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Regione

Interrogazione a risposta immediata: assicurazione di adeguati contributi alle iniziative dell'Ente di Piacenza e Cremona per l'istruzione superiore (E.P.I.S.)

Numero: 160
Soggetto: Assemblea

OGGETTO 5693

Interrogazione di attualità a risposta immediata in Aula circa l'assicurazione di adeguati contributi – in collaborazione con gli enti locali del territorio piacentino – alle iniziative dell'Ente di Piacenza e Cremona per l'istruzione superiore (E.P.I.S.). A firma del Consigliere: Foti

(Svolgimento)

 

PRESIDENTE (Saliera): Procediamo con l'oggetto 5693: Interrogazione di attualità a risposta immediata in Aula circa l'assicurazione di adeguati contributi – in collaborazione con gli enti locali del territorio piacentino – alle iniziative dell'Ente di Piacenza e Cremona per l'istruzione superiore (E.P.I.S.), a firma del consigliere Foti, a cui do subito la parola.

Risponderà l'assessore Bianchi.

Prego, consigliere Foti.

 

FOTI: Signora presidente, mi pare che oggi sia il Piacenza day, perché è la terza interrogazione che riguarda il territorio piacentino. Quindi, non possiamo sicuramente dire che non è al centro della nostra attenzione questo territorio.

Assessore, mi permetto di sottolineare come l'iniziativa che è stata assunta legittimamente dalla Regione Lombardia, dagli enti locali della provincia di Cremona e dalle Fondazioni (una Cariplo e l'altra di natura privata, che pure ha sede a Cremona) per ristrutturare un comparto immobiliare molto prestigioso l'ex convento di Santa Monica, laddove verranno collocati una serie di studi universitari indubbiamente importanti, non può far dimenticare la storia della facoltà di agraria dell'Università Sacro Cuore che ha sede a Piacenza, che ha una storia che risale ormai a settant'anni fa. I settant'anni ricorreranno nel 2018, quando festeggeremo il settantesimo anniversario della istituzione dell'EPIS, che fu lo strumento attraverso il quale venne edificata la facoltà di agraria a Piacenza. Stiamo parlando di una facoltà che ha iniziato a fornire laureati all'Italia nell'anno accademico '52-'53.

Non voglio fare competizioni con altri territori, ma devo ricordare che a Cremona il campus universitario si aprì la prima volta nel 1984. Mi paiono due cose abbastanza differenti. In ragione di ciò, però, e vado subito alla conclusione, vi è un problema abbastanza evidente che va affrontato. La sede della facoltà è a Milano, Regione Lombardia, e i campus sono uno in Regione Lombardia, a Cremona, e uno in Regione Emilia-Romagna, a Piacenza.

La Regione Lombardia, ovviamente, ha contribuito, anche in questo caso per 1.700.000 euro, ma è solo una prima tranche, per quanto riguarda il campus di Cremona. Io penso che una collaborazione positiva della Regione con EPIS, con gli enti locali piacentini, per vedere la possibilità di allargare anche a Piacenza, che è punto di eccellenza, la gamma dell'offerta universitaria possibile, sia un impegno a cui la Regione, indipendentemente dai confini, non possa sottrarsi. Diversamente, è una facoltà che devono mantenere solo i piacentini e basta, perché per la Regione Emilia-Romagna è fuori regione la facoltà, per la Regione Lombardia è fuori regione il campus e alla fine noi possiamo dichiararci Provincia autonoma.

 

PRESIDENTE (Saliera): Grazie, consigliere Foti.

Assessore Bianchi, prego. Ha tre minuti.

 

BIANCHIassessore: Grazie, consigliere Foti, di aver ricordato a tutti la lunga, lunghissima storia del polo piacentino, costituito sia dalla Cattolica sia dal Politecnico. Come lei sa, anche in virtù di un intervento importante di questa Assemblea, le due sedi fanno parte strutturata e strutturante del sistema delle università dell'Emilia-Romagna, tant'è vero che i due rettori fanno parte della Conferenza Regione-università.

