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Regione

Modifiche ed integrazioni alla legge regionale 5 luglio 1999, n. 14: 'Norme per la disciplina del commercio in sede fissa in attuazione del D.Lgs. 31 marzo 1998, n. 114'

Numero: 161
Soggetto: Assemblea

OGGETTO 5287

Progetto di legge d'iniziativa Consiglieri recante: «Modifiche ed integrazioni alla legge regionale 5 luglio 1999, n. 14 (Norme per la disciplina del commercio in sede fissa in attuazione del D.Lgs. 31 marzo 1998, n. 114) e alla legge regionale 10 dicembre 1997, n. 41 (Interventi nel settore del commercio per la valorizzazione e la qualificazione delle imprese minori della rete distributiva. Abrogazione della l.r. 7 dicembre 1994, n. 49)». A firma dei Consiglieri: Cardinali, Molinari, Poli, Rontini, Taruffi, Torri, Tarasconi, Zappaterra, Serri, Lori, Montalti, Calvano, Caliandro, Zoffoli, Iotti, Ravaioli (75)

(Relazione della Commissione, relazione di minoranza, discussione e approvazione)

(Ordine del giorno 5287/1 oggetto 5711 - Presentazione, discussione e approvazione)

 

PRESIDENTE (Saliera): Proseguiamo, quindi, con l'oggetto 5287, che in chiusura della seduta meridiana avevamo già aperto.

Desidero solo fare alcune precisazioni rispetto alle proposte di emendamento, che sono aumentate, sono sette: due a firma del consigliere Foti; due a firma del consigliere Delmonte; una a firma del consigliere Bertani; due a firma del consigliere Gian Luigi Molinari. È stato inoltre presentato un ordine del giorno a firma del consigliere Delmonte ed altri, come già avevo illustrato.

Do, quindi, la parola al relatore della Commissione, consigliere Gian Luigi Molinari, che ha venti minuti. Prego.

 

MOLINARIrelatore della Commissione: Grazie, presidente. Cercherò anche di essere più rapido.

Mi scusi, presidente, mi sono dimenticato di inserire il badge. Vorrà dire che lo metterò dopo. Viene registrato lo stesso? Metto il badge, presidente?

 

PRESIDENTE (Saliera): Non ho capito: qual è il problema?

 

MOLINARI: Non ho inserito il badge.

 

PRESIDENTE (Saliera): Come non ha inserito il badge? Lo deve inserire.

 

MOLINARI: Perfetto.

Allora, da dove siamo partiti? Siamo partiti da una considerazione che da diverso tempo sta attraversando le discussioni al di là degli atti di indirizzo anche di questa Regione, ovverosia da un impoverimento della rete commerciale che sta attraversando tutta Italia e anche tutta la nostra regione, con un crollo drastico per quanto riguarda il numero e la distribuzione sull'intero territorio di quelli che erano e sono sempre stati i piccoli esercizi commerciali, su cui si è retto il tessuto sociale ed economico della nostra regione, del nostro Appennino e di tutte le altre zone.

Siamo partiti da questa considerazione tenendo anche in considerazione non solo il calo numerico, ma anche il ruolo che i piccoli esercizi commerciali hanno sempre ricoperto, ricoprono e presumiamo ricopriranno per quanto riguarda la vita di una piccola comunità, la vita di un piccolo comune, la vita di una piccola frazione.

Proprio per questo motivo già nel passato importanti misure, soprattutto strutturali e dal punto di vista degli investimenti, erano state portate avanti per garantire un sostegno al miglioramento aziendale e tecnologico dei piccoli esercizi, però questi interventi non hanno conseguito gli obiettivi anche da noi auspicati.

Siamo partiti dal ragionamento della montagna, poi però abbiamo preso coscienza che… Prego. Chiedo se interessa l'argomento.

 

(interruzioni)

 

Perfetto.

Dicevo, abbiamo preso coscienza che questo problema sussiste anche in zone non propriamente montane, che sono ugualmente interessate dalla desertificazione commerciale. Proprio per questo motivo, cercando di partire da queste considerazioni, non abbiamo inteso rifare una nuova legge, perché credo che ci sia bisogno di tutto tranne che di un arricchimento legislativo.

Con questo progetto di legge, quindi, cerchiamo di intervenire su due leggi esistenti, con la collaborazione dell'assessorato, che ci ha fornito un supporto anche dal punto di vista legislativo, e precisamente la legge n. 14/1998 e la legge n. 41, che già regolava quelli che potevano essere i contributi da erogare nei confronti dei piccoli esercizi commerciali.

