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Regione

Assestamento e prima variazione generale al Bilancio di previsione della Regione Emilia-Romagna 2017-2019

Numero: 146
Soggetto: Assemblea

OGGETTO 4865

Progetto di legge d'iniziativa della Giunta recante: «Disposizioni collegate alla legge di assestamento e prima variazione generale al Bilancio di previsione della Regione Emilia-Romagna 2017-2019» (70)

(Continuazione esame articolato)

(Ordini del giorno 4865/1/2/3/4/5 - oggetti 5041 - 5042 - 5043 - 5044 - 5045)

 

OGGETTO 4866

Progetto di legge d'iniziativa della Giunta recante: «Assestamento e prima variazione generale al Bilancio di previsione della Regione Emilia-Romagna 2017-2019» (71)

(Ordini del giorno 4866/1/2/3/4/5 - oggetti 5046 - 5047 - 5048 - 5049 - 5050)

 

PRESIDENTE (Rainieri): Riprendono i lavori della seduta pomeridiana di ieri, precisamente con la sessione di bilancio sull'assestamento e con l'esame dell'articolato del progetto di legge 4865, ricordando ai consiglieri che i lavori dell'Assemblea sono organizzati con i tempi contingentati. Pertanto, i consiglieri e la Giunta possono intervenire nel rispetto dei tempi complessivi assegnati, così come descritto nella convocazione della presente tornata, e concordati in Conferenza dei presidenti di Gruppo.

Riprendiamo dall'esame dell'emendamento 21.

Vi do un attimo la situazione dei tempi: relatore di maggioranza, 0 minuti; relatore di minoranza, 10 minuti; la Giunta ha ancora 31 minuti; il PD, 59 minuti; la Lega Nord 42 minuti; 5 Stelle, 15 minuti; Forza Italia 22; Sinistra Italiana 5; Fratelli d'Italia 15; l'Altra Emilia-Romagna 14; Gruppo Misto, 15.

Nomino scrutatori i consiglieri Marchetti Daniele, Marchetti Francesca, Lori Barbara.

Riprendiamo con l'emendamento 21, che istituisce un nuovo articolo, a firma del consigliere Foti.

Discussione generale. Consigliere Foti, prego.

 

FOTI: Soltanto trenta secondi per riportare in quest'Aula, sotto il profilo formale, la richiesta di abrogazione del comma 3 bis dell'articolo 43 del Testo unico in materia di organizzazione e di rapporti di lavoro nella Regione Emilia-Romagna, atteso che ai sensi della sentenza della Corte costituzionale rispetto a norma equipollente della Regione Molise in materia di dirigenza, ritengo opportuno, signor Presidente, stante anche la relazione allegata al giudizio di parificazione da parte della Corte dei conti, che la Regione Emilia-Romagna si conformi alla sentenza della Corte costituzionale.

Sotto questo profilo, l'abrogazione del comma 3 bis dell'articolo 43 dell'evocata legge risolverebbe il problema, ma sono certo che rimarrà il problema.

 

PRESIDENTE (Rainieri): Grazie, consigliere Foti.

Consigliere Boschini, prego.

 

BOSCHINI: Chiedo scusa per un chiarimento, presidente, perché l'intervento del collega mi è sembrato sull'emendamento 8, cioè sul tema del…

 

PRESIDENTE (Rainieri): Siamo sull'emendamento 21…

 

BOSCHINI: Esatto, siamo sull'emendamento 21. Lei è intervenuto sull'emendamento 8, collega.

 

PRESIDENTE (Rainieri): Consigliere Foti, abbiamo votato l'articolo 8, ieri, abbiamo chiuso l'Aula con la votazione dell'articolo 8.

Dopo l'articolo 8, prima dell'articolo 9, c'è l'emendamento 21, a firma del consigliere Foti, per l'istituzione di un nuovo articolo.

Prego, consigliere Foti.

 

FOTI: Signor presidente, sotto questo profilo, chiedevo che fosse tradotto in norma, così com'è previsto per il calendario di tutte le altre Province e per tutti gli altri territori dell'Emilia-Romagna, il contenuto della delibera che ha assunto la Regione Emilia-Romagna per il tramite della Giunta, il 17 luglio 2017, allorquando, sulla base di una valutazione che è stata resa dall'Università Cattolica di Piacenza, si dice che il territorio collinare della provincia di Piacenza può provvedere alla raccolta del Tuber aestivum fino al 30 novembre 2017, in luogo del termine attualmente fissato dalla legge.

Ora, io so bene cosa mi si obietterà. Molto più semplicemente mi si obietterà che avendo provveduto, la Regione Emilia-Romagna, ad assumere questa delibera, il problema è risolto. È risolto, forse, in fatto, per un anno; non è risolto in diritto. È risolto in fatto per un anno perché ovviamente la delibera non può che insistere sul calendario dell'anno in corso, ma in realtà, per fare questo, ci si avvale di una norma di rinvio, e transitoria, la quale, al comma 1 dell'articolo 13 disciplina tutte quelle che sono le scadenze previste dai calendari delle ex Province –  o meglio, dai calendari delle Province che si occupavano del tema, perché le Province sono rimaste.

