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Regione

Delibera bis: attuazione delle disposizioni in materia di manutenzione e ispezione degli impianti termici degli edifici e per la preparazione dell'acqua calda


OGGETTO 3650

Delibera: «Approvazione del "Piano d'azione per la sostenibilità ambientale dei consumi pubblici in Emilia-Romagna per il triennio 2016-2018" redatto ai sensi della L.R. 28/2009.» (Proposta della Giunta regionale in data 28 novembre 2016, n. 2013) (108)

(Discussione e approvazione)

(Ordine del giorno oggetto 3650/1 oggetto 4043 - Discussione e reiezione)

 

PRESIDENTE (Saliera): Procediamo con l'atto oggetto 3650: Proposta recante: "Proposta all'Assemblea legislativa di approvazione del 'Piano d'azione per la sostenibilità ambientale dei consumi pubblici per il triennio 2016-2018' redatto ai sensi della L.R. 28/2009" (delibera di Giunta n. 2013 del 28 11 16).

La Commissione "Territorio, Ambiente, Mobilità" ha espresso parere favorevole nella seduta del 19 gennaio 2017, con la seguente votazione: 28 voti a favore, nessun contrario e 10 astenuti, segnalando alcuni errori materiali.

Su tale oggetto è stato presentato l'ordine del giorno 3650/1 (oggetto 4043), a firma dei consiglieri Bertani, Sensoli, Sassi, Piccinini.

È aperta la discussione generale sul provvedimento.

Consigliere Iotti ha la parola.

 

IOTTI: Grazie, presidente.

Come ricorderete, abbiamo in precedenza approvato una legge importante che riguarda l'economia circolare, quell'approccio al tema della produzione, in base a precise direttive dell'Unione europea, in grado di dar vita a un nuovo sistema economico, che guardi quindi alla rigenerazione, al riciclo e al riuso. Questa non deve essere una teoria, anzi abbiamo cercato in tutti i modi di agganciarla, come primo passaggio, al tema dei rifiuti, ma in generale deve diventare una diversa concezione di produzione e consumo, che riguarderà sia le fonti energetiche rinnovabili con il Piano energetico, sia il ciclo chiuso rigenerativo di un nuovo tipo di industria.

Il tema che oggi poniamo in discussione è relativo al cosiddetto green public procurement, cioè i criteri ambientali minimi da applicare relativamente a un tema che fa parte dell'economia circolare e che, quindi, riguarda tutta la Pubblica Amministrazione, dunque acquisti, appalti, forniture, insomma tutto quello che riguarda un settore estremamente rilevante. Questo significa non solo Pubblica Amministrazione, ma indirettamente anche riconoscere un ruolo assegnato alle imprese e al mercato che guarda alla qualificazione di un prodotto.

Non partiamo certo oggi. La legge regionale n. 28/2009 aveva già introdotto dei criteri di sostenibilità ambientale negli acquisti della Pubblica Amministrazione, cui ha fatto seguito una successiva delibera di Giunta del 2012 che poneva l'obiettivo del 30 per cento degli acquisti verdi.

Successivamente sono stati adottati altri importanti atti, tra i quali cito il Collegato ambientale e il nuovo Codice degli appalti, che hanno ribadito questo passaggio e lo hanno fatto in termini molto più importanti perché, se prima si prevedeva l'introduzione di criteri tutto sommato volontari che dovevano raggiungere un obiettivo, oggi per buona parte di questi criteri ambientali si individuano degli obblighi che devono essere applicati e, quindi, introdotti in tutte le procedure che la Pubblica Amministrazione intende portare avanti. Le cito molto brevemente.

Per quanto riguarda la pubblica illuminazione la sostituzione delle lampade attualmente installate con quelle a LED, i prodotti elettronici, i servizi energetici, quindi tutto quello che riguarda il raffrescamento e il riscaldamento degli edifici pubblici, i veicoli su strada, quindi i mezzi di quotidiano utilizzo, e in particolare tutta la materia edilizia, che è materia assolutamente rilevante per quello che riguarda in particolare Comuni ed enti. Comunque, per tutta una serie di altri prodotti, che non sto qui a elencare, esiste comunque l'obbligo di raggiungere il 50 per cento.

Questo è un passaggio estremamente importante in quanto, con l'introduzione del Collegato ambientale e con l'articolo 34 del nuovo Codice degli appalti, complessivamente il 50 per cento degli acquisti dovrà andare in questa direzione. Peraltro, il Collegato stesso prevede anche degli incentivi in termini di riduzione delle garanzie fideiussorie. Quindi, si cerca in tutti i modi di andare in questa direzione.

