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Regione

Avvio del negoziato con il Governo circa il conseguimento di ulteriori forme di autonomia da parte della Regione Emilia-Romagna

Numero: 157
Soggetto: Assemblea

OGGETTO 5557

Comunicazione della Giunta, ai sensi dell'art. 76 del Regolamento interno dell'Assemblea, sull'avvio del negoziato con il Governo circa il conseguimento di ulteriori forme di autonomia da parte della Regione Emilia-Romagna, ai sensi dell'art. 116, comma III della Costituzione

(Discussione e conclusioni)

(Risoluzioni oggetti 5589 e 5590 - Presentazione e discussione)

 

PRESIDENTE (Saliera): Procediamo con l'ordine del giorno.

Oggetto 5557: Comunicazione della Giunta, ai sensi dell'art. 76 del Regolamento interno dell'Assemblea, sull'avvio del negoziato con il Governo circa il conseguimento di ulteriori forme di autonomia da parte della Regione Emilia-Romagna, ai sensi dell'art. 116, comma III della Costituzione.

Cedo la parola al presidente della Giunta Bonaccini. Prego.

 

BONACCINIpresidente della Giunta: Grazie, presidente.

Come ci siamo impegnati a fare e come è stato richiesto, rendiamo conto, come faremo progressivamente nel corso delle trattative delle prossime settimane, dell'aggiornamento su questo rilevantissimo inedito percorso istituzionale che per la prima volta in questo Paese si sta attivando.

Ricorderete che, ai primi di ottobre, votammo la risoluzione che dava mandato al presidente della Regione Emilia-Romagna di chiedere al Governo di aprire la trattativa, come prevede il comma 3 dell'articolo 116 della Costituzione, per chiedere la cosiddetta autonomia differenziata. Circa due settimane dopo, chi vi parla ha firmato, a nome della Regione Emilia-Romagna, l'impegno con il presidente del Consiglio, Gentiloni, ad avviare formalmente la trattativa nell'interesse reciproco delle parti. Nel frattempo, si sono tenuti i referendum delle Regioni Lombardia e Veneto; dopodiché, le due Regioni hanno preso due strade, almeno nei tempi, differenti e formalmente, credo, anche nelle richieste, se, come ho letto questa mattina, la Regione Veneto tornerà a chiedere i nove decimi di risorse trattenute.

Di fatto, i giorni successivi al referendum eravamo già pronti ad avviare formalmente la trattativa con i rappresentanti del Governo e dei vari Ministeri. Come sapete, ci è stato chiesto dal presidente Maroni, dalla Regione Lombardia dunque, di attendere il percorso istituzionale che portava a una risoluzione della stessa e che dava mandato al presidente, impegnandolo rispetto al percorso da avviare congiuntamente. Abbiamo sempre ribadito che non c'era nessuna differenza politica che potesse impedire di fare la cosa che la Costituzione prevede, indipendentemente dai legittimi percorsi, noi senza consultazione referendaria, le altre Regioni con consultazione referendaria, che attenessero a un percorso, però mi si dia atto che doveva essere coincidente con quello che abbiamo fatto noi in quest'Aula.

Abbiamo atteso, peraltro pochissime settimane, che avvenisse la risoluzione della Regione Lombardia in primis. Abbiamo già avuto, come sapete, giovedì scorso, formalmente il primo incontro di fatto tra le due Regioni e il Governo italiano, rappresentato in quell'occasione dal sottosegretario agli affari regionali Gianclaudio Bressa. Abbiamo lì definito le materie che le due Regioni portavano a discussione, ovverosia quattro macroaree la Regione Emilia-Romagna, a cui è stata aggiunta, con voto di questa Assemblea, la giustizia di pace, e sei macroaree la Regione Lombardia. Al riguardo, si è preso un impegno a fare un'attenta valutazione. La Regione Lombardia confermava le ventitré competenze, ma vedremo al termine del percorso quante saranno, mentre le nostre sono diventate dodici, dentro le quattro macroaree, più la quinta, giustizia di pace, però pronti eventualmente, in quanto ci stiamo riflettendo, a ritornare in Aula se ritenessimo che, nella discussione e nel confronto con la stessa Regione e il Governo, ci fosse qualche ulteriore competenza che reputiamo sia possibile affinare o richiedere.

