Numero: 6-00053 / Risoluzione
Soggetto: Camera dei Deputati
Data Risposta: 12/02/2019
La Camera,
udite le comunicazioni del Ministro degli affari esteri e della cooperazione internazionale sui recenti sviluppi della situazione in Venezuela,
premesso che:
la Assemblea nazionale del Venezuela ha conferito al presidente Juan Guaidò, sulla base dell'articolo 233 della Costituzione nazionale, il mandato di Presidente ad interim con il compito di indire nuove elezioni presidenziali, in un clima di libertà e di democrazia;
la Assemblea nazionale è l'unica istituzione riconosciuta da Italia ed Unione europea, e che le successive elezioni presidenziali non sono state riconosciute dalla comunità internazionale;
preso atto delle accorate richieste giunte dai rappresentanti delle Associazioni della Comunità italiana in Venezuela;
preso atto che oltre 50 Nazioni, quasi tutti gli Stati dell'unione europea e gli Stati dell'America meridionale hanno già riconosciuto il presidente ad interim Juan Guaidò;
il Gruppo di contatto creato dall'unione europea, nella sua prima riunione a Montevideo ha approvato, con il consenso dell'Italia, un documento che chiede elezioni presidenziali libere e credibili, il ripristino dei poteri dell'Assemblea nazionale, la restaurazione di democrazia e stato di diritto, e libero accesso agli aiuti umanitari;
è necessario predisporre un piano di aiuti umanitari in soccorso della popolazione civile, stremata dalla gravissima crisi economica e sociale;
è indispensabile agire in tutte le sedi affinché la Comunità internazionale contribuisca nel garantire una transizione pacifica e democratica e a realizzare misure urgenti per sopperire alle drammatiche condizioni sanitarie e sociali del Paese,
impegna il Governo
a riconoscere il presidente ad interim Guaidò affinché indica immediatamente nuove e libere elezioni presidenziali in Venezuela, che possano svolgersi con la garanzia degli osservatori internazionali.
Risoluzione sottoscritta dai parlamentari: Meloni, Lollobrigida, Delmastro delle Vedove, Donzelli, Acquaroli, Bellucci, Bucalo, Butti, Caretta, Ciaburro, Cirielli, Crosetto, Luca De Carlo, Deidda, Ferro, Fidanza, Foti, Frassinetti, Gemmato, Lucaselli, Maschio, Mollicone, Montaruli, Osnato, Prisco, Rampelli, Rizzetto, Rotelli, Silvestroni, Trancassini, Varchi, Zucconi.
La risoluzione, stante il parere contrario del Governo, è stata respinta nella seduta del 12 febbraio 2019
DIBATTITO IN ASSEMBLEA
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PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare il deputato Donzelli. Ne ha facoltà.
GIOVANNI DONZELLI (FDI). Grazie, Presidente. Noi quando parliamo del Venezuela non dobbiamo dimenticarci alcune cose: non dobbiamo dimenticarci che c'è un'inflazione, in quella nazione, che in questo momento è pari a un milione per cento all'anno. Inoltre, è una nazione dove vengono incarcerati i dissidenti politici, dove esiste, nella sede della polizia politica di Stato, subito sotto alla metropolitana, La Tumba, un carcere strettissimo, senza luce, dove vengono torturati i dissidenti politici, dissidenti politici che vengono arrestati mentre svolgono le loro funzioni. Ricordo che proprio in questi giorni abbiamo Antonio Ledezma in Italia. Antonio Ledezma, sindaco di Caracas, è stato arrestato, da sindaco di Caracas, mentre esercitava le sue funzioni perché non era gradito al Governo venezuelano e al dittatore venezuelano. E davanti a questa situazione gravissima cosa fa il Governo italiano? Il Governo italiano ha balbettato finora, si è spaccato, ha perso tempo e ora oggi viene qui in Aula a dirci: "Chiediamo libere elezioni". Continua a balbettare, perché vorremmo sapere poi chi le gestirà quelle cosiddette "libere elezioni". Ma perché è un problema per noi? È un problema perché non ci possiamo dimenticare che il Venezuela è il secondo Paese al mondo per presenza di italiani e gli italiani in Venezuela, che sono numerosissimi, non prendono la pensione. I figli degli italiani sono costretti a frugare tra i rifiuti per poter mangiare in Venezuela. Gli italiani muoiono negli ospedali del Venezuela perché mancano le medicine, manca