Quello oggi al nostro esame è un piano che pone obiettivi strategici. Tengo innanzitutto a precisare, dato che al riguardo in Commissione forse è sorto qualche equivoco, che questa materia non richiede investimenti diretti, bensì un accompagnamento alla spesa degli Enti locali, che devono qualificare i documenti a base di gara e, quindi, le richieste in base a questi requisiti. Quindi, da questo punto di vista il nuovo piano punta a consolidare – e dico consolidare perché è già stata fatta in maniera significativa e ha visto anche la partecipazione di molti responsabili locali – la formazione e la comunicazione, l'introduzione dei criteri ambientali anche nell'utilizzo dei fondi comunitari – e sappiamo che già molti bandi sono in essere e stanno partendo –, il supporto alle stazioni appaltanti, che in tal senso devono assolutamente adeguarsi e inserire tali princìpi nelle proprie iniziative di gara.

Analogamente, credo sia estremamente importante e strategico coinvolgere le associazioni di categoria degli operatori economici e allargare il più possibile a tutte le Amministrazioni, siano esse Enti, università o altro, al tema. Questo elemento riveste una importantissima rilevanza, perché evidentemente tutti i prodotti che ricadono in una qualche certificazione, sia essa EMAS, Ecolabel o altre, rientrano in un percorso che investe il tema cardine che ho richiamato all'inizio, ovverosia l'economia circolare, il ciclo di vita e tutto ciò che riguarda l'ottimizzazione dei prodotti.

L'innovazione vera è che, nelle gare, questo strumento dovrà avere una valutazione e i costi della qualità di questi prodotti in termini ambientali dovranno essere tenuti in seria considerazione. Da questo punto di vista, credo che occorra sottolineare un importante aspetto: in termini di gare, a seguito dell'introduzione di questo obbligo, è assolutamente necessario che si vada, proprio per il crescente indirizzo verso le offerte economicamente più vantaggiose, ad una valutazione oggettiva – questo lo dice anche l'Unione europea – di quelli che sono i requisiti a base di gara. Questi requisiti dovranno essere valutati – lo dice il Codice degli appalti – almeno per il 15 per cento per ciò che i concorrenti possono mettere in atto come prodotti o offerta di qualità ambientale, quindi prodotti cosiddetti "green", verdi.

Voglio richiamare un aspetto. L'ho detto all'inizio, ma lo voglio riprendere. Per quanto riguarda i criteri ambientali relativi al settore edilizia, così chiamato, esistono importanti clausole. Sono qui anche a dire che in molti casi devono ancora essere recepite, quindi dobbiamo lavorare molto sulla cultura delle Amministrazioni, che naturalmente fanno i conti anche con una difficoltà maggiore. Da questo punto di vista, molte delle tematiche di cui stiamo parlando – parlo del consumo del suolo, ma anche del ciclo di vita e di tutti gli elementi che possono andare totalmente nella direzione di un'economia circolare – sono già riportate e hanno valore legale.

Da questo punto di vista, noi andiamo ad approvare un piano che deve mettere Comuni ed enti nelle condizioni di andare rapidamente a questa applicazione. Cerchiamo di farlo con la formazione e con tutti gli strumenti validi. Rispetto a tutte le imprese che credono e sono impegnate nello sforzo di riconversione dell'economia, credo sia estremamente importante che questo venga riconosciuto – ripeto – anche in termini di gara.

Alla fine, richiamo quello che deve essere un impegno della Regione. La Regione ha già attivato la piattaforma Intercent, che lavora e dovrebbe incentivare sempre di più anche i propri acquisti. Credo che su questo ci debba essere un impegno anche per riconsiderare la nostra significativa materia di acquisti. L'impegno ci vede tutti coinvolti.

Invito tutti i consiglieri a prendere visione dell'estesa materia su cui questi CAM sono stati introdotti. Ormai sono molti strumenti, tutti provvedimenti già approvati, quindi solamente da applicare. Tra questi, vi è anche tutto quello che riguarda gli acquisti di ristorazione, per le mense e per una serie di svariati casi. È solamente un elemento pronto per essere applicato e che va spesso nella direzione di sollecitazioni, che dovrebbero già essere in atto e applicate.

Mi fermo qui. Nella discussione e nel dibattito penso che la Giunta possa intervenire.

 

PRESIDENZA DEL VICEPRESIDENTE RAINIERI

 

PRESIDENTE (Rainieri): Grazie, consigliere Iotti.

Ricordo che siamo in discussione generale. Ci sono iscritti in discussione generale?

Consigliere Bertani, prego.

 

BERTANI: Grazie, presidente.

Per noi è molto importante l'applicazione di questa normativa che riguarda gli acquisti verdi e i CAM (Criteri Ambientali Minimi). Ovviamente, c'è da registrare il fatto che, mentre sono stati fatti decreti per Criteri Ambientali Minimi, l'applicazione, purtroppo, risulta ancora troppo poco efficace, nel senso che ancora i bandi contengono in pochissima parte questi Criteri Ambientali Minimi.

Un aspetto relativo agli acquisti verdi l'avevamo sottolineato con forza durante l'approvazione della legge sui rifiuti. In quella occasione, avevamo chiesto di inserire alcune azioni. In particolare, una delle azioni era quella di vietare l'utilizzo di stoviglie monouso almeno nelle feste e nelle mense pubbliche. Alla fine, da quell'emendamento, che fu bocciato, nacque un intervento della maggioranza, meno forte rispetto a quello che proponevamo noi, ma che ha portato a scrivere comunque nella legge sui rifiuti che la Regione, nell'ambito delle politiche della promozione degli acquisti verdi, promuove l'acquisto e l'utilizzo di materiale riutilizzabile nei servizi di refezione pubblica.