Dal punto di vista dell'agenda dei lavori – per entrare nel merito – si è già stabilito che venerdì 17 novembre si terrà il primo incontro formale nella sede della Regione Emilia-Romagna, quindi qui a Bologna, con la delegazione trattante di Governo e Regione Lombardia, incontro che si ripeterà il 21 novembre nella sede della Regione Lombardia, a Milano. Da questo punto di vista sia io che il presidente Maroni abbiamo dato atto al Governo di aver manifestato la sensibilità di accogliere la richiesta di recarsi presso i territori, anche come forma simbolica per riconoscere alle stesse comunità che qui vivono la titolarità di poter discutere anche nel territorio di una questione che attiene alle nostre comunità, cioè alle nostre due regioni. Il 30 novembre – questo appuntamento, però, deve essere ancora confermato, in ogni caso ne daremo notizia pubblicamente – si dovrebbe tenere la terza seduta, ma questa volta specificatamente a Roma, presso il Governo o una sede ministeriale.

Abbiamo condiviso – ci è stato chiesto dal Governo, ma l'abbiamo condiviso noi per primi – che fosse utile non partire affrontando tutte le questioni nella prima discussione. È stato chiesto alle Regioni Emilia-Romagna e Lombardia di dividersi cinque materie/competenze (chiamiamole così) a testa, e dopo vi leggerò quelle che noi tratteremo già nella seduta di venerdì e che dovranno essere il primo oggetto della discussione, alla quale, però, partecipano, al di là della scelta di una o dell'altra, entrambe le delegazioni trattanti.

Per le delegazioni trattanti si tratta di mettere in campo delle forze. Ogni Regione, ogni Esecutivo decide quali assessori mettere, immagino quelli di riferimento per le materie che si discutono, con i dirigenti che ritengono debbano esserci. In più, con il presidente Maroni, sottoponendo tutto all'attenzione del Governo, abbiamo condiviso che i rappresentanti istituzionali a capo delle Istituzioni che rappresentano saranno il presidente dell'ANCI regionale, il presidente dell'UPI regionale, la presidente dell'Assemblea legislativa della Lombardia e dell'Emilia-Romagna. Se non possono i primi di queste associazioni o Istituzioni, manderanno ovviamente delegati o delegate.

Noi entriamo nel merito della trattativa, e lo facciamo speditamente.

Abbiamo chiesto espressamente che fosse possibile che già entro questo mese, cioè pochi giorni dopo la riunione di giovedì scorso a Roma, che formalmente dava il via alla trattativa, di tenere già le prime riunioni e devo dire con soddisfazione che addirittura ne abbiamo calendarizzate due, probabilmente tre, nel giro di due settimane, perché davvero, vista la cogenza, ma anche la non banalità di una discussione impegnativa, primo perché mai nessuno l'ha affrontata e non esiste esperienza precedente, secondo perché stiamo affrontando un tema che riguarda materie complesse e soprattutto l'inedita discussione su come competenze oggi appartenenti alla gestione direttamente dello Stato vengano trasferite eventualmente alle Regioni sulle quali poi c'è da fare tutta la discussione sulle risorse relative che servono per poterle gestire.

Dal punto di vista istituzionale, per quanto ci riguarda, è stato chiarito che non vi poteva essere nessuna richiesta di Regione a Statuto speciale. Su questo do atto che anche il Veneto ha fatto marcia indietro o comunque non l'ha posta sul tavolo della discussione. Avevamo detto che non ci sarebbe dovuto essere alcun riferimento al tema della secessione fiscale, ma, ripeto, su questo noi ci siamo mossi con la Lombardia su un versante istituzionale che fa fede a quello che prevede l'articolo 116 e poi l'articolo 117 per le varie competenze e materie.

Venerdì partiremo affrontando, per le cinque materie/competenze che ci hanno chiesto, per la macro area di impresa, ricerca e sviluppo, due competenze: ricerca e sviluppo e commercio estero. Sapete che dentro al commercio estero c'è tutto il tema, per noi strategico, sia dell'internazionalizzazione delle imprese, che dell'attrattività delle stesse. Lo facciamo anche perché io, Palma Costi e Simona Caselli saremo da domenica in missione con imprese, fiere, aeroporto di Bologna e destinazioni turistiche in Cina per la Settimana della Cucina emiliano-romagnola nel mondo.

Lo scorso anno andammo negli Stati Uniti e quest'anno abbiamo scelto la Cina come versante strategico e quindi avevamo anche necessità che Palma Costi fosse con noi a relazionare rispetto alle deleghe. Per cui, delle quattro macro aree due competenze rientrano lì. Vi è quella su tutto il tema della salute, con l'assessore Venturi, il tema della tutela dell'ambiente nella parte ambiente e infrastrutture con l'assessore Gazzolo e poi lavoro e formazione professionale con la presenza dell'assessore Patrizio Bianchi.