Si interviene sulla legge n. 14 per regolamentare la definizione dell'esercizio polifunzionale, con l'inserimento di quello che sarà il percorso imperniato sulla Giunta della definizione dei criteri che dovranno definire i ruoli e la collocazione geografica, che noi inquadriamo – questa è un'importante specificazione da fare – all'interno dei comuni montani e di quelle che noi identifichiamo come aree rurali, dunque anche nelle frazioni al di sotto dei 3.000 abitanti, riconoscendo il concetto di cui abbiamo parlato in precedenza, cercando di prevedere un ruolo centrale dei comuni. In altre parole, sarà la Giunta a determinare quelle che sono le possibilità di criteri e azioni per definire polifunzionale un esercizio, però saranno i Comuni che dovranno attivare convenzioni che riconosceranno il ruolo polifunzionale di questi esercizi e, di fatto, avvieranno il percorso, che si concluderà con l'emanazione dei bandi – siamo, quindi, sicuri che ciò avverrà nel 2018 –, per arrivare alla parte che noi riteniamo non più importante, ma indubbiamente determinante, che è quella della possibilità di sostenere anche economicamente questi esercizi.

Il sostegno economico – questo è un percorso che è stato condiviso anche dalle forze di minoranza – non andrà esclusivamente, come è accaduto in passato con le leggi di settore o anche con i finanziamenti europei, esclusivamente al sostegno degli investimenti sui muri, ma abbiamo previsto anche la possibilità dell'acquisto dell'area o di installazioni tecnologiche, però anche e soprattutto la possibilità, oltre che con il principio delle merci, anche di riconoscere un contributo in conto esercizio che individui di fatto il gap commerciale e di capacità di mantenere l'esercizio, per far sì che quella tendenza alla quale purtroppo stiamo assistendo sia quantomeno bloccata.

Inoltre, come probabilmente verrà specificato anche negli interventi successivi, andremo a puntualizzare quanto già rientrava nella filosofia della legge vigente, ossia riconoscere non solo la possibilità di nuovi inserimenti e nuovi insediamenti, capita a volte tanto nell'Appennino quanto altrove di avere richieste di progetti di vita, di cambiamento di vita per quanto riguarda il sostegno alle nostre attività commerciali o anche la possibilità di cambiare drasticamente il ritmo frenetico della vita di città rispetto all'ambiente rurale o montano, ma anche e soprattutto cercare di aiutare tutti quegli operatori commerciali che stanno tristemente pensando di chiudere la loro attività.

In questo modo – all'inizio, quando si parlava del titolo della legge, parlavamo di negozi di presidio – andiamo a riconoscere un ruolo sociale agli esercizi commerciali, ruolo che viene riconosciuto da tutti, ma che oggi, al di là delle tante dichiarazioni che si possono fare, non ha alcuna possibilità di tradursi in un aiuto concreto. Per questo motivo, l'impegno che ci prenderemo, una volta definito con gli emendamenti e la discussione che seguirà il testo di legge, sarà quello di sostenere il finanziamento alla stessa, perché non dimentichiamo che ogni mese, ogni semestre che ritarderemo nell'emanazione dei bandi porterà tragicamente alla scomparsa di esercizi, che nelle aree montane a volte sono condizioni necessarie per la presenza di insediamenti umani, per la presenza e la costanza di famiglie, non solo con bambini ma spesso anche con anziani, che nel rapporto commerciale ma soprattutto nel rapporto umano con l'esercizio possono trovare motivo per rimanere in zone che, diversamente, per la legge dei grandi numeri o per l'evoluzione naturale della nostra società, purtroppo porta spesso le famiglie a decidere anche di abbandonare.

Spero, quindi, che le modifiche proposte vengano accolte con una certa unanimità soprattutto dal punto di vista della possibile soluzione e del lancio di un grido di allarme da parte di realtà che i grandi numeri condannano, se non alla scomparsa, a una lenta agonia e credo che il metodo che ha portato all'elaborazione di questo progetto di legge possa anche avviare un discorso trasversale tra le forze politiche per quanto riguarda anche il tema della montagna, in modo tale da portare la Regione Emilia-Romagna a elaborare una proposta anche politica nei confronti anche del Governo centrale per l'individuazione di soluzioni ai problemi strutturali che da troppi anni non sono affrontati o, comunque, sono affrontati con sistemi che purtroppo non hanno eradicato i problemi di base.

