Camera

Contrasto della criminalita' a Castel Volturno; perche' non sono ancora stati impiegati i militari?

Data: 14/05/2019
Numero: 3-00735 / Interrogazione a risposta immediata
Soggetto: MINISTRO DELL'INTERNO
Data Risposta: 15/05/2019

Per sapere – premesso che: 

il ferimento di una bambina avvenuto lo scorso 3 maggio in pieno centro a Napoli, a causa di un agguato di camorra, pone con drammatica attualità il tema della criminalità a Napoli come anche in altri centri della Campania; 

in particolare, la zona di Castelvolturno vive da tempo uno stato di emergenza sicurezza a causa della fortissima presenza della mafia nigeriana, dedita allo spaccio di droga, alla prostituzione, e addirittura al traffico di organi, e nutrita da una manovalanza pressoché infinita vista la massiccia presenza nella zona di immigrati africani irregolari, stimati tra quindicimila e venticinquemila unità; 

nella risposta all'atto di sindacato ispettivo n. 5-00165, presentato dal gruppo Fratelli d'Italia il 9 gennaio 2019, il Governo ha affermato che « Accanto all'azione decisa delle Forze dell'ordine e dell'autorità giudiziaria, il Governo, come è noto, è già impegnato nell'area di Castel Volturno in un'azione di risanamento ad ampio spettro che mira: a riaffermare il principio di legalità, a migliorare la situazione ambientale e della salute pubblica, a consentire l'inserimento nel tessuto sociale e produttivo degli stranieri in posizione regolare »; 

il 27 febbraio 2019, nell'ambito dell'esame della mozione n. 1-00113 sull'immigrazione presentata dal gruppo Fratelli d'Italia, l'Assemblea della Camera dei deputati ha approvato l'impegno relativo a « l'invio di un contingente militare nella zona di Castel Volturno a supporto delle forze di polizia impiegate nella lotta alla mafia nigeriana » –: 

per quali motivi non sia ancora stata data attuazione all'impegno approvato contenuto nella mozione citata in premessa, e quali iniziative siano state messe in atto sinora per garantire la sicurezza e il contrasto alla criminalità nell'area di Castel Volturno.

Interrogazione sottoscritta dai parlamentari: LOLLOBRIGIDA, MELONI, ACQUAROLI, BELLUCCI, BUCALO, BUTTI, CARETTA, CIABURRO, CIRIELLI, LUCA DE CARLO, DEIDDA, DELMASTRO DELLE VEDOVE, DONZELLI, FERRO, FIDANZA, FOTI, FRASSINETTI, GEMMATO, LUCASELLI, MANTOVANI, MASCHIO, MOLLICONE, MONTARULI, OSNATO, PRISCO, RAMPELLI, RIZZETTO, ROTELLI, SILVESTRONI, TRANCASSINI, VARCHI e ZUCCONI.

DIBATTITO IN ASSEMBLEA

PRESIDENTE. L'onorevole Ferro ha facoltà di illustrare l'interrogazione Lollobrigida ed altri n. 3-00735 (Vedi l'allegato A), di cui è cofirmataria. 

WANDA FERRO (FDI). Signora Presidente, signor Ministro, la interrogo in riferimento alla bambina, a quello che è avvenuto il 3 maggio scorso in pieno centro a Napoli a causa di un agguato di camorra, che pone in drammatica attualità il tema della criminalità a Napoli come in altri centri sicuramente importanti della Campania. E in particolare la zona di Castel Volturno, che vive da troppo tempo in uno stato di emergenza e di mancata sicurezza, a causa ovviamente della fortissima presenza della mafia nigeriana, battaglia che da sempre ci poniamo nei nostri interventi e nei nostri atti, dedita allo spaccio di droga, alla prostituzione e addirittura al traffico di organi. Una manovalanza pressoché infinita, vista la massiccia presenza nella zona degli immigrati africani irregolari, stimati tra le 15 mila e le 25 mila unità. Nella risposta all'atto del sindacato ispettivo n. 5-00165, presentato dal gruppo di Fratelli d'Italia il 9 gennaio 2019, il Governo ha affermato che, accanto all'azione decisa delle forze dell'ordine e dell'autorità giudiziaria e di Governo, come è noto è già impegnato nell'area di Castel Volturno in un'azione di risanamento ad ampio spettro, che mira a riaffermare il principio di legalità e a migliorare la situazione ambientale della salute pubblica, che consenta l'inserimento nel tessuto sociale e produttivo degli stranieri. 

PRESIDENTE. Concluda. 

WANDA FERRO (FDI). Rispetto anche all'atto, alla mozione 1-00113, noi vogliamo comprendere quali siano stati i motivi per i quali ancora non sia stata data attuazione all'impegno approvato e contenuto nella mozione citata in premessa, e quali iniziative siano state messe in atto sinora per garantire la sicurezza e il contrasto alla criminalità nell'area di Castel Volturno. PRESIDENTE. Il Ministro dell'Interno, Matteo Salvini, ha facoltà di rispondere. 

