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Regione (Archivio)

Risoluzione: apertura di una sede distaccata dell'Agenzia nazionale per l'amministrazione e la destinazione dei beni sequestrati e confiscati alla criminalita' organizzata

Data: 30/01/2018
Numero: 169
Soggetto: Assemblea

OGGETTO 4889

Risoluzione per chiedere al Parlamento di confermare l'ipotesi dell'apertura di una sede distaccata dell'Agenzia nazionale per l'amministrazione e la destinazione dei beni sequestrati e confiscati alla criminalità organizzata in Emilia-Romagna. A firma dei Consiglieri: Bagnari, Zoffoli, Calvano, Mumolo, Cardinali, Rontini, Serri, Campedelli, Pruccoli, Prodi, Caliandro, Mori

(Discussione)

(Risoluzioni oggetti 6053 e 6054 - Presentazione e discussione)

 

PRESIDENTE (Saliera): Procediamo con l'oggetto 3189, progetto di legge d'iniziativa Consiglieri recante: «Informazione, pubblicizzazione e trasparenza delle attività della Regione». A firma della consigliera Piccinini.

Il testo è stato licenziato dalla Commissione Bilancio, Affari generali e istituzionali nella seduta del 16 gennaio 2018 con parere contrario.

Il progetto di legge è composto da due articoli.

La relatrice della Commissione è la consigliera Silvia Piccinini, che ha preannunciato di svolgere la relazione orale.

Sul progetto di legge è stato presentato un ordine del giorno di non passaggio all'esame degli articoli a firma del consigliere Roberto Poli.

In abbinamento abbiamo alcune risoluzioni: la 4889 per chiedere al Parlamento di confermare l'ipotesi dell'apertura di una sede distaccata dell'Agenzia nazionale per l'amministrazione e la destinazione dei beni sequestrati e confiscati alla criminalità organizzata in Emilia-Romagna. A firma dei consiglieri Bagnari, Zoffoli, Calvano, Mumolo, Cardinali, Rontini, Serri, Campedelli, Pruccoli, Prodi, Caliandro, Mori. Su questa risoluzione è stata presentata una proposta di emendamento a firma dei consiglieri Bagnari, Rontini, Ravaioli, Zoffoli, Montalti, Prodi, Poli, Campedelli, Tarasconi, Zappaterra, Taruffi, Caliandro, Pruccoli, Mori, Mumolo, Nadia Rossi, Calvano, Sabattini.

In Aula sono state presentate altre due risoluzioni. La risoluzione oggetto 6053 per impegnare la Giunta ad operare affinché la Regione assicuri la pubblicazione sul sito istituzionale dei provvedimenti, per i quali non sussistano divieti e che sono stati adottati in date antecedenti a quelle a partire dalle quali tali atti risultano disponibili, non che ad operare affinché siano pubblicati provvedimenti assunti dagli organi di indirizzo politico e dalla dirigenza delle società in house e affinché vengano promossi standard di trasparenza anche nelle società partecipate. A firma dei consiglieri Piccinini, Sensoli, Sassi e Bertani. La risoluzione oggetto 6054 per impegnare la Giunta ad attivarsi presso il Parlamento e il Governo per la modifica della legge n. 161/2017, al fine di introdurre la possibilità di creare strutture articolate sul territorio nazionale dall'Agenzia nazionale per i beni confiscati, ad avviare un confronto per definire un protocollo per un più efficace riutilizzo dei beni confiscati nel territorio emiliano-romagnolo, nonché a valorizzare il protocollo d'intesa promosso dal Tribunale ordinario di Bologna per la realizzazione di un tavolo tecnico istituzionale per la gestione dei beni sequestrati e confiscati: A firma dei consiglieri Piccinini, Sensoli, Sassi.

Ora la parola al relatore della Commissione consigliera Piccinini, che ha a disposizione venti minuti. Prego.

 

PICCININIrelatrice: Grazie presidente. Questo progetto di legge ormai ha superato l'anno di età ed effettivamente nel frattempo qualcosina è stata recepita. Però ancora troppo poco rispetto a quello che possiamo fare come ente e alle possibilità che abbiamo di intervento rispetto all'ente Regione, ma anche a tutte quelle società, chiamiamole "satellite", sulle quali abbiamo effettivo e diretto potere di intervenire. Prendiamo come articolo fondamentale l'articolo 14 del nostro Statuto regionale, che prevede che «l'attività della Regione si ispira al principio di massima trasparenza e circolazione delle informazioni, anche al fine di garantire ai cittadini e ai residenti una effettiva partecipazione».

Riprendiamo questo articolo che evidentemente era molto più avanti a parole rispetto a quello che è stato fatto effettivamente nella nostra Regione all'interno del nostro progetto di legge, che consta sostanzialmente di due punti fondamentali. Il primo, chiediamo sostanzialmente la pubblicazione di tutte le delibere e le determine, quindi anche degli atti dei dirigenti, regionali. Dico "tutte" non a caso, perché, anche a seguito delle nostre sollecitazioni, le delibere sono state pubblicate da agosto 2016 (ci era stato detto in Commissione che sarebbero state pubblicate da giugno, ma fa lo stesso), le determine hanno seguito un anno dopo e hanno iniziato ad essere pubblicate ad agosto 2017. Manca ancora tutto il pregresso che chiediamo, all'interno di una risoluzione collegata a questo progetto di legge, di colmare. Poi stabiliamo i termini entro i quali questi atti vanno pubblicati, ovvero due giorni, salvo ritardi motivati.