l'acqua e mancano i servizi sanitari fondamentali. E il Governo davanti a questo non può balbettare, non può fermarsi a una politica estera dettata dai sogni sballati di Di Battista, perché il problema è tutto qui. Se era surreale Maduro quando credeva di fare il nuovo Fidel Castro e riunire in un'ottica antimperialista americana da Ventesimo secolo tutti i Paesi latinoamericani, se era surreale Maduro in questo è ancora più surreale Di Battista che si sente il nuovo Che Guevara e va a fare diari di motocicletta in Venezuela (Applausi dei deputati del gruppo Fratelli d'Italia), e ancora più assurdo è che il Governo italiano sia vittima di questi deliri di protagonismo per farsi i selfie di Di Battista e blocchi la politica estera italiana e non difenda gli italiani in Venezuela. Infatti, il tema è molto delicato. L'Italia non può permettersi una politica estera basata sulla superficialità. Il Venezuela è al centro di una delicatissima situazione che coinvolge il narcotraffico, perché in Venezuela c'è il rapporto in cui ci sono le FARC che controllano mezzo milione di chilometri quadrati in Venezuela per il traffico di droga. Le FARC un tempo erano dei criminali guerriglieri; adesso hanno smesso di essere guerriglieri e sono solo dei criminali del narcotraffico e in Venezuela operano liberamente. E non solo, perché si è permesso nelle zone della droga in Venezuela di avere accesso a Hezbollah, perché si è creato un rapporto pericoloso anche con l'Islam da parte del Venezuela. Non possiamo dimenticarci che il 13 dicembre 2017 a Istanbul, quando c'era il summit straordinario dell'Organizzazione della cooperazione islamica, con tutte le nazioni islamiche e islamiste del mondo, c'era una nazione in più rispetto alle nazioni islamiche che era il Venezuela, con Maduro che ha stretto un pericoloso rapporto con il terrorismo islamico e con il narcotraffico e l'Italia, la propria politica estera, rispetto a una nazione guidata da un dittatore che incarcera i dissidenti, li tortura e li ammazza per agevolare il narcotraffico e il terrorismo islamico, non può preferire i selfie di Di Battista perché è un atteggiamento superficiale, è un atteggiamento pericoloso. E concludo dicendo alla collega del MoVimento 5 Stelle, che ha provato ad arrampicarsi sugli specchi dopo che il MoVimento 5 Stelle ha fatto il pro Maduro fino a ieri e poi oggi deve votare una mozione del Governo che comunque chiede libere elezioni e non riconosce Maduro, che è poco, perché comunque si balbetta, perché le libere elezioni le può gestire solo Guaidò - e arriviamo anche a questo - e l'autodeterminazione dei popoli e la non ingerenza sono il rispetto dell'organo corrispettivo di questo Parlamento e l'organo corrispettivo di questo Parlamento non è la dittatura ma è l'Assemblea nazionale, il Parlamento venezuelano, e il Parlamento venezuelano, in base all'articolo 233 della Costituzione, ha stabilito che Maduro ha abbandonato l'incarico perché, quando il 10 gennaio è andato a giurare, come dice lui, per il secondo mandato, non ha giurato davanti al Parlamento, come prevede l'articolo 231. Quindi, ha abbandonato l'incarico e, quindi, il Presidente della Camera del Venezuela è legittimamente, democraticamente e costituzionalmente il nostro interlocutore, perché ad interim ha il dovere di guidare il Venezuela verso libere elezioni. Allora, il Parlamento italiano, se vuole non avere ingerenza, se vuole credere nell'autodeterminazione dei popoli, riconosca il Parlamento venezuelano, perché il corrispettivo del Parlamento italiano è il Parlamento venezuelano, nelle relazioni bilaterali. E il Parlamento venezuelano, secondo la Costituzione e secondo le leggi, ha dato compito ad interim a Guaidò di guidare la nazione e noi faremmo un atto sovversivo se non riconoscessimo questa decisione dell'organismo rappresentativo popolare, paritetico al nostro Parlamento, in Venezuela. Quindi, se crediamo nell'autodeterminazione dei popoli e nella non ingerenza, non possiamo fare altro che dialogare, come Parlamento italiano, con il Parlamento venezuelano e riconoscerne le decisioni (Applausi dei deputati del gruppo Fratelli d'Italia).