Quindi, a partire dalle proposte avanzate dai diversi gruppi politici, alcune predisposte anche dal PD, sarebbe opportuno cercare di unire un tavolo di lavoro, in collaborazione con l'assessorato, per elaborare un documento di indirizzo e, dunque, un documento di maggior forza politica e operativa che sia in grado, almeno nell'ultimo anno e mezzo del mandato, di ideare una proposta di soluzione emiliano-romagnola per le aree più deboli, che per noi sono indubbiamente rappresentate dall'Appennino, che con le proprie valenze e le proprie problematiche è un'area geografica che presenta, più o meno in tutta Italia, le stesse condizioni. Quindi, partendo da alcune proposte che sono arrivate dai gruppi di Forza Italia e della Lega, ascoltando volentieri anche le proposte degli altri gruppi, cercheremo insieme di capire, con questo metodo, se riusciamo a cogliere, come abbiamo fatto e spero riusciremo a fare anche oggi, una proposta unitaria, da portare poi a tavoli che vadano oltre il confine regionale. Adesso, quindi, non ci resta che procedere con la discussione.

Mi preme, infine, sottolineare che il confronto che abbiamo avuto con le categorie ha portato a un generale apprezzamento di questo intervento, che vi assicuro nessuno di noi venderà come un intervento risolutivo per la montagna e le aree marginali, perché ben sappiamo che i problemi sono tali e tanti che con questo provvedimento non li potremo certo risolvere tutti, però indubbiamente, al di là degli atti di indirizzo, avremo gli strumenti per valutare le misure e le azioni portate avanti nel triennio, mediante la clausola valutativa, per cercare così di capire, con la massima serenità, se questo percorso avviato oggi avrà dato i suoi frutti oppure dovrà essere modificato dai consiglieri che verranno dopo di noi all'interno di quest'Aula.

 

PRESIDENZA DEL VICEPRESIDENTE RAINIERI

 

PRESIDENTE (Rainieri): Grazie, consigliere Molinari.

Consigliere Bignami, lei vuole intervenire sulla discussione generale o sull'ordine dei lavori?

 

BIGNAMI: Sulla discussione generale.

 

PRESIDENTE (Rainieri): Le devo chiedere di attendere, perché prima devo dare la parola al consigliere Delmonte per la relazione di minoranza.

 

BIGNAMI: Va bene.

 

PRESIDENTE (Rainieri): Grazie, consigliere Bignami.

Consigliere Delmonte, prego.

 

DELMONTErelatore di minoranza: Grazie, presidente. Ringrazio anche il relatore di maggioranza per l'illustrazione.

Cercherò di non ripetere le considerazioni già espresse dal consigliere Molinari, ma mi limiterò a formulare le osservazioni che, come gruppo di minoranza, abbiamo espresso fin dall'inizio e che oggi ci hanno portato alla discussione e alla presentazione di alcuni emendamenti.

È doveroso, intanto, riconoscere cos'è un esercizio polifunzionale. Finalmente ritroviamo questo concetto all'interno di una legge, lo chiarifichiamo, lo andiamo ad aggiungere a una legge già esistente, dimodoché possa allacciarsi agli altri finanziamenti che sono già in essere a favore delle attività commerciali, e quindi andiamo a riconoscere il ruolo fondamentale che possono ricoprire questi esercizi commerciali all'interno di realtà soprattutto rurali. Dico rurali perché il provvedimento in oggetto non interessa solo le realtà montane o appenniniche, ma anche le piccole frazioni e i piccoli comuni che non sono in montagna, ma che comunque hanno una parte distaccata di centro abitato che non vede oggi quegli esercizi commerciali che garantiscono vitalità e anche sicurezza a una certa area.

Quando ho letto il testo del progetto di legge, ho subito pensato che questa fosse una legge assolutamente incompleta. Lo dico perché mancava una parte, che poi è stata meglio specificata, perché a detta della maggioranza era già un'intenzione, anche se non perfettamente specificata, oggetto peraltro di un mio emendamento, su cui siamo tutti concordi, e mi riferisco all'erogazione dei contributi non solo a favore dei nuovi insediamenti, ma anche a favore degli insediamenti di esercizi polifunzionali già in essere. Quindi, proponiamo di includere anche quelli che attualmente sono in essere e che, ovviamente, proprio per la tipologia di esercizio commerciale, possono andare incontro a difficoltà nella propria gestione.

Ho molto apprezzato, invece, il fatto che si possa intervenire con contributi in conto esercizio, e non solo in conto capitale, garantendo così un sostegno economico per affrontare le difficoltà economiche contingenti rispetto all'attività dell'esercizio stesso.

