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Regione

Pdl: Assestamento e prima variazione generale al Bilancio di previsione della Regione Emilia-Romagna 2017-2019

Numero: 145
Soggetto: Assemblea

OGGETTO 4866

Progetto di legge d'iniziativa della Giunta recante: «Assestamento e prima variazione generale al Bilancio di previsione della Regione Emilia-Romagna 2017-2019» (71)

(Relazione di minoranza e discussione)

(Ordini del giorno 4866/1/2/3/4/5 oggetti 5046 - 5047 - 5048 - 5049 - 5050 - Presentazione)

 

PRESIDENTE (Rainieri): Do la parola al relatore di minoranza, consigliere Bargi. Prego.

 

BARGIrelatore di minoranza: Grazie, presidente.

Chiedo scusa, ma disfunzioni tecniche mi impediscono di essere presente in aula. Però, evidentemente, se parlo ci sono.

Questa mattina...

 

PRESIDENTE (Rainieri): Consigliere Bargi, può spostarsi al posto del suo collega? Pare che non funzioni quello. Provi.

 

BARGI: Adesso va. Adesso è a posto. Ce l'abbiamo fatta.

Questa mattina il relatore di maggioranza, Boschini, ha presentato l'assestamento per il bilancio previsionale del 2017 dicendo che non va considerato semplicemente come un passaggio tecnico, anche se, di fatto, sugli assestamenti, soprattutto degli ultimi anni, in attesa delle decisioni definitive dello Stato centrale per quanto riguarda i finanziamenti di vari aspetti della vita, pubblica o meno, e le chiusure del rendiconto che abbiamo approvato prima per quanto riguarda il 2016, di fatto spesso si finisce per considerare in questo modo l'assestamento.

In realtà, c'è la possibilità - come è stato detto stamattina - di fare varie scelte, anche politiche, all'interno di questo passaggio; scelte politiche e rimodulazioni di risorse dovute principalmente alle economie che si vengono a realizzare rispetto alla previsione iniziale e che vengono, poi, allocate nelle varie voci di spesa; economie che, sì, vengono presentate durante l'assestamento, vuoi come qualche residuo attivo riscosso vuoi come spese non più sostenute, però dobbiamo anche individuare alcune situazioni un po' più critiche.

In particolare, noi abbiamo preso atto di 1,7 milioni per quanto riguarda il finanziamento dei cosiddetti "confidi", sui quali andrebbe aperta una parentesi a parte. Di fatto, adesso, c'è un ricorso al TAR da parte dei cosiddetti "confidi minori", una situazione analoga, tra l'altro, che in altre Regioni ha visto anche vincente la parte che ha portato in causa l'ente pubblico. Quindi, ci sarebbe da aprire un discorso a parte, anche perché proprio su questa questione, cioè sul fatto che in legge abbiamo deciso di conferire risorse solo ai confidi cosiddetti "maggiori", c'era stato anche un nostro emendamento, proprio sul bilancio previsionale, che chiedeva di fare attenzione: un conto è quando la Giunta fa una scelta politica con un atto amministrativo; un conto è escludere in legge dei soggetti dai finanziamenti. Non è mancato il ricorso al TAR da parte di alcuni di questi soggetti. Quindi, anche in questo caso, ci sarebbe da aprire una discussione a parte, ma le responsabilità se le prende, ovviamente, chi fa scelte politiche di questo tipo, non certo noi che avevamo anche segnalato la criticità.

Comunque, vengono meno 1,7 milioni sulle risorse per i confidi - ci viene detto in Commissione - perché siamo stati lenti a preparare i bandi. Non arriveremo a erogare queste risorse entro la fine dell'anno. Questa, evidentemente, non è un'economia dovuta a maggiori entrate rispetto alle previsioni. Questa, evidentemente, è una criticità su una scelta che andremo a fare. La Regione va a stanziare, tra le varie voci di questo assestamento, 2 milioni di euro per quanto riguarda l'accesso al credito delle imprese, tra l'altro facendo una funzione di co-garanzia, da quello che leggo, in base alla proposta che monitoreremo nel suo sviluppo, ma che di fatto va a coprire quello che già fanno queste organizzazioni. Evidentemente, non capiamo tanto come si è sviluppato questo giochino.

