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Regione

'Piano sociale e sanitario 2017-2019.' (Proposta della Giunta regionale in data 15 maggio 2017, n. 643) (120)

Numero: 143
Soggetto: Assemblea

OGGETTO 4635

«Piano sociale e sanitario 2017-2019.» (Proposta della Giunta regionale in data 15 maggio 2017, n. 643) (120)

(Continuazione discussione e approvazione)

(Ordini del giorno 4635/1/7/8 oggetti 4952 - 4958 - 4959 - Discussione e approvazione)

(Ordini del giorno 4635/2/3/4/5/6 oggetti 4953 - 4954 - 4955 - 4956 - 4957 - Discussione e reiezione)

 

PRESIDENTE (Rainieri): Riprendiamo i lavori della seduta antimeridiana di oggi, precisamente dal dibattito generale sull'oggetto 4635. Ricordo che siamo in discussione generale.

Consigliere Daniele Marchetti, prego.

 

MARCHETTI Daniele: Grazie, presidente.

Io interverrei anche in discussione generale, però non so se c'è il numero legale.

 

PRESIDENTE (Rainieri): In discussione generale non serve il numero legale, consigliere.

 

MARCHETTI Daniele: Perfetto.

 

PRESIDENTE (Rainieri): Consigliere Foti, prego.

 

FOTI: D'accordo che non c'è il numero legale, ma in genere ci si rivolge alla Giunta. Se gentilmente qualcuno potesse recuperare, anche a tempo perso…

 

PRESIDENTE (Rainieri): Su questo lei ha ragione ed è stata anche sollevata questa mattina la questione. Noi più che scampanellare e far vedere che abbiamo ripreso i lavori non possiamo fare in questo caso.

Consigliere Daniele Marchetti, voleva riprendere l'intervento? Prego.

 

MARCHETTI Daniele: Grazie, presidente.

Sicuramente il nuovo Piano sociosanitario è un documento molto atteso. Era assolutamente necessario rivedere tutte le politiche, soprattutto quelle riguardanti il sociale. Innumerevoli volte ho sollevato alcuni problemi ben precisi, come, ad esempio, quelli che possono riguardare il Fondo regionale per la non autosufficienza, strumento che fa fede a delle linee guida ormai datate, risalenti al 2009, che quindi non sono più al passo con i tempi. È ovvio che qualcuno a questo punto mi potrebbe dire che oggi andiamo ad approvare il nuovo Piano, quindi sostanzialmente andiamo ad aggiornare tutti i nostri strumenti e quindi il problema si risolve. Le cose, però, non stanno esattamente in questo modo.

Infatti, il nuovo Piano sociosanitario non è altro che un atto di indirizzo e questo è stato confermato anche dalla vicepresidente Gualmini intervenuta in una delle Commissioni che abbiamo tenuto durante l'iter di questo Piano.

È un documento, un atto di indirizzo con cui la Giunta fissa degli obiettivi a grandi linee, senza dirci, però, in che modo si vogliono raggiungere questi obiettivi, perché poi, come ha ricordato correttamente il relatore di maggioranza Zoffoli, verranno poi approvate successivamente delle schede tecniche. Lì poi ci penseremo. Lasciatemi dire che quello di oggi è un voto un po' sulla fiducia. Voi ci presentate questo documento e noi lo dobbiamo votare per attendere le future schede che arriveranno.

Con questo documento non si fa altro che fotografare un po' la nostra società, che è indubbiamente cambiata in questi ultimi anni. La si descrive, si elencano un po' di buoni propositi e infine si ricordano gli strumenti che abbiamo in mano per affrontare questi temi. Ad esempio, il Fondo regionale per la non autosufficienza andrebbe totalmente rivisto, a nostro avviso. Non so se tra queste schede ci sarà una scheda anche per il Fondo. Non lo possiamo sapere dato che non le abbiamo viste. C'è il Fondo sociale regionale, dove il 10 per cento è riservato al contesto pluriculturale che noi contestiamo e che, a nostro avviso, andrebbe rivisto. C'è il reddito di solidarietà, questa vostra grande invenzione che avete voluto fortemente, andando un po' in rincorsa al Movimento 5 Stelle, che in fin dei conti, secondo noi, porterà soltanto ad altri aiuti ai cittadini stranieri visti i paletti che avete messo all'interno della legge e del regolamento.