In questa sede abbiamo un dialogo continuo con il rettore della Cattolica. Il rettore della Cattolica non solo ci ha garantito la volontà di continuare a permanere a Piacenza e anche di sviluppare le sue attività, ma è un rettore con il quale abbiamo ragionato e stiamo ragionando da tempo su diverse cose insieme con gli enti locali.

Mi faccia fare tre considerazioni. Il polo piacentino, sia il Politecnico, ma soprattutto agraria, hanno partecipato in maniera massiccia a tutti i nostri bandi sia del FESR che dell'FSE proprio per lo sviluppo della ricerca nel settore agrario presente sul territorio. Noi da tempo interveniamo, e interveniamo in maniera massiccia sostenendo le attività di ricerca della facoltà di agraria. Lo stiamo facendo convinti, perché questo contributo che la facoltà di agraria sta dando alla ricerca nel settore agricolo e nel settore food è assolutamente di primissima qualità.

La presenza del Tecnopolo, sponsorizzato proprio dalla collega Palma Costi attraverso i fondi FESR di intervento sulle altre competenze che stiamo facendo sull'FSE, vede assolutamente presente non solo agraria, ma tutto il polo di Piacenza.

Per quanto riguarda il polo di Piacenza ricordo anche che vi è un tema di diritto allo studio. Sul diritto allo studio vi è il problema delicato che ovviamente questo fa riferimento alle sedi che sono in Regione Lombardia, ma noi siamo intervenuti da tempo per sostenere il diritto allo studio proprio degli studenti che vogliono venire a Piacenza e che vengono a Piacenza.

Lo abbiamo fatto fino a un certo punto intervenendo a favore delle due fondazioni che sostengono Cattolica e Politecnico. Negli ultimi anni, dovendo affrontare il problema che questi, essendo soggetti privati, avrebbero dovuto partecipare a dei bandi, abbiamo ritenuto di dare direttamente al Comune di Piacenza le risorse per il diritto allo studio.

Tra l'altro, io ho parlato a lungo, dall'estate in poi, sia con il sindaco che con il vicesindaco, che ha la delega per l'università, e abbiamo convenuto, insieme, di consolidare gli interventi. Ad esempio, cito l'intervento che insieme stiamo facendo sul Collegio Morigi, ma anche sul nuovo collegio che sta per essere apprestato dal Comune, proprio per dare maggiore possibilità a tutti gli studenti che vogliono venire a Piacenza di sviluppare una propria presenza, una propria vita.

Ricordo, inoltre, che con la Regione Lombardia stiamo sviluppando, anche a seguito di questa convergenza sul 116, una fortissima attenzione. Proprio con il collega Del Gobbo, che si occupa in Regione Lombardia di università, abbiamo ricordato quanto è fondamentale, sia per noi che per loro, la presenza di Piacenza che, come lei ha ricordato, sono sedi di università strutturate su Milano, ma sono per noi parte strutturante delle nostre attività. Quindi, anche la Regione Lombardia ha ben chiara la funzione fondamentale che ha Piacenza, di cerniera fra i due sistemi universitari.

Non soltanto le confermo, quindi, che c'è un nostro interesse, ma le confermo che, parlando con Del Gobbo, apprezziamo che l'Università Cattolica apra altre attività a Cremona. Però, le ricordo che la costituzione, la costruzione di una nuova facoltà va ben oltre le disponibilità che ci sono state sia a Cremona sia da Regione Lombardia per quelle attività.

Una struttura che è in piedi da settant'anni vuol dire che ha un'attività di ricerca, di didattica, di infrastrutture, di organizzazione che sicuramente non si risolve nel fatto che in termini di territorio la Regione Lombardia, il Comune e una fondazione privata hanno deciso di investire qualche milione nell'attivare e nel riattivare funzioni che, tutto sommato, sono presenti a Cremona.