Un'altra voce di economia interessante riguarda i 2 milioni sull'aeroporto di Parma. 12 milioni in tre anni, di cui 2 milioni sul bilancio 2017. La cosa interessante di questa voce non è tanto il fatto che intervenga lo Stato e che, quindi, la Regione dica di fare economia di queste risorse, come è stato spiegato. Sicuramente, dal punto di vista tecnico non fa una piega. Dal punto di vista politico, però, viene da dire che siamo andati ad impegnare solo sei mesi fa queste risorse sul bilancio di previsione e adesso, con un colpo di spugna, le andiamo a togliere. Non vorrei pensare male, perché è brutto e dopo si sta peggio, però c'è stata la campagna elettorale a Parma. Ricordo che a dicembre la Giunta ha detto: "Noi ci mettiamo 12 milioni perché all'aeroporto ci teniamo". Neanche un mesetto fa si è conclusa la campagna elettorale per le amministrative a Parma. Non vorrei che già allora si sapesse che tale voce non avrebbe gravato sul bilancio regionale e che sia stata messa in maniera prudenziale, giusto per sbandierarla durante la campagna elettorale. Un sospettino viene fuori e, di conseguenza, anche osservazioni di questo tipo.

Faccio un inciso, che avrei dovuto fare all'inizio. Se si vuole consentire, magari anche a noi delle opposizioni, di poter meglio intervenire con proposte politiche su una fase di variazione e di assestamento, in particolare, cioè laddove si vanno a registrare eventuali risorse libere da poter utilizzare, sarebbe quantomeno carino che ci venissero indicate le voci contenenti risorse libere prima dell'arrivo della proposta di assestamento della Giunta. Chiaramente, come si può vedere anche dagli emendamenti depositati qui in aula, si va spesso e volentieri a incidere su quella che è una proposta già fatta dalla Giunta. Sarebbe interessante, invece, fornire alle opposizioni la possibilità di dire che ci sono 40-50 milioni di risorse sbloccate dovute alla parte tecnica e burocratica di bilancio: qual è la proposta politica delle opposizioni?

Già abbiamo corso, per questo assestamento, molto in fretta. Se, poi, uno si trova già a dover ragionare esclusivamente su una proposta della Giunta, fa un po' più fatica.

Quindi, vi è stato un po' di recupero in economia, ma vi sono anche alcune criticità o atteggiamenti che hanno prodotto adesso alcune risorse libere, come se si fosse voluto tenerle lì. Gli impegni - che possono essere più o meno lodevoli - sono stati ricordati questa mattina dal consigliere Boschini. Mi riferisco agli 8,5 milioni per quanto riguarda i trasporti, sicuramente per coprire quella che, di fatto, è stata una rivisitazione al ribasso da parte dello Stato centrale. Hanno un loro perché.

Abbiamo, poi, le risorse per quanto riguarda il fondo di non autosufficienza, per circa 2 milioni, e risorse per il superamento delle barriere architettoniche. Queste risorse vengono messe giù. Mettiamo dei soldi anche lì. Noi siamo bravini, perché alla fine sono proposte lodevoli. Nessuno dice nulla su questi tipi di argomenti, però parliamoci chiaro: bisognerebbe anche capire cosa andiamo a modificare sul nostro territorio. Faccio un esempio: per quanto riguarda il superamento di barriere architettoniche, bisognerebbe capire qual è la richiesta del territorio. Se i territori ci richiedono 10 milioni e noi mettiamo 2 milioni andiamo a coprire quello che è, grosso modo, il 20 per cento della richiesta del nostro territorio. Sicuramente è meglio che niente. Tra l'altro, questo era un fondo co-partecipato tra Regione e Stato, ma ad oggi portato avanti solamente dalla Regione. Però è fondamentale per noi capire cosa si va a coprire. Altrimenti, mettere una risorsa in più qui e una risorsa in più là solo per dire che andiamo nella direzione per aiutare il superamento delle barriere architettoniche non è sufficiente per dire che stiamo facendo un'iniziativa positiva. Se la richiesta del territorio è di 60-70 milioni, verrebbe da dire: o noi sblocchiamo un certo numero di risorse e ci crediamo veramente oppure, forse, anche quei 2 milioni, piuttosto che buttarli lì per una bandiera, è meglio utilizzarli da qualche altra parte dove possono essere più incisivi.

Da parte nostra, rimaniamo sulle richieste che hanno accompagnato il bilancio previsionale a dicembre. Il dissesto idrogeologico. Sì, ci mettiamo le risorse, qualcosa lo mettiamo, ma la risposta al nostro quesito fatto agli uffici proprio su questo assestamento, per capire la situazione, è perché non riusciamo ancora a mettere risorse sufficienti a coprire la necessità di andare a rivedere tutte le manutenzioni e le pulizie, ad esempio, dei fiumi e dei corsi d'acqua necessarie sul nostro territorio regionale.