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PRESIDENTE. È iscritto a parlare il deputato Del Mastro Delle Vedove. Ne ha facoltà.
ANDREA DELMASTRO DELLE VEDOVE (FDI). Grazie, Presidente. Mi lasci esprimere, a nome del gruppo di Fratelli d'Italia, la grande amarezza e grande delusione per le parole del Ministro degli esteri. Un cerchiobottismo degno d'altri tempi! Oggi in quest'Aula, grazie al Ministro degli esteri, abbiamo saputo con esattezza la posizione di tutte le organizzazioni internazionali del mondo, di tutte le nazioni del mondo, ad eccezione della posizione del popolo italiano, dello Stato italiano. Il Ministro ci ha raccontato, come se fosse, in verità, un esaminando, esattamente le posizioni internazionali di tutti i Paesi. Il tema è che noi avremmo voluto sapere da domani mattina qual è la posizione dell'Italia di fronte al Venezuela, di fronte a Guaidò, di fronte a Maduro, di fronte alla dittatura di Maduro. E, invece, abbiamo sentito questa panoramica generale. Sul Corriere di oggi non c'era solo il disperato appello di Guaidò, che ricordava le radici italiane della comunità italiana in Venezuela; c'era anche il capo delegazione Francisco Sucre, che è qua in quest'Aula, che, probabilmente, avendo già imparato a conoscervi, testualmente diceva: ci aspettiamo una posizione netta, non parole generiche. Peccato che anche in quest'Aula c'erano solo ed esclusivamente parole generiche di un Ministro che mi fa anche tenerezza, perché mi rendo conto che ha dovuto occhieggiare agli irenici, infantili, ideologici, infondati principi di non ingerenza evocati infondatamente in quest'Aula dal MoVimento 5 Stelle, che continua ad essere complice e contiguo del regime di Maduro. Lo abbiamo sentito, in Commissione esteri sono riusciti a venirci a raccontare che una delle più grandi e libere democrazie del mondo è il Venezuela. Allora, mi rendo conto che il Ministro anche oggi abbia dovuto occhieggiare; il tema è, però, che noi, oltre alla frase cerchiobottista "vogliamo elezioni libere il più presto possibile", non abbiamo saputo quando, non abbiamo saputo chi deve indire le elezioni libere, non abbiamo saputo quando verranno indette le elezioni libere, non abbiamo saputo con quali garanzie verranno indette le elezioni libere. Sono, forse, le medesime garanzie di oggi, quelle per le quali Maduro, in concorso, forse è meglio dire in associazione a delinquere, con l'Assemblea nazionale costituente nominata ad arte nel 2017, hanno indetto elezioni farsa? L'Assemblea nazionale costituente, inventata da Maduro nel 2017, è servita a due scopi: il primo, il più vergognoso, il giorno stesso della sua prima riunione, è stato quello di destituire il procuratore generale Ortega Diaz, rea di avere incriminato Maduro per 8 mila omicidi politici, e di spiccare un mandato internazionale di cattura nei confronti del procuratore generale del Venezuela solo perché, a schiena dritta, ha osato dire a Maduro "sei un assassino" e ha osato denunciarlo alla comunità penale internazionale (Applausi dei deputati del gruppo Fratelli d'Italia). La seconda decisione dell'Assemblea nazionale costituente, l'altra improvvida seconda decisione dell'Assemblea nazionale costituente è stata quella di proibire che i partiti di opposizione si presentassero alle elezioni farsa del 2018. Si sa, potremmo dire, se non ci fosse del tragico in tutto ciò, che a Maduro, come in una pubblicità, gli piace vincere facile. Il problema è che noi di Fratelli d'Italia non riusciamo a ridere e scherzare perché sappiamo cosa c'è dietro a questa vicenda. Il tema è quindi, Ministro, non avere contezza che lei sa esattamente la posizione di tutte le altre nazioni europee o del mondo; il tema è sapere chi, quando, come e con quali garanzie si procederà ad indire le elezioni. Il cerchiobottismo forzato di una maggioranza che su tutti i dossier internazionali