Camera

Chiusura dell'Azienda Akzo Nobel di Fombio

Data: 15/10/2009
Numero: 5-01961
Soggetto: Al Ministro dello sviluppo economico.
Data Risposta: 03/11/2009

Per sapere - premesso che;
la decisione, rilevata dai vertici aziendali verso la fine di settembre 2009, di chiusura dello stabilimento di Fombio (in provincia di Lodi) di proprietà dell'Akzo Nobel (multinazionale olandese leader nel campo della produzione di vernici) rischia di determinare gravi effetti occupazionali, atteso che sono 185 i lavoratori che la stessa occupa;
l'iniziativa di cui sopra pare legata all'andamento delle vendite registrate da Akzo Nobel negli ultimi tre anni, aggravato dalla crisi internazionale e dalla concorrenza proveniente dai mercati asiatici;
in questi ultimi giorni sono emerse alcune timide disponibilità da parte della detta multinazionale che si sarebbe dichiarata disposta ad attuare una strategia diversa, il che potrebbe consentire una mitigazione dei negativi effetti occupazionali più sopra ipotizzati -:
se la vicenda sia nota al Governo e se intenda farsi parte attiva per una positiva conclusione delle trattative in corso, con evidente benefici per l'occupazione e economia della zona.
(5-01961)

Andrea GIBELLI, presidente, dichiara di sottoscrivere l'interrogazione in titolo.

Il sottosegretario Stefano SAGLIA risponde all'interrogazione in titolo nei termini riportati in allegato, ricordando che interrogazioni a risposta immediata di medesimo contenuto sono state svolte nella seduta del 22 ottobre 2009.

La AKZO NOBEL, è un'azienda operante a Fombio (LO) con linee produttive nel settore delle vernici, con una forza lavoro coinvolta di 170 addetti. Di questi, come precisato dall'Azienda, circa 20 risultano vicini al pensionamento, altri 30 possono essere accolti presso altri stabilimenti del Gruppo in Italia e in minoranza anche all'estero.
A causa di un trend negativo, relativo sia al mercato delle vernici negli ultimi anni in generale, sia ad uno specifico trend negativo del sito di Fombio, è stata presa la decisione, da parte del management di AkzoNobel, di cessare le attività produttive a Fombio.
I motivi della decisione sono da ricercare nei volumi produttivi progressivamente crollati nel tempo: lo stabilimento è, infatti, passato dalle 35.000 tonnellate di produzione del 2000, alle circa 7.000 tonnellate previste nel 2009.
Il calo dei volumi degli ultimi anni, se confrontati con la capacità del sito produttivo, non consente all'azienda di sostenere nuovi ulteriori investimenti a Fombio.
Risulta al Ministero dello sviluppo economico che il confronto con le rappresentanti sindacali è indirizzato a individuare le migliori soluzioni per i lavoratori, al fine di minimizzare il più possibile l'impatto sociale della decisione.
Da notizie fornite direttamente dall'azienda risulta che, dopo la comunicazione della cessazione delle attività, la stessa si sia accordata con i lavoratori su alcune soluzioni. Tra queste:
il prolungamento delle produzioni presso il sito di Fombio, fino al secondo trimestre del 2010, indipendentemente dai volumi di produzione;
il riconoscimento da parte di AkzoNobel di un bonus a ciascun lavoratore che assicura la continuità delle produzioni e della qualità, di circa 250 euro mese;
l'individuazione di trasferimento di alcune posizioni lavorative in altri siti produttivi della AkzoNobel, sia in Italia che all'estero;
il coinvolgimento di alcuni lavoratori, fino alla fine del 2010, per tutte le attività di messa in sicurezza dello stabilimento, a tutela delle comunità locale che insiste nelle vicinanze del sito di Fombio;
un programma di outplacement, promosso da Akzonobel per il ricollocamento dei lavoratori;
la quantificazione dell'incentivo di mobilità volontaria di ciascun lavoratore, che è attualmente oggetto di trattativa e discussione con i rappresentanti sindacali.

L'iniziale chiusura prevista al 31.12.09 è stata riprogrammata al giugno 2010, ma i lavoratori chiedono da subito l'attivazione delle istituzioni per scongiurare tale ipotesi. Al momento, le istituzioni competenti riferiscono che non vi sono depositate, da parte dell'impresa, richieste di avvio di procedura CIGS o Mobilità. La Regione Lombardia ha avviato interlocuzioni con la proprietà per valutare la possibilità di modificarne eventualmente gli intendimenti.
Interlocuzioni sono state avviate con la Prefettura di Lodi che ha comunicato le criticità manifestatesi sul territorio derivanti dalla decisione aziendale di chiudere il sito.
Il Ministero dello sviluppo economico segue con la dovuta attenzione l'evolversi della situazione di questa azienda che, come altre, sta affrontando questo momento di criticità e difficoltà. A tal proposito, i rappresentanti del Ministero hanno incontrato, in data 28 ottobre, il management aziendale, sia italiano che inglese, al fine di verificare la situazione aziendale.
In quell'occasione è stata prevista l'attivazione di un tavolo, per il prossimo 11 novembre presso lo stesso Dicastero.

Andrea GIBELLI, presidente, replicando, si dichiara soddisfatto della risposta.
Dichiara quindi concluso lo svolgimento delle interrogazioni all'ordine del giorno.

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TommasoFoti
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