Ricordo che noi abbiamo presentato ed è stato approvato all'unanimità, direi, sicuramente con i voti della maggioranza, un ordine del giorno che chiedeva proprio di prendere in considerazione quella che viene spesso dimenticata, cioè la rete idrografica minore, torrenti e ruscelli, che spesso, vuoi perché scorrono in prossimità di abitazioni private, vuoi perché passano sotto o attraversano strade, in presenza di piogge vanno in piena e intaccano sia il privato sia la strada. Molte volte si tratta veramente di piccoli corsi d'acqua, tant'è che i privati spesso dicono: "Se ce lo consentite, ci mettiamo i soldi noi e li mettiamo a posto. Il problema ricade su di noi, però, siccome la competenza non è nostra, non possiamo metterci le mani". Per un rimpallo di competenze, se ne deve occupare la Regione, ma sarebbe il tipico esempio di qualcosa di cui dovrebbe occuparsi direttamente il Comune che si trova a diretto contatto con queste realtà. Noi qui sbocciamo quando si parla di fusioni e di Unioni di Comuni, ma nel caos delle competenze e di chi trattiene le risorse per fare gli interventi nel nostro Paese, in realtà, non riusciamo ancora a chiarirci su questi passaggi.

Vi è il tema dell'internazionalizzazione. Avremmo preferito vedere, magari, una spinta un po' più incisiva. Abbiamo visto negli ultimi anni un calo di risorse su questo fronte. Avevamo chiesto di poterci muovere in questa direzione. Ci pareva ci fosse una certa disponibilità da parte della maggioranza. In realtà, in questo assestamento non vi è traccia di questo tipo di proposta.

Passiamo al collegato. Anche nel collegato ci sono alcuni passaggi che ci fanno riflettere. Penso, ad esempio, all'articolo 2 per quanto riguarda i compensi ai componenti dell'Osservatorio per la sicurezza stradale. A dicembre siamo intervenuti per dare al precedente Osservatorio il compenso forfettario annuo di 7.200 euro, più varie spese documentate per trasferte fuori regione. Spese documentate per trasferte fuori regione anche per il presidente ordinario. Adesso, a distanza di sei mesi, con la prima variazione utile, andiamo a rimodificarlo dicendo che adesso diamo solamente i rimborsi spese a tutti i componenti dell'Osservatorio. Già con gli Osservatori qui abbondiamo tantissimo (siamo pieni di Osservatori e non so a quanto cavolo serviranno in questa regione), ma io non ho ancora visto un report sulla mia scrivania, quindi non ho capito a cosa servono e se i dati non vengono prodotti o se servono esclusivamente per i comunicati positivi della Giunta, quando deve buttar fuori qualche dato positivo. Non credo che altri miei colleghi possano dire di aver ricevuto report da questo Osservatorio. Siamo sempre stati abbastanza critici con queste strutture. In particolare, c'è questo passaggio che non si è ben compreso, cioè come mai prima si danno i soldi e poi si tirano via. Evidentemente, c'è stato un ripensamento.

Ci sono, poi, alcuni aspetti nel collegato che, invece, riteniamo lodevoli, in particolare per quanto riguarda il bollo auto e il fatto che le modalità di pagamento del bollo auto vengano ampliate. C'è una nostra proposta al vaglio. In realtà, la nostra proposta di legge riguarda principalmente gli sgravi fiscali, ma è ancora al vaglio del percorso in Commissione. Sicuramente, questo, anche se può essere considerato solo un piccolo passo verso quella proposta, trova il nostro plauso.

C'è la questione degli alloggi ERP e del canone maggiorato. Mi riferisco al fatto che adesso si possa utilizzare il canone maggiorato anche in caso di sforamento dei limiti di reddito. C'era stata una piccola apertura da parte nostra, quando ne abbiamo parlato, in merito all'introduzione della residenzialità storica tra i princìpi con cui si va ad assegnare questo tipo di strumento a carattere sociale, qui in Assemblea, tempo fa. Però questo va proprio nella direzione di dire: stimoliamo il cambio e l'utilizzo corretto di questo strumento, che - ricordo - non è un utilizzo ad abitazione permanente, ma è un utilizzo per necessità e bisogni momentanei.