Tra l'altro, è uno strumento che non è ancora partito. Se ne parlava anche ieri, mi pare, in un question time. Ci sono dei problemi per fare partire questo strumento. Staremo a vedere anche sul reddito di solidarietà che cosa salterà fuori.

Queste nostre perplessità, però, e questa nostra contrarietà, che abbiamo espresso fin dal principio, non è un modo per lavarcene le mani, un modo per fregarsene del tema del sociale. Sia chiaro, non vogliamo che passi questo messaggio, perché sfido chiunque ad andare a vedere la nostra attività qui in Assemblea. Credo che gran parte degli atti e delle iniziative che portiamo avanti siano incentrate su questo tema che, comunque, è un tema senza alcun dubbio importante, perché è uno strumento utile per dare una mano ai cittadini, emiliani e romagnoli, che sono in difficoltà.

Come Lega avevamo presentato un emendamento al bilancio di previsione, emendamento che è stato approvato, che potrebbe – uso il condizionale perché non so in che maniera verrà attuato – creare un sistema di consultazione con i cittadini, le associazioni e tutti i soggetti del terzo settore che magari, tramite i Comitati consultivi misti, che sono degli strumenti, a mio avviso, poco utilizzati, potranno comunque far arrivare alla Commissione competente, quindi alla Commissione IV, delle osservazioni in modo che poi noi, come organo politico, potremo rivedere e presentare degli atti di indirizzo diversi per indirizzare l'orientamento della Giunta regionale.

Attenderemo le schede tecniche per capire quali siano le reali intenzioni della Giunta. In quell'occasione, come abbiamo detto dal primo giorno, non faremo certamente mancare il nostro contributo.

Altra parte su cui siamo molto critici è quella che riguarda la sanità. Questo documento, ovviamente, presenta una forte integrazione tra il tema sociale e quello della sanità. Le parti che riguardano quest'ultima, contenute in questo documento, trovano, in fin dei conti, delle solide basi sui processi di riorganizzazione dell'intero settore, avviati ormai da tempo: le organizzazioni che noi contestiamo fin dal principio.

Con questo documento si vanno un po' ad avallare tutti quei processi di integrazione e di riorganizzazione che si stanno portando avanti a livello regionale e che, a nostro avviso, porteranno ad uno stravolgimento della nostra sanità, in negativo ovviamente, a parer nostro.

Questa mattina il presidente Bonaccini ha detto: "Come fate a dire che stiamo smantellando gli ospedali, la rete ospedaliera?". Io ho partecipato a diversi incontri sul territorio dove c'erano amministratori, sindaci di centrodestra e centrosinistra. Mi riferisco soprattutto all'area dell'Appennino bolognese. Tutti erano molto critici nei confronti delle prime proposte di riorganizzazione che erano pervenute. Evidentemente c'è questo sentimento anche a livello locale, da parte degli amministratori di centrodestra e di centrosinistra. Questo è un po' per rispondere al presidente Bonaccini per quanto ha detto nel suo intervento prima della chiusura dei lavori.

Votare questo documento, che, per quanto ci riguarda, per il sociale dice poco o nulla, nel senso che vedremo poi le schede, e, per quanto riguarda la sanità, si basa su dei processi che, in fin dei conti, sono già stati avviati e che noi, come dicevo prima, contestiamo, non avrebbe alcun senso. Non ha senso che noi, come forza politica, votassimo a favore.

Può apparire brutto votare contro un Piano sociosanitario, perché, come dicevo prima, sono tematiche importanti, però i documenti si votano nel loro complesso, nel testo integrale.

Pertanto, dobbiamo fare le nostre valutazioni. A nostro avviso, questo non è assolutamente il modo per affrontare queste tematiche.

Vorrei fornire un'ultima risposta a quanto diceva prima il presidente Bonaccini, che indirettamente ha ammesso che il taglio dei posti letto è dovuto ad una carenza di risorse. Ha detto "Se poi non dobbiamo tagliare i posti letto, se poi dobbiamo dare più risorse al Fondo regionale per le non autosufficienze, ditemi dove dobbiamo trovare i soldi".

