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Regione

Estradizione di Cesare Battisti ed accordi con Paranà; Foti: 'la Regione subordini gli accordi alla richiesta di estradizione del pluriomicida'

Numero: 5534
Soggetto: Assemblea

L'Assemblea Legislativa dell'Emilia-Romagna 

premesso che: 

il terrorista Cesare Battisti, già membro dei Proletari Armati per il Comunismo, è stato condannato in contumacia dalla magistratura italiana all'ergastolo quale esecutore materiale per l'omicidio di Antonio Santoro, maresciallo della Polizia penitenziaria di Udine e di Andrea Campagna, un agente della DIGOS che indagava sugli omicidi Sabbadin e Torreggiani; 

nel volantino di rivendicazione dell'omicidio Santoro, intitolato Contro i lager di Stato, i Proletari Armati per il Comunismo scrissero che l'istituzione carceraria andava distrutta perché «ha una funzione di annientamento del proletariato prigioniero» e di «strumento di repressione e tortura»; 

il predetto è stato riconosciuto colpevole anche quale complice nell'omicidio del militante missino Lino Sabbadin, nel corso del quale avrebbe fornito "copertura armata" agli esecutori materiali, e quale co-ideatore e co-organizzatore dell'omicidio del gioielliere Torreggiani nel corso del quale venne ferito anche il figlio quindicenne del gioielliere, ridotto da allora su di una sedia a rotelle; 

nell'ottobre del 1981, il Battisti venne fatto evadere da due suoi compagni travestiti da Carabinieri che penetrarono all'interno del carcere di Frosinone e trovò riparo prima in Messico, poi in Francia, difeso da intellettuali, forti della "dottrina Mitterrand" che forniva asilo ai militanti politici italiani; 

nel 2004 il Battisti venne arrestato a Parigi. Nel mese di giugno i giudici francesi ebbero a concedere l'estradizione; ma lo stesso però era già tornato - casualmente - libero e poi, in grado di fuggire in Brasile, dove venne nuovamente arrestato nel 2007; 

nel 2006, la Corte europea dei diritti dell'uomo aveva dichiarato inammissibile il ricorso presentato da Battisti contro la sua estradizione in Italia; 

nel 2009 il Parlamento europeo ha approvato una risoluzione in cui si chiedeva al Brasile di procede all'estradizione in osservanza della sentenza italiana "emessa nel pieno rispetto dei principi di legalità su cui si fonda l'Unione europea"; 

in Brasile prima la Procura generale e poi la Corte suprema autorizzarono la riconsegna all'Italia, ma - nel 2009 - il Ministro Tarso Genro gli concesse "l'asilo politico" ed il Presidente Lúla, come ultimo atto del suo mandato, bloccò l'estradizione; 

secondo le dichiarazioni del giudice Armando Spataro, il Battisti nasce come "un rapinatore comune che si politicizza in carcere" (L'Espresso 5 ottobre 2017); 

in una lettera al Supremo Tribunale Federale, pubblicata da Panorama il 28 febbraio 2009, Cesare Battisti così motiva la sua adesione ai Proletari Armati per il Comunismo dopo l'uscita dal carcere in occasione del suo primo arresto giovanile "A quell'epoca grandi quantità di droga a buon mercato furono distribuite massicciamente in tutte le grandi città per distruggere il movimento di rivolta. Immediatamente le consegne vennero sospese e tutti i giovani che erano caduti nella trappola dell'"eroina" si erano trasformati in fantasmi, in stato di "necessità", preoccupati solo di trovare la droga e non più votati all'azione politica. Amareggiato da questo spettacolo feci il grande errore della mia vita: presi un treno per Milano ed entrai nel gruppo armato dei Proletari Armati per il Comunismo.". Dal suo racconto si può facilmente evincere la visione distorta che traccia la fotografia di un Italia viva soltanto nella sua mente deviata. Dello stesso stampo l'intervista rilasciata il 15 ottobre 2017 alla redazione del sito www.lavocedellelotte.it ("l'informazione rivoluzionaria di operai, studenti, donne e immigrati") dove asserisce che i suoi accusatori erano stati costretti con la tortura "… nessuno può resistere alla tortura compiuta con ferocia. E' una questione fisica, biologica, non è necessariamente qualcosa che riguarda la morale. Perché denunciò me e non un altro? Perché i procuratori gli ordinarono di denunciare me, non di denunciare un altro! La persona torturata deve obbedire a chi ordina la tortura. Può rimanere il dubbio sul motivo per il quale i procuratori scelsero me. Io ero, di tutto questo gruppo, l'unico che scriveva cose che venivano lette in diversi paesi. Io per molto tempo ho fatto dettagliate denunce riguardo la scomparsa di detenuti politici, le torture e gli abusi. E guardate, dopo quarant'anni la persecuzione continua."; 

di recente, il Battisti è stato arrestato mentre cercava di scappare in Bolivia; 

secondo quanto riportato dagli organi di informazione, dopo essere stato rimesso in libertà, la Corte Suprema brasiliana ha bloccato ogni procedimento di estradizione, rimandando la decisione al 24 ottobre 2017 (decisione ad oggi non ancora nota); 

il Battisti non ha mai mostrato segni di ravvedimento e non si è mai dissociato o pentito, anzi ha sempre avuto un atteggiamento arrogante e spavaldo nei confronti delle vittime e dello Stato italiano, emblematico il brindisi in direzione di giornalisti e fotografi dopo il rilascio dei giorni scorsi, in attesa del pronunciamento della Corte Suprema brasiliana; 

la Regione ha in essere dal 2009 un accordo di collaborazione con lo Stato del Paranà della Repubblica Federativa del Brasile; 

la collaborazione in atto con lo Stato del Paranà, come riaffermato nel preambolo dell'accordo si rifà all'affermazione dei "valori universali del dialogo, democrazia, rispetto dei diritti, la libertà, la sovranità e la solidarietà", dai quali non può certamente esulare la certezza della pena che è un principio di giustizia nei confronti delle vittime e della società in generale, oltre che rappresentare un elemento di credibilità dello Stato; 

in questi giorni la Regione si appresta a rinnovare tale accordo di collaborazione con la "volontà di intensificare le relazioni esistenti e di impegnarsi in una collaborazione bilaterale sostenibile"; 

impegna la Giunta regionale 

a porre all'attenzione del governo dello Stato del Paranà, in sede di sottoscrizione dell'accordo, l'opportunità di intervenire sul governo federale del Brasile affinché sia finalmente data attuazione all'estradizione del criminale Cesare Battisti; 

ad attivarsi presso il Governo italiano perché vengano poste in essere tutte le azioni necessarie affinché il detto pluriomicida sconti finalmente la pena alla quale è stato condannato.

Tommaso Foti


03/11/2017

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