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Regione

Interpellanza circa la mancata presenza di prodotti alimentari DOP della Provincia di Piacenza alla Food Valley Emiliano-Romagnola svoltasi a New York

Numero: 117
Soggetto: Assemblea

OGGETTO 3591

Interpellanza circa la mancata presenza di prodotti alimentari DOP della Provincia di Piacenza alla Food Valley Emiliano-Romagnola svoltasi a New York. A firma del Consigliere: Foti

(Svolgimento)

 

PRESIDENTE (Saliera): Possiamo procedere con l'oggetto 3591: Interpellanza circa la mancata presenza di prodotti alimentari DOP della Provincia di Piacenza alla Food Valley Emiliano-Romagnola svoltasi a New York, a firma del consigliere Foti.

Risponde l'assessore Caselli.

Prego, consigliere Foti.

 

FOTI: Scusi, non per l'assessore, ma per il vicepresidente dell'Assemblea, volevo far presente che la nostra coppa è diversa da quella di Parma, lo sanno tutti. Penso anche che uno dei motivi per cui non è arrivata a New York è perché stagiona leggermente di più di quel pezzo di carne della provincia di Parma. Quindi, attendo fiducioso la risposta dell'assessore.

 

PRESIDENTE (Saliera): Grazie, consigliere Foti.

La parola all'assessore Caselli per la risposta al consigliere Foti. Prego.

 

CASELLIassessore: La Regione Emilia-Romagna, consigliere Foti, è stata protagonista con i suoi prodotti enogastronomici, negli USA, a New York, nella prima settimana della cucina italiana nel mondo lanciata dal nostro Governo in 130 Paesi in contemporanea.

La quantità e la qualità delle iniziative proposte, promozionali, culturali e di sviluppo di opportunità commerciali, sono state apprezzate e riconosciute apertamente dal Ministero degli esteri, dalle nostre rappresentanze diplomatiche, dai produttori, operatori e Consorzi partecipanti con rilevante impatto anche sulla stampa americana.

La Regione Emilia-Romagna ha affermato, quindi, ancora una volta il suo ruolo indiscusso di Food Valley italiana. In preparazione della settimana della cucina italiana a New York sono stati contattati, con congruo anticipo, l'Enoteca regionale e tutti i Consorzi di tutela delle denominazioni DOP e IGP attualmente riconosciute, con l'obiettivo di ottenere informazioni circa la reperibilità dei relativi prodotti sul mercato di New York City e in caso affermativo conoscere i nominativi degli importatori e dei loro rappresentanti locali in modo da poter organizzare gli eventi.

Le barriere fitosanitarie, com'è noto, sono uno dei principali problemi che si frappongono alle attività promozionali all'estero e hanno inevitabilmente condizionato l'attività anche di questa missione.

Dal 28 maggio 2013 è permessa negli Stati Uniti l'importazione di prodotti d'alta salumeria italiana, quali salumi, pancetta, coppa di Parma e di Piacenza, speck e cotechino, tipologie di insaccati che comprendono un numero elevato di denominazione d'origine provenienti dalle regioni Lombardia, Emilia-Romagna, Veneto, Piemonte e dalle province autonome di Trento e Bolzano.

L'importazione dei prosciutti crudi, caratterizzati da una lunga stagionatura e da altre tipologie di prodotti quali prosciutto cotto e mortadella, era invece già ammessa da tempo. I prodotti destinati al mercato americano, però, ancorché sulla carta permessi, devono comunque rispettare alcune norme specifiche e in particolare quelle relative alla provenienza da stabilimenti autorizzati in via preventiva dalle autorità statunitensi e provvisti di uno specifico certificato sanitario di attestazione veterinaria.

Il Consorzio dei salumi DOP piacentini, quindi, ha purtroppo comunicato l'impossibilità di garantire la disponibilità di coppa, salame e pancetta in quanto nessun salumificio aderente al Consorzio risultava in possesso delle attestazioni precedentemente indicate.