più scottanti deve rincorrere continue mediazioni, che, peraltro, incrinano la credibilità della nazione italiana, in questo caso non è più un cerchiobottismo che noi possiamo stigmatizzare con un mezzo sorrisino di compassione o di commiserazione. In questo caso il vostro cerchiobottismo è contiguità, è complicità nei confronti di una brutale, spietata, sanguinaria dittatura, di una satrapia orientale in salsa comunista de noantri. Voi avete meno coraggio - lo dico con sincerità - di taluni ex Ministri chavisti che hanno avuto il coraggio non di dire "elezioni libere il più presto possibile"; hanno detto, almeno, "elezioni libere immediatamente". Avete tergiversato sino ad oggi sulla questione Venezuela, e lo avete fatto perché volevate rimandare sine die la presa di posizione dell'Italia in favore del Venezuela, del popolo venezuelano, di quella comunità italiana in Venezuela che fino a ieri guardava con fiducia all'Italia, fino a ieri guardava; oggi, evidentemente, non guarda più a questa nazione con fiducia. Avete tergiversato quando Fratelli d'Italia, consapevole del fatto che ormai il Venezuela fosse sull'orlo, sull'orrido e sul baratro di una guerra civile, vi chiedeva di raddoppiare almeno il personale nei consolati per consentire agli italiani di scappare. Avete tergiversato quando, nel novembre del 2018, vi abbiamo chiesto, come Fratelli d'Italia, di sottoscrivere, assieme ad altre quattordici nazioni, la denuncia alla Corte penale internazionale per crimini contro l'umanità di Maduro, ai sensi dell'articolo 14 dello Statuto di Roma. Avete tergiversato ancora a gennaio, quando Fratelli d'Italia vi chiedeva di riconoscere immediatamente Guaidò Presidente ad interim, affinché portasse a libere elezioni e archiviasse la sanguinaria pagina della dittatura di Maduro. Avete tergiversato, e questo forse è peggio, in Europa quando con il vostro veto avete impedito che l'Europa, che già non si contraddistingue per interventismo e coraggio sulla scena internazionale, potesse stare al fianco di questa delegazione, non ha potuto stare al fianco di Guaidò. E oggi ci provate nuovamente con un indigesto cerchiobottismo, nel tentativo di tenere in piedi una maggioranza che è costretta a continue ed estenuanti mediazioni che limitano le posizioni e le capacità dell'Italia. Il problema è che oggi Francisco Sucre vi ricorda che dietro il vostro cerchiobottismo c'è un popolo affamato di libertà, vi ricorda che c'è lo spaesamento della nostra comunità nazionale, che si sente tradita e abbandonata, o forse peggio sacrificata, sugli altari di una maggioranza di Governo. Francisco Sucre vi ricorda che dietro il vostro cerchiobottismo non ci sono i principi di non ingerenza evocati a sproposito dal MoVimento 5 Stelle; ci sono 2 milioni di venezuelani che sono scappati, dando origine a un esodo biblico, scappati perché muoiono di fame, scappati perché muoiono senza medicine, scappati perché vengono torturati, scappati perché vengono uccisi, scappati perché vengono privati delle più elementari libertà politiche e umane! Francisco Sucre vi ricorda che dietro il vostro cerchiobottismo ci sono 11 mila bambini denutriti in Venezuela. Francisco Sucre vi ricorda che dietro il vostro cerchiobottismo ci sono 8 mila omicidi politici, frutto di una denuncia penale del procuratore generale del Venezuela prima che dovesse scappare, anche lei, inseguita da un mandato di cattura internazionale degli sgherri di Maduro. Francisco Sucre vi ricorda che dietro il vostro cerchiobottismo c'è il criminale Maduro, che in questi giorni - altro che non ingerenza, altro che forze in campo! - sta impedendo con l'esercito che in Venezuela entrino medicinali, vestiario e cibo. Ci ricorda che dietro al vostro cerchiobottismo c'è il 12 per cento della popolazione denutrita (Deputati del gruppo Fratelli d'Italia espongono una bandiera del Venezuela).