Vi è, poi, il fondo regionale di solidarietà per le famiglie delle vittime del sisma. Con l'emendamento del consigliere Foti ci sembra più corretto, perché andiamo a comprendere tutti gli eventi calamitosi avvenuti nella regione. Sicuramente, si tratta di un'iniziativa lodevole. Vengono, anche qui, inserite alcune cifre pari a 250.000 euro per l'esercizio 2017. Vorremmo capire queste cifre quante famiglie vanno a coprire. Su un sisma che ha prodotto danni per milioni di euro, che ha numeri come 15.000 sfollati, 350 feriti e 27 vittime, bisognerebbe un attimino capire queste risorse, effettivamente, che cosa vanno a coprire e quanto, poi, arriva alla singola famiglia della vittima. È vero che si può fare il conteggio con le 27, ma vorremo capire esattamente come funziona questo tipo di risorsa.

Vi è, poi, la questione dell'assistenza agli obbligazionisti emiliano-romagnoli danneggiati dalle crisi bancarie, nata già in fase di bilancio previsionale. Sicuramente, c'è un'apertura per 200.000 euro. Anche in questo caso, è sempre quanto va a impattare realmente sulla gente il dato che conta. Uno si può vantare qui dentro di aver messo i soldini lì, però se al cittadino arrivano briciole o non arriva praticamente nulla non è un servizio utile.

Vi è, poi, il passaggio - questo, però, è più critico - sul contributo alla Fondazione per le scienze religiose Giovanni XXIII, per 500.000 euro per tre annualità a venire. Anche in questo caso - se ne è discusso in Commissione - non si capisce come mai all'interno di una legge bisogna inserire un articolo per dare un contributo a una fondazione che ha già ricevuto contributi anche da parte del Ministero. Giusto per capire. Posso capire se la nostra Regione decide di emanare un bando per fondazioni di questo tipo, andando a finanziare eventuali progetti, purché tutti possano partecipare e tutti possano presentare progetti concreti; un conto è dare una tantum a titolo di contributo o forse - sempre a voler pensare male - di contentino di 500.000 euro per tre anni. Anche questo è un passaggio che ci lascia perplessi.

Mi avvio alla conclusione. Prima, giustamente, il collega Boschini nel proprio intervento ha detto che noi puntiamo forte sul sociale per cercare di ridurre la disuguaglianza tra il povero e il ricco. In realtà, il nostro problema è la diversità di vedute tra come intendiamo noi il governo della Regione e come lo intende l'attuale maggioranza. L'obiettivo vero del sociale, per me, non è dare il servizio sociale, ma fare in modo che il cittadino non abbia bisogno del servizio sociale. Questo deve essere un principio cardine di un'azione amministrativa. Qui si parla di disuguaglianza sociale, ma in realtà non è una questione di diseguaglianza sociale. La disuguaglianza sociale, a mio parere, l'abbiamo nel momento in cui un nostro cittadino che vuole fare un investimento, vuole fare un'impresa - prendiamo il caso di baristi e ristoratori, che spesso si ritrovano dinanzi a forti debiti e difficoltà economiche; oggi come oggi, è sicuramente uno dei settori che soffre di più, proprio perché è un settore che viene utilizzato principalmente come "extra" della vita di una persona - si trova, magari, di fronte a un grande investimento, dà da lavorare a delle persone e spesso si trova a portare a casa forse meno di quello che prendono i suoi dipendenti.

Questo avviene non perché il destino vuole così, ma perché siamo in un Paese che, tra studi di settore, indicatori di affidabilità (o come li vogliamo chiamare), imposte e tendenza a giudicare il contribuente come una brutta persona, perché sicuramente sta evadendo, è pressante e non consente al cittadino la libertà di intraprendere.

Questa è la vera disuguaglianza sociale che noi dobbiamo superare. Se superi questo concetto, vedrai che si riduce il problema della povertà, perché se i posti di lavoro si creano il problema della povertà si può superare e soprattutto il problema della povertà non lo vai a colmare con misure come il reddito in solidarietà che sottrae alle nostre risorse ben 35 milioni di euro.

Questa proposta noi l'abbiamo osteggiata fin dall'inizio. Queste sono tante risorse che potevano essere utilizzate proprio per andare a colmare il nostro fabbisogno per quanto riguarda il dissesto idrogeologico, per quanto riguarda la viabilità passata di competenza provinciale per quanto riguarda la legge Bassanini, ma lasciata senza copertura e per quello che veramente serve a rilanciare il nostro territorio.

