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Regione

Ospedali di montagna, parere negativo del comitato ministeriale sul mantenimento dei punti nascita; Foti: 'parere solo consultivo, la Regione si batta per mantenerli'

Numero: 5378
Soggetto: Assessore alle politiche per la salute
Data Risposta: 14/12/2017

Per sapere, premesso che: - 

condivide l'interrogante la delusione e le conseguenti proteste dei cittadini che vivono nelle aree di montagna delle province di Parma, Modena e Reggio nell'Emilia a fronte del parere negativo (per altro consultivo) espresso dal Comitato Percorso Nascite nazionale sull'istanza in deroga alle previsioni di legge presentata dalla Regione e volta ad acconsentire la prosecuzione dell'attività dei punti nascita attivi negli ospedali di Castelnovo ne' Monti (RE), Pavullo nel Frignano (MO), Borgo val di Taro (PR); 

a nulla è valsa, per il detto Comitato, l'importanza che detti punti nascita rivestono per il territorio montano, essendo chiaro che non potere garantire un servizio come quello che qui interessa metterebbe in difficoltà - quanto meno - le giovani coppie che vogliono mettere su famiglia, oltre a provocare, nel lungo periodo, lo spopolamento delle zone montane; 

neppure in considerazione sono state prese, dal Comitato, le rassicurazioni della Regione di volere e potere adeguare dette strutture e la relativa organizzazione rispetto ai parametri di sicurezza, a partire dal potenziamento degli organici: il pronunciamento del Ministero si limita, infatti, a mettere una pietra tombale su di un servizio fino ad oggi meritoriamente svolto dagli operatori e fortemente apprezzato dai cittadini; 

- prima di uniformarsi frettolosamente al predetto parere - che si ribadisce è consultivo - se la Regione abbia attentamente valutato il fatto che, come anche asserito (in via generale) dal Ministro della Salute, la decisione finale spetta alla Regione stessa e, quindi, a quest'ultima e solo a quest'ultima è data la possibilità di mantenere in attività i punti nascita che qui interessano, la qualcosa l'interrogante richiede e sollecita; 

- inoltre, quale sia la tempistica per l'attivazione degli interventi, che risulterebbero già finanziati dalla Regione, nei predetti ospedali dell'Appennino, tutti volti a migliorare i Pronto soccorso e le sale operatorie, ampliare gli organici e i servizi. Al riguardo si precisa che per detti interventi i relativi progetti risulterebbero già definiti, sicché occorrerebbe soltanto attivare le procedure per realizzarli; 

- infine, entro quale termine si procederà all'incremento degli organici delle strutture che qui interessano, con l'assunzione di 44 medici e infermieri, la qual cosa appare fondamentale per aumentare l'attività chirurgica e di realizzare almeno 1.500 interventi in più ogni anno, così da potere garantire un futuro ai detti ospedali montani.

Tommaso Foti

RISPOSTA

Riguardo all'interrogazione in oggetto si comunica quanto segue. 

Il Decreto del Ministro della Salute 11 novembre 2015 prevede che il Comitato Percorso Nascita nazionale (CPNn) esprima un motivato parere su eventuali richieste, di mantenimento in attività di Punti nascita con volumi di attività inferiori ai 500 parti annui, in deroga a quanto previsto dall'Accordo Stato-Regioni del 16 dicembre 2010 sul documento concernente "Linee di indirizzo per la promozione ed il miglioramento della qualità, della sicurezza e dell'appropriatezza degli interventi assistenziali nel percorso nascita e per la riduzione del taglio cesareo. 

Il motivato parere del Comitato risulta pertanto vincolante rispetto alla possibilità di derogare alle previsioni del citato Accordo Stato-Regioni; la natura del vincolo è collegata alla necessità da parte di ciascuna Regione, ai sensi dell'Intesa Stato-Regioni del 23 marzo 2005, di garantire gli adempimenti a proprio carico per l'accesso al maggior finanziamento delle risorse destinate al Servizio sanitario nazionale. Relativamente al percorso nascita l'adempimento prevede, fra l'altro, la applicazione di quanto previsto dall'Accordo Stato-Regioni del 16 dicembre 2010 relativamente alla riorganizzazione dei punti nascita ospedalieri regionali. Un mancato adempimento può pertanto essere collegato alla mancata corresponsione di una quota pari, per le Regioni come la nostra non in piano di rientro, a un 1% del Fondo sanitario (circa 80 milioni di euro). 

L'adeguamento della rete dei Punti nascita regionali alle previsioni dell'Accordo Stato-Regioni del 16 dicembre 2010, peraltro, è espressamente previsto anche dal DM 70/2015. 

È del resto evidente come la previsione di un meccanismo di deroga, previo parere da parte di un organismo tecnico nazionale, non possa che essere collegata alla esistenza di vincoli, impegni e precise previsioni normative rispetto dalle quali non sarebbe altrimenti possibile prescindere.

A prescindere dal vincolo, la decisone sui Punti nascita persegue lo scopo di garantire la sicurezza delle donne, dei neonati e dei professionisti coinvolti. Senza la garanzia che la nascita si svolga in condizioni di sicurezza con tutti gli elementi strutturali, organizzativi e tecnico professionali previsti dagli esperti, a partire dal numero minimo di nati/anno - condizione indispensabile per garantire la sicurezza e la "competence" dei professionisti e di tutta la struttura nella gestione delle situazioni di emergenza che possono presentarsi anche nei parti fisiologici, non sarebbe equo mantenere aperti dei Punti nascita con la consapevolezza di offrire un'assistenza inferiore agli standard che devono essere garantiti a tutte/i. 