PRESIDENTE. Deputati, per favore, abbassate la bandiera! Chiedo di intervenire agli assistenti parlamentari (Gli assistenti parlamentari ottemperano all'invito del Presidente).
ANDREA DELMASTRO DELLE VEDOVE (FDI). Mi deve far finire.
PRESIDENTE. Prego.
ANDREA DELMASTRO DELLE VEDOVE (FDI). Noi non siamo mai stati complici del Venezuela di Maduro…
PRESIDENTE. Dobbiamo levare la bandiera. Per favore, Lollobrigida, per favore! Trancassini! Deputato Lollobrigida, deputato Lollobrigida!
ANDREA DELMASTRO DELLE VEDOVE (FDI). Non possono scappare, anche con questa bandiera, devo finire. Noi non siamo mai stati complici…
PRESIDENTE. Sempre con correttezza verso gli assistenti parlamentari, perfetto. Concluda.
ANDREA DELMASTRO DELLE VEDOVE (FDI). Sto concludendo.
PRESIDENTE. Deve concludere, erano i suoi colleghi alle sue spalle.
ANDREA DELMASTRO DELLE VEDOVE (FDI). Noi non siamo mai stati complici di Maduro e voi potete oggi decidere di non essere più complici o di continuare a essere complici. Con questa posizione, siete complici. Fratelli d'Italia non lo sarà mai, perché crede in un'Italia autorevole, che sancisca la fine del dittatore Maduro e urli: "Venezuela libero!" (Applausi dei deputati del gruppo Fratelli d'Italia).
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PRESIDENTE. Grazie, onorevole Lupi. Come vede, tutti i colleghi sono restati ad ascoltarla. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Lollobrigida. Ne ha facoltà.
FRANCESCO LOLLOBRIGIDA (FDI). Grazie, Presidente. Colleghi, la giornata di oggi è stata caratterizzata da un ampio e lungo dibattito. Vorrei ringraziare, anche se adesso è assente, il Ministro Moavero perché con maestria è riuscito a spiegare in termini di diritto internazionale compiti e doveri, è riuscito a spiegare a tutti quello che sarebbe dovuto essere rispetto a un intendimento del Governo che poi non è stato: non è stato nella mozione di maggioranza, che abbiamo letto e che ovviamente non condividiamo e che non voteremo perché è una risoluzione che nulla dice rispetto a quello che l'Italia dovrà fare. Il Parlamento sovrano non è il Papa: il Papa fa bene ad essere neutrale, prega per tutti, prega per un popolo che ha il 71 per cento di cattolici al suo interno, fa bene a mediare con i suoi metodi e non è che il mio giudizio abbia una rilevanza nei suoi confronti. Ma un Governo come il nostro non fa bene a non tenere conto delle condizioni in cui un popolo, nostro fratello, vive in queste ore, in questi momenti e in questi ultimi anni. Non ce lo possiamo proprio permettere perché siamo un Parlamento democraticamente eletto. Dunque, nelle parole del Ministro Moavero, nell'introduzione delle comunicazioni che oggi ha voluto offrire a quest'Aula in modo gentile anche per la sua capacità di relazionare, abbiamo letto quella che poteva essere la soluzione. Nel momento in cui c'è un Presidente della Repubblica, Nicolás Maduro, che, per l'Italia, non è stato eletto legittimamente e c'è invece un'Assemblea che, per l'Italia, è stata eletta legittimamente, sarebbe stato naturale per noi oggi concludere - e spero ancora che il Parlamento lo faccia - con la ufficiale accettazione di una richiesta forte che viene dalla comunità venezuelana in Venezuela e della comunità venezuelana in Italia: il riconoscimento di Juan Guaidó come Presidente legittimato non a governare il Venezuela ma a indire immediatamente libere elezioni che permettano al Venezuela di avere un Presidente eletto dal popolo (Applausi dei deputati del gruppo Fratelli d'Italia), che sia legittimato rispetto alla comunità internazionale e che cominci a poter agire