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Regione (Archivio)

Norme in materia di produzione e vendita del pane e dei prodotti da forno e per la loro valorizzazione

Data: 15/11/2017
Numero: 159
Soggetto: Assemblea

OGGETTO 4805

Progetto di legge d'iniziativa Consiglieri recante: «Norme in materia di produzione e vendita del pane e dei prodotti da forno e per la loro valorizzazione». A firma dei Consiglieri: Lori, Rontini, Caliandro, Bagnari, Mumolo, Poli, Molinari, Tarasconi, Cardinali, Marchetti Francesca, Montalti, Ravaioli, Rossi Nadia, Sabattini, Campedelli, Serri, Pruccoli, Zoffoli, Paruolo (73)

(Relazione, discussione e approvazione)

(Ordine del giorno 4805/1 oggetto 5605 - Presentazione, discussione e approvazione)

 

PRESIDENTE (Rainieri): Riprendiamo da dove abbiamo sospeso ieri, cioè dal progetto di legge 4805 circa norme in materia di produzione e vendita del pane e dei prodotti da forno e per la loro valorizzazione, a firma dei consiglieri Lori, Rontini, Caliandro, Bagnari, Mumolo, Poli, Molinari, Tarasconi, Cardinali, Marchetti Francesca, Montalti, Ravaioli, Rossi Nadia, Sabattini, Campedelli, Serri, Pruccoli, Zoffoli e Paruolo.

Ricordo che su questo progetto sono state presentate due proposte di emendamenti, a firma del consigliere Foti e un ordine del giorno a firma della consigliera Lori.

Consigliera Lori, a lei la parola.

 

LORIrelatrice: Con il progetto di legge che oggi presentiamo alla valutazione dell'Assemblea legislativa si conclude un percorso attento e partecipato che, proprio grazie alla fattiva collaborazione del mondo produttivo, ha saputo cogliere l'opportunità da un lato, di organizzare una serie di modalità e strumenti per la corretta informazione al consumatore; e dall'altro, di valorizzare e tutelare la produzione artigianale del pane fresco.

È da tempo, infatti, che si avverte l'esigenza di definire norme che consentano di dare al consumatore la possibilità di distinguere in modo chiaro ed inequivocabile le caratteristiche delle ormai numerosissime varietà di pane in commercio. Il settore è purtroppo in attesa di indicazioni in tal senso da diversi anni, e questo a seguito della mancata approvazione del decreto ministeriale previsto all'articolo 4 del decreto Bersani 2006.

Da quel momento in poi, dopo alcuni anni di attesa, diverse Regioni hanno legiferato in materia e oggi anche noi ci muoviamo in questo senso. Questo per dire che è passato molto tempo. Il sistema produttivo, anche grazie a elementi di innovazione, si è modificato, e la necessità di colmare una carenza normativa a partire dal livello nazionale si è fatta nel tempo sempre più pressante; così come l'esigenza di garantire un'informazione a monte e propedeutica per una scelta consapevole e puntuale da parte dei consumatori, a partire dal punto di vendita, con particolare attenzione, naturalmente, ai luoghi più frequentati, quali punti vendita della grande distribuzione.

Quello dei pani industriali, spesso congelati, surgelati e finiti di cuocere nel punto vendita a ogni ora del giorno, 7 giorni su 7, è un settore che soprattutto negli anni ha visto una rapida crescita, e che naturalmente ed evidentemente ha poco a che fare con la storica produzione artigianale che tutti ben conosciamo, quella del fornaio sotto casa.

Nulla di male certamente nel godere dei frutti del progresso e delle tecnologie, ma ciò che non è ammissibile è che il successo dei prodotti, specie quelli congelati e surgelati, si basi talvolta sulla disinformazione di chi li acquista. È necessario che il consumatore sappia se sta mangiando pane fresco di produzione artigianale o meno, e quando non è così, diviene particolarmente rilevante conoscere le caratteristiche e la provenienza dei prodotti.

Con il progetto di legge ricerchiamo un rapporto tra produttore, venditore e consumatore chiaro e trasparente, a favore di un sostegno delle produzioni artigianali che rappresentano garanzia di qualità.

Un mestiere, quello del fornaio, che si tramanda nel tempo, di sacrificio e cura delle produzioni a partire dalle materie prime, alla ricerca di una non sempre scontata genuinità di un prodotto che quotidianamente troviamo sulle nostre tavole, caratteristiche di artigianalità che appartengono al nostro patrimonio culturale e fanno parte di una vasta gamma di prodotti di qualità da valorizzare e salvaguardare.