Invito il presidente Bonaccini magari a seguire l'esempio dei presidenti Maroni e Zaia, che stanno richiedendo una maggiore autonomia allo Stato centrale e quindi maggiori risorse anche per gestire la cosa pubblica a livello locale.

Dopodiché, ne possiamo riparlare. È inutile che stiamo qui a lamentarci, a dire che non ci sono le risorse e poi non si sbattono mai i pugni sul tavolo nelle sedi di competenza.

Ribadisco la nostra contrarietà a questo testo, perché in sostanza non dice assolutamente nulla. Come è stato detto più di una volta, è un semplice atto di indirizzo che rimanderà poi ad altre schede tecniche.

Un voto sulla fiducia noi non siamo abituati a darlo.

 

PRESIDENTE (Rainieri): Grazie, consigliere Daniele Marchetti.

Consigliere Sassi, prego.

 

SASSI: Grazie, presidente.

Intervengo per rispondere alle sollecitazioni che abbiamo avuto questa mattina dal presidente Bonaccini su vari argomenti. Forse lui era distratto ieri e non ha potuto seguire tutta l'Assemblea, ma un question time verteva sulla questione del ReS e la vicepresidente Gualmini ha risposto. Ci siamo parlati, chiariti, abbiamo detto quello che dovevamo dire. Quindi, il fatto che il ReS, al momento, sia fermo per una serie di motivi è noto. Non sto qui a rivangare.

Verranno erogati questi milioni. Verranno. Quando partirà, verranno. Non abbiamo fatto grandi stravolgimenti al momento.

I cittadini che stanno chiedendo ai vari Comuni informazioni attenderanno le informazioni definitive quando ci saranno. Al momento, è tutto in divenire.

Ho sentito il presidente dire: "Se dobbiamo chiudere l'inceneritore, diteci come risolviamo il problema dei rifiuti". Di soluzioni ce ne sono diverse. Il problema è a chi dobbiamo dirlo? Per poter mettere in discussione uno status di gestione consolidato ci vuole qualcuno che sia disposto a metterlo in gioco e a metterlo in discussione, cosa che qui non c'è mai stata, tant'è vero che, nonostante le promesse a mezzo stampa, come ho già più volte detto anche in quest'Aula, del presidente sulle chiusure degli inceneritori nel Piano regionale non ve n'è traccia. Non esiste atto pubblico in Regione che dica questo, anche in funzione degli obiettivi di legge, della legge n. 16, ottimi obiettivi sfidanti, ma che dubito verranno raggiunti proprio a causa del Piano rifiuti.

Questa è una cosa che abbiamo già detto e ridetto. Il problema è che per poter fare delle proposte serve un interlocutore che sia disposto ad ascoltarle. Non credo che il Partito Democratico e questa Giunta siano questo interlocutore, su questo tema e per questi obiettivi.

Ricordo molto bene l'eurodeputata Bonafè, che venne in Commissione sul testo europeo sull'economia circolare. Disse, rispondendo al sottoscritto, che gli inceneritori ci vogliono. In quell'occasione non ho sentito l'assessorato di riferimento regionale contestare questa affermazione. Quindi, a chi dobbiamo dire quali sono le proposte alternative agli inceneritori? Questo è il punto. Per fare un dialogo ci vogliono due persone che siano disposte ad ascoltarsi e qui non credo che ci siano su questo tema.

Altra cosa. Adesso arriveremo a fare anche delle proposte magari più puntuali, più precise sul testo che il presidente Bonaccini ha stilato sul Patto del lavoro. Ci ha sempre sollecitato più volte, anche a mezzo social, di fare delle proposte e arriveremo a fargliele.

Nel frattempo, vorrei che in quel Patto per il lavoro, se c'è la possibilità di integrarlo, si potesse dire che in Emilia-Romagna i contratti di lavoro illeciti o illegali non debbano essere stipulati, cosa che invece, come ho già detto in Commissione, avviene alla luce del sole, continuamente, da anni. Mi riferisco, in particolare, ai contratti dei lavoratori degli outlet. Per questo tipo di illegalità ci sono già dei procedimenti penali in corso. Politicamente, visto che, come ci è stato ricordato in Commissione, giustamente, la Regione non ha una diretta competenza sul lavoro di per sé, però il fatto che si impegni è giusto, è una buona cosa, è un atto politico importante, ma non c'è altrettanto atto politico forte nel contrasto a questo tipo di contratti.