per risolvere i problemi presenti nella nazione. La precondizione che c'è è restituire la libertà al popolo venezuelano: una precondizione sulla quale non c'è trattativa che tenga. Oggi ho rivisto le immagini dell'approccio alle manifestazioni che ci sono state in Venezuela: da una parte, il popolo il 23 gennaio e il 2 febbraio, il popolo che abbiamo incontrato anche qui in Italia. La comunità venezuelana è splendida: si relaziona con gentilezza, senza violenza, in maniera mite, spiegando che il loro desiderio prima di tutto è la libertà e la capacità di ritrovarsi come popolo nella condizione di sopravvivere. Abbiamo visto le immagini di un popolo dietro Juan Guaidó, dietro l'Assemblea. Abbiamo visto un popolo che chiede di avere la possibilità di esprimersi. Dall'altra parte, abbiamo visto Maduro circondato dall'esercito: quale Presidente legittimato a governare ha bisogno dell'esercito per farsi proteggere dal proprio popolo? Sarebbe già in quelle immagini la risposta rispetto a quanto noi dovremmo poter fare. Ma abbiamo un Governo di compromesso, un Governo fatto da due forze politiche che hanno valori differenti, hanno proposte troppo differenti anche in campo internazionale. L'abbiamo visto sulla questione del Global Compact, in cui il Governo tutto ha girato su se stesso. Lo stiamo vedendo in queste ore con il MoVimento 5 Stelle che si arrampica sugli specchi per sostenere una posizione di neutralità. Certo, non possiamo dimenticare i viaggi a spese del Parlamento di alcuni membri del MoVimento 5 Stelle a trovare in Venezuela esattamente chi opprime quel popolo (Applausi dei deputati del gruppo Fratelli d'Italia), a rapportarsi con i cittadini italiani residenti in Venezuela che raccontavano quali timori e quali paure vivevano in quelle ore: però, è evidente che non li hanno convinti, hanno continuato a pensare di poter essere neutrali rispetto a tale condizione. Abbiamo una posizione della Lega che, fuori dal Parlamento, è molto chiara: vorrei ringraziare i colleghi della Lega che oggi hanno indossato, come noi, le spille che richiamano alla nostra proposta, alla richiesta di solidarietà verso l'Assemblea venezuelana, alla legittimazione di una posizione forte. Li voglio ringraziare e voglio ringraziare anche il Ministro Salvini che ha specificato fuori dal Parlamento quale sia la posizione che lui intende avere in termini dialettici, però, nei confronti di Maduro. Lo ha descritto come sanguinario, come persona che opprime il popolo, come assassino, come uno degli ultimi residui di un'ideologia che ha promesso – come, qualche giorno, fa un vescovo a Basovizza ha sottolineato – il paradiso in terra e ha fatto ritrovare invece l'inferno a coloro che l'hanno subito, il comunismo (Applausi dei deputati del gruppo Fratelli d'Italia). Salvini lo ha sottolineato, e noi speravamo che oggi questa posizione riuscisse ad essere prevalente, che anche l'opera del Ministro Salvini servisse, insieme a quella di chi come noi, come Fratelli d'Italia, dall'inizio chiede di riuscire ad avere una posizione dell'Italia che sblocchi la situazione internazionale. Perché tutti auspichiamo, a chiacchiere, che in Venezuela torni la democrazia, tutti auspichiamo che rapidamente si permetta al popolo venezuelano di tornare alle urne. Ma chi le deve indire queste elezioni? Maduro ha già detto che non lo farà, Guaidó dice che lo farà, ed è evidente, per semplificare, che una nazione che vuole ottenere un risultato deve ufficializzare il sostegno a chi riporterà la libertà in Venezuela. Questa è la richiesta che oggi poniamo nel nostro atto di indirizzo: un atto di indirizzo