Così, in assenza al momento di una legislazione statale, seguendo la strada aperta da altre Regioni, con questo progetto di legge definiamo le norme in materia di produzione e vendita del pane e dei prodotti da forno e per la loro valorizzazione. Come vedremo più nel dettaglio, sono una serie di norme semplici, undici articoli in tutto che possono apparire quasi scontati, ma che, in assenza di una legge, non lo sono per nulla e lasciano aperte una serie di possibilità davvero ampie e articolate. Basti pensare per un attimo a cosa ci troviamo davanti quando acquistiamo il pane e lo raffrontiamo con il sistema di regole che oggi, con il progetto di legge, andiamo a definire.

Come è noto, la proposta di legge è stata depositata a metà giugno di quest'anno ed i contenuti sono stati elaborati e condivisi con i principali stakeholders, le associazioni maggiormente rappresentative: Fippa, Fiesa e Assipan nelle loro declinazioni regionali.

Attraverso l'udienza conoscitiva abbiamo avuto un ulteriore e importante momento di ascolto, che ha permesso di approfondire alcuni aspetti e rispondere ad alcune perplessità, emerse grazie anche ad emendamenti discussi poi in Commissione.

In questo percorso abbiamo anche cercato di procedere nella medesima direzione, quindi tenendo un profilo di coerenza, rispetto al disegno di legge oggi in stato avanzato di discussione a livello nazionale, così da non dover eventualmente rimettere mano alla norma regionale quando, con ogni probabilità, questo diventerà legge.

Entro nel merito dell'articolato. Venendo all'esame delle disposizioni, all'articolo 1 si definiscono gli scopi della legge, riassumibili nella corretta informazione al consumatore sul tipo di prodotto in commercio e nella valorizzazione del pane artigianale. Va comunque specificato a tale ultimo proposito che l'aspetto della valorizzazione è accennato, contemplato in un articolo specifico, ma con una possibilità di prospettive molto ampia riteniamo, ed è stato poi riproposto nell'ordine del giorno che discuteremo, perché oggi abbiamo dato la priorità all'urgenza di definire regole chiare rispetto alla situazione legata alla produzione e soprattutto alla vendita del prodotto.

Quindi, l'obiettivo è quello di poter aprire un tema, quello della valorizzazione, che possa trovare in futuro ulteriori approfondimenti. Ci sarà dunque spazio nel prosieguo, con i tempi consoni all'adeguato coinvolgimento delle associazioni di categoria di verificare le strade percorribili, per meglio rispondere all'esigenza di sostenere e diffondere i prodotti da forno, artigianali e di qualità.

In Commissione siamo intervenuti con un emendamento integrativo, per specificare inoltre che è stato escluso dal raggio di azione della presente legge il pane agricolo; tema emerso in udienza conoscitiva.

L'articolo 2 si cimenta in una serie di definizioni utili alla regolamentazione contenuta negli articoli successivi. Dandole per lette, pongo l'attenzione però su alcune di queste definizioni, che sono assolutamente indispensabili per poter distinguere, ad esempio, il pane fresco dal pane conservato, che passa attraverso il rispetto di stringenti tempi di produzione e di commercializzazione ed il divieto assoluto di interrompere il processo di lavorazione, o di usare additivi conservanti.

Si dispone inoltre che possa fregiarsi dell'appellativo di panificio solo l'impresa di panificazione che svolge l'intero ciclo di produzione del pane, dalla lavorazione delle materie prime, alla cottura finale. Anche in questo caso, con un emendamento accolto in Commissione, vietiamo l'utilizzo di espressioni ingannevoli, quali pane caldo, pane di giornata ed altre nel momento della vendita dei prodotti.

Con l'articolo 3, si definisce la procedura di apertura e le attività esercitabili dal panificio; mentre all'articolo 4 ci si sofferma a descrivere la necessità che a capo sia posto un responsabile dell'attività produttiva, con il compito di garantire il rispetto della normativa di vigente, a tutela sia delle produzioni, quindi pensiamo ad esempio a tutta la normativa di carattere igienico sanitario, ma anche con un'attenzione particolare alla tutela delle norme che riguardano i lavoratori.

L'articolo richiede che tale figura abbia una formazione professionale che può essere acquisita attraverso la frequentazione di corsi appositi, oppure attraverso una competenza acquisita tramite una specifica formazione, o un periodo di attività lavorativa, come meglio dettagliato nell'articolato; tutto naturalmente in una logica di valorizzazione e anche conservazione nel tempo della professione artigiana di panificatore.

Il cuore della legge è costituito dall'articolo 5 che dispone, in sostanza, che il pane fresco sia venduto in scaffali dedicati e separati dall'altro pane; mentre il pane conservato e quello finito di cuocere nel negozio, come sempre più spesso accade, devono contenere tutte le indicazioni di provenienza ed essere contrassegnati, in maniera tale da rendere subito evidente che non si tratta di pane fresco, ma di pane ottenuto da cottura di impasti. Questa è la dicitura che si prevede debba essere ben identificabile.

