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Regione

Ospedali di montagna, parere negativo del comitato ministeriale sul mantenimento dei punti nascita; Foti: 'parere solo consultivo, la Regione si batta per mantenerli'

Numero: 5378
Soggetto: Assemblea

Per sapere, premesso che: - 

condivide l'interrogante la delusione e le conseguenti proteste dei cittadini che vivono nelle aree di montagna delle province di Parma, Modena e Reggio nell'Emilia a fronte del parere negativo (per altro consultivo) espresso dal Comitato Percorso Nascite nazionale sull'istanza in deroga alle previsioni di legge presentata dalla Regione e volta ad acconsentire la prosecuzione dell'attività dei punti nascita attivi negli ospedali di Castelnovo ne' Monti (RE), Pavullo nel Frignano (MO), Borgo val di Taro (PR); 

a nulla è valsa, per il detto Comitato, l'importanza che detti punti nascita rivestono per il territorio montano, essendo chiaro che non potere garantire un servizio come quello che qui interessa metterebbe in difficoltà - quanto meno - le giovani coppie che vogliono mettere su famiglia, oltre a provocare, nel lungo periodo, lo spopolamento delle zone montane; 

neppure in considerazione sono state prese, dal Comitato, le rassicurazioni della Regione di volere e potere adeguare dette strutture e la relativa organizzazione rispetto ai parametri di sicurezza, a partire dal potenziamento degli organici: il pronunciamento del Ministero si limita, infatti, a mettere una pietra tombale su di un servizio fino ad oggi meritoriamente svolto dagli operatori e fortemente apprezzato dai cittadini; 

- prima di uniformarsi frettolosamente al predetto parere - che si ribadisce è consultivo - se la Regione abbia attentamente valutato il fatto che, come anche asserito (in via generale) dal Ministro della Salute, la decisione finale spetta alla Regione stessa e, quindi, a quest'ultima e solo a quest'ultima è data la possibilità di mantenere in attività i punti nascita che qui interessano, la qualcosa l'interrogante richiede e sollecita; 

- inoltre, quale sia la tempistica per l'attivazione degli interventi, che risulterebbero già finanziati dalla Regione, nei predetti ospedali dell'Appennino, tutti volti a migliorare i Pronto soccorso e le sale operatorie, ampliare gli organici e i servizi. Al riguardo si precisa che per detti interventi i relativi progetti risulterebbero già definiti, sicché occorrerebbe soltanto attivare le procedure per realizzarli; 

- infine, entro quale termine si procederà all'incremento degli organici delle strutture che qui interessano, con l'assunzione di 44 medici e infermieri, la qual cosa appare fondamentale per aumentare l'attività chirurgica e di realizzare almeno 1.500 interventi in più ogni anno, così da potere garantire un futuro ai detti ospedali montani.

Tommaso Foti


09/10/2017

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