La Lombardia ha elencato le competenze che si discuteranno, le cinque materie, martedì successivo a Milano. Tutte le altre che non compaiono, perché non sono esaustive, nelle dieci che abbiamo indicato suddividendole ci sarà modo di discuterle immagino già dalla volta successiva a Roma e comunque nelle trattative che partiranno tra singoli Ministeri e assessorati.

C'è la disponibilità, ovviamente, dell'Amministrazione regionale, che per ogni singola materia che discuteremo ci può essere la richiesta e la predisposizione a riferire nelle stesse Commissioni consiliari dell'Assemblea legislativa rispetto all'iter che si sta percorrendo e a quello che si sta svolgendo, posto il fatto che ritorneremo in Aula il 28-29 – non ricordo la data di convocazione – per ridefinire e ridare anche mandato e a voi la testimonianza di quello che è accaduto nelle due sedute, specificatamente di Bologna venerdì prossimo e di Milano il martedì successivo.

Per concludere, a me pare che stiamo facendo una cosa fatta in maniera seria. Non so se sarà fatta bene, dovremo dimostrare di avere noi qualità e competenza rispetto a un tema così strategico come noi lo riteniamo, per l'impegno che ci siamo presi. Ho sempre detto e ricordo che lo diceste più o meno tutti voi intervenendo in Aula, che vedevate complicato che un Parlamento a fine legislatura o un Governo a fine legislatura potesse, ma in questo caso è impegnativo per il Parlamento, perché sapete che, in ultima istanza, è una legge approvata a maggioranza assoluta dai due rami del Parlamento, dai componenti effettivi di Camera e Senato e quindi avrebbe bisogno prima di essere discussa persino nelle varie Commissioni nel Parlamento stesso. È complicato immaginare un iter qualora persino le Regioni trovassero con il Governo, ed è tutto da dimostrare, l'accordo per portare in Parlamento quella legge.

Da questo punto di vista, vedendone tutti la difficoltà, noi riteniamo, pur non mettendo limiti alla provvidenza, che sarebbe già un risultato a nostro parere straordinario se si riuscisse, nel giro di poche settimane o pochissimi mesi, a chiudere l'accordo dell'iter con il Governo per un accordo che io credo se fosse sottoscritto da Regione Emilia-Romagna e Governo, mi auguro per loro Regione Lombardia o Regione Veneto, tutte quelle che sono in oggetto dichiaranti volerci provare, penso che il futuro Parlamento e il futuro Governo, indipendentemente dalle maggioranze o minoranze politiche che lo comporranno e la composizione politica dei singoli partiti o movimenti o gruppi parlamentari farebbe molta fatica a impedire che quello avvenisse, anche perché mi auguro che alla fine di questo percorso, pur noi dividendoci e voi dividendovi o al metodo o al merito, ricordo che tutti insieme si era detto "È una sfida da approvare".

Chi votò contro ricordo che lo fece magari perché non condivideva il fatto che non abbiamo convocato il referendum, ma dicendo in questo modo voleva, implicitamente, da come l'ho capita io, indicare che era d'accordo che in un'eventuale espressione dei cittadini, come immaginavamo ci fosse, come c'è stata più preponderante in Veneto, un pochino meno in Lombardia, ma certamente con la maggioranza non assoluta, più o meno unanime di tutti coloro che si sono recati a votare per il sì, quindi un percorso che desse conto del fatto di poter accedere a un percorso costituzionale che prevedesse il ritorno di autonomia differenziata.

Dall'altra parte, anche rispetto al merito, mi pare che abbiamo testimoniato – voglio ringraziare da questo punto di vista anche la Regione Lombardia per come ci siamo capiti e abbiamo provato a trovare un punto di coincidenza istituzionale – il fatto che non vi era davvero alcuna differenziazione politica rispetto all'obiettivo che, comunque, è comune, indipendentemente dal fatto che noi abbiamo chiesto una serie di materia di competenza, per come la risoluzione è stata approvata, a cui anche ne aggiungessimo altre ce ne sono alcune per le quali noi non chiederemo proprio quel tipo di competenza e di materia.

Questo, però, attiene alla discussione rispetto a come si intende nei prossimi anni, se l'autonomia differenziata verrà riconosciuta, gestire una parte di materie che oggi sono in capo allo Stato.

Ci diamo appuntamento qui per la prossima Assemblea legislativa e nelle Commissioni se verrà richiesto per le materie di competenza. Io credo che stiamo davvero marciando a passi più spediti di quelli che io immaginavo quando venni in Aula a discutere con voi rispetto alla risoluzione che poi è stata approvata. Grazie.

 

PRESIDENTE (Saliera): Grazie, presidente Bonaccini.