Come già anticipato, le norme di valorizzazione contenute all'articolo 6 hanno l'obiettivo di avviare un percorso di valorizzazione attraverso alcuni primi strumenti, tra questi l'istituzione, nel mese di ottobre, della giornata del pane e dei prodotti da forno, in cui far conoscere le eccellenze artigianali e l'attività di promozione e valorizzazione, da definire con successivo atto di Giunta, per la promozione di azioni finalizzate ad esempio alla tracciabilità del prodotto e alla promozione degli accordi di filiera; tutti interventi che potranno beneficiare di un contributo economico a sostegno dei progetti condivisi con le associazioni di categoria.

Canonica è la norma sulla vigilanza, di cui all'articolo 7, che delega ai Comuni e alle ASL, in base alle rispettive competenze, mentre per le sanzioni contenute all'articolo 8 ci siamo allineati alle disposizioni delle altre leggi regionali, sia come tipologia che come ammontare delle sanzioni.

Gli ultimi tre articoli, dal 9 all'11, recano le consuete disposizioni di rispetto della normativa comunitaria sugli aiuti di stato, di regolamentazione del periodo transitorio e la norma finanziaria che per l'esercizio in corso poggia sul Fondo speciale per il finanziamento dei provvedimenti legislativi regionali in corso di approvazione.

Come avete ben compreso, parliamo di poche regole, undici articoli come dicevo, che danno una concreta risposta ai produttori, artigiani di pane fresco; forniscono indicazioni per una scelta consapevole dei consumatori; e individuano primi significativi strumenti concreti per l'avvio di un più marcato processo di valorizzazione.

Concludo e tengo a ringraziare naturalmente chi ha contribuito a questo percorso, in primis l'Ufficio legislativo del Gruppo PD che ha accompagnato un lavoro a partire dalla declinazione nella forma giuridica necessaria degli obiettivi del progetto, ma anche successivamente nelle fasi di ascolto; gli uffici legislativi di Assemblea e Giunta e i funzionari dell'assessorato. Un ringraziamento particolare va all'assessore Palma Costi che ha accolto e supportato il percorso di iniziativa assembleare. Un altro ringraziamento va ai colleghi degli altri Gruppi consiliari, in particolare il collega Bertani del Movimento 5 Stelle, che ha sollecitato un'attenzione particolare, discussa soprattutto in Commissione, e che ci ha permesso di accogliere alcuni emendamenti, ma soprattutto di rafforzare quella prospettiva che sarà poi meglio declinata nell'ordine del giorno rispetto al tema della valorizzazione. Grazie.

 

PRESIDENTE (Rainieri): Grazie, consigliera Lori.

Apriamo la fase della discussione generale.

Consigliera Tarasconi, prego.

 

TARASCONI: Grazie, presidente. Credo che i capisaldi di questa legge siano da ricondursi a tre "T": tutela, trasparenza e tradizione. La normativa, che a mio parere ha avuto un iter molto interessante e proficuo, ha centrato gli obiettivi di accrescere la consapevolezza dei consumatori, tutelare le professionalità artigiane e preservare il valore della tradizione.

Da tempo, le associazioni del settore ci chiedevano di prendere provvedimenti perché messe a dura prova dal fiorire di produzioni molto economiche. Pertanto mi rendo portavoce dell'Associazione panificatori di Piacenza che abbiamo coinvolto in questo percorso, insieme ovviamente a tutte le altre associazioni di categoria, per avere da loro dei riscontri.

Sappiamo che era urgente fare chiarezza, mettendo ordine, in una legislazione che ad oggi era imprecisa. Altre Regioni si sono mosse precedentemente in questa direzione. Era giusto che anche l'Emilia-Romagna si allineasse con un provvedimento ad hoc. Con l'introduzione dell'obbligo di informativa alla clientela e con la distinzione del pane fresco dai pani di altro tipo torna ad essere esaltata sia la qualità del prodotto che il cliente si accinge a consumare, sia il rapporto di fiducia tra il produttore artigianale e i suoi clienti.

Con questa legge, i formai artigiani, piacentini e non solo ovviamente, avranno la garanzia che il pane fresco da loro prodotto non verrà confuso con pani congelati, precotti, o con prodotti di dubbia provenienza che non devono rispettare le ferree norme cui invece deve sottostare un produttore italiano. Potranno lavorare e garantire la bontà del proprio prodotto come hanno sempre fatto, sapendo che i consumatori potranno fare una scelta consapevole di ciò che intendono consumare.

Ringrazio molto la consigliera Lori che, fin da quando sono arrivata in assemblea, ha lavorato insieme a tutte le forze politiche e le associazioni, perché credo che questo progetto di legge sia davvero importante per i nostri territori e concludo manifestando il mio appoggio all'ideazione della giornata del pane, perché era arrivato il momento di esaltare queste produzioni artigianali, dietro le quali c'è una tradizione che era nostro dovere preservare, in base alla caratterizzazione di ciascun territorio.

