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Regione (Archivio)

Corsi di formazione per la professione di OSS, costi divenuti eccessivi penalizzano gli aspiranti; la Regione valuti di contribuire economicamente per abbassarli

Data: 22/11/2017
Numero: 5662
Soggetto: ASSESSORATO AL COORDINAMENTO DELLE POLITICHE EUROPEE ALLO SVILUPPO, SCUOLA, FORMAZIONE PROFESSIONALE, UNIVERSITA', RICERCA E LAVORO
Data Risposta: 28/12/2017

Per sapere, premesso che: - 

l'accordo relativo al profilo dell'Operatore Socio Sanitario (OSS), di cui alla decisione della conferenza Stato-Regioni del 22 febbraio 2001, venne recepito con deliberazione della Giunta Regionale n. 986/2001; 

successivamente, con l'entrata in vigore della Legge Regionale n. 12/2003, i contenuti del detto Accordo - in particolare quelli relativi a principi fondamentali, definizione del profilo e delle sue competenze, livelli minimi della formazione, modalità per la valutazione delle competenze già possedute in relazione a titoli e/o servizi pregressi - risultavano rispettati; 

con deliberazione n. 191/2009 la Giunta Regionale approvava le "disposizioni per la formazione dell'operatore Socio Sanitario e per la definizione dell'ordinamento didattico dei corsi di formazione"; 

la Giunta Regionale, con proprio atto n. 742/2013, approvava la deliberazione titolata "Associazione delle conoscenze alle unità di competenza delle qualifiche regionali" la Giunta Regionale, recante l'associazione delle conoscenze alle unità di competenza delle qualifiche regionali ivi comprese quelle dell'Operatore Socio Sanitario; 

con deliberazione n. 911/2015 la Giunta regionale approvava lo schema di Protocollo d'Intesa tra la Regione Emilia-Romagna e l'Ufficio Scolastico Regionale per l'Emilia-Romagna anche alfine di "offrire agli studenti degli Istituti Scolastici ad indirizzo Socio Sanitario, che abbiano scelto tale opzione, l'opportunità di frequentare, nell'ultimo triennio, un percorso curriculare, specificatamente arricchito e finalizzato, volto ad assicurare oltre al raggiungimento degli obiettivi curriculari, anche l'acquisizione delle competenze professionali dell'Operatore Socio Sanitario, indispensabili per l'accesso alle procedure di certificazione della relativa qualifica"; 

il costo medio dei corsi di formazione professionale - frequenza 1000 ore, durata circa 10 mesi - indispensabili per acquisire la qualifica di Operatore Socio Sanitario è sicuramente elevato (al minimo, 3000 euro) e costituisce nei fatti, attesa che la parte preponderante dei partecipanti è priva di un lavoro, una vera e propria "tassa sulla disoccupazione", nonostante le meritorie finalità dei corsi in questione; 

in passato, la Regione Emilia-Romagna e/o le Provincie contribuivano economicamente al riguardo, cosicché i costi a carico dei frequentanti dei corsi in argomento erano modestissimi, per non dire nulli;

- se la Giunta Regionale, anche con provvedimenti di carattere legislativo, intenda o meno prevedere l'erogazione di un contributo economico che favorisca la partecipazione degli interessati ai corsi che qui interessano.

Tommaso Foti

RISPOSTA

In riferimento al quesito posto, si specifica che la formazione dell'Operatore Socio Sanitario (O.S.S.) in base all'Accordo Stato-Regioni del 22 febbraio 2001, così come recepito con propri atti dalla Regione, costituisce requisito obbligatorio per l'accesso all'esercizio della professione. 

Si tratta pertanto di formazione regolamentata che, ai sensi della direttiva dell'Unione Europea del 2005 (n. 36, art. 3, lettera e) ricomprende "qualsiasi formazione specificamente orientata all'esercizio di una professione determinata e consistente in un ciclo di studi completato, eventualmente, da una formazione professionale, un tirocinio professionale o una pratica professionale. La struttura e il livello della formazione, del tirocinio o della pratica professionale sono stabiliti dalle disposizioni legislative, regolamentari o amministrative dello Stato membro e sono soggetti a controllo o autorizzazione dell'autorità designata". 

Le disposizioni e regolamenti comunitari con riferimento ai Fondi Strutturali, e nello specifico al Fondo Sociale Europeo, prevedono che detti fondi abbiano carattere di addizionalità rispetto agli obblighi degli Stati membri, ovvero le risorse comunitarie non finanziano attività formative rese obbligatorie da disposizioni nazionali o regionali al fine dell'accesso alle professioni. 

Rispetto a questo orientamento, la Regione non ha ritenuto di avanzare alla Commissione Europea alcuna richiesta di deroga per la formazione degli O.S.S., in quanto non sono pervenute segnalazioni da parte della Direzione regionale competente in merito a eventuale carenza di offerta professionale qualificata e/o di particolari fabbisogni di personale espressi dal mercato del lavoro regionale.

A questa previsione, si aggiunge anche la necessità che l'intervento formativo finanziato con risorse pubbliche non crei disparità di trattamento nell'accesso ad una professione ovvero tra chi accede attraverso un percorso gratuito e chi deve sostenere il costo per l'accesso, stante l'impossibilità di garantire la gratuità a tutti. 

Si ritiene infine importante evidenziare che, a differenza del passato, per favorire l'accesso alla professione di O.S.S. da parte dei giovani, la Regione nel 2015 ha siglato un Protocollo d'Intesa con l'Ufficio Scolastico Regionale dell'Emilia-Romagna per l'avvio sperimentale di attività formative finalizzate all'acquisizione della qualifica di Operatore Socio Sanitario da attuarsi presso le Istituzioni Scolastiche autonome dell'Emilia-Romagna ad Indirizzo Socio-Sanitario a favore dei giovani diplomati in "Tecnico dei Servizi socio-sanitari", al fine di ampliare le loro possibilità occupazionali nel territorio regionale.

Prof. Patrizio Bianchi

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