Apriamo la discussione generale. Dieci minuti per ciascun consigliere.

Vi informo che è stata appena depositata una risoluzione a firma dei consiglieri Bertani e Sensoli.

La parola al consigliere Fabbri. Si prepari il consigliere Bertani.

 

FABBRI: Grazie, presidente.

Alcune osservazioni alla relazione che ha fatto il nostro presidente Bonaccini. Ovviamente siamo contenti del fatto che sia stata mantenuta la promessa di riferire in Aula le varie trattative che sono evidentemente partite e ci fa piacere che ci tenga aggiornati sulla cronologia degli eventi in cui, appunto, sia Regione Emilia-Romagna che Lombardia stanno lavorando.

Per noi, però, rimane inalterato un principio fondamentale, che è quello con cui avevamo portato avanti una risoluzione proprio qualche settimana fa, qualche mese fa, quando abbiamo iniziato a trattare effettivamente il tema dell'autonomia dove la Lega Nord Emilia e Romagna chiedeva a gran voce di portare avanti una trattativa sulle ventitré competenze che sono previste come deleghe alle Regioni, degli articoli 116, 117 e 118 della Costituzione, con le relative e opportune risorse, puntando all'ottenimento dei nove decimi dell'IRPEF e dell'IRES così come ha fatto anche la Regione Veneto.

Alcuni distinguo, a mio avviso, vanno fatti. Se è vero che la Regione Emilia-Romagna e la Regione Lombardia stanno portando avanti questa trattativa insieme, è anche vero, come diceva e sottolineava lei, che queste due Regioni stanno chiedendo comunque materie diverse, almeno per quello che riguarda il numero.

La Regione Lombardia continua a chiedere le ventitré deleghe. In merito all'Emilia oggi impariamo che siamo arrivati alle dodici competenze quando qualche mese fa eravamo partiti da quattro o cinque competenze, che poi sono andate crescendo, come diceva lei, in questi mesi e questa cosa, ovviamente, ci fa piacere.

Ci dispiace un po' che, così come hanno fatto Veneto e Lombardia, che hanno trattato in questi mesi con un Governo in fase di scadenza, con un referendum che hanno alle spalle molto importante, anche la Lombardia ha ottenuto un risultato, a nostro avviso, storico, dove non c'era un quorum, ma comunque il 40 per cento della popolazione lombarda ha votato sì al referendum della Lombardia.

Il Veneto per il 60 per cento dei votanti ha ottenuto un risultato del 98 per cento di sì. Credo che ci stiamo un po' adagiando su uno strumento importante, che dà in mano al popolo la possibilità di esprimersi su una trattativa importante che viene fatta con il Governo centrale italiano, cosa che invece noi non abbiamo in mano. Oggi è più facile trattare, grazie anche al referendum lombardo, con il Governo centrale. Non vedo ancora chiarezza, e magari l'avremo nei prossimi mesi attraverso, spero, i vari incontri che si avranno nelle Commissioni, sul tema delle risorse che devono accompagnare questo processo di autonomia sulla Regione Emilia-Romagna. Finché non avremo chiaro effettivamente cosa questa Giunta vuole chiedere da questo punto di vista diventa difficile per noi esprimerci in un voto anche attraverso quest'Assemblea legislativa proprio perché finché non capiremo se effettivamente accanto a queste deleghe che vengono chieste ci si accompagna anche attraverso un discorso di federalismo anche dal punto di vista fiscale così come sta facendo anche il Veneto, non riusciamo a dare un giudizio effettivamente centrato su un tema così importante come quello dell'autonomia.

Ognuno ha la sua strategia da questo punto di vista. Spero che tante delle belle parole che ha speso lei oggi – sono, da questo punto di vista, fiducioso – ottengano effettivamente un risultato importante anche dal punto di vista delle risorse. Però, ad oggi, non abbiamo ancora capito effettivamente cosa chiede l'Emilia-Romagna. Credo che le cose da fare saranno ancora molte.