 

PRESIDENTE (Rainieri): Grazie, consigliera Tarasconi.

Consigliere Bertani, prego.

 

BERTANI: Grazie, presidente. L'aspetto principale, come hanno già detto le colleghe, di questo progetto di legge, è quello di fornire informazioni ai consumatori e garanzie ai produttori, riguardo al pane fresco.

Purtroppo, ormai da parecchio tempo, il consumatore si trova di fronte ad alcuni esercizi commerciali, essenzialmente parliamo della grande distribuzione che, in maniera furba, dicono di sfornare pane caldo tutto il giorno, parlano di pane appena sfornato, e il consumatore non si rende conto che quel pane non è fresco e artigianale, ma deriva da prodotti decongelati di provenienza non sempre certa e certificata. Questo è il punto sul quale secondo noi la legge si qualifica, perché introduce una netta distinzione fra il vero pane fresco e il pane che vorrebbe chiamarsi fresco, mettendo alcune norme che obbligano l'esposizione fatta in maniera corretta e l'informazione fatta in maniera corretta rispetto ai consumatori, di modo che il consumatore potrà scegliere consapevolmente.

Questo era il punto principale della legge. Anche noi in qualche modo siamo intervenuti con vari emendamenti. Alcuni sono stati accolti, altri un po' meno. Su questo ci differenziamo un po', perché mentre il progetto di legge fa leva sulla modernizzazione, a noi sarebbe piaciuto più far leva sulla tradizione. Anche qui, quando si parla di forno artigianale regionale avremmo meglio e ben distinto che cos'è un forno artigianale, che cos'è un forno di qualità e che cos'è un forno tradizionale.

Questa parte propositiva del Movimento 5 Stelle non è stata accettata, ma rimaniamo soddisfatti del fatto che il punto principale comunque, quello della distinzione fra pane fresco e pane non fresco, rimane ben evidenziato.

Un altro aspetto che ci preoccupava e che ci era stato segnalato durante l'audizione era quello di distinguere bene anche il pane artigianale e il pane fresco da quello che si chiama pane contadino. Il rischio che questa norma andasse però sì a informare i consumatori, ma a bloccare alcune filiere che secondo noi sono importanti, con un emendamento nostro che è stato poi rielaborato rispetto alla dicitura. Il concetto che è stato inserito in legge è che il pane contadino, cioè il pane prodotto all'interno dell'attività agricola, è fuori da questa normativa. Su questo siamo già certi e sicuri che quello è un pane di qualità.

Il pane contadino è importante perché introduce la filiera corta: il pane contadino è quel pane prodotto dal contadino, che si autoproduce i grani, poi li fa molire magari in un mulino di zona e produce e vende il pane.

Questo aspetto ci è piaciuto inserirlo anche in un ordine del giorno, collegato al progetto di legge, che richiama anche una legge regionale che ad oggi non sempre è stata molto attuata. Parlo della legge n. 19 del 2014, che riguarda l'economia solidale. La Regione Emilia-Romagna ha riconosciuto l'importanza dell'economia solidale, e in questo caso, secondo noi, bene si adattava all'argomento pane, perché l'economia solidale è quella che cerca di costruire e rafforzare reti locali di produzione e di consumo legate al prodotto locale, legate ad un prodotto sano e biologico e legate al prodotto artigianale e ad un consumo consapevole.

Il pane racchiude in sé tutti questi elementi, proprio perché spesso, per i prodotti di alta qualità, c'è una filiera locale, ci sono produttori agricoli e contadini che stanno reintroducendo la produzione di grani antichi e di qualità. Ci sono piccoli mulini locali che fanno la macinazione a pietra, ci sono bravi e buoni artigiani locali che con quelle farine producono dei pani.

Attorno a questa filiera virtuosa si stanno creando appunto delle reti di economia che a noi piace chiamare di economia solidale, che hanno attirato dei consumatori informati e consapevoli, e hanno creato e ricreato delle economie che sono importanti per gli agricoltori e sono importanti per gli artigiani. È importante quindi questa sottolineatura, è importante il fatto che nelle giornate del pane, quindi nella parte informativa, si faccia informazione anche su questi aspetti, perché questo va a valorizzare tutto il lavoro dei nostri artigiani.

L'auspicio poi è che i Comuni, che a questo punto hanno oggi in mano uno strumento importante, comincino fin da subito a fare opera di sensibilizzazione e opera di informazione presso i consumatori e presso gli esercizi commerciali perché questa confusione fra pane fresco e pane simil-fresco, che in realtà viene da pani decongelati, non accada più. Grazie.

 

PRESIDENTE (Rainieri): Grazie, consigliere Bertani.

Consigliere Delmonte, prego.

 

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