Questa tendenza che fare il sociale sia una forma di investimento perché ci riporta qualcosa, a nostro avviso, è sbagliata. Quindi, o mettiamo i nostri cittadini nelle condizioni di uscire dal momento di difficoltà, certo con l'assistenza, nessuno dice il contrario, ma di uscire da un momento di difficoltà e non di potersi adagiare…

Ricorderò sempre l'esempio delle case popolari, alloggi ERP. Quando siamo stati in maggioranza a Sassuolo una signora mi venne a dire "Questa ormai è casa mia". Signora, non è casa sua. Quella è casa dei sassolesi che l'hanno pagata. Poi il fatto che la signora abbia avuto un momento di difficoltà e abbia passato dentro vent'anni quello, purtroppo, io non so come sia possibile, come possa essere giustificabile visto che quello è uno strumento che, a mio avviso, deve essere momentaneamente disponibile per dare aiuto a chi ha delle difficoltà come, per esempio, l'anziano che ha sempre lavorato e contribuito e rimane solo.

Se noi non riusciamo a capire che il servizio sociale deve servire a questo come extrema ratio, ma dobbiamo lasciare che i nostri cittadini possano anche emergere da soli dai momenti di difficoltà al massimo accompagnati, noi rimarremo sempre con un concetto che ci impedisce di utilizzare le risorse per quello cui forse servirebbero un pochino di più, cioè a rilanciare il nostro territorio per quella parte che al pubblico compete.

 

PRESIDENTE (Rainieri): Grazie, consigliere Bargi.

Passiamo, quindi, alla discussione generale.

Consigliere Iotti, prego.

 

IOTTI: Intervengo brevemente, presidente. Volevo solo porre un chiarimento rispetto ad alcuni interventi che mi hanno preceduto, in particolare relativi all'aeroporto di Parma. Sulla vicenda non c'è stato niente di particolare. Fin dalla presentazione del progetto di risanamento e di sviluppo di SO.GE.A.P. e dell'aeroporto di Parma venne anticipata la disponibilità a investire su questa infrastruttura importante per il territorio. Chi mi ha preceduto probabilmente non era presente, ma fin da quel momento venne indicata come la più opportuna, come fonte di risorsa, quella dei fondi strutturali comunitari. In quella sede, per garantire il fatto che non erano certamente in quel momento già erogabili questi contributi e per dimostrare quanto era fondata e convinta l'adesione venne detto che l'anticipazione della somma, a garanzia proprio della volontà di andare in quella direzione, venne fatta con risorse proprie di bilancio, ma fin da allora venne detto che la sede opportuna era appunto quella dei fondi strutturali comunitari. Ad oggi si è, di fatto, concretizzata. Pare che sia ormai anche definitiva la delibera CIPE, quindi sulla veridicità di queste somme e sull'affidabilità c'è certezza. Credo, quindi, che in fase di assestamento si sia riportato quello che era stato anticipato come il percorso definitivo individuato.

Non c'è nessun taglio, niente di particolare. L'operazione va avanti. Credo, anzi, che sul territorio sia ormai necessario procedere quanto prima all'individuazione delle opere e di tutto quello che può essere concretamente messo in atto, sia in ambito locale sia come risorse regionali. Quindi, ai colleghi, voglio dare piene garanzie che l'opera è finanziabile, è finanziata e sta seguendo il percorso che fin dall'inizio era stato anticipato.

 

PRESIDENTE (Rainieri): Grazie, consigliere Iotti.

Consigliere Foti, prego.

 

FOTI: Signor presidente, vorrei solo un chiarimento. Vorrei sapere se stiamo trattando l'oggetto 4865 da solo o congiuntamente con quello che segue.

 

PRESIDENTE (Rainieri): Congiuntamente.

 

FOTI: Benissimo.

Debbo rilevare soltanto che sarebbe opportuno, stanti i tempi contingentati e quindi limitati, se fosse possibile, intervenire sui singoli emendamenti anziché dover intervenire nella discussione generale mangiandomi tutto il tempo degli emendamenti. Dato che mi pare che il tempo sia complessivo, chiedevo se potevo intervenire in sede di singoli emendamenti anche al limite solo per spiegarne succintamente il significato, ma almeno evitando di discutere, a differenza dei relatori che hanno sicuramente più tempo di me, dei massimi sistemi senza poter poi illustrare gli emendamenti che ho presentato.

 

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25/07/2017

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Rassegna Stampa

Tommaso Foti TommasoFoti
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