializzate in materia d'impresa vengano privati della competenza in ambito fallimentare. Il Tribunale di Piacenza, ad esempio, non avrebbe più procedimenti concorsuali, né giudici delegati e, dunque, perderebbe tutte le attività connesse. Oltre agli immediati problemi logistici, per i quali tutti gli operatori del settore dovrebbero recarsi presso altro Tribunale, detto trasferimento rappresenterebbe un gravissimo problema che investirebbe tutti gli ordini professionali (in particolare: avvocati, notai, commercialisti, ingegneri, architetti) che verrebbero privati delle professionalità tecniche acquisite nel tempo, con conseguente impoverimento, oltre che professionale anche specifico, di tutto il territorio. Non solo, ma il disagio colpirebbe anche tutti gli imprenditori (grandi e piccoli) che non troverebbero più nel contesto in cui operano i necessari punti di riferimento di specialisti in materia di "crisi d'impresa"; 

è di tutta evidenza il fatto che l'Italia si compone di realtà che, per evidenza geografica e storica, non possono restare senza la presenza sul territorio di Istituzioni come i Tribunali; 

- se il presidente della Giunta Regionale, anche nella sua qualità di Presidente della Conferenza delle Regioni e delle Province Autonome, intenda richiedere ufficialmente al Governo - e per esso al Ministro di Giustizia - di lasciare inalterati i vigenti criteri di attribuzione della competenza fallimentare ai Tribunali esistenti, al fine di evitare l'effetto negativo di concentrazione solo su alcuni uffici giudiziari della materia concorsuale.

Tommaso Foti

RISPOSTA

Con l'interrogazione in oggetto il consigliere Tommaso FOTI interroga la Giunta regionale per sapere se , in relazione alla L. 155 del 19.10.2017 "Delega al governo per la riforma delle discipline della crisi di impresa e dell'insolvenza", il Presidente della Giunta regionale, anche nella sua qualità di Presidente della Conferenza delle Regioni e delle Province Autonome, intenda chiedere al Governo, e per esso al Ministro della Giustizia, di lasciare inalterati i vigenti criteri di attribuzione della competenza fallimentare ai Tribunali esistenti al fine di evitare l'effetto negativo di concentrazione solo su alcuni uffici giudiziari della materia concorsuale. 

Più in particolare, nell'interrogazione in esame, il consigliere FOTI ritiene che la citata legge - nella parte in cui all'art. 2, comma 1, lettera "n" prevede che i Tribunali non aventi sezioni specializzate in materia di impresa saranno privati della competenza in ambito fallimentare - possa comportare per gli operatori del settore problemi logistici di spostamento ed un impoverimento delle professionalità tecniche in materia di crisi di impresa presenti sul territorio. Occorre precisare che la Legge n. 155 del 19 ottobre 2017 ha delegato il Governo ad adottare uno o più decreti legislativi per la riforma organica delle procedure concorsuali e delle discipline sulla composizione della crisi da sovraindebitamento prevedendo dettagliatamente gli specifici principi tecnico-organizzativi cui le normative di dettaglio dovranno attenersi, nell'ottica di una maggiore uniformità e semplificazione delle procedure, della specializzazione dei vari uffici giudiziari, della razionalizzazione delle risorse e della riduzione della spesa pubblica. 

In linea con questi principi, si prevede da un lato la competenza delle sezioni specializzate in materia di imprese per le imprese in amministrazione straordinaria e per i gruppi di imprese di rilevanti dimensioni, e dall'altro lato il mantenimento dei vigenti criteri di attribuzione della competenza degli uffici giudiziari per le altre imprese, per i consumatori e per i professionisti. I tribunali esistenti manterranno, quindi, una competenza in materia di procedure concorsuali, seppur rimodulata sulla base della tipologia delle imprese in crisi. Non sembrano, pertanto, ravvisarsi i rischi paventati dal consigliere richiedente.

Emma Petitti

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