Un altro emendamento che abbiamo presentato specifica meglio, come dicevo prima, che non parliamo solo di un intervento per l'Appennino e per la montagna. Quindi, all'articolo 1 (se non ricordo male) abbiamo aggiunto la parola "municipi". È importante che comuni che sono stati recentemente oggetto di una fusione o che, comunque, hanno una frazione, anche se non meglio definita così a livello legislativo, distaccata con una scarsa densità di esercizi commerciali, ma un'alta densità abitativa, sempre restando sotto i 3.000 abitanti, possano essere oggetto di questi contributi.

Dall'udienza conoscitiva tenuta con le associazioni di categoria le perplessità emerse erano fondamentalmente queste, quelle che già pensavamo, quelle che già con un percorso di collaborazione e di dialogo con la maggioranza avevamo riscontrato e pensato in qualche modo di risolvere. Quindi, anche dall'udienza conoscitiva non sono emerse altre particolari criticità e si è appalesato un sostanziale accordo su questa soluzione, che certamente non si può definire strutturale, dal momento che non risolve completamente i problemi – magari lo si potesse fare! – di una certa parte del territorio, ma sicuramente aiuta un presidio fondamentale in certe aree.

È stato anche detto che il ruolo del Comune sarà di fondamentale importanza, ed è verissimo, e lo avrà non solo, come ha detto il relatore di maggioranza, nella definizione di quello che è per loro polifunzionale, cosa che farà poi la Giunta all'interno di un proprio regolamento, ma anche nell'individuazione stessa delle aree. Questo è un aspetto fondamentale perché chi meglio del Comune può sapere in quali aree vi è necessità di provvedere a contribuire alla nascita o al mantenimento degli esercizi polifunzionali.

Per quanto riguarda i finanziamenti, vi è un aspetto che è stato evidenziato anche da altri gruppi di minoranza: una carenza di questa legge è che non viene specificata la copertura, il quantum economico che verrà stanziato. Tutti noi, quindi, ci siamo assunti l'impegno di ragionare, soprattutto in fase di bilancio, su un quantum, che però riteniamo debba essere sostanzioso, al fine di coprire il maggior numero possibile di esercizi polifunzionali. Del resto, è inutile dare tanti soldi a pochi esercizi polifunzionali, quando la necessità è quella di coprire più realtà sparse sul territorio, in modo tale da raggiungere quello che è il reale intento di questo provvedimento, ovvero creare un'utilità e un presidio in quei territori che oggi non ne hanno.

Come Lega Nord, abbiamo presentato anche un ordine del giorno per impegnare, non legislativamente quindi, la Giunta a emanare il regolamento che andrà a definire i contributi e le modalità di accesso agli stessi. Inoltre, chiediamo che, nell'erogazione di questi contributi, si possa dare una priorità, non assolutamente un'esclusività di nessun tipo, agli esercizi polifunzionali di nuova creazione, ma anche a quelli già in essere, a guida giovanile. Lo chiediamo perché su certi territori mantenere all'interno di strutture economiche e, quindi, all'interno del tessuto commerciale ed economico di una certa zona, che appunto definiamo rurale, i giovani credo sia fondamentale per garantire il futuro della zona stessa. Ma chiediamo anche – lo proponiamo adesso verbalmente, non è inserito nell'ordine del giorno, anche se abbiamo avuto modo di ribadirlo in più occasioni – che all'interno dei criteri venga mantenuta una certa semplicità. Non deve essere complicato poter essere definiti "polifunzionali". Non dobbiamo pretendere troppo da esercizi che spesso oggi sono a guida di persone non più molto giovani e non più avvezze a certe tecnologie. Non dobbiamo necessariamente chiedere – faccio un esempio – il punto Wi-Fi, perché trattasi spesso di tecnologie che purtroppo non sempre sono possibili per talune categorie. Certo, devono rappresentare un plus, ma non possono essere inserite come un vincolo.

Accolgo, inoltre, la proposta avanzata dal consigliere Molinari di provare in futuro a trovare insieme un accordo per sollecitare il Governo nazionale, questo o il prossimo, a trovare una soluzione strutturale a queste problematiche. D'altronde, la Regione può anche concedere piccoli aiuti, può anche provare a mettere qualche pezza sui problemi che attanagliano la montagna, ma certamente non ha le capacità economiche e soprattutto legislative per predisporre un provvedimento strutturale in grado di aiutare il nostro Appennino, come ovviamente tutte le aree montane del Paese. Quindi, credo che sia assolutamente necessario intervenire in tal senso, e se questa iniziativa può partire dell'Emilia-Romagna è sicuramente una buona possibilità da cogliere, proprio perché all'interno di quest'Aula siamo tutti d'accordo su questa esigenza. Come e quando lo valuteremo, ma credo sia assolutamente importante.


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28/11/2017

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Tommaso Foti TommasoFoti
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