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Regione

Delibera: attuazione delle disposizioni in materia di manutenzione e ispezione degli impianti termici degli edifici e per la preparazione dell'acqua calda

Numero: 118
Soggetto: Assemblea

OGGETTO 3606

Delibera: «Parere di conformità, ai sensi dell'art. 28, comma 4, lettera n) dello Statuto sullo: "Schema di regolamento di attuazione delle disposizioni in materia di esercizio, conduzione, controllo, manutenzione e ispezione degli impianti termici per la climatizzazione invernale ed estiva degli edifici e per la preparazione dell'acqua calda per usi igienici sanitari, a norma dell'articolo 25-quater della legge regionale 23 dicembre 2004, n. 26 e s.m.".» (107)

(Discussione)

 

PRESIDENTE (Soncini): Passiamo, ora, all'oggetto 3606: Parere di conformità, ai sensi dell'articolo 28, comma 4, lettera n), dello Statuto sullo "Schema di regolamento di attuazione delle disposizioni in materia di esercizio, conduzione, controllo, manutenzione e ispezione degli impianti termici per la climatizzazione invernale ed estiva degli edifici e per la preparazione dell'acqua calda per usi igienici sanitari, a norma dell'articolo 25-quater della legge regionale 23 dicembre 2004, n. 26".

La Commissione "Territorio, Ambiente, Mobilità" ha espresso parere favorevole nella seduta del 12 gennaio 2017 con la seguente votazione: 29 voti a favore, 4 contrari e 2 astenuti.

Apro la discussione generale sul provvedimento. Sono dieci minuti per ciascun consigliere.

La parola al consigliere Foti, prego.

 

FOTI: È Lo schema di regolamento.

 

PRESIDENTE (Soncini): Mi scusi, consigliere. Non vorrei interromperla, ma devo aggiungere che su questo documento non si possono presentare emendamenti. Però l'emendamento del consigliere Foti è stato distribuito per fini di conoscenza.

Prego, consigliere Foti. Mi scusi l'interruzione.

 

FOTI: Presidente, la ringrazio per aver precisato che è stato distribuito un emendamento, peraltro con una nota che sembra quasi proposta e apposta dal proponente dell'emendamento, ma così non è. Questa è una valutazione, ovviamente, degli uffici, i quali ritengono che non sia emendabile il regolamento per il semplice discorso che qui noi dobbiamo esprimere un parere di regolarità rispetto alla lettera dell'articolo 28, comma 4, del nostro Statuto che prevede – per dire la verità, e nessuno, ovviamente, se ne vuole discostare – che questa Assemblea, segnatamente alla lettera n) del predetto articolo del già citato comma, debba esprimere il parere sulla conformità dei regolamenti derivanti da legge regionale o dell'ordinamento comunitario allo Statuto e alla legge. È evidente che, nel momento in cui esprime un parere, non può non esprimerlo anche nel senso di rilevare, quindi chiedere che l'Assemblea voti per le modifiche che potrebbero consentire al parere di essere secondo legge.

Lo dico perché, diversamente, non si capirebbe il senso dell'espressione del parere. Occorrerebbe dover votare quantomeno su un atto che dica che vi è la conformità del testo qui prospettato a quelle che sono le norme di legge.

Già in Commissione mi sono permesso di sollevare due questioni. Tali questioni non sono di lana caprina, ma hanno un riverbero sui cittadini in termini di costi che, forse, questa Assemblea farebbe meglio a valutare attentamente. Mi riferisco specificatamente all'articolo 18, comma 2, di cui pagina 26 del presente regolamento, che stabilisce – testualmente – che il rapporto di controllo di efficienza energetica è di norma sostituito dall'ispezione. Il programma dell'ispezione tiene comunque conto della necessità di effettuare ispezioni anche su tali impianti, al fine di garantire adeguate modalità di controllo dei relativi rapporti di controllo di efficienza energetica, ai sensi del comma 1 dell'articolo 71 del DPR n. 445/2000.

Noi, in questo regolamento, per volontà della Giunta, che non mi pare abbia il potere di modificare le leggi dello Stato, andiamo a modificare l'articolo 9, comma 4, del DPR n. 74/2013, che, invece, prevede che l'accertamento del rapporto di controllo di efficienze energetiche, inviato dal manutentore o terzo responsabile, è ritenuto sostitutivo dell'ispezione. Il legislatore nazionale inserisce un automatismo; il legislatore regionale qui propone un Regolamento che, attraverso la forzatura della locuzione "di norma", fa rilevare che può anche non essere un automatismo, il che, a mio avviso, rappresenta un eccesso di potere da parte della Giunta proponente per chiara violazione di legge. Lo dico perché allo stesso modo forse sarebbe meglio chiarire quali sono i confini di questa norma, che è una norma che interessa 975.000 edifici per un totale di 2.353.000 abitazioni.