Sono disposto a parlare di Patto del lavoro quando cominceremo a mettere in regola tutti i lavoratori secondo norme di legge. Fino a quel momento, qualunque patto, per me, non sta in piedi, perché si basa sull'esclusione di persone che non sono tenute a tutela come dovrebbero essere. Questa non è una cosa che ho scoperto adesso, è un po' che mi informo di queste cose qui. Dopo mi hanno portato i dati, li abbiamo analizzati, ho parlato con le aziende.

Il bello è che questa denuncia non l'hanno fatta i lavoratori, l'hanno fatta gli stessi imprenditori che lavorano in quegli outlet, che non sono disposti a lavorare in quelle condizioni lì e a mettere in crisi i lavoratori. Eppure, dalla Regione non si è sentito un fiato, nessuno ha detto niente, però sbandieriamo un Patto per il lavoro.

Quando il Patto per il lavoro includerà anche questi lavoratori troverà la nostra collaborazione. Fino a quel momento io non partecipo alle ipocrisie. Grazie.

 

PRESIDENTE (Rainieri): Grazie, consigliere Sassi.

Consigliere Foti, prego.

 

FOTI: Signor presidente, io, invece, non parteciperò al voto. Faccio prima. Lo dico, anche se mi dispiace di dover dare alcune risposte sotto il profilo politico al presidente assente per motivi sicuramente importanti, ma ha introdotto lui l'argomento e mi sembra anche giusto che comunque chi ha la responsabilità politica della Giunta in questo momento eventualmente risponda.

L'osservazione che mi permetto di fare è che vedo uno strano nervosismo sui banchi della Giunta in questi ultimi Consigli. Ieri l'assessore Caselli, su un problema da poco, ha allietato l'Assemblea con un'uscita francamente al di sopra di quella che poteva essere una semplice contestazione. Oggi debbo dire che il presidente Bonaccini ha utilizzato una battuta alla quale si potrebbe anche rispondere.

A volte, signor presidente, si può anche leggere la roba che altri preparano, l'importante è che la capiscano i diretti interessati.

Dato che non è obbligatorio capire, temo che nel caso di specie non si sia capito. Lo dico perché, al di là di tutte le buone intenzioni, basterebbe leggere la requisitoria del procuratore generale della Corte dei conti dell'udienza del 7 luglio 2017.

Si potrebbero così trovare alcuni argomenti per i quali quella che viene rappresentata come una macchina perfetta e di esempio agli uomini e al mondo, in realtà, è una macchina molto umana che, come tutti gli umani, ha i suoi pregi e i suoi difetti.

Mi riferisco, ad esempio, a quanto contenuto a pagina 58 della relazione, laddove si dice che la gestione sanitaria accentrata ha una capacità di pagamento relativa alle spese dirette pari a 45,24 per cento a fronte di un dato del tutto diverso, che è la capacità di impegno e di spesa in valori percentuali, che sono del 94 per cento. 

Se dobbiamo proprio sfogliarla, anche in materia di spesa sanitaria e farmaceutica vengono fatte delle osservazioni. Leggerò testualmente un testo – non me l'ha preparato nessuno, a differenza di quanto attribuito alla collega Sensoli – preparato da colui il quale ha sostenuto la requisitoria in questione, cioè il dottor Carlo Alberto Manfredi Selvaggi: "Nonostante ciò, nell'anno 2016 il bilancio della spesa farmaceutica della Regione Emilia-Romagna ha registrato un più 0,8 per cento rispetto al 2015, pari a 1.390 milioni di euro. Peraltro, non risulta rispettato il tetto di spesa (3,5 per cento) per la spesa farmaceutica ospedaliera, che, secondo quanto precisato dalla Regione nel corso dell'istruttoria, ha registrato un incremento dell'8 per cento rispetto all'anno precedente. Al riguardo, si evidenzia che nello schema di relazione la Sezione regionale di controllo ha ritenuto che il ripetersi di sforamenti rispetto ai tetti di spesa farmaceutica, specie ospedaliera, non è indice di buona programmazione e gestione".


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12/07/2017

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Tommaso Foti TommasoFoti
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