semplice, scarno, anche nelle premesse, perché di Venezuela se n'è parlato tanto, se ne parla tutti i giorni, se ne parla in tanti piazze, perfino in Abruzzo. Voi sapete che la comunità più importante, all'interno della comunità italiana trasferitasi in Venezuela, è quella abruzzese. Lo dico anche al MoVimento 5 Stelle, che in Abruzzo ha avuto un risultato estremamente deludente: magari anche questo sarà stato uno degli elementi che vi ha penalizzato in quella regione, perché anche lì, in ogni piazza, con la bandiera venezuelana c'erano rappresentanti di quella comunità, che spiegavano che c'era necessità di schierarsi. E lo chiedono ancora a quest'Aula, lo chiedono gli amici presenti che saluto e che ringrazio dell'attenzione che prestano ai nostri lavori (Applausi dei deputati dei gruppi Fratelli d'Italia e Forza Italia- Berlusconi Presidente), per poter raccontare ai loro connazionali, ai nostri fratelli venezuelani, 2 milioni di oriundi, 2 milioni di persone che sono state ospitate in quella terra, che hanno potuto vedere quello che è successo di buono, vedere un popolo ospitale, che li hanno potuti aiutare a svilupparsi, come spesso accade per l'emigrazione italiana all'estero, che non è da confondersi con l'immigrazione di altri in Italia. Hanno visto sviluppare quella comunità, l'hanno vista essere oppressa, prima da Chávez e oggi da Maduro. È necessario restituirle la libertà, e lo possiamo fare anche con l'Italia, che possa sbloccare questa condizione internazionale. Noi chiediamo sostegno al nostro atto di indirizzo, facciamo appello agli amici della Lega ad essere coerenti, magari solo con un'astensione tecnica, magari non partecipando al voto in quest'Aula rispetto agli atti di indirizzo che sono stati posti da tante forze politiche, per il riconoscimento di Juan Guaidó: sarebbe un atto significativo, che porrebbe fine ad ogni ipocrisia. Se da una parte c'è un tiranno, e dall'altra parte c'è la democrazia, noi, questo Parlamento eletto deve schierarsi dalla parte della democrazia e della libertà. Non è pensabile ancora un giorno sopportare, con chi dice "aspettiamo, vediamo, ragioniamo", che un popolo muoia di fame, che un popolo veda bambini, anziani, disabili che muoiono ogni giorno in condizioni di precarietà, con un'inflazione che ha superato ogni livello: nemmeno nella Germania del primo dopoguerra si arrivò a questi livelli di inflazione. È necessario, e credo sia utile, che questo Parlamento si esprima in maniera decisa, che dia una risposta chiara, e che si evitino queste scene, che ci sono pure state, di tentativi di avere all'interno del Governo la maggioranza e l'opposizione. Qui dentro prendere posizioni "ponziopilatesche", come quelle espresse in questa discussione, poi uscire e ognuno raccontare ai simpatizzanti di Maduro che hanno fatto l'occhiolino, tanto da ottenere i ringraziamenti di questo tiranno, sciacallo, che governa il Venezuela, e dall'altra parte invece avere altre forze politiche che raccontano che sono dalla parte dei venezuelani nelle piazze, ma che in Parlamento potrebbero assumere atteggiamenti ben distinti. Quindi il mio appello: io annuncio voto contrario come segnale al Governo. Lo diciamo con leggerezza: non si può sostenere una comunicazione e un atto di indirizzo che nulla dice sul metodo per ottenere gli scopi che sono validi all'interno dell'atto, ma non potrebbe essere il contrario; nulla dice sugli strumenti. Lo strumento che noi indichiamo è chiaro: riconoscimento immediato di Juan Guaidó, elezioni immediate e libertà per il popolo venezuelano (Applausi dei deputati del gruppo Fratelli d'Italia).