MATTEO SALVINI, Ministro dell'Interno. Presidente, grazie all'interrogante. Io peraltro domani alle 18,30 sarò a fare il quarto comitato per l'ordine pubblico e la sicurezza a Napoli, cosa che nessun Ministro dell'interno ha mai fatto in precedenza, e nel decreto-legge "sicurezza-bis" sono previste 800 assunzioni per garantire lo sconto della pena in carcere ai 12 mila condannati che sono in questo momento a spasso per Napoli: perché noi possiamo riempire di poliziotti e di carabinieri tutta Napoli e tutta Italia, ma se questi li arrestano e poi nessuno li mette in galera evidentemente non facciamo fino in fondo il nostro dovere. Quindi questo c'è nel decreto-legge "sicurezza -bis". Per quanto riguarda Castel Volturno e i comuni del litorale Domizio, i numeri dicono che sono complessivamente impiegati 230 militari fra Terra dei fuochi, antidroga e anticamorra. Al contingente di militari dell'operazione "Strade sicure" si aggiungono anche 18 operatori dei Reparti prevenzione crimine della polizia di Stato a integrare gli organici presenti sul territorio. Negli ultimi mesi, con cadenza periodica, sono stati svolti appositi servizi interforze, mirati alla repressione del fenomeno del traffico di stupefacenti, di cui lei ovviamente parlava, con l'impiego, in ciascuna di queste occasioni, di almeno 30 operatori delle forze di polizia. Quindi io ringrazio il prefetto di Caserta e le autorità che con gli uomini e mezzi a disposizione stanno combattendo in prima linea. Chiederò alla collega, da cui dipendono, evidentemente, l'operazione Strade sicure e l'invio di militari, di fare ancora di più e questo lo farò per iscritto oggi stesso. Ringrazio la comunità locale che resiste e reagisce a livello di parrocchia, a livello di volontariato, a livello di famiglia, perché non è solo un problema di ordine pubblico. Sulla mafia nigeriana sono d'accordo con lei e mi auguro che anche i tribunali squarcino un velo di silenzio che da troppi anni sta coprendo, non solo a Castel Volturno ma anche in altre province italiane, quella che ormai, purtroppo, è una vera e propria radicazione mafiosa nigeriana che arriva dall'altra parte del continente. Anche per questo motivo, controllare chi sbarca in Italia, evidentemente, fa parte non di un mio diritto, ma di un mio dovere da Ministro dell'interno (Applausi dei deputati del gruppo Lega-Salvini Premier). 

PRESIDENTE. L'onorevole Ferro ha facoltà di replicare, per due minuti. 

WANDA FERRO (FDI). Grazie, signor Ministro, mi riferivo proprio anche a quell'atto a cui lei ha fatto riferimento, del 27 febbraio, rispetto anche a quella mozione, da parte del gruppo di Fratelli d'Italia, dove cercavamo di far sì che all'interno di Castel Volturno ci fosse veramente un contingente militare - cosa che riguarda ovviamente anche il dicastero della sua collega, che si era detta disponibile - ma dove troppo spesso, poi, le asserzioni e comunque le idee non diventano azioni. Certamente c'è una grande preoccupazione, come lei ha voluto sottolineare, che non riguarda soltanto la Campania, piuttosto che Castel Volturno; la mafia nigeriana ha messo sicuramente le mani ovunque, anche con quei patti di non belligeranza con le nostre mafie italiane, ma resta ancora in qualche modo un organico, rispetto anche all'impegno, delle Forze armate e delle forze dell'ordine - sicuramente ringraziamo anche noi il prefetto - troppo piccolo per poter fronteggiare quello che in questo momento, anche da tante cronache nazionali, viene fuori. Io sottolineavo il problema dello spaccio di droga, piuttosto che della prostituzione, ma sottolineo anche il traffico di organi, dove per la prima volta abbiamo una donna pentita che scende in campo a sottolineare che soltanto per la vendita di un rene si pagano 5 mila euro, anche rispetto a ciò che poi, in qualche modo, la gente chiede e che ci ha sempre sottolineato, cioè quella ricerca di sicurezza che forse ci ha visti anche un po' insoddisfatti in una battaglia molte volte, signor Ministro, solitaria di Fratelli d'Italia. Quindi, io ovviamente mi ritengo parzialmente soddisfatta e sono certa che in un prossimo question time ci saranno dati più confortanti rispetto agli uomini messi in campo, rispetto anche a quello che abbiamo sempre promesso ai cittadini italiani, cioè la sicurezza, ma soprattutto anche con l'autorevolezza e la serietà di un gruppo come quello a cui appartengo, Fratelli d'Italia, che non rimarrà a guardare silenzioso, certamente aspettando, in questo caso, che un'altra ragazzina sia sacrificata sull'altare del politicamente corretto. 

PRESIDENTE. È così esaurito lo svolgimento delle interrogazioni a risposta immediata.

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TommasoFoti
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