Il comma 3 consente che in deroga, la Giunta, sentite alcune organizzazioni specificatamente indicate, può provvedere ad una diversa formulazione dei termini di cui sopra. Allora mi si deve spiegare: se la questione è accertata, ed è accertata a tal punto – ma purtroppo non voglio fare il dibattito col collega Molinari, avrei avuto piacere che ci fosse stato l'assessore competente, se non altro per materia – che viene fatto proprio un rapporto dell'Università Cattolica di Piacenza, la quale dice che il periodo migliore per la raccolta di questo tipo di tartufo nella zona collinare di Piacenza è quello di cui alla deroga, per quale motivo non dobbiamo metterlo in legge, così com'è stato messo in legge, invece, il termine del 31 luglio? Questo è l'argomento.

Io capisco, se nella legge non fosse stato indicato alcun termine, di volta in volta la Regione, come è capitato in passato per le Province, annualmente adottava i calendari. Ma i calendari sono stati recepiti sic et simpliciter con l'unica eccezione del calendario in allora della Provincia di Piacenza.

Ogni anno dobbiamo fare una deroga che costa in termini amministrativi e di appesantimento del procedimento amministrativo, o ha senso introdurlo direttamente nel provvedimento legislativo? Questo solo io chiedo.

 

PRESIDENTE (Rainieri): Grazie, consigliere Foti.

Consigliere Molinari, prego.

 

MOLINARI: Serve per uscire dalla discussione locale, però facciamo fatica ad uscire, non si contesta al collega Foti il merito.

La discussione fatta anche con l'Associazione dei tartufai, che rispecchia una tradizione decennale, di metodo di raccolta del tartufo, è stata anche una discussione lunga, non condivisa indubbiamente da altri territori, ma ha portato la Giunta regionale, in attesa dell'avvio di tutte le operazioni collegate anche alla legge stessa, l'avvio della Consulta, l'avvio di tutte le operazioni previste anche all'interno della legge, a recepire su quest'anno la relazione dell'Università Cattolica, e di conseguenza, cosa positiva dal punto di vista anche delle associazioni locali e anche dal nostro punto di vista, le richieste del territorio, consentendo una deroga, o comunque una modalità diversa rispetto al resto del territorio, proprio perché diverse sono la metodologia e anche la tipologia dei tartufi e la presenza di tartufi nella provincia di Piacenza, con una minore presenza del tartufo bianco e il maggiore utilizzo del tartufo estivo, quello anche di minor pregio.

In questo modo, si è risolto un problema, è vero, con una deroga, ma l'obiettivo e la discussione avuta anche con l'assessorato è quello di procedere in breve tempo ad un discorso più omogeneo, in cui, al di là della forzatura di legge, definiamola così, si arrivi ad una relazione anche omogenea e scientifica su tutto il territorio, che porti a sostenere, anche con una valutazione complessiva, le richieste del territorio di Piacenza, che noi riteniamo legittime e comprovate scientificamente.

Le modalità con cui si andrà a regolamentare anche nei prossimi anni la raccolta sul territorio di Piacenza, le vedremo. Vedremo se riusciremo a trovare un meccanismo, lo avevamo detto anche in Commissione, all'interno dei successivi calendari e valuteremo se questa sarà una soluzione sostenibile nel futuro, valutando se necessario, e se impossibilitati a risolvere il problema, anche eventuali deroghe, o comunque eventuali emendamenti nell'anno successivo. Quindi, il lavoro che è stato fatto, comunque è un lavoro che ha riconosciuto le peculiarità del territorio piacentino, e noi di questo siamo soddisfatti. Siamo disponibili a ragionare insieme, anche con i colleghi della minoranza del territorio di Piacenza e con l'assessorato, per trovare una soluzione più strutturale che comunque, nel momento in cui la legge arriverà a regime, potrà essere meglio definita.

 

PRESIDENTE (Rainieri): Grazie, consigliere Molinari.

Consigliere Rancan, prego.

 

RANCAN: Grazie, presidente.

Giustamente, colgo favorevolmente l'invito da parte del collega di maggioranza in Regione, ma di minoranza a Piacenza, a discutere successivamente di questa cosa.

Questa è una misura totalmente condivisibile, della quale si era parlato già in fase di approvazione di legge per quanto riguardava la questione tartufi piacentini.

Serviva, in questo momento, sentire le esigenze sul territorio, le eventuali e comprovate esperienze e testimonianze, sia dell'Università Cattolica, sia delle varie associazioni tartufaie presenti sul territorio piacentino.