Chiediamo come Gruppo consiliare un coinvolgimento maggiore su questi temi, un po' lei l'ha già preannunciato, attraverso le Commissioni, attraverso anche questa stessa sede, per riuscire a esprimere al meglio e cercare di portare a casa tutti insieme un risultato importante che sia effettivamente degno di una Regione che produce buona parte del PIL italiano, che produce un residuo fiscale che (dati 2015) è di circa 15 miliardi di euro di risorse che questa Regione produce, ma poi vengono disperse nei meandri della politica romana. Confidiamo nel fatto che quello che si sta concretizzando venga anche portato avanti effettivamente con una collaborazione di tutte le forze consiliari. Purtroppo, e sottolineo "purtroppo", non si è voluto fare un referendum su questo tema a meno che i consiglieri eletti che fanno parte di questa Assise e quindi sono stati eletti dal popolo abbiano la possibilità di confrontarsi anche per migliorare effettivamente le richieste da fare al Governo centrale. Se il Partito Democratico e il presidente Bonaccini si fosse fermato soltanto in una fase tra l'altro pre-referendaria, per quello che riguarda il referendum di Veneto Lombardia, alle quattro o cinque competenze che si volevano chiedere allora. Invece, se si fossero ascoltate un po' di più anche le osservazioni che venivano mosse da questi banchi da parte del Gruppo politico che rappresento, della Lega Nord, probabilmente saremmo anche più avanti da questo punto di vista. Evidentemente, tante cose che dicevamo allora oggi vengono confermate, sotto alcuni aspetti, da parte della Giunta regionale.

Faccio una piccola osservazione. Tra le ventitré competenze che questa Regione può chiedere allo Stato centrale non ho capito bene cosa voglia fare la Regione Emilia-Romagna sul tema dei porti e degli aeroporti civili. In questa Regione, visto il punto nevralgico che ricopre, delle comunicazioni a livello nazionale, non ho visto grandi osservazioni su questo tema da parte della Giunta regionale e non ho capito se rientra tra le dodici deleghe che in questo momento si vanno a chiedere al Governo centrale.

Se non rientrano in quelle dodici deleghe, chiedo al presidente Bonaccini di fare un ragionamento anche su questo tema perché credo che l'Emilia-Romagna, da questo punto di vista, possa essere una Regione virtuosa. È un tema importante che un po' tutti i territori chiedono.

 

PRESIDENTE (Saliera): Grazie, consigliere Fabbri.

La parola al consigliere Bertani. Prego.

 

BERTANI: Grazie, presidente.

Anch'io ringrazio il presidente Bonaccini che è venuto a riferire dello stato di avanzamento della trattativa e anche la presidente Saliera che ci ha inviato ieri sera o questa mattina la risoluzione della Regione Lombardia, che noi, peraltro, comunque, avevamo già acquisito, perché ci sembrava utile sapere come si stavano muovendo gli altri.

L'appunto che facciamo oggi, e che abbiamo sempre fatto, è quello del mancato coinvolgimento dell'Assemblea. La Giunta partì con quel documento che noi ritenevamo fumoso durante l'estate e che si basava su quattro punti. Quei famosi quattro punti adesso sono diventati dodici, perché quando si passa dai titoli o dagli annunci alla realtà e ai paragrafi bisogna poi arrivare a fare un bagno di realtà per capire che gli annunci, a volte, non bastano e che il lavoro va fatto in maniera più puntuale. Su questo noi chiediamo due cose: il coinvolgimento dell'Assemblea e delle Commissioni. In parte mi sembra che il presidente abbia detto che verrà in Commissione a relazionare sui singoli punti, in parte, e questo lo chiediamo nella nostra risoluzione, qualcosa l'ha detta il presidente Bonaccini, ma io vorrei capire bene anche cosa succede.

La Regione Lombardia dice: "Noi facciamo partecipare al tavolo del Governo una delegazione dell'Assemblea e degli enti locali". Adesso il presidente ci ha detto che ci sarà solo il presidente dell'Assemblea. Leggendo l'atto della Lombardia si legge "una delegazione" non "il presidente". Un cambio di passo, minimo, lo vedo, perché coinvolgere l'Assemblea per me, per noi, è fondamentale.

L'altro aspetto che noi chiediamo, e su questo chiedo anche un po' più di chiarezza rispetto a quello che il presidente ha detto, riguarda i punti su cui si va a discutere. Lei ha detto cinque noi e cinque la Lombardia, come inizio, come tavolo di lavoro.

Un aspetto importante che io vedo nelle proposte della Regione Lombardia è che su alcuni aspetti andiamo avanti assieme, nel senso che ci sono alcuni aspetti come il lavoro, come la sanità, il commercio estero e la ricerca, sui quali diciamo cose abbastanza simili. Ci sono alcune cose che dice la Regione Lombardia che noi non diciamo e che, però, potrebbero essere interessanti per noi. Vorrei capire se nel prosieguo del lavoro su quei punti noi possiamo agire, perché, ad esempio, quando si parla, nell'area finanziaria, del fatto che la Regione potrebbe fare quello che fanno già i Comuni per il recupero dell'evasione e quindi fare accordi con l'Agenzia delle entrate questo succede già a livello comunale.


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14/11/2017

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Rassegna Stampa

Tommaso Foti TommasoFoti
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