Introdurre, contra legem, un principio di discrezionalità laddove il legislatore nazionale si è rifatto esclusivamente ad un automatismo è un capolavoro che lascio solo a questa Regione e soltanto a questa Regione.

Rilevo, inoltre, che si può strutturare una rete di ispezione, ampliata agli impianti compresi tra 12.000 kilowattora e 100.000 kilowattora, senza affidarsi esclusivamente a chi rilascia il certificato dell'impianto. Questa è un'altra norma che incide sulla stessa platea di edifici e di utenti, che scarica sull'utenza dei costi mastodontici. Aggiungo che a pagina 23 dell'articolo 5, comma 1, viene introdotta la previsione di controlli di efficienza energetica degli impianti termici sugli impianti centralizzati di produzione ACS, cioè gli impianti di riscaldamento e raffreddamento con unica pompa, di qualunque potenza. Anche questa norma non è prevista nell'articolo 8, comma 1, del DPR 74/2013.

Se qualcuno mi spiega, visto che dobbiamo esprimere un parere di regolarità, chi ha effettuato il controllo di regolarità in relazione alla lettera della norma generale, rispetto al Regolamento che è sottoposto alla nostra attenzione, Regolamento che non può certo né eludere, ma neanche innovare la norma da cui il potere di regolamentazione discende, essendo, come è noto, nelle fonti del diritto, il Regolamento una delle fonti derivate da altre normative di grado gerarchicamente superiore. Io ho posto questi problemi in Commissione e mi è stata data una risposta scritta dagli uffici alla quale ho fatto avere una successiva controdeduzione, ma è ovvio che in una vicenda come questa, dove non c'è il parere di regolarità tecnica, come è ovvio che sia nel momento in cui ci si avvale di un potere legislativo anche solo in sede regolamentare, è ovvio che questa Assemblea, se non può entrare nel merito dell'articolato… Torno a ripetere, non ho trovato una norma che dica che non si può andare all'interno dell'articolato, perché è ovvio che l'emendamento può essere prospettato e, se approvato dall'Assemblea legislativa, il Regolamento torna alla Giunta perché è da quella che promana. Nessuno si sogna di dire che in questa sede si possa modificare automaticamente il Regolamento prospettato dalla Giunta, ma è altrettanto vero che il parere non supportato da alcun emendamento significherebbe soltanto una presa d'atto. Questo, però, non è il caso di specie, perché lo Statuto non dice che l'Assemblea prende atto, dice che l'Assemblea esprime il parere e il parere si può esprimere anche approvando due emendamenti e dicendo semplicemente che per l'Assemblea nulla osta all'approvazione del Regolamento, se non con le integrazioni di cui alle lettere 1 e 2 dei presenti emendamenti.

Torno a ripetere: ubi maior minor cessat. Quindi, è ovvio che ci chiniamo ai voleri altrui, però che mi si dica che l'Assemblea legislativa esprime un parere sulla base di niente questo non posso crederlo.

Ritengo, pertanto, che non ci siano le condizioni di cui alla norma statutaria perché il Regolamento, così come viene prospettato all'Assemblea legislativa, è un Regolamento che è in violazione di legge.

Dopodiché, essendo noto che in democrazia vale più l'alzata di mano che l'argomentazione di diritto, non metto in dubbio che i braccianti avranno la prevalenza su coloro i quali, oltre alle braccia, usano anche altri organi.

 

PRESIDENTE (Soncini): Grazie, consigliere Foti.

Siamo in discussione generale.

Ha chiesto di intervenire la consigliera Montalti. Prego.

 

MONTALTI: Devo dire la verità, ritengo un pochettino offensivo l'ultimo passaggio dell'intervento del consigliere Foti. Dico questo perché credo che in quest'Aula il rispetto reciproco vada sempre mantenuto, anche quando ci troviamo di fronte ad opinioni diverse.

Comunque, entrando nel merito dell'argomento, penso che vada evidenziato come questo Regolamento sia un passaggio importante perché dà una risposta puntuale ad alcuni dei temi che sono al centro anche della discussione di questi giorni.