Lo stesso standard di trasparenza lo vogliamo applicare a quelli che abbiamo chiamato "enti satelliti" che sono le agenzie, le aziende regionali, gli enti strumentali e le società controllate. Faccio presente che il nostro bilancio regionale per il 70/80 per cento è sanità e non avere dei siti delle ASL completamente trasparenti non è un dettaglio trascurabile. Chiediamo anche alla Regione di attivarsi presso le società partecipate, dove non abbiamo quote di maggioranza.

Abbiamo voluto presentare questo progetto di legge, pur in presenza di una normativa di trasparenza, perché vogliamo che questa normativa venga superata, perché la legislazione nazionale non funziona, è troppo complicata, non permette un accesso facile alle informazioni della pubblica amministrazione. Faccio riferimento al decreto legislativo n. 33/2013, che non funziona o funziona male. Chi di voi ha avuto modo di consultare la sezione "trasparenza" dei siti della pubblica amministrazione (e anche quello della nostra Regione) si sarà reso conto che, per andare a consultare le determine, è impresa quasi impossibile. Primo, perché vengono pubblicate in blocchi di sei mesi in sei mesi, quindi c'è un gap di sei mesi. Secondo, non c'è un campo oggetto, quindi per esempio per la Regione io devo sfogliare solamente centocinquanta pagine una per una. Evidentemente non è uno strumento efficace. Ma già questa legge prevedeva la possibilità di andare oltre gli obblighi normativi.

È intervenuto il FOIA che come aspetto positivo ha avuto quello di togliere l'interesse qualificato del cittadino, dovrebbe garantire l'accessibilità, non garantisce sicuramente il libero accesso. È un meccanismo farraginoso. Le richieste dei cittadini possono essere negate anche illegittimamente, prevedono un tempo di risposta di trenta giorni entro i quali l'ente dovrebbe rispondere, alle volte non lo fa e il cittadino ha la possibilità di rivolgersi al responsabile della trasparenza che può prendersi altri venti giorni (quindi trenta più venti), al Difensore civico (altri trenta giorni ancora) o addirittura al giudice amministrativo per avere magari semplicemente un singolo atto. Che il FOIA non funzioni ce lo dice anche un'associazione «Diritto di sapere» che su cento richieste che ha presentato alla pubblica amministrazione, nel 73 per cento dei casi ha sforato i termini e nel 17 per cento dei casi le risposte non sono state soddisfacenti. Ma io voglio ricordare anche un evento che si è tenuto in questa Regione alla sala Fanti, la "giornata della trasparenza" voluta dal Difensore civico, alla quale giornata ho voluto partecipare e ascoltare ciò che veniva detto e anche in questa sede si rimarcava il fatto che questa Regione non è pienamente trasparente proprio per quello che dicevamo prima. Voglio riportare un inciso detto in quella sede, che ritengo molto importante, per cui l'informazione è una risorsa scarsa, che è un bene dei cittadini e che a loro deve tornare. L'Amministrazione è solo un custode e che quelle informazioni le deve far tornare ai loro legittimi proprietari.

Con questo progetto di legge vogliamo raggiungere anche alcuni obiettivi, primo fra tutti un vero e pieno controllo civico anche su come vengono utilizzate le risorse pubbliche, avvicinare i cittadini alla politica, tema quanto mai attuale, visto che siamo in fase di elezioni. Poi c'è tutta la questione del proliferare delle fake news, che chiaramente necessitano del cosiddetto "Fact checking" immediato. In ultimo, vogliamo garantire la legalità e prevenire fenomeni di corruzione. Questo è uno degli strumenti a nostra disposizione. Quello che vogliamo fare con questo progetto di legge è portare la trasparenza come un valore e non soltanto come un mero adempimento normativo.

 

PRESIDENZA DEL VICEPRESIDENTE RAINIERI

 

PRESIDENTE (Rainieri): Grazie, consigliere Piccinini.

Passiamo quindi alla discussione generale.

Ha chiesto la parola il consigliere Foti, prego.

 

FOTI: Io sono del tutto convinto che la consigliera Piccinini abbia fatto bene a presentare questa proposta di legge e ci aggiungo anche qualcos'altro a proposito della trasparenza, perché sarebbe già opportuno capire la ragione per la quale, se il consigliere Delmonte fa l'intervento che sto svolgendo io, verrà ripreso dall'ufficio stampa della Regione; se lo faccio io no, perché risulto candidato. Lo dico anche perché mi auguro che valga anche per la Giunta, dal momento che ho visto dichiarazioni che escono dall'ufficio stampa della Giunta. Mi pare che in questa sede si stia svolgendo un ruolo istituzionale e non mi pare che la legge dica altre cose sui ruoli istituzionali. Quindi sotto questo profilo io chiedo la convocazione urgente dell'Ufficio di Presidenza, perché, fino a prova contraria, è l'Ufficio di Presidenza l'editore dell'ufficio stampa, non è l'ufficio stampa l'editore dell'Assemblea legislativa.