Il valore di Piacenza è chiarissimo. Il valore delle attività di Piacenza lo abbiamo riconosciuto e lo riconosciamo in continuità con la partecipazione loro a pari titolo con le altre sedi presenti nel nostro territorio a tutte le nostre attività di sostegno della ricerca e della didattica. È chiaro che abbiamo dovuto trovare una soluzione particolare, specifica per quanto riguarda il diritto allo studio. Siamo in collegamento continuo sia con il Comune che con il Rettorato. Se vi sono delle iniziative che anche la fondazione, l'ente, che sicuramente ha avuto un valore storico e ha un valore attualmente fondamentale, che riconosco, ci vogliono proporre siamo pronti a parlarne, ma come stiamo facendo, con continuità, nell'ambito della Conferenza Regione-università.

 

PRESIDENTE (Saliera): Grazie, assessore Bianchi.

La parola al consigliere Foti, che ha due minuti a disposizione.

 

FOTI: Assessore, io non metto in dubbio l'attività che è stata svolta. Se non sbaglio lei il 6 dicembre avrà un incontro anche con il vicesindaco di Piacenza, che avrà come probabilmente fondato motivo di proporle qualcosa in ordine a Politecnico e Università Cattolica. Qui, però, mi permetto di dire che io ho citato, non ho potuto farlo in questa sede, ma in questa lunga interrogazione sì, molte delle premesse degli atti assunti dalla Regione Lombardia, dalla Provincia di Cremona, dal Comune di Cremona nei quali atti lei potrà chiaramente intendere come non vi sia soltanto un problema di restyling del campus universitario, ma di un voler legittimamente puntare su settori di ricerca che sono carne, dolce e lattiero caseario, che, se me lo consente, sono tre settori che abbracciano poi la gran parte delle materie della facoltà di agraria.

Aggiungo che avendo già a suo tempo una serie di specializzazioni per le quali era nato il campus di Cremona, oggi, mi spiace doverlo dire, non è il caso. Si dice che non c'è competizione tra le facoltà. No, non ci sarà magari competizione perché non c'è sovrapposizione di corsi, ma a lungo andare vi sarà una competizione rispetto a quello che è un campus con delle sue specificità e un campus con altre specificità, ma con una tradizione molto, ma molto inferiore.

Io non sono mai stato campanilista, ma conoscendo i miei polli ho vaga l'idea di cosa si rischi, tant'è vero che, e non è facile, sarebbe di gran lunga auspicabile una collaborazione Politecnico-facoltà di agraria tenendo presente che, ad esempio, in materia di meccanica agraria vi potrebbe essere un interessante corso di laurea da prospettare e che coinvolga le due facoltà.

Io la ringrazio, assessore, perché lei ha assicurato l'impegno della Regione. Mi auguro che questo impegno si possa concretizzare, oltre che nei rapporti quotidiani che lei ha, anche con la eventuale proposizione da parte di EPIS, ma forse anche una collaborazione a un'idea da parte della Regione per far sì che la facoltà di agraria di Piacenza possa continuare ad avere quel ruolo centrale e fondamentale per il quale venne realizzata.

Qui stiamo parlando di una facoltà che venne pensata in tempo di guerra. Fu nel 1943 che il Prefetto di allora con Padre Gemelli, sotto i bombardamenti delle città italiane, pensarono alla necessità di realizzare una facoltà di agraria. Fu nel 1948, quando l'Italia era ancora sotto gli effetti dei bombardamenti, che si raggiunse un accordo per costituire un ente, poi riconosciuto come ente morale, che potesse dare il via alla costruzione dell'Università Cattolica a Piacenza. Fu nel 1949 che il presidente della Repubblica Einaudi pose la prima pietra e nel 1952 partì il primo corso universitario. Mi pare che in termini di concretezza sul punto il territorio piacentino sia da prendere ad esempio da parte di tutti i territori limitrofi.

 

PRESIDENTE (Saliera): Grazie, consigliere Foti.



28/11/2017

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Tommaso Foti TommasoFoti
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