Sulla base dei pareri espressi in modo unanime da entrambe le commissioni tecnico scientifiche, il CPNn e la Commissione Percorso Nascita regionale, che non solo per un vincolo normativa, seppur presente, ma per una scelta etica di salvaguardia della sicurezza delle madri e dei neonati, si è provveduto a dare indicazioni alle Aziende sanitarie di sospendere le attività nei tre Punti nascita e di riorganizzare l'assistenza al percorso nascita dei Distretti di riferimento, potenziando e integrando le attività territoriali e ospedaliere in particolare sull'assistenza alla gravidanza e al puerperio e sulla continuità assistenziale al parto e in dimissione. 

L'assistenza del Percorso Nascita sarà migliorata attraverso la realizzazione di azioni finalizzate ad accrescerne qualità e valore, con personalizzazione dell'assistenza e accompagnamento delle donne e delle loro famiglie, rafforzamento dell'assistenza pre e post-parto: creazione dell'anagrafe delle gestanti, contatti telefonici e visite ambulatoriali costanti, prosecuzione delle attività consultoriali, accompagnamento al parto (visite, ecografie, controlli, corsi di preparazione al parto, assistenza in puerperio, sostegno all'allattamento), sistemazioni alberghiere vicine al Punto nascita prescelto. 

La Regione che è consapevole dell'importanza degli ospedali e della disponibilità di servizi sanitari nelle zone di montagna, in condivisione con le Conferenze Territoriali Sociali e Sanitarie e con le Aziende sanitarie, è impegnata in progetti di miglioramento delle strutture ospedaliere attraverso investimenti a favore degli ospedali di montagna che riguarderanno gli Ospedali di Borgo Val di taro, Castelnovo né Monti e Pavullo. 

Con riferimento all'Ospedale di Borgo Val di Taro gli investimenti previsti riguardano: 

- "Miglioramento dell'accessibilità allo stabilimento ospedaliero", costo € 700.000; 
- "Ristrutturazione del comparto operatorio e realizzazione di 2 posti di TIPO- Terapia Intensiva Post Operatoria", costo € 1.500.000; 
- "Riorganizzazione del punto di primo intervento", costo € 492.000; 

per un costo complessivo di € 2.692.000 per il quale è previsto il finanziamento con fondi regionali a seguito dell'espressione del parere da parte della Conferenza Territoriale Sociale e Sanitaria. l lavori per gli interventi previsti presso l'Ospedale di Borgo Val di Taro inizieranno entro il 2018.

L'Azienda Usl di Parma ha previsto l'assunzione di personale- sia della dirigenza medica sia del comparto- che consentirà di aumentare l'attività chirurgica di almeno 400 interventi l'anno. Sono in corso di espletamento le procedure di assunzione di 4 dirigenti medici, di 1 infermiere e di 2 operatori tecnici per l'Unità Operativa di Medicina e Sviluppo del Punto di Primo Intervento. Per il potenziamento dell'attività chirurgica e la realizzazione di 2 posti di TIPO l'Azienda ha previsto l'assunzione di 2 medici anestesisti e di 1O infermieri, per gli ulteriori progetti di potenziamento delle attività dell'ospedale è prevista l'assunzione di 1 medico pneumologo e di 3 fisioterapisti entro i primi mesi del 2018, mentre nell'ambito del nuovo Percorso Nascita è prevista l'assunzione di 1 ostetrica entro tre mesi. L'Azienda ha infine previsto l'assunzione di 2 infermieri per il servizio di Assistenza lnfermieristica Domiciliare e di 1 medico per il Servizio di Neuropsichiatria Infantile. 

Con riferimento all'Ospedale S. Anna di Castelnovo né Monti gli investimenti previsti riguardano la "Riorganizzazione del punto di primo intervento e realizzazione nuova camera calda", per un costo complessivo di € 2.800.000 finanziato per € 2.000.000 da fondi regionali (Dgr. 1940/2017) e per € 800.000 da fondi aziendali. 

I lavori per gli interventi previsti presso l'Ospedale di Castelnovo né Monti inizieranno entro il primo trimestre del 2019. 

È inoltre prevista l'assunzione di 16 unità di personale (6 della dirigenza medica e 10 del comparto) che consentiranno di aumentare l'attività chirurgica fino a 200 sedute operatorie l'anno. A oggi sono stati assunte 3 unità didirigenza medica e 3 del comparto, e i restanti potenziamenti saranno completati nel corso del 2018. 

Con riferimento all'Ospedale Civile di Pavullo nel Frignano gli investimenti previsti riguardano: 

- "Riassetto area emergenza urgenza" per un costo complessivo di € 3.200.000 finanziato con fondi regionali (Dgr. 1622/2017); 
- "Ristrutturazione sale operatorie e Automedica" per un costo complessivo di € 1.835.200.000 finanziato con fondi art. 20 e fondi aziendali. 

Presso l'Ospedale di Pavullo nel Frignano, il30 ottobre scorso, sono iniziati i lavori preliminari di sistemazione delle aree esterne del Pronto soccorso. L'Azienda Usi di Modena prevede che i lavori principali sull'Ospedale di Pavullo saranno aggiudicati e inizieranno entro l'ultimo trimestre del 2018. 

È inoltre prevista l'assunzione di 14 unità di personale (3 della dirigenza medica e 11 del comparto) che consentiranno di aumentare l'attività chirurgica di 450 interventi l'anno: 1 medico radiologo e 6 infermieri per il Pronto soccorso e Servizio 118 sono già in servizio, mentre i restanti 2 medici (1 anestesista, 1 chirurgo ortopedico), 4 infermieri e 1 operatore sociosanitario entreranno in servizio entro il primo trimestre 2018.

Sergio Venturi


09/10/2017

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