Parto dal tema dell'inquinamento atmosferico, perché quando ci poniamo di fronte alla questione che riguarda il corretto funzionamento dell'impiantistica, sia nelle abitazioni dei privati, sia dal punto di vista dell'impiantistica delle imprese, è importante rilevare come sia necessario, a fianco di una corretta informazione e sensibilizzazione dei cittadini, avere un sistema puntuale di controlli.

Stiamo facendo, con questo Regolamento, un importante salto in avanti, perché questo sarà uno strumento fondamentale per avere un catasto regionale che in maniera puntuale dia atto di tutti quelli che sono gli impianti funzionanti, di come funzionano su tutto il territorio regionale, ed è un superamento di quelli che erano i limiti del vecchio sistema Calore Pulito, che era impostato su base provinciale, che quindi non permetteva di tenere monitorata la situazione in maniera completa a livello regionale del sistema impiantistico puntuale e presente anche nelle abitazioni domestiche.

Devo dire, tra l'altro, e questo è un elemento importante, che il Regolamento prevede il bollino Calore Pulito, per le abitazioni, con un costo minore rispetto a quello attuale. Passiamo dagli 8 euro più IVA ai 7 euro; 7 euro che saranno pagati ogni due anni dai cittadini. Mi pare che anche questo sia un segnale importante e da rilevare.

Penso che se la nostra Regione, applicando un principio di cautela, va ad attivare interventi e controlli più puntuali lo fa proprio perché questo sistema si inserisce in un sistema di qualità ambientale e qualità dell'aria che va tutelato e monitorato.

È ovvio che non solo i controlli sono importanti, ma è fondamentale anche tutta l'attività di comunicazione e sensibilizzazione dei cittadini, anche perché un impianto malfunzionante non è un problema solo collettivo ma è un problema molto puntuale, anche per le famiglie e le attività. Un impianto che funziona male può dare adito a pericoli importanti per la salute e a volte anche per la vita delle persone.

Questo Regolamento che riguarda quindi un tema molto puntuale, che potremmo sintetizzare nel controllo caldaie, in realtà ha rilevanza per la salute, per l'ambiente, per l'efficienza energetica e per la qualità di vita del cittadino.

Detto questo, credo che vada evidenziato come fino ad ora prima le Province e poi i Comuni abbiano avuto un ruolo importante per il funzionamento del servizio Calore Pulito, perché erano in prima linea sia nelle attività, appunto, di controllo, sia nelle attività di comunicazione e informazione. Auspichiamo quindi che in questa modifica del sistema che porta ad un livello complessivo il coordinamento del servizio, questo passaggio regionale mantenga ben saldo il collegamento con i territori, permettendo agli enti locali di continuare a fare quelle attività di sensibilizzazione e informazione che sono fondamentali, perché l'obiettivo del risparmio energetico e del corretto utilizzo dell'energia e del calore sono obiettivi che si portano avanti solo sensibilizzando tutti i cittadini e tutte le imprese del territorio.

In questo sappiamo che i Comuni, gli sportelli energia dei territori sono fondamentali per poter davvero raggiungere tutti i nostri cittadini.

 

PRESIDENTE (Soncini): Grazie, consigliera Montalti.

Consigliere Pettazzoni, prego.

 

PETTAZZONI: Grazie, presidente.

Faccio mie le considerazioni del consigliere Foti, anzi, credo sia opportuno avere qualche delucidazione rispetto alle criticità espresse dal consigliere dal punto di vista legislativo. Lo stesso collega parlava di un aggravio di costi che è evidente che si riverbereranno nei confronti dell'utenza.

Io non dimenticherei anche un discorso di burocrazia, una burocrazia che rischia di diventare enorme, e che soprattutto finisce a carico degli operatori e dei professionisti del settore. Occorre istituire un Catasto regionale degli impianti termici, occorre fare controlli sempre più importanti. È chiaro che il personale che si troverà a dover lì operare dovrà opportunamente formarsi per essere appunto in grado di espletare tutta questa parte burocratica che si va ad introdurre.

Io ho una nota, se volete, di folklore, anche rispetto a quello che diceva prima la collega Montalti, che parlava di riduzione dei consumi e di efficienza energetica. A me piace far notare che nel posto dove siamo penso che ci troviamo esattamente nei fabbricati in cui l'efficienza energetica è rispettata nella minor maniera possibile. Essere anche un'Assemblea che legifera e norma un discorso di efficientamento energetico, quando questi stessi catafalchi di palazzi sono assolutamente fuori da ogni grazia di moderna… Scusi, presidente, col brusio faccio fatica a parlare.

