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Regione (Archivio)

Punti nascita di montagna, insistere sulla deroga; Foti: 'specifiche caratteristiche orografiche e territoriali, presidi indispensabili'

Data: 18/01/2018
Numero: 5991
Soggetto: Assessore alle politiche per la salute
Data Risposta: 30/03/2018

Per sapere, premesso che: - 

i Comitati istituiti allo scopo di salvare gli Ospedali di Montagna, come è noto, non si sono rassegnati alla chiusura dei Punti Nascita decisa dalla Regione Emilia-Romagna e hanno promosso diverse manifestazioni di protesta che hanno coinvolto migliaia di cittadini e che sono tuttora in corso. Purtroppo, al di là delle formalità e con grande stupore della pubblica opinione, si è registrato, in precedenza, un sostanziale disimpegno da parte delle Istituzioni locali; 

l'ultima iniziativa, promossa a fine novembre 2017 dal Comitato Pro Ospedale di Borgotaro (PR) come anche quella di Pavullo (MO) e di Castelnovo ne' Monti (RE) è riuscita a richiamare le Istituzioni Locali e i Sindaci dell'Appennino emiliano alle loro più dirette responsabilità, affinché rivolgessero al Ministero della Salute un'istanza di riesame del parere negativo espresso il 4 ottobre 2017 dal Comitato Punto Nascita nazionale, in risposta alla richiesta di deroga avanzata dalla Regione Emilia-Romagna; 

la richiesta di riesame, condivisa dai tre Comitati, mette in risalto che le Terre Alte dell'Appennino modenese, reggiano e parmense presentano specifiche condizioni orografiche, di distanze chilometriche, di viabilità, di tempi di percorrenza (aggravate, tra l'altro, nella stagione invernale, dalle nevicate e dalle gelate), talmente rilevanti da procurare disagi praticamente insuperabili con ogni mezzo di trasporto (compreso l'elicottero), e tali da compromettere la sicurezza e l'incolumità psico-fisica delle gestanti e dei loro nascituri; 

al riguardo, è bene evidenziare che lo stesso elicottero, in presenza di avverse condizioni atmosferiche, potrebbe essere costretto a non alzarsi in volo; 

a detta dei Comitati la Regione Emilia Romagna non aveva inviato al Comitato ministeriale proprio questi dettagli specifici che, stando al Decreto Lorenzin, potrebbero essere decisivi. Si veda in proposito quanto lo stesso Ministro della Salute ha dichiarato in merito della analoga situazione dell'Isola della Maddalena;

secondo quanto riportato dagli organi d'informazione locale, diversi comuni avrebbero assunto formali deliberazioni volte a sostenere la richiesta di riesame del parere espresso dalla Commissione Percorso Nascite nazionale del Ministero della Salute onde ritenendo che in ragione delle ulteriori informazioni inviate quest'ultima si esprima in senso favorevole sul mantenimento in attività dei punti nascita delle suddette località appenniniche; 

se alla Regione risulti pervenuta un'istanza di revisione al Commissione Percorso Nascite nazionale del Ministero da parte degli Enti locali dei territori interessati; 

se la Giunta intenda sospendere ogni ulteriore decisione in ordine alla chiusura dei punti nascita in attesa di una auspicata nuova espressione di parere della Commissione Percorso Nascite nazionale in ordine alla deroga finalizzata a mantenere attivi i punti nascita di Borgotaro (PR), Pavullo (MO) e Castelnovo ne' Monti (RE).

Tommaso Foti

RISPOSTA

La Regione non è a conoscenza di un'istanza di revisione del parere espresso dal Comitato Percorso Nascita nazionale sulla richiesta di deroga alla chiusura dei Punti Nascita condivisa dagli Enti locali dei territori di Borgotaro, Pavullo e Castelnovo ne' Monti. 

In considerazione delle condizioni orografiche di questi territori, le Aziende Usi hanno definito percorsi assistenziali innovativi sull'assistenza materno infantile che prevedono un'anagrafe di tutte le donne in gravidanza e geo-localizzazione della loro residenza per individuare eventuali difficoltà nella viabilità e nella comunicazione telefonica al fine di prevedere sin dalla presa in carico, offerta attivamente a tutte le donne in gravidanza entro la 9-10 settimana, le azioni necessarie al loro superamento. 

In particolare, sono state previste modalità di accoglienza gratuita in prossimità dei nuovi Punti Nascita di riferimento per le donne al termine della gravidanza per le quali si prevedano condizioni di difficoltà ad accedere in urgenza al Punto Nascita. 

Rispetto al tema dell'adeguamento delle elisuperfici al volo notturno e condizioni meteo avverse, si precisa che il servizio di elisoccorso svolge attività sinergica ai mezzi su gomma messi a disposizione dal Servizio di Emergenza Territoriale (auto ed ambulanze con personale medico, infermieristico oltre a soccorritori dipendenti o volontari) rappresentando, quindi, una risorsa integrativa e non esaustiva. Per questo, nel caso in cui si rendesse necessario il trasporto della donna in fase di travaglio, il personale 118, sulla base delle condizioni cliniche e di contesto organizzativo (tempi, viabilità ecc.), deciderà come di consueto la migliore modalità di trasporto, ivi incluso quello in elicottero. 

I tassi di natalità dei territori che gravitano sui Punti Nascita sopra richiamati, infine, sono decisamente bassi, senza previsione di significativi aumenti nel medio periodo. Pertanto, anche aumentando l'attrattività per questi Punti Nascita non potrà essere garantito un numero di nati sufficiente a mantenere le competenze necessarie del personale sanitario e per assicurare la sicurezza per le donne, i neonati e i professionisti.

Sergio Venturi

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