I salumi piacentini DOP, di conseguenza, non sono stati presenti alla citata manifestazione non certo per mancanza di volontà da parte della Regione, ma perché non era possibile rispettare le norme stabilite dall'Amministrazione federale statunitense per le importazioni di determinati tipi di salumi, ovvero di quelli crudi a breve e media stagionatura.

Gli organizzatori della settimana della cucina emiliano-romagnola sono consapevoli del grande valore qualitativo, gastronomico e culturale dei prodotti piacentini di salumeria e proprio per questo hanno anche tentato di ottenere in extremis un'autorizzazione temporanea almeno all'importazione di coppa piacentina DOP da presentare nei diversi appuntamenti previsti; autorizzazione che, però, non è stata concessa.

Preso atto di questa situazione, l'assessorato regionale all'Agricoltura ha promosso presso l'ICE, agenzia di New York City, un incontro finalizzato sia alla verifica delle problematiche che hanno impedito l'esportazione di alcuni prodotti regionali, e in particolar modo i salumi piacentini, sia l'individuazione delle possibili soluzioni.

A questo specifico approfondimento hanno partecipato il direttore e il vicedirettore di sede, nonché la responsabile del settore agroalimentare presso la rappresentanza newyorkese, già trade analist dell'ufficio ICE di Bologna.

Bisogna peraltro specificare che nel percorso speciale di Via Emilia allestito per l'occasione presso Eataly New York era presente il Grana Padano e che il materiale utilizzato nelle animazioni, mappa dei prodotti e la app Via Emilia Wine & Food, commentati per esteso dai conduttori dei vari eventi, ha coperto l'intera produzione regionale e non solo i prodotti fisicamente presenti. Quindi, ha coperto anche tutte le DOP piacentine.

Lo chef Massimo Bottura ha dedicato alla coppa piacentina parte del suo public talk sulla cucina regionale e nell'ambito della Giornata del Prosciutto di Parma il 17 novembre la DOP è stata proposta in abbinamento con una Malvasia di Ziano.

L'applicazione, sviluppata dalla Regione Emilia-Romagna, denominata Via Emilia Wine & Food, presentata a Vinitaly 2016, al centro di tutte le iniziative promozionali dell'anno appena trascorso in tutte le principali fiere di settore, è stata pubblicizzata e utilizzata nella versione in inglese nel corso di ogni animazione svolta a New York e naturalmente riporta, unitamente a una sezione specificamente rivolta alla provincia di Piacenza, la descrizione di tutti i prodotti tipici, dei vini e delle cantine del territorio piacentino.

Infine, si ricorda che, in generale, e non solo per l'evento di cui si tratta, per il Grana Padano vige un gentlemen agreement tra Amministrazioni per cui la Regione Emilia-Romagna sostiene la promozione delle aziende produttrici di Parmigiano Reggiano che operano nell'Oltrepò mantovano, mentre la Regione Lombardia cura quella del Padano piacentino.

In vista di ulteriori iniziative legate alla settimana della cucina italiana nel mondo, per la presente e per le prossime annualità, e in generale ai fini di aprire concrete opportunità di sviluppo per il nostro export alimentare, si ribadisce che la Regione Emilia-Romagna è fortemente impegnata, in particolare a livello comunitario, per il superamento di barriere doganali e non doganali molte delle quali abilmente camuffate da norme di tipo sanitario o fitosanitario, che rappresentano un intollerabile ostacolo alla libera circolazione delle merci e un freno significativo alla diffusione dei prodotti emiliano-romagnoli a denominazione d'origine.

 

PRESIDENTE (Saliera): Grazie, assessore Caselli.

La parola per la replica al consigliere Foti, che ha quasi otto minuti. Prego.

 

FOTI: Buongiorno, presidente. Prendo atto della risposta dell'assessore Caselli.

