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Regione

Inno di Mameli, proposta di legge per impedirne storpiature; Foti:'fornire una solida base giuridica e prevedere sanzioni per chi lo storpia'

Numero: 3691
Soggetto: Assemblea

RELAZIONE 

Colleghi Consiglieri! - 

Pur essendo da anni ritenuto inno nazionale, "Fratelli d'Italia" continua a non avere una fonte giuridica che tale lo legittimi. 

L'inno di Mameli fu adottato, infatti, il 12 ottobre 1946 come inno militare in sostituzione della Marcia reale sabauda, con provvedimento d'urgenza del Governo di Alcide De Gasperi.  

La Costituzione ebbe successivamente a prevedere, all'articolo 12, che "La bandiera della Repubblica è il tricolore italiano: verde, bianco e rosso, a tre bande verticali di eguali dimensioni." ma nulla ebbe a disporre in ordine all'adozione dell'inno nazionale. 

Per decenni si è dibattuto sulla necessità di rendere "Fratelli d'Italia" l'inno ufficiale della Repubblica Italiana, ma senza arrivare mai - come detto - all'approvazione di una specifica norma di legge al riguardo. 

Occorre ricordare, tuttavia, che la legge n. 222 del 23 novembre 2012, segnatamente l'articolo 1, comma 2, prevede" l'insegnamento dell'inno di Mameli e dei suoi fondamenti storici e ideali" nelle scuole di ogni ordine e grado. 

Pare evidente che detta meritoria disposizione di legge non trova applicazione in alcune aree del Paese: ad esempio, il 5 dicembre 2016 all'Istituto Aldini Valeriani di Bologna - nel corso della commemorazione promossa dalla sezione bolognese dell'Associazione Nazionale Partigiani d'Italia in ricordo di Efrem Benati e Emilio Bussolari (un bidello e uno studente fucilati nel corso della guerra civile) - agli studenti è stato fatto cantare l'inno di Mameli, in versione modificata: forse per compiacere un malinteso modello di integrazione le parole "Fratelli d'Italia" sono state sostituite da "Fratelli in Italia". 

In precedenza, il 1 maggio 2015, in occasione dell'inaugurazione di Expo, presente e consenziente il Presidente del Consiglio dei Ministri, dr. Matteo Renzi, le parole dell'inno nazionale «siam pronti alla morte…l'Italia chiamò» venivano sostituite da «siamo pronti alla vita… l'Italia chiamò». 

Pare evidente che il lasciare storpiare l'Inno nazionale - apportando allo stesso modifiche non gradite e non richieste, con l'evidente obiettivo di piegare le parole che lo compongono ad esigenze della politica o a strumentali finalità - non può né deve essere permesso. 

Alla luce di quanto sopra esposto non è più rinviabile l'approvazione di una norma di legge che riconosca "Fratelli d'Italia" quale inno ufficiale della Repubblica, ponendo così fine al malvezzo di coloro che pubblicamente e intenzionalmente ne storpiano le parole e ne modificano il significato, che vanno sanzionati. 

PROPOSTA DI LEGGE 

Art. 1. 

1. L'inno di Goffredo Mameli, «Fratelli d'Italia» è riconosciuto quale inno ufficiale della Repubblica. 

2. Con decreto del Presidente della Repubblica, previa deliberazione del Consiglio dei ministri, ai sensi dell'articolo 1, comma 1, lettera ii), della legge 12 gennaio 1991, n. 13, sono riconosciuti il testo integrale e lo spartito musicale originale dell'inno della Repubblica italiana «Fratelli d'Italia» e i relativi adattamenti musicali e sono stabilite le modalità di esecuzione dell'inno nelle cerimonie ufficiali. 

3. Entro sei mesi dall'entrata in vigore della presente legge il Governo è delegato ad approvare norme volte a sanzionare coloro che pubblicamente e intenzionalmente modificano il testo integrale dell'Inno nazionale "Fratelli d'Italia".

Tommaso Foti


07/12/2016

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Tommaso Foti TommasoFoti
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