Per quanto riguarda questa manovra, sentire un "vedremo, parleremo, cercheremo", sinceramente non soddisfa. Non soddisfa perché serviva una risposta concreta. Questa occasione poteva essere veramente un punto di svolta per tutto quello che è il territorio piacentino, sul quale tutti ci eravamo presi degli impegni. Ripeto: quando ci fu la discussione della legge sui tartufi, ci prenderemo tutti insieme un impegno di gestire e cercare di portare avanti insieme questa questione davanti a tutto il nostro territorio. Forse, in questa fase, serviva più coraggio, perché questa è una necessità che il nostro territorio ha da tempo e continuerà ad avere. Quindi, serve una stabilità, e serve sicuramente che questa manovra e che questo piccolo ma importantissimo punto venga approvato oggi. Mi spiace, quindi, se non sarà così, però comunque noi continueremo a combattere perché l'esigenza e la necessità che venga portato avanti questo punto è fondamentale per tutto il territorio piacentino.

 

PRESIDENTE (Rainieri): Grazie, consigliere Rancan.

Consigliere Foti, in discussione generale. Prego.

 

FOTI: Solo trenta secondi per fare notare una cosa al collega Molinari. Già la delibera della Giunta è limitativa rispetto a quello che era il calendario provinciale emanato allora dall'Amministrazione provinciale di Piacenza. Come lui sa, la delibera regionale parla di territorio collinare, mentre il calendario della Provincia di Piacenza non faceva questa distinzione e questa limitazione, parlando del territorio della Provincia di Piacenza. Quindi, non andava a circoscriverlo dal territorio collinare in su.

Io ritengo, lo dico molto chiaramente, che la Consulta che doveva essere costituita non è mai stata costituita, se ne dà atto nella legge. Noi abbiamo approvato una legge che era la fotocopia dei calendari delle Amministrazioni provinciali al di fuori di quella di Piacenza. Se anche dovessimo approvare questo emendamento, lo dico per il collega Molinari, nulla ha impedito che in caso contrario si applichi all'inverso l'articolo 13, comma 3, cioè riapplicare una limitazione, così come ha senso, perché in genere si dà il massimo dell'estensione e poi si applica la limitazione, non si dà un limite e poi si deroga al limite: questo in generale, anche secondo un procedimento logico- deduttivo.

In ogni caso, anche se venisse respinto questo emendamento, io sarei grato comunque se per il prossimo anno si arrivasse ad una definizione della questione. Una definizione legislativa, infatti, porta ad avere certezza di diritto; quanto alla "questua" sistematica alla Giunta di dover assumere un atto deliberativo, mi sembra quasi di dover andare con il cappello in mano a questuare un provvedimento il quale, tra parentesi, vorrei anche ricordarlo, vede la Giunta né più né meno affidarsi ai tecnici, perché non penso che nella Giunta ci sia qualcuno che si mette a discutere del tuber aestivum.

Quindi, avendo contezza di tutto ciò, mi auguro che questa decisione che, torno a ripetere, ha un profilo legislativo, perché questa è stata la strada che si è voluta seguire allora, cioè non di demandare di volta in volta e di anno in anno alla Giunta una delibera, ma di fissare dei termini eventualmente prevedendo le deroghe a quei termini.

Se scientificamente ci conviene e l'Università Cattolica ha sostenuto delle tesi esatte, sennò si vada a contrario, sostenendo tesi diverse, con equipollente valore scientifico, se si ritiene che l'Università Cattolica avesse ragione, allora non si vede per quale motivo non si debba, ovviamente, recepire in norma legislativa questo calendario, ma lo si debba comunque lasciare ad una serie di passaggi, collega Molinari, che costano alla Regione. Lo dico nel momento in cui vi preoccupate dei costi della politica, perché costano anche gli aggravamenti dei procedimenti legislativi e dei provvedimenti amministrativi.

 

PRESIDENTE (Rainieri): Grazie, consigliere Foti.

Consigliere Molinari, prego.

 

MOLINARI: Replico al consigliere Rancan per quanto riguarda la frase "si attendeva una risposta concreta", la risposta concreta è arrivata. Quindi, confermo di essere minoranza a Piacenza, però dal punto di vista dell'interesse e dell'attività di raccolta tartufi, la prima risposta concreta è arrivata. Non sono un tecnico, il consigliere Foti sottovaluta le conoscenze della Giunta per quanto riguarda la materia, ma sono sicuro che ci saranno anche delle esperienze, all'interno della Giunta, e delle competenze sull'argomento tartufo.

Da quello che ho appreso, la differenza tra pianura e collina è che in pianura è accertata una presenza di tartufo bianco che produce nel periodo di potenziale raccolta dello scorzone, quindi del tartufo estivo, con possibile danneggiamento dell'habitat. Colgo però l'invito del collega Foti per quanto riguarda la trasformazione e la messa a sistema di questo passaggio, che non diventi, su quello sono assolutamente d'accordo, una questua annuale, legata alla pressione del consigliere di destra, sinistra o di centro del territorio.

 


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26/07/2017

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Tommaso Foti TommasoFoti
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