Premetto che non ho mai sollevato un problema sul Grana Padano o sul Parmigiano Reggiano. Ho visto che il suo intervento è andato oltre. Io mi sono limitato nell'interrogazione alle DOP dei salumi e alle DOC dei vini, anche perché forse la nostra è anche terra di Malvasia, ma di Malvasia seria, non di quella che è presunta, com'è noto.

Rispetto alla sua risposta, mi permetto di dire che l'incidente è stato diplomatico, anche perché il comunicato ufficiale che era uscito la prima sera non dava atto di alcun prodotto tipico piacentino, la qual cosa non ha portato in inganno poche persone, tant'è vero che, come ella sa, tramite l'ufficio stampa, la Regione poi è intervenuta per chiarire alcuni aspetti.

Io, però, mi permetto di fare un discorso. Quando all'inizio si fanno queste selezioni bisognerebbe già avere le regole del gioco chiare. Assessore, è la terza volta che i prodotti piacentini non riescono a uscire dalla provincia di Piacenza: una volta con il Giappone, una volta con l'Inghilterra, questa volta con gli Stati Uniti.

Forse sarebbe meglio, anziché creare delle aspettative che poi vanno deluse, che si prenda atto che vi sono dei prodotti che non a caso hanno la DOP anche in ragione di una produzione che non è industriale, ma è prevalentemente artigianale, e che quindi se non vengono "ammessi", secondo la legislazione di alcuni Stati, negli Stati medesimi è solo perché la quantità prodotta non consente di poter soddisfare una serie di requisiti che una quantità tipicamente industriale può consentire.

Anche a livello di stagionatura, vi sono stagionature e stagionature. Vi sono quelle stagionature che vengono realizzate con strumenti e con ausili pesanti di natura meccanica e altre per le quali non è così. So benissimo qual è il punto debole della provincia di Piacenza. Il punto debole è sia la produzione in termini quantitativi, sia anche la possibilità di riuscire a trovare degli operatori che, per la loro forza intrinseca, riescono ad avere i requisiti cui lei faceva riferimento. Proprio per questo, a mio avviso, è lì che si è creato il vulnus.

Se si fa l'Emilia a New York allora bisogna specificare, almeno in questo ambito, che chi non c'è dell'Emilia non c'è per una ragione ben specifica, non che non c'è perché all'ultimo momento… Non voglio parlare di alcuni esponenti dei Consorzi anche piacentini, perché non sono avvezzo al turpiloquio. Nella brochure va specificato il perché alcuni prodotti non si possono trovare, che è molto naturale tra l'altro, perché so benissimo che, ad esempio, alcuni tipi di vèrmut negli Stati Uniti, a seconda dello Stato in cui vanno, necessitano o meno della presenza di determinate erbe, perché in alcuni Stati alcune erbe sono vietate, ma non è che allora si dica quel prodotto non esiste. Esiste, ma non può essere presentato perché non ha quelle caratteristiche legislative che qui si richiedono.

Quanto poi al fascino attraverso il quale Bottura avrebbe sponsorizzato la coppa piacentina io spero che non la sponsorizzi, perché se è così facile andare a mangiare da Bottura così come risulta su internet vi faccio presente che per fare una prenotazione dovete aspettare 18 mesi. Se volete guardare, lo guardate. Spero che i salumi piacentini non debbano stagionare prima che uno possa riuscire a prenotare da Bottura e quindi degustarli.

Ciononostante, prendo atto delle precisazioni che quindi non c'era una volontà discriminatoria all'inizio, però sono anche dell'avviso che quando mettete gli operatori attorno al tavolo forse è meglio preventivamente che abbiano chiare le regole del gioco così evitano di venire a Bologna per fare delle presentazioni di prodotti che poi, al massimo, rimangono a Bologna.

 

PRESIDENTE (Saliera): Grazie, consigliere Foti.



17/01/2017

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Tommaso Foti TommasoFoti
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