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Regione

Pdl alle Camere: Riconoscimento dell'inno di Goffredo Mameli 'Fratelli d'Italia' quale inno ufficiale della Repubblica

Numero: 162
Soggetto: Assemblea

OGGETTO 3691

Progetto di proposta di legge alle Camere, ai sensi dell'art. 121, comma 2, della Costituzione, recante: "Riconoscimento dell'inno di Goffredo Mameli "Fratelli d'Italia" quale inno ufficiale della Repubblica". A firma del Consigliere: Foti

(Relazione e ritiro)

(Ordine del giorno 3691/1 "Non passaggio all'esame degli articoli" - Presentazione e decadenza per ritiro del progetto di proposta di legge alle Camere)

 

PRESIDENTE (Saliera): Procediamo con l'oggetto 3691, Progetto di proposta di legge alle Camere, ai sensi dell'articolo 121, comma 2 della Costituzione, recante: "Riconoscimento dell'inno di Goffredo Mameli, 'Fratelli d'Italia', quale inno ufficiale della Repubblica", a firma del consigliere Foti.

Il testo n. 20 del 2017 è stato licenziato dalla Commissione Bilancio e Affari generali, nella seduta del 24 ottobre 2017, con parere contrario.

Il progetto di legge è composto da un articolo.

Il relatore della Commissione è il consigliere Tommaso Foti, che ha preannunciato di svolgere la relazione orale.

Su tale oggetto è stato presentato un ordine del giorno, il n. 3691/1, di non passaggio all'esame dell'articolato, a firma del consigliere Poli.

La parola al relatore della Commissione, Tommaso Foti. Prego.

 

FOTIrelatore: Io speravo che il consigliere Poli ritirasse almeno l'ordine del giorno sul non passaggio…

 

PRESIDENTE (Saliera): Mi scusi, consigliere Foti, forse non ha inserito la sua tessera, perché non mi risulta il suo nome.

Prego, ha la parola.

 

FOTI: Una volta la tessera era quella del pane, adesso c'è anche la tessera per parlare.

A prescindere da ciò, io speravo che il consigliere Poli avesse ritirato almeno l'ordine del giorno di non passaggio all'esame del progetto di legge. È quantomeno curioso, ma non mi stupisce, è una cosa che può succedere solo in Emilia-Romagna, che dopo che è stato presentato un progetto di legge alle Camere che riguardava specificatamente la materia del riconoscimento di "Fratelli d'Italia", o "Canto degli italiani" che dir si volesse come inno nazionale, io non avrei mai pensato che nonostante le numerose ammonizioni che mi ero permesso di rivolgere alla maggioranza, si bocciasse questo progetto di legge. Ho continuato a dire: guardate che voi lo bocciate e bocciate lo stesso testo che state votando in Parlamento.

Mi sembra che non sia più un caso neppure di vivace dibattito culturale e politico, quello all'interno soprattutto del PD ma, lasciatemelo dire, di cecità politica, che francamente stupisce e amareggia.

Ad ogni buon conto, eviterò di esprimere giudizi sufficientemente polemici, non è il caso. I gesti si qualificano di per sé. Il voto contrario è una medaglia al valore della vostra cecità politica, della vostra faziosità, direi istituzionale, e quindi prendetevela tutta.

Io mi limito soltanto a dire, signora presidente, che avrei comunque ritirato questo progetto di legge, perché far bocciare l'inno nazionale significa veramente essere, come si suol dire, alla frutta. Ma probabilmente siete già passati anche… Il conto di questi comportamenti arriva il prossimo anno, lo daranno gli elettori, il conto, ma siete passati anche all'amaro. Penso che sia una decisione amara, quella che avete assunto, proprio perché l'avete assunta in un momento in cui già la Commissione affari costituzionali della Camera e già l'Aula della Camera avevano approvato il provvedimento. Ma dato che non vi fate mancare nulla, almeno vi foste salvati nella precedente seduta. Avreste potuto votarlo facendo solo un bel gesto, tanto nel pomeriggio diventava ugualmente legge, perché nella seduta del Senato, in Commissione affari costituzionali, sede legislativa, il progetto di legge è stato approvato, quindi, a tutti gli effetti, oggi il provvedimento in esame è legge.

Se volessi essere polemico, ma non lo sono per il rispetto che ho di queste cose – non dell'Assemblea – direi che possiamo votarlo ugualmente. Dato infatti che questo testo prevede che l'inno nazionale sia "Fratelli d'Italia", mentre nella legge che è stata licenziata si dice "Canto degli Italiani", potrei dire che non è neanche superata sotto il profilo tecnico, atteso che a questo punto si può modificare la legge medesima. Ma essendo avvezzo a non giocare con le cose serie, lascio che a coprire e a coprirsi di ridicolo siano altri.

Voglio peraltro dire che l'iniziativa parlamentare che ha portato all'approvazione di questa legge ha come primo firmatario l'onorevole Umberto D'Ottavio del Partito Democratico. Probabilmente c'è un Partito democratico che a Roma canta l'inno nazionale e che qui è fermo ancora a Bandiera rossa: cercate di evolvervi.

 

PRESIDENTE (Saliera): Una domanda: è formalmente ritirato? Quindi, si ferma qui la discussione. Verbalizziamo che il consigliere Foti ha ritirato il progetto di proposta di legge alle Camere, ogg. 3691.

Procediamo, quindi, con i punti all'ordine del giorno.



29/11/2017

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Tommaso Foti TommasoFoti
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