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Regione

Ospedali di montagna, punti nascita; la Regione metta in campo ogni sforzo possibile per salvaguardarli

Numero: 5441
Soggetto: Assemblea

L'Assemblea Legislativa dell'Emilia-Romagna 

premesso che: 

da mesi prosegue il dibattito in ordine alla decisione assunta dalla Giunta regionale di procedere alla chiusura di quei punti nascita che, pur non presentando gli standard numerici previsti dal Comitato Percorso Nascite nazionale, sono situati in zone con particolari condizioni di criticità orografiche, quali, ad esempio, quelle montane; 

nel mese di luglio 2017 la Regione ha avanzato formalmente al Ministero della Salute la richiesta di deroga alla chiusura dei punti nascite che non rispettavano gli standard operativi e con volumi di attività inferiori ai 500 parti/annui; 

il Ministro della Salute Beatrice Lorenzin ha più volte ribadito che spetta alle Regioni la decisione finale sulla chiusura dei Punti Nascite presenti sul territorio e non al Ministero che si limita solamente al trasmettere il parere consultivo del Comitato Percorso Nascite nazionale (CPNn); 

in data 4 ottobre 2017, il Ministero ha accolto la richiesta di deroga per i punti di Scandiano (Reggio Emilia), Mirandola (Modena) e Cento (Ferrara), respingendo invece quella per Castelnovo ne' Monti (Reggio Emilia), Borgo Val di Taro (Parma) e Pavullo nel Frignano (Modena); 

impegna la Giunta regionale 

nei territori maggiormente decentrati e con condizioni di criticità orografiche, come ad esempio quelli montani, ad adottare soluzioni organizzative adeguate a garantire il mantenimento in sicurezza delle prestazioni sanitarie fino ad oggi erogate, con particolare riferimento a quelle dei servizi sanitari legati alla nascita.

Tommaso Foti


17/10/2017

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Tommaso Foti TommasoFoti
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