 

(brusio in Aula)

 

PRESIDENTE (Soncini): Consiglieri, vi chiedo di fare silenzio, grazie.

 

PETTAZZONI: Dicevo che predichiamo bene e razzoliamo male, dal momento che questa struttura vedo che è realizzata in cemento armato, quindi un materiale che per la resa termica è assolutamente il meno indicato. Abbiamo nelle nostre stanze dei convettori che penso molti di noi tengano accesi costantemente, che disperdono una quantità di calore e consumano una quantità di energia importantissima. Non vedo presenza di termostati che possano accendere o spegnere gli impianti ad esempio la notte o al momento in cui viene raggiunta una determinata temperatura. Abbiamo dei termosifoni nei garage: vi invito a darci un'occhiata. Se entrate nei garage, che sono aperti, stiamo scaldando Bologna con dei termosifoni posti in punti aperti.

Quindi, colleghi, dire, come ho fatto in premessa, che qui si predica bene e si razzola male, mi sembra piuttosto evidente.

 

PRESIDENTE (Soncini): Grazie, consigliere Pettazzoni.

Ci sono altri che vogliono intervenire in dibattito generale?

Prego, consigliere Iotti.

 

IOTTI: Io ho ascoltato gli interventi. È evidente che dubbi sulla capacità di poter eseguire controlli ci possono sempre essere perché parliamo di una materia piuttosto complessa, assolutamente diffusa sul territorio, quindi di utenze puntuali.

Io voglio ricordare che in questo momento nei lavori di questa Assemblea ci sono vari provvedimenti: tra poco il Piano energetico, poi avremo il Piano dell'aria, una serie di strumenti che fanno i conti con la situazione che fortunatamente negli ultimi due giorni è rallentata, ma è una situazione generale di un impatto che ci dice che la qualità dell'aria e di tutto quello che riguarda il microclima nostro regionale ha un particolare impatto.

Ora, io credo che sia l'unica strada quella di cercare di disciplinare al meglio una materia che riguarda le emissioni da parte degli impianti termici. Già in Commissione ne abbiamo discusso. Credo che noi dobbiamo a tutto campo cominciare a pensare le emissioni di tutte le forme di produzione e comunque di combustione, perché è una tematica tuttora aperta, ma avremo occasione di discuterne.

Credo che questa delibera della Giunta in ogni caso cerchi di dare una regolamentazione. È importante, perché sull'efficienza degli impianti significa non solo emissioni ma anche minori consumi. Personalmente, lo dico senza criticità ma come considerazione, noi dovremmo tendere sempre di più verso una direzione di minori consumi, e da questo punto di vista, almeno negli uffici, partendo anche dalle considerazioni del collega che ha precedentemente parlato, dobbiamo cercare di contenere questi consumi. Ci si sta attrezzando per mettere intanto risorse a disposizione, perché la materia energetica, e credo sia ormai opinione di tutti, che è un'idea condivisa di efficienza e di vantaggi, richiede investimenti.

Sulle strutture quindi dobbiamo investire, dobbiamo migliorare l'aspetto di contenimento dell'involucro degli edifici, dobbiamo cercare in tutti i modi anche di ridurre i consumi. Da questo punto di vista, tutto è migliorabile, al di là di come si possa impostare, la considerazione da fare è che noi abbiamo assolutamente bisogno di un sistema che vada in questa direzione.

Ripeto: su questa delibera noi esprimiamo un parere di conformità, appunto. Sono state poste delle eccezioni nel merito delle quali non entro e che rimando a chi di dovere deve accertare. Complessivamente, credo che sia comunque un impianto che ci permette di dire che a livello puntuale noi dobbiamo andare assolutamente ad un Catasto regionale degli impianti termici. Aggiungo che vorrei che la dicitura di impianto termico fosse legata a tutte le forme di combustione: ne abbiamo assolutamente bisogno proprio per cercare di capire esattamente l'impatto complessivo sul territorio, con una considerazione: per quello che riguarda, ripeto, la materia energetica di tutte le utenze individuali e collettive di riscaldamento e di climatizzazione, come recita la normativa di cui stiamo discutendo, c'è assoluta necessità. Senza una puntuale conoscenza non si possono fare controlli, senza i controlli non si può avere un'idea reale di dove stiamo andando.


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07/02/2017

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Tommaso Foti TommasoFoti
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