Secondo noi, quell'impegno, così come l'impegno che si prende oggi approvando questo piano, deve diventare concreto. Come fa la Regione a farlo diventare concreto? Prima di tutto, deve cominciare ad applicarlo. Quindi, noi chiediamo di compiere un passo in questo senso. Nel piano si è parlato di una parte importante della comunicazione. Sono importanti anche i buoni esempi. Siccome sappiamo che la Regione ha varie convenzioni sia con bar sia con mense per quanto riguarda i luoghi in cui sono dislocati gli uffici regionali, noi chiediamo che quando vengono rinnovate – mi sembra di capire che in rinnovo vi siano alcune convenzioni – la Regione ponga delle condizioni in linea con quanto dicevamo.

In particolare, noi chiediamo che venga inserita nelle clausole per la fornitura del servizio mensa l'acqua sfusa, perché vogliamo disincentivare l'utilizzo dell'acqua in bottiglie di plastica, e che dove tecnicamente realizzabile – soprattutto nelle mense questo è già possibile e in parte già avviene – vengano utilizzate solo stoviglie riutilizzabili, quindi non monouso; dove non tecnicamente realizzabile (penso, ad esempio, a un bar o, addirittura, alla buvette), si utilizzino stoviglie compostabili e non più in plastica.

Inoltre, chiediamo la creazione di postazioni affinché gli utenti possano riciclare, secondo i vari contenitori, carta, compostabile e plastica. Ad oggi, vediamo che nelle strutture vicine alla regione e interne alla regione questo non avviene. Prendendo questo impegno, quindi, diamo il buon esempio in questo percorso che anche noi riteniamo importante. Grazie.

 

PRESIDENTE (Rainieri): Grazie, consigliere Bertani.

Non ci sono più iscritti in discussione generale.

Passiamo, quindi, alle dichiarazioni di voto congiunte sul provvedimento e sull'ordine del giorno. Cinque minuti per Gruppo.

Abbiamo la presentazione di un ordine del giorno a firma dei consiglieri Bertani, Sensoli, Sassi e Piccinini.

Consigliere Iotti, prego.

 

IOTTI: La dichiarazione di voto sul provvedimento è sicuramente positiva. Credo che sia uno strumento sicuramente migliorabile, ma necessario proprio per favorire la filosofia di cui abbiamo parlato, ossia cominciare a legare insieme anche tutti i provvedimenti e le politiche.

In riferimento, invece, all'ordine del giorno, condivido anche la sollecitazione del Gruppo 5 Stelle. Voglio, però, richiamare un fatto. Tutto quanto è stato indicato è esattamente già previsto proprio in uno dei criteri ambientali. Lo cito. Mi riferisco al decreto ministeriale 25 luglio 2011, n. 220. Cito testualmente il punto 531, un obbligo che, quindi, va recepito integralmente. È già legge, già obbligo. Al punto 531 si stabilisce che "non dovrà essere previsto l'utilizzo di acqua e bevande confezionate, se non per specifiche e documentate esigenze tecniche e logistiche e, in ogni caso, dovrà essere individuata la soluzione più idonea prevedendo l'utilizzo di acqua e bevande sfuse". Allo stesso punto 5.5.2: "La ditta aggiudicatrice dovrà utilizzare, nella fase di somministrazione di consumo pasti, posate, stoviglie e bicchieri riutilizzabili".

L'ordine del giorno è condivisibile, ma è come dire che si condivide un decreto, una legge approvata dallo Stato che già prevede integralmente queste richieste. Mi accodo alla sollecitazione che, quando sarà il momento di provvedere al nuovo bando, ma credo che di questo gli uffici ne siano pienamente a conoscenza, venga applicato non tanto l'ordine del giorno quanto un decreto ministeriale cui siamo tenuti ad attenerci.

Il nostro voto, quindi, su quello sarà contrario.

 

PRESIDENTE (Rainieri): Grazie, consigliere Iotti.

Non c'è più nessun iscritto in dichiarazione di voto.

Metto in votazione, per alzata di mano, l'ordine del giorno 3650/1, a firma dei consiglieri Bertani, Sensoli, Sassi e Piccinini (oggetto 4043).

 

(È respinto a maggioranza dei presenti)

 

PRESIDENTE (Rainieri): L'ordine del giorno 3650/1 (oggetto 4043) è respinto.

Se nessun consigliere chiede di parlare si proceda alla votazione, per alzata di mano, del partito di deliberazione di cui all'oggetto 3650.

 

(L'Assemblea, a maggioranza dei presenti,

approva il partito di deliberazione)

 

PRESIDENTE (Rainieri): L'Assemblea approva.



07/02/2017

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Tommaso Foti TommasoFoti
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