Fatta questa premessa dico anche che ha ragione il progetto di legge presentato dai consiglieri Cinquestelle, perché la trasparenza noi non l'abbiamo neanche in termini di comunicazione. Ieri è uscita un'agenzia che informa di una vicenda di canoni idrici non riscossi per sette anni con un'ipotesi di danno erariale di 7,5 milioni di euro con un'implicazione, supposta dalla Guardia di Finanza, di ben cinque dirigenti e di ventisei dipendenti regionali e di tutto questo neppure l'Assemblea legislativa è stata informata. Ora io non penso che si debba andare sul sito di questo o quell'assessore per conoscere la risposta politica a questa vicenda. Se è vero che quello della Guardia di Finanza è un rapporto e ognuno di noi sa la differenza tra quello che è un rapporto e quella che è una decisione che l'organo contabile può assumere dopo aver aperto formale istruttoria, contestazione degli addebiti, sentiti gli interessati e quindi deciso o meno il rinvio degli interessati avanti la Corte dei conti medesima. Per cui io mi chiedo quale trasparenza ci sia su queste vicende, che non sono le prime che si sono verificate, perché dobbiamo mettere in ordine la vicenda che ha coinvolto un'importante istituzione di questa Regione a proposito dei "furbetti del cartellino"; una vicenda che ha riguardato l'istituto Parri, anche questa trattata solo perché si è richiesto, da parte dell'opposizione, un'audizione a termini di Regolamento. Se non vi è trasparenza all'interno dei rapporti tra organo esecutivo e organo legislativo, qualcuno mi spiega che tipo di trasparenza ci può essere tra questi due organi, nella differenza delle loro funzioni, e i cittadini?

Diceva prima la consigliera Piccinini delle difficoltà di ricercare gli atti. Aggiungo anche che noi siamo l'unica Assemblea legislativa, che non comunica gli ordini del giorno della Giunta ai suoi consiglieri. Lo fanno persino nei Consigli comunali. Anche quelli dei Comuni di poche decine o centinaia di abitanti. Abbiamo una comunicazione delle delibere adottate dalla Giunta che, quando va bene, arriva un mese, un mese e mezzo dopo l'adozione delle delibere stesse. E se il tempo si è accorciato, è solo perché qualcuno che siede in Ufficio di Presidenza ha fatto presente, che non era accettabile che fossero prima consultabili le delibere di quando fossero comunicati ai consiglieri gli atti prodromici alla loro approvazione. Io non penso che si possa continuare in questo modo, che sicuramente non rende questa Assemblea legislativa e gli organi che con essa dovrebbero cooperare una casa di vetro. Vi è una "inpar condicio", altro che par condicio! Nei fatti e nei comportamenti. Quindi io posso prendere atto che, tanto per cambiare, si utilizzi lo strumento del non passaggio all'esame dell'articolato per censurare anche questa proposta, ma è altrettanto vero che, al di là del rispetto della legge formale, oggi gli strumenti per poter accedere alla comunicazione diretta e alla consultazione degli atti, dovrebbero favorire la ricerca da parte anche di quei cittadini che sono consiglieri degli atti. È vero che vi è una legge sulla privacy, ma forse qualcuno dimentica che il consigliere regionale, nell'esercizio delle sue funzioni, non ha soltanto dei diritti, ha anche degli obblighi. Tra questi, vi è ovviamente quello di avere acquisito un atto, anche di dati sensibili, e non rilevarlo. Non vi è, invece, il divieto della consultazione o la difficoltà di consultazione dell'atto sensibile. Anche perché poi vorrei capire una cosa: quando l'atto sensibile riguarda un terzo, va bene; se riguarda un consigliere non va più bene? Lo dico a proposito delle "lenzuolate" che ci sono state in questa Regione su atti non coperti dalla privacy. Era peggio, erano coperti da segreto istruttorio, che mi pare sia un elemento leggermente più grave di quello della privacy. Quindi, a mio avviso, da una parte vi è una "caccia all'untore" quando serve, cioè quando si tratta di denigrare chi ricopre un ruolo istituzionale. Dall'altro vi è un impedimento voluto di poter esercitare fino in fondo il proprio mandato, il mandato che anche il nostro Statuto prevede senza vincoli del consigliere regionale. Ovviamente senza vincoli, salvo quelli che la legge pone, perché non è che qui vi sia il principio del "legibus solutus". Quindi io mi permetto di dire utilizzate pure gli strumenti della mannaia del regolamento per non discutere del tema, ma non illudetevi che, non discutendo questo tema, si attivino le questioni che allo stesso sono sottese.

 

PRESIDENTE (Rainieri): Grazie, consigliere Foti.

Vista l'ora e vista l'impossibilità di dare il tempo necessario al collega Bagnari per l'intervento, sospendo i lavori che riprenderanno alle ore 14 con le interpellanze e poi con il prosieguo della